Carrara festival 2018 – Il lavoro – Da giovedì 6 a domenica 9 settembre 2018

 Se c’è un tema che misura i modi di convivenza tra gli uomini, il livello di civiltà dei continenti, la cultura e i bisogni dei popoli; che sta al centro della vita dei singoli e, contemporaneamente, della collettività, quello è il “lavoro”. Sarà questo il tema della tredicesima edizione di con-vivere, il Festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che si terrà a Carrara da giovedì 6 a domenica 9 settembre prossimi dalle 17.00 alle 24.00.

“La parola lavoro – spiega il direttore scientifico del Festival Remo Bodei – ha assunto nel corso della storia un velo di pessimismo e una patina grigia e opaca. Sentirne parlare ci fa per lo più pensare ad aspetti critici e problematici. Eppure questa accezione negativa non è così scontata. Di questo ambito tematico, sono anzi propri due poli semantici antitetici, uno certamente più negativo, che lo associa alla fatica e allo sfruttamento, mentre il secondo, positivo, legato alle capacità creative dell’uomo. Ma perché oggi tende invece a prevalere la prima accezione?”

Un filone di indagine del Festival sarà quindi la riflessione generale sul significato della parola “lavoro” per la storia umana in generale: ne parleremo con Stefano Massini e la sua conferenza “Fare e inventare. Mosaico di storie sul lavoro” (sabato 8 settembre al sagrato Chiesa del Suffragio) e Giovanni Mari in “Lavoro e identità personale” (domenica 9 settembre Palazzo Binelli).

Varie voci poi delineeranno nel programma il rapporto fra accezione negativa e positiva sopra richiamato, indagando, innanzitutto, le trasformazioni del lavoro nella storia, come sono state lette e interpretate. Partiremo con Aldo Schiavone e la sua lectio magistralis “Lavoro degli antichi e dei moderni” che ricostruirà quello che era il lavoro nell’antichità mettendolo a confronto con il mondo moderno (venerdi 7 settembre tensostruttura). Con Chiara Frugoni, “Il lavoro nel Medioevo. Da punizione a strumento di riscatto” (domenica 9 settembre presso la tensostruttura), toccheremo, quindi, l’età medievale, mentre Stefano Bronzini, “Che fatica inventare il lavoro. La lezione di Charles Dickens” (sabato 8 settembre a Palazzo Binelli – appuntamento realizzato in collaborazione con Dickens Fellowship), ci condurrà in una riflessione sull’età della rivoluzione industriale partendo dall’opera di Charles Dickens. Sulla storia dei sindacati in Italia si soffermerà Fabrizio Loreto con la conferenza “La fatica di Sisifo dei sindacati? La rappresentanza del lavoro nella storia italiana” (giovedì 6 settembre Palazzo Binelli). Sempre sulla storia più recente, è previsto un focus sul rapporto fra anarchismo e lavoro con Franco Bertolucci (sabato 8 settembre presso la tensostruttura)

Infine, arrivati alla situazione del lavoro oggi, con-vivere rifletterà su come il divario tra le richieste del sistema globale e la possibilità di realizzazione personale del singolo si sia allargato sempre di piú, come la flessibilità sia diventata sinonimo di “precarietà”, le prospettive per il futuro dei giovani si siano tradotte in incertezze. Ne parleremo con Domenico De Masi, che terrà la prima conferenza dell’edizione numero XIII di con-vivere “Il lavoro nel XXI secolo” (giovedì 6 settembre sagrato chiesa del Suffragio). Beppe Severgnini in “Innovazione e start-up”, in collaborazione con la Fondazione marmo (giovedì 6 settembre Corso Rosselli), e Marco Gay, presentato da Dario di Vico, con “Immaginare la crescita” (domenica 9 settembre Sagrato chiesa del Suffragio) parleranno di nuove prospettive e possibilità nel quadro attuale per imprese e settore innovazione e ricerca.

Una riflessione sulle forme di cooperazione e convivenza civile ci verrà offerta dagli interventi di Stefano Zamagni, “Economia civile” (giovedì 6 settembre Sagrato Chiesa del Suffragio) e Vincenzo Paglia, “La via dell’amore. La sfida del volontariato per la convivenza civile” (sabato 8 settembre Sagrato Chiesa del Suffragio).

Infine, come conciliare le sfide del lavoro e dello sviluppo tecnologico oggi con il mestiere più antico e difficile al mondo? Anna Oliverio, Ferraris “Il mestiere di genitori nell’era digitale” (venerdì 7 settembre Sagrato Chiesa del Suffragio) ci offrirà un focus su come sia cambiato il rapporto genitore figlio e sul difficile lavoro del genitore in un epoca di evoluzioni e rivoluzioni tecniche ed informatiche.

Una serie di questioni cruciali, poi, sono strettamente legate al cambiamento a cui stiamo assistendo, accompagnato da un’incredibile sviluppo tecnologico e tanto profondo da essere definito “quarta rivoluzione industriale”: la fusione tra mondo reale degli impianti industriali e della robotica e quello virtuale di internet e del cloud. Questo porta con sé mutamenti anche culturali e sociali profondi, capaci di portare addirittura alla necessità di rivedere la figura del lavoratore, al quale sarà maggiormente richiesto di essere flessibile e di mettere in opera non solo le mani ma sempre di più la sua mente e la sua creatività. A questo filone di indagine sarà dedicata la conferenza del direttore scientifico del festival Remo Bodei, “Uomo e macchine” (domenica 9 settembre Sagrato chiesa del Suffragio) e quella di Daniele Pucci, ricercatore e docente dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, “Robot Umanoidi. Cosa sono, come riescono a muoversi e come rivoluzioneranno le nostre vite” (sabato 8 settembre presso la tensostruttura).

Proseguendo la riflessione sull’attualità, sempre con un occhio alle radici storiche, il programma dedicherà attenzione al lavoro manuale e a quello intellettuale, oltre che alle arti e alla creatività.

Sul lavoro subalterno,  la conferenza di Gad Lerner con “Il lavoro vale sempre meno… è inevitabile?” (venerdi 7 settembre al Sagrato Chiesa del Suffragio). A questo ambito del lavoro il Festival dedicherà molti momenti, a partire dalla musica. Beppe Gambetta e Riccardo Barbera  (sabato 8 settembre presso il Sagrato della Chiesa del Suffraghio) in “Pablo è vivo. Canzoni sul lavoro e di lavoro in epoche e luoghi diversi” percorreranno un cammino attraverso artisti, musicisti e cantautori popolari che hanno raccontato drammi, disagi e ingiustizie legati al lavoro, affrontando una riflessione in musica su quanto sia cambiato il mondo, ma le dinamiche legate al lavoro si ripropongano con scenari simili a volte peggiorati.

Il gruppo Vincanto, con il concerto “Saluteremo il signor Padrone. Il lavoro nel ‘900 attraverso i canti popolari italiani” (giovedi 6 settembre al Sagrato Chiesa del Suffragio), ci porterà invece nel mondo dei canti di tradizione orale italiana legati al lavoro. Un concerto che racconta la protesta, la voglia di riscossa e di giustizia sociale: dagli scioperi di inizio secolo per le otto ore in risaia alla storia del sindacalista siciliano Panepinto, ucciso dalla mafia nel 1911, fino ai canti nati nel dopoguerra, come quello che testimonia l’occupazione delle Officine Reggiane. Un percorso per riflettere sul lavoro ma anche sulla sua mancanza, sull’emarginazione data dall’esserne privi, che spesso costringeva ad emigrare verso terre sconosciute ed ostili, ieri come oggi.

Con “Passaggi di tempo” (venerdi 7 settembre al Sagrato della chiesa del Suffragio) Pietro Sinigaglia (voce), Gloria Clemente (pianoforte), Andrea Cozzani (basso), Davide L’Abbate (chitarre), Matteo Rovinalti (violino), Davide Sinigaglia (batteria), portano a con-vivere e accanto al tema lavoro le canzoni di De André con il loro messaggio di denuncia e di speranza per creare un mondo migliore, in cui l’uguaglianza tra gli uomini sia la condizione necessaria affinché scompaiano guerre e violenze, soprusi e ingiustizie sociali.

Dalla collaborazione con l’Associazione “Amici della Lirica A. Mercurali” nasce “O che bel mestiere fare il carrettiere. Uomini al lavoro nel melodramma” (venerdi 7 settembre Piazza Duomo): se cavalieri e principi sono ancora gli eroi del melodramma ottocentesco, a poco a poco si affacciano i mestieri del quotidiano, a mostrare la loro forza e persino la loro indispensabilità. Ecco entrare in scena barbieri e carrettieri, pescatori e marinai, banditi e barcaroli… ma anche pittori e poeti, scrittori, circensi e musicisti.

“Infanzia rubata. Un secolo di lavoro minorile” è invece il titolo della mostra in collaborazione con Accademia Apuana della Pace. La mostra, promossa da Fondazione A. Colonnetti è dedicata alle fotografie di Lewis Wickes Hine (1874-1940) che, collaborando con il National Child Labor Committee, ha realizzato a partire dal 1907 migliaia di fotografie sul lavoro minorile negli Stati Uniti d’America del primo Novecento, sensibilizzando in questo modo l’opinione pubblica del suo Paese.

Su questo filone tematico del Festival si sono misurati anche gli studenti del liceo artistico Gentileschi che sabato 8 settembre porteranno in scena “68. Siate realisti: chiedete l’impossibile”. Uno spettacolo intenso e vivace durante il quale, attraverso “quadri”, canzoni e citazioni, il pubblico può ripercorrere le tappe più significative del  “leggendario” 1968. Dalla contestazione studentesca, alle conquiste delle donne alle lotte operaie, non sarà una rievocazione storica ma una continua attualizzazione attraverso il confronto tra oggi e cinquanta anni fa.

Al lavoro creativo e le arti sono dedicati tre momenti del Festival. Philippe Daverio traccerà nella sua lectio un percorso su “Arte del marmo. Da Michelangelo al Novecento” (venerdi 7 settembre presso corso Rosselli). Dal taglio più scientifico la conferenza di Alberto Oliverio, “Il lavoro del cervello. Creatività” (venerdi 7 settembre presso la tensostruttura) sulle caratteristiche neurobiologiche del cervello creativo.

Unico evento a pagamento del festival (15 euro esclusa prevendita su vivaticket.it, ticketone.it), il concerto di Uto Ughi, uno dei maggiori violinisti del nostro tempo, accompagnato dal pianoforte di Bruno Canino, che chiuderà la quattro giorni del Festival (domenica 9 settembre cinema Garibaldi), portando in scena la “maestria”: la perizia tecnica che si acquisisce grazie a un lungo e arduo esercizio e che può condurre a esiti di sublime eleganza. Mentre “The northern breeze irish flute music” (domenica 9 settembre Corso Rosselli) è il progetto di Michel Belatti che, con Michael Bryan arricchirà la sera conclusiva con un evento all’insegna della festa e del ballo sulle note della musica irlandese.

LA COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE MARMO

La tredicesima edizione del Festival vede anche l’avvio della collaborazione con la neonata Fondazione Marmo che ha contribuito alla realizzazione di alcuni momenti del programma dedicati a uno degli aspetti principali per il quale Carrara è conosciuta nel mondo: il marmo. In questo senso, anche la nomina di Carrara a Città Creativa Unesco per l’artigianato del marmo, oltre a sottolinearne ulteriormente l’eccellenza e la specificità, dimostra come la sinergia tra imprenditori e artisti, fra industria e impresa culturale e artistica possa produrre effetti importanti per il territorio. Il tema del lavoro del marmo sarà quindi inserito nel programma oltre che con la già citata conferenza di Philippe Daverio, con la mostra “Dal mont al pian. Il lavoro del marmo”: scatti su tutti i momenti della lavorazione del marmo, dall’estrazione al taglio, dalla lavorazione al commercio che saranno esposti a Palazzo Binelli. In un confronto tra passato e presente, accanto alle foto d’epoca dell’Archivio Storico Bessi, quelle di Ernesto Tuliozi sulla lavorazione di oggi.

Durante tutte le serate del Festival, dalle 20,30 alle 24,00 in Piazza Duomo, sarà possibile assistere alla installazione “Bianco animato. Le cave in celluloide”: un film di montaggio che esplora più di un secolo di immagini in movimento sulle cave carrarine. Iniziando da un documento dei Lumière di fine Ottocento e attraversando documentari, film di finzione, video d’arte e corti d’essai, l’opera presenta una serie di costrutti visivi associati tramite suggestioni compositive e analogie geografiche. L’installazione sarà realizzata da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti, destinatari di una borsa di studio, coordinati dal docente Domenico Quaranta.

Questa edizione si distingue anche per il numero crescente di collaborazioni con Enti, Associazioni e operatori culturali del territorio. Oltre a quelle già citate, frutto della collaborazione con White Carrara Downtown e Fondazione Marmo è la mostra “#Artidelmarmo” un contest di foto su arte, marmo e Carrara. Mentre l’incontro con White Carrara Downtown ha dato luogo ad “Aforismi. Parole sul lavoro, arte e viaggi”, una mostra itinerante che nei ristoranti e negli esercizi commerciali del centro storico sta animando la città di Carrara e lo farà per tutta l’estate fino alla fine del Festival con le frasi celebri dei personaggi del passato e dell’attualità. Frammenti dei loro pensieri tracciano il quadro tematico e teorico dei due eventi: il lavoro, tema di Con-vivere 2018, l’arte e il viaggio, quello di White Carrara Downtown.

FILM

Nutrita e come sempre calibrata sul tema del Festival la rassegna cinematografica curata dalla produttrice Tilde Corsi che è ancora in divenire. La prima importante conferma è la presenza di Paola Cortellesi, nella veste inedita di relatrice in “Non ci resta che ridere. Donne, lavoro e comicità” (venerdi 7 settembre Sagrato Chiesa del Suffragio). Fra i suoi film, è stata scelta la proiezione di “Gli ultimi saranno ultimi”, film di Massimiliano Bruno in programma venerdi 8 settembre al cinema Garibaldi.

IL FESTIVAL E LA CITTÀ

La quattro giorni di Festival è diventata anche l’occasione per scoprire Carrara e la sua storia. L’arte, la creatività, il sapere artigiano, la cultura secolare, ma anche la tradizione di anarchia e libertà quest’anno saranno al centro delle passeggiate e conferenze itineranti che si svolgeranno durante il Festival dedicato al “lavoro”.

Una nutrita proposta sarà a disposizione anche nei musei cittadini, aperti con orario prolungato nell’occasione dei giorni del festival e con una proposta di mostre temporanee. Presso il Centro Arti Plastiche, le foto di Primoz Bizjak sulle cave delle Alpi Apuane: l’esposizione ha riscosso un ottimo successo di critica, testimoniato, fra l’altro, da uno speciale a lui dedicato su El Pais. La mostra sarà accompagnata dalla realizzazione di workshop in tre tappe durante i giorni del festival. Una visita guidata presso il CARMI – Carrara e Michelangelo nel pomeriggio di venerdì 7 settembre, fa da preludio alla conferenza di Philippe Daverio. Infine, presso il Museo del Marmo, una mostra coi disegni di Ezio Beinaimè progettista della struttura.

CON-VIVERE PER LE SCUOLE

Da quest’anno il sito ha una pagina dedicata alle scuole, con le iniziative rivolte a studenti e docenti. Lo scorso anno, circa 200 docenti hanno richiesto gli attestati di partecipazione alle conferenze per vedersi riconosciute le ore per la formazione. Circa 200 sono anche gli studenti che partecipano come volontari, mentre una ventina quelli che fanno piccoli periodi di stage nella segreteria del festival da maggio a settembre, provenienti da molte scuole della provincia.

Le scuole sono poi protagoniste del festival con alcuni eventi organizzati da Istituti della provincia. Oltre al già citato Liceo Artistico, parteciperà a questa edizione anche la sezione musicale dell’Istituto “F. Palma”. La consueta collaborazione con l’Istituto Alberghiero “G.Minuto” anche per questa edizione di con-vivere darà luogo a tre appuntamenti gastronomici che si terranno a Palazzo Binelli: I trucchi del mestiere, per conoscere i segreti della pasticceria, per creare ricette da chef contro lo spreco alimentare e per essere creativi con i cibi dimenticati. A tutti gli appuntamenti seguiranno degustazioni gratuite.

I VOLONTARI

Cappellini e maglie arancioni e tanta voglia di collaborare. Giovani e meno giovani, per lo più studentesse e studenti delle scuole cittadine sono i volontari del Festival che ogni anno partecipano alla riuscita della manifestazione. Sono fondamentali per l’’assistenza agli eventi in programma, nelle “squadre volanti” di supporto alla segreteria organizzativa o come social media reporter, fotografi o video maker. A loro va sempre il ringraziamento da parte del Festival e della città.

IL FESTIVAL DEI BAMBINI

Ormai è diventato un Festival nel Festival lo spazio che con-vivere dedica ai bambini di ogni età e che quest’anno propone giochi, letture e laboratori declinati sul tema del “lavoro”.

Fra gli altri:  “La fabbrica di cioccolato”, il laboratorio creativo per bambini dai 5 anni in su ispirato all’opera di Roald Dahl a cura di Toupie Ludo Caffè e Istituto Alberghiero “G. Minuto”; “Catena di montaggio. Costruiamo il nostro robot” (venerdi 7 settembre biblioteca civica) è il laboratorio creativo per bambini dai 4 anni in su a cura di Associazione Matrioska; “Voglio fare l’astronauta” a cura di Associazione Astrofili Massese (sabato 8 settembre Cortile Istituto Figlie di Gesù). Un ricco programma di letture sarà curato da Biblioteca Civica “G. Ludovici” e i lettori di Nati per leggere.

SPONSOR E PARTNER

Il Festival con-vivere, sotto il patrocinio del Comune e la Regione Toscana e della Camera di Commercio di Carrara, è organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e sarà possibile anche grazie al prezioso sostegno di partner come la Fondazione Marmo, e diversi sponsor: Banca Carige, Conad, Cooperativa Cattolica Costruzioni Edili, Delmar, Furrer, Hotel Michelangelo Carrara, Porto di Carrara SpA, Società Apuana Marmi, Studi d’arte Cave Michelangelo. Un ringraziamento ad Accademia di Belle Arti di Carrara.

Per info e programma completo: www.con-vivere.it

Articoli consigliati