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#Miró – Castiglione del Lago, Palazzo della Corgna 28 giugno – 4 novembre 2018

Il
meraviglioso mondo di Miró invade le sale del Palazzo della Corgna a
Castiglione del Lago. Forme, colori e segni svelano il rapporto del
Maestro catalano con i «libri d’artista». In mostra 70 opere grafiche
appartenenti a quattro serie complete. “È solo questo, una magica
scintilla, che nell’arte conta”, scriveva Miró.

Percorrere le sale che ospitano le opere di Miró a Castiglione del Lago
significa esplorare l’intima relazione che l’artista catalano ebbe con i
«libri d’artista» e scoprire il rapporto complesso tra testo e
illustrazione proprio di quegli anni. Lo splendido Palazzo della Corgna
ospita dal 28 giugno al 4 novembre 2018 la grande mostra “Joan Miró.
Meraviglie grafiche 1966-1976”. Un itinerario nella creatività poetica
di questo straordinario Maestro del Novecento.

La mostra è dedicata alla scoperta del meraviglioso mondo di Miró
attraverso 70 opere grafiche appartenenti a quattro serie complete.
Nelle sue creazioni surrealiste le forme, i colori e lo straordinario
alfabeto di segni sono il risultato dell’incredibile capacità di
rinnovarsi alla luce di una visione globale dell’arte, vissuta con
curiosità e versatilità.

La mostra, a cura di Andrea Pontalti, è promossa dal comune di
Castiglione del Lago e organizzata da Sistema Museo e Cooperativa
Lagodarte, in collaborazione con Aurora Group.

La mostra “Joan Miró. Meraviglie grafiche 1966-1976” espone quattro serie realizzate tra il 1966 e il 1976:
“Ubu Roi” (1966), “Le Lézard aux Plumes d’Or” (1971), “Maravillas con
variaciones acrósticas en el jardin de Miró” (1975) e “Le Marteau sans
maître” (1976). Quattro capolavori che raccontano il “sogno poetico” di
Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di
esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale. Gli sfondi
neutri vengono “macchiati” da segni scuri e colori brillanti, come blu,
rosso, verde, giallo, in una precisa alternanza tra corpi informi e
linee curve, per dare vita alle sue visioni oniriche. Scriveva Miró. “Ho
una certa esperienza per poter realizzare quello che si può definire
fare un libro, non illustrarlo, che è sempre qualcosa si secondario. Un
libro deve avere la stessa dignità di un’opera scolpita nel marmo”.

Fino alla seconda metà dell’Ottocento l’illustrazione costituisce un
apparato accessorio al testo, ne è parafrasi sempre subordinata alla
parola scritta e con essa è legata da un rapporto prettamente mimetico.
Il surrealismo eredita le sperimentazioni delle avanguardie precedenti,
ma diventa il terreno più fecondo e longevo per la riflessione sul
rapporto tra testo e parola e per la creazione dei «libri d’artista».
Per l’ampiezza delle pubblicazioni e per il costante lavoro di
sperimentazione intrapreso dagli artisti, il «libro d’artista»
surrealista rappresenta uno dei contributi artistici ma anche teorici
più interessanti del Novecento e Miró ne fu uno dei massimi
sperimentatori.

Miró dialogò con l’opera di alcuni dei principali esponenti del mondo letterario del Dopoguerra. Nelle tredici coloratissime litografie di “Ubu Roi”
ciascuna tavola è lavorata come una scena teatrale in cui forme e
volumi sembrano potersi muovere liberamente. Ubu è un personaggio
grottesco le cui funzioni viscerali dominano su quelle intellettuali e
rappresenta la caricatura di ogni abiezione umana. In “Le Lézard aux plumes d’or”
Miró diventa illustratore di se stesso: “La lucertola dalle piume
d’oro” rappresenta la fusione compiuta tra immagine e testo poetico, in
una equilibrata coesistenza di grafismo e immagini.

Nelle illustrazioni di “Maravillas con variaciones acrósticas en el jardin de Miró”
l’artista catalano si esprime con segni neri e vivaci macchie colorate
dal forte impatto visivo. Le sue “Meraviglie” sono la perfetta
espressione di quell’instancabile fantasia nel creare forme e disegni
che assomigliano a un linguaggio misterioso e affascinante.

Con il ciclo “Le Marteau sans maître” Miró rende
omaggio al poeta René Chair, una delle voci più importanti della
letteratura francese del Novecento. Anche in questa serie Miró non
rinuncia al colore, ma la scelta dell’acquatinta valorizza non la
lucentezza dei cromatismi ma una delicata, modulata porosità delle
superfici.

La prestigiosa esposizione di Castiglione del Lago è un’occasione unica
per lasciarsi incantare dal meraviglioso linguaggio surrealista di
Miró. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta di
quell’alternanza di segni, versi e immagini vibranti di colori. Per poi
sorprendersi di inattese visioni e libertà espressive che fanno di Miró
l’incomparabile Maestro del Novecento di cui è difficile non
innamorarsi.

www.palazzodellacorgna.it

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