Francesco Moser nella Hall of Fame del Giro d’Italia

FRANCESCO MOSER NELLA HALL OF FAME DEL
GIRO D’ITALIA

Il campione trentino si è aggiudicato la “Corsa
Rosa” nel 1984. Succede nell’albo d’oro a Merckx (2012), Gimondi (2013) e Roche
(2014).

PHOTO CREDIT ANSA – DAL ZENNARO / PERI & BETTINIPHOTO

Milano,
20 marzo 2015 – Francesco Moser entra nella Hall of Fame del Giro d’Italia
grazie al suo successo nel 1984 quando, con una trionfale cronometro –
conclusasi dentro l’Arena di Verona – strappò la Maglia Rosa proprio all’ultima
tappa, all’indimenticato Laurent Fignon.

Nato a Palù di Giovo (Trento) il
19 giugno 1951 passò professionista nel 1973.
Con 273 vittorie su strada è il
corridore italiano con maggior numero di successi all’attivo  (3° nella
classifica mondiale dopo Eddy Merckx e Rik Van Looy).

Oggi a Milano,
presso l’Upcycle Milano Bike Café, gli è stato consegnato il Trofeo “Senza Fine”
riservato ai vincitori del Giro d’Italia. Il campione trentino, dopo la
cerimonia, ha detto:

Trofeo: “Ricevere questo bellissimo
trofeo è davvero speciale per me chd ho un feeling particolare con i trofei: il
famoso trofeo della Parigi-Roubaix con la pietra del pave’ è stata una mia idea
suggerita agli organizzatori. Sono anche stato il primo di sempre a riceverlo.
Il trofeo del Giro d’Italia è unico, anche perché il design permette di poterci
scrivere il nome di tutti i vincitori negli anni, ed è bello vedere il proprio
nome accanto ad altri grandi del ciclismo passati e futuri. Tra mille anni ce ne
saranno moltissimi, servirà un trofeo grandissimo!”

Ricordi della
vittoria al Giro d’Italia ’84:
“Sapevo di avere una grande chance:
nelle prove a cronometro di Milano e Lucca avevo guadagnato più di 3 secondi al
chilometro su Fignon. Usavo una bicicletta speciale, simile al quella che avevo
usato per battere il record dell’ora. Quella mattina, quando sono andato in
ricognizione sul percorso, non sapevo se utilizzare le ruote lenticolari. Il mio
compagno di squadra Masciarelli mi disse ‘usale!’ e così ho fatto. La folla quel
giorno era enorme. Ho sentito l’incitamento della gente durante tutta la gara
fino al boato finale nell’Arena. Dovevo recuperare 1 minuto 21 secondi su
Fignon. L’ho battuto di oltre 2 minuti e mezzo.

Milano
Sanremo:
“È una gara di enorme importanza per il pubblico ma anche
per i corridori. Può finire in molti modi:.. Se il gruppo si addormenta, può
anche essere vinta da una lunga fuga a distanza. Con il ritorno del traguardo in
via Roma la volata è più aperta, perché la strada è lunga e diritta. Il mio
favorito per domenica è Alexander Kristoff. Bisogna essere veloci ma prima
superare indenni il Poggio. Inoltre ogni volta che c’è stato cattivo tempo i
pronostici della vigilia sono stati spesso disattesi. E si parla di
maltempo…”

VITTORIE DI MAGGIOR
PRESTIGIO

1975 campione italiano nel trofeo Matteotti; 1975 e 1978
Giro di Lombardia; 1975 indossa la maglia gialla per le prime 7 tappe del Tour
de France – battendo Merckx nel prologo di Charleroi – e vince la classifica
riservata ai giovani; 1976 vince il campionato del mondo di nell’inseguimento
individuale su pista; 1977 diventa Campione del mondo a San Cristobal in
Venezuela;  tra 1978 e il 1980 colleziona 3 vittorie consecutive alla Parigi-
Roubaix; nel 1984 si aggiudica Giro d’Italia, Milano – Sanremo e Record dell’ora
a Città del Messico.

Soprannominato “Lo Sceriffo”, per le sue qualità di
leader, Moser è stato anche un funambolo della pista con tantissime Sei Giorni
vinte in giro per il Mondo. Nel settembre 1987, al Trofeo Baracchi, disputa
l’ultima sua gara da professionista.

Oggi ha un’attività nella produzione
di vino in Trentino.

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