Carmelo Rifici dirige “Gabbiano” di Čechov – Dal 12 al 24 gennaio 2016 al Piccolo Teatro Studio

 Gabbiano LuganoInScena© Thinking Monkey Digital Art

Dal
12 al 24 gennaio al Piccolo Teatro Studio

Carmelo
Rifici dirige “Gabbiano” di Čechov

Una
produzione LuganoInScena in collaborazione con il Piccolo

Carmelo
Rifici
porta alPiccolo
Teatro
di Milano – del quale da luglio dirige
laScuolaintitolata aLuca RonconiGabbiano di
Anton Čechov, sua prima prova registica perLuganoInScena(di cui è direttore artistico da poco più di un anno). Lo
spettacolo, in scena alTeatro Studio Melato,
dal 12 al 24 gennaio
, è una coproduzione LAC
Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro e Teatro Sociale di
Bellinzona.

Gabbianoè un classico di feroce e leggera attualità, un testo su un’umanità
irrisolta, sulla società dello spettacolo, sulla ricchezza e sulla
banalità della condizione intellettuale. Un giovane teatrante pieno
di dubbi sulla necessità del fare teatro oggi, un famoso scrittore
che si interroga sulla necessità o meno di scrivere, una giovane
ambiziosa che sogna il successo, una donna di successo che non sogna,
un’umanità che desidera essere personaggio, personaggi che si
specchiano in un lago che mostra la loro misera umanità, in un
dramma di atti mancati, di gesti abbozzati, di destini incrociati, di
passioni elementari e insostenibili. Čechov consegna una storia di
sogni, di autoinganni, di vite fatte di scrittura, teatro,
letterature, di ordinarie vite immaginarie…

Perché Gabbiano?
È la domanda che continuo a pormi, alla quale non ho risposta.
Almeno non una. Intanto è un Classico e questo mi permette di
lavorare sulla memoria di un testo che ho sempre amato, su cui ho
sempre lavorato, sul quale ho fatto centinaia di ipotesi, che ogni
volta cambiano e si contraddicono. In secondo luogo mi viene da dire
che Gabbiano parla di cose che tutti

sanno: di rapporti
familiari, di conflitti e di delusioni, senza averne consapevolezza.
Entrare in un mondo familiare e vedere che ogni volta ti mostra
qualcosa che non avevi notato dà la curiosa sensazione di visitare
un universo conosciuto e, al tempo stesso, misterioso: “Čechov è
talmente semplice che fa paura”, diceva Gor’kij. Gabbiano
è veramente un testo misterioso: ci mostra un’umanità, una
famiglia che non riesce mai ad essere sincera e che, per riuscire a
convivere, deve continuamente mentire e immaginarsi di essere
qualcosa che non è. Nel momento però che una cosa è immaginata,
non diventa comunque vera? In Gabbiano tutti si rappresentano,
anzi sono tutti ossessionati dalla rappresentazione. Si impegnano a
vivere una vita che non è la loro e tentano di eternarla, di
renderla un presente continuo. Non sarà perché tentano
disperatamente di fermare la vita e bloccare dentro di loro il
sinistro desiderio di voler uscire, di volare via per fare parte di
qualcosa di più grande? Kostantin, nel suo testo, parla di un’anima
universale che tutto ingloba; il medico Dorn parla del destino
dell’umanità di ricongiungersi, prima o dopo, ad un tutto. Nina
dice: “pensano che io voglia fare l’attrice, ma io sono attratta
dal lago, come un gabbiano”. “Anche lo spirito è fatto di
materia”, dice il maestro Medvedenko. Teatro e mistero, verità e
sogno. Non a caso i protagonisti sono attori, scrittori, registi, e
l’umanità che gira intorno a loro, fatta di contadini, di
lavoratori, non sogna altro che essere attori e scrittori. Ossessione
della rappresentazione di sé.

I personaggi recitano su
un palcoscenico che si specchia in un lago che mostra a sua volta la
loro misera umanità e l’incapacità di volare in alto. Il lago li
attrae verso il basso.

Carmelo Rifici

Descrivere una scena,
raccontarla è difficile… un lago, un teatro che da su un lago, un
gabbiano… una scenografia che esiste naturale davanti al LAC. Lo
spazio immateriale che mi ha proposto Carmelo Rifici era intrigante,
creare una scenografia che ricorda/evoca i luoghi descritti nel testo
senza cadere nel naturalistico , nel romantico. Un pavimento che
racconta il lago, un sipario che evoca il teatro ,un gabbiano, tanti
gabbiani di carta unici elementi reali… si cammina ci si muove su
passerelle che evocano i moli sul lago…un lago davanti al teatro.

Margherita Palli

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Studio Melato (Via
Rivoli 6 – M2 Lanza), dal 12 al 24 gennaio 2016Gabbiano

di Anton Cechov

adattamento
e regia Carmelo Rifici

scene Margherita
Palli, costumi Margherita Baldoni

musiche Zeno
Gabaglio, luci Jean Luc Chammonat

con (in ordine
alfabetico)

Giovanni Crippa, Ruggero Dondi, Zeno
Gabaglio, Mariangela Granelli,

Igor Horvat, Emiliano Masala, Maria
Pilar Pérez Aspa,

Fausto Russo Alesi, Giorgia Senesi e
Anahì Traversi

e con la amorevole partecipazione
di Antonio Ballerio Maspero

produzione LuganoInScenain
coproduzione con 
LAC – Lugano Arte e cultura,
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

e Teatro Sociale di
Bellinzona
scenografie, oggetti di scena e
costumi realizzati dai 
Laboratori del Piccolo Teatro

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo
sono:

martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30;
domenica 16. Lunedì riposo.

Domenica 17 gennaio ore 16 e ore
20.30

Sabato 23 gennaio ore 15 e ore 19.30.

Durata: 3 ore compreso intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26
euro

Informazioni e prenotazioni 848800304 –
www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai
protagonisti su www.piccoloteatro.tvo

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