San Giorgio Cafe’ con Filippo La Mantia | il cafe’-ristorante dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia

InaugurazioneSan Giorgio Café

Erano già molteplici le occasioni d’incontro con l’arte e la cultura offerte al visitatore dell’Isola di San Giorgio Maggiore
a Venezia, l’architettura palladiana della Basilica di San Giorgio
Maggiore, con i dipinti del Tintoretto; il complesso monumentale con gli
interventi di Buora e Longhena e più recentemente di Michele De Lucchi;
le sedi de Le Stanze del Vetro e del Centro
espositivo “Le Sale del Convitto”; lo Squero, antico cantiere per la
costruzione e riparazione delle imbarcazioni tipiche veneziane,
trasformato in Auditorium. Spazi straordinari della
Fondazione Giorgio Cini, prestigiosa istituzione culturale, nota
in tutto il mondo che ha per statuto la missione di valorizzare l’Isola
di San Giorgio Maggiore. Dal
6 aprile 2019 l’offerta dell’Isola si arricchisce di un nuovo spazio riservato all’arte della cucina e alla cultura gastronomica italiana: il
San Giorgio Café con Filippo La Mantia.

Il progetto dello spazio dedicato al café-ristorante è stato fortemente
voluto dalla Fondazione Cini, che da anni è impegnata nel miglioramento
dei servizi di accoglienza di residenti e visitatori sull’Isola, è stato
affidato a
Ilaria D’Uva, che con la sua azienda – operativa dal 1959 nello
sviluppo di tecnologie e servizi museali in Italia – gestisce il
servizio di visite guidate alla Fondazione.

Il San Giorgio Café con Filippo La Mantia è l’unico luogo di ristoro sull’Isola di San Giorgio e offre
80 coperti – di cui una cinquantina nel dehors – in uno
spazio rinnovato e accogliente, accanto alle mura benedettine della
Fondazione, direttamente sul bacino di San Marco, con una suggestiva
vista sulla darsena dell’Isola e sulla Riva degli
Schiavoni.

Il nuovo spazio è contemporaneamente bar, café, bistrot e ristorante
e offre diversi servizi, tutti i giorni tranne il mercoledì, a partire
da una ricca colazione, servita dalle 10 del mattino per poi proseguire
con la cucina,
aperta tutto il giorno, fino alla cena, disponibile nei giorni di
venerdì e sabato
, e su richiesta per eventi speciali. Il San Giorgio Café
si propone inoltre di diventare un luogo d’incontro per l’aperitivo in
città: la suggestione delle luci lagunari al tramonto è assicurata.

Il San Giorgio Café completa l’esperienza del visitatore sia esso
turista, appassionati d’arte e arte culinaria e la rende un’esperienza
unica e generosamente sensoriale: ogni particolare, dagli arredi,
all’illuminazione, alla scelta delle apparecchiature,
all’uso dei colori è stato accuratamente studiato. Gli interni contribuiscono
a questa armonia lasciando all’atmosfera veneziana, agli scorci visuali
sia verso San Marco e la riva degli Schiavoni sia verso l’interno il
ruolo di primo attore. Ecco quindi
che design e colore, materiale e texture si mescolano con equilibrio in una ricetta fatta di accoglienza e grazia, tradizione e innovazione.

Il San Giorgio Café propone un servizio di alto livello che
prevede anche la valorizzazione delle risorse veneziane: la cucina di La
Mantia, che ritiene fondamentali le materie prime,
accoglie anche i prodotti della cantina dei monaci benedettini di San Giorgio.

Il cuoco Filippo La Mantia è famoso per la sua cucina ricca di sapori, profumi e sentimento, ma anche per l’accoglienza che riserva ai suoi clienti:
“Mi piace l’idea di poter ricreare a San Giorgio un’atmosfera di
altri tempi, quelli in cui il cuoco offriva prodotti di stagione e
l’oste ti accoglieva recitando il menù; così come desidero proporre un
ambiente rilassato dove gli ospiti si possano sentire
come a casa. Mi piacciono le nuove sfide, mi piace rimettermi in
discussione, sempre e comunque, mi piace incontrare gente attraverso il
cibo. Ho modificato leggermente il mio progetto gastronomico per il San
Giorgio Café, adattandolo ai visitatori, sia stranieri
che italiani: l’ho voluto rendere semplice, accattivante e
tradizionale. Ho giocato con la mia tradizione e con quella di Venezia
perché rispetto tutte le regioni d’Italia anche se do sempre precedenza
alla mia Sicilia, partendo da Palermo… Per esempio, ho
letto che il riso fu portato a Venezia dagli Arabi, e difatti un piatto
tipico sarà RISI E BISI, ovvero riso e piselli: sarà sempre presente in
carta insieme allo spaghetto al pomodoro o a quello con le vongole,
secondo me chi viene in Italia deve assolutamente
mangiare italiano. La carta varierà di continuo, deve essere una sorta
di prolungamento della casa, vado a fare la spesa e cucino, tutto qui;
mi auguro di attingere spesso dall’orto dei monaci benedettini, nostri
vicini di casa e di utilizzare tutti i loro
prodotti coltivati con dovizia e amore. Alla fine, ogni progetto che
riguarda accoglienza e cibo è un atto d’amore. Desidero che tutte le
persone che condivideranno questa avventura con me abbiano sempre e
comunque il sorriso sulle labbra. L’accoglienza, l’arte
e il cibo sono gli elementi che meglio rappresentano gli italiani in
tutto il mondo. Ma spero che a parlare saranno i fatti, non i racconti”.

Il progetto San Giorgio Café si coniuga coerentemente con le attività della Fondazione Giorgio Cini e la sua originaria vocazione.
Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Cini, non nasconde la sua profonda soddisfazione.
“Siamo felici di poter finalmente completare con una
caffetteria-ristorante di grande qualità l’offerta dell’Isola, il degno
coronamento di un processo di miglioramento degli spazi e dei servizi di
accoglienza rivolti ai frequentatori delle nostre attività,
avviato fin dal mio arrivo a San Giorgio quasi 20 anni fa. Questo
progetto ha per noi una valenza strategica fondamentale. Migliorando i
servizi di accoglienza, in particolare quelli legati alla ristorazione,
ci poniamo l’obiettivo di rendere l’Isola un luogo
non solo visitato, ma vissuto. Oggi, grazie alla Fondazione Giorgio
Cini, l’isola non è mai stata così vicina alla sua millenaria vocazione
monastica, quello di essere rifugio e nutrimento tanto delle cose dello
spirito quanto di quelle dei sensi.   Quando
parliamo di nutrimento dei sensi ci riferiamo a tutte le esperienze –
in senso lato – estetiche: le arti visive, che appagano la vista, la
musica, che appaga l’udito, ma anche le esperienze olfattive e
gustative, perché la capacità di combinare i profumi e
i sapori non ha minore dignità della capacità di combinare i colori e i
suoni. Con questa apertura poniamo infine termine a un inaccettabile
paradosso: quello che rendeva impossibile il godimento di un pasto
decente nel luogo che vanta il più bel refettorio
della storia: il cenacolo di Palladio arricchito dalle Nozze di Cana di
Paolo Veronese. Anche per questo consideriamo questa iniziativa
un’operazione culturale a tutti gli effetti”.

Ad accettare di realizzare un ristorante sull’Isola, su invito della Fondazione Cini, è stata
Ilaria D’Uva, imprenditrice fiorentina, appassionata d’arte e
architettura, di innovazione, di isole e stregata da Venezia. Nel 2018,
con la sua azienda, che realizza servizi museali e strumenti
multimediali che combinano tecnologia e racconto, ha sviluppato
per la Fondazione un sistema di accoglienza per i visitatori. “In molti mi chiedono che cosa c’entriamo, io e la mia azienda, con un ristorante” – racconta Ilaria D’Uva – “E
io rispondo: siamo nuovi nel mondo della ristorazione, ma abbiamo una
presenza
consolidata nel settore dei beni culturali, dove offriamo esperienze
interattive e personalizzate con i nostri servizi museali e
multimediali, dislocati in luoghi di grande prestigio, fra cui, la
Basilica di San Marco, Palazzo Ducale, la Scuola Grande di San
Rocco, il Teatro La Fenice, proprio a Venezia, il Duomo di Milano, le
cattedrali di Firenze, Siena, Pisa, il Sacro Convento di San Francesco
in Assisi, il Pantheon, a Roma, il Colosseo, il Foro Romano, gli Scavi
di Pompei e quelli di Ercolano. Così, a chi
mi chiede cosa c’entro io con un ristorante rispondo che questa è una
caffetteria che si inserisce in un progetto innovativo di servizi
integrati di accoglienza sull’isola dei tesori: l’isola di San Giorgio
Maggiore. La gestione coordinata di tutti i servizi,
peraltro, ci permetterà di creare delle offerte che combinino sempre di
più l’esperienza dell’architettura, dell’arte e del paesaggio, con
quella del mondo culinario, attraverso pacchetti che uniscano la visita o
i concerti a colazione, pranzo, tè, aperitivo
o cena”.

La realizzazione di San Giorgio Cafè è stata possibile grazie ai lavori di restauro del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Ruolo fondamentale è stato giocato inoltre dagli sponsor tecnici: nonostante gli spazi ristretti per allestire una cucina professionale, con le più moderne attrezzature,
Electrolux Professional è riuscita a coniugare la capacità
produttiva a una flessibilità adeguata alle esigenze del nuovo
ristorante. Le innovative tecnologie di
Reggiani SpA hanno risposto all’esigenza di individuare prodotti performanti e poco invasivi: i Sunny LED
bianchi assicurano infatti un’illuminazione elegante e raffinata, in
linea con lo stile del progetto di interior design curato dallo studio
dell’architetto Paolo Richelli.

Si ringrazia infine il Gruppo Lunelli e la comunità monastica dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore.

ORARI E SERVIZI SAN GIORGIO CAFÉ

Lunedì, martedì, giovedì e domenica dalle 10:00 alle 19:00

Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:00

Chiusura il mercoledì

È possibile prenotare direttamente sul sito www.sangiorgio.cafe