I tesori della medicina antica: la Biblioteca Nazionale di Napoli svela codici e manoscritti rari

 Napoli si conferma custode di un patrimonio inestimabile con una mostra straordinaria presso la Biblioteca Nazionale. Attraverso l’esposizione di antichi codici miniati e rari testi a stampa prodotti tra il VI e il XVIII secolo, la rassegna rende omaggio alla storia della medicina nel bacino del Mediterraneo, da sempre crocevia di civiltà e progresso scientifico.

L’esposizione fa parte della rassegna culturale “Segni: arte, cura e pensiero”, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Premio Napoli e l’Istituto SDN, con l’obiettivo di intrecciare saperi scientifici e contributi umanistici.

Un viaggio attraverso dieci secoli di scienza
Il percorso espositivo documenta le tappe fondamentali dell’arte medica, partendo dalle pratiche arcaiche dei “medici stregoni” fino all’apogeo della sperimentazione settecentesca. La mostra si articola in quattro sezioni principali:

L’eredità greca: L’affermazione del pensiero di Ippocrate e Galeno.

Il Medioevo: Le credenze dell’epoca e il ruolo centrale della Scuola Medica Salernitana, punto d’incontro tra cultura ebraica, araba e greca.

Il Rinascimento: Le innovazioni del Cinquecento e del Seicento nate all’interno delle Accademie scientifiche.

L’Illuminismo: L’introduzione di moderne metodologie e tecniche di osservazione.

I pezzi pregiati in mostra
La Biblioteca Nazionale ha selezionato alcuni dei suoi materiali più rari e qualificanti:

Il Dioscoride Napoletano
Uno dei protagonisti assoluti è il celebre Dioscoride Napoletano, uno splendido erbario illustrato risalente al VI-VII secolo. Questo codice rappresenta una delle testimonianze più antiche e preziose della botanica medica mondiale.

La nascita dell’Anatomia
In mostra spicca il Fasciculo sanitatis di Johannes de Ketham (Venezia, 1491), considerato il primo prontuario medico illustrato e un riferimento essenziale per la rappresentazione del corpo umano prima della rivoluzione di Andrea Vesalio.

Il primato di Napoli
La mostra evidenzia il ruolo centrale di Napoli nella cultura scientifica europea, documentando l’attività dell’Accademia degli Investiganti (1649) e i contributi di illustri medici-filosofi come Domenico Cirillo e Domenico Cotugno, i cui taccuini e consulti clinici segnano il passaggio verso la medicina moderna.

Info utili
Sede: Biblioteca Nazionale di Napoli

Contenuti: Testi e immagini di medicina dal VI al XVIII secolo

Ingresso: Libero

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Iaphet Elli

Iaphet Elli, blogger, ho partecipato come editor a ExpoMilano2015.
Collaboro con diversi uffici stampa di città Italiane ,Stati Europei e Mondiali.