Bentornato Presidente Film – Le Musiche e le Curiosità

Bentornato Presidente

——————SINOSSI

Sono passati otto anni dalla sua elezione al Quirinale e Peppino Garibaldi vive il suo idillio sui monti con Janis e la piccola Guevara. Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale. Janis, invece, è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia.

Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, Janis lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Disperato, Peppino non ha scelta: tornare alla politica per riconquistare la donna che ama.

***Le Clip e il Trailer  le potete trovare al canale Youtube Eventinews24 nella sezione Trailer

https://www.youtube.com/user/eventinews24

_______________VISION DISTRIBUTION e INDIGO FILM

presentano un film di GIANCARLO FONTANA e GIUSEPPE G. STASI

con CLAUDIO BISIO, SARAH FELBERBAUM, PIETRO SERMONTI, PAOLO CALABRESI, GUGLIELMO POGGI, ROBERTA VOLPONI con IVANO MARESCOTTI, con CESARE BOCCI con MASSIMO POPOLIZIO

UNA COPRODUZIONE INDIGO FILM e VISION DISTRIBUTION

https://www.indigofilm.it/

http://www.visiondistribution.it

VISION DISTRIBUTION e INDIGO FILM

presentano  CLAUDIO BISIO, SARAH FELBERBAUM, PIETRO SERMONTI, PAOLO CALABRESI, GUGLIELMO POGGI, ROBERTA VOLPONI con IVANO MARESCOTTI, con CESARE BOCCI con MASSIMO POPOLIZIO

_______________Curiosità – NOTE DEGLI SCENEGGIATORI

1)  L’attualità ci è venuta a cercare

Si può dire che questo film sia stato scritto in pochi mesi oppure in molti anni. Ci eravamo affezionati a Peppino, e 4 anni fa abbiamo pensato di riportarlo in vita con un sequel. Una cosa ci è stata subito chiara: dopo il percorso del primo film a Peppino della politica non importava più niente, poteva tornare a farla solo per un altro motivo. Così è nata l’idea: Peppino torna a fare politica per amore. Inizialmente avevamo pensato a un’altra “elezione per sbaglio”: per una serie di errori, Peppino diventa capo dell’Unione Europea, non gliene frega niente ma accetta per rivedere Janis che lo ha lasciato ed è andata a lavorare a Bruxelles. Volevamo fare satira sulle tante cose che non funzionano in Europa. Tra l’altro, se ci fossimo riusciti, il film sarebbe piaciuto molto al governo oggi in carica, che all’epoca era opposizione. Purtroppo l’impresa si è rivelata impossibile per un motivo tecnico: nessuno sa come funzionano le istituzioni europee, e non si può ridere su ciò che nessuno conosce. Ogni volta che volevamo scherzare su una cosa, dovevamo prima noiosamente spiegare come funziona quella cosa nella realtà. L’effetto comico veniva regolarmente ammosciato. Abbiamo dovuto rinunciare. Peppino doveva stare in Italia e, dopo aver fatto il Presidente della Repubblica, per non scendere troppo poteva fare solo il Premier. Ma quale meccanismo di fantasia può far diventare Premier uno che si è ritirato a vivere sui monti e da anni se ne frega della politica? L’idea di fantasia non saltava fuori e la realtà ci ha dato una mano. Un giorno abbiamo visto al tg un premier di cui non avevamo mai visto il volto né sentito la voce, scelto per non offuscare troppo i due vicepremier. Si è accesa la lampadina: quel meccanismo della realtà poteva portare al governo il nostro premier di fantasia. A quel punto siamo partiti ventre a terra a scrivere, per adattare le molte idee già nel cassetto alla nuova situazione. Non abbiamo cercato l’attualità. E’ l’attualità che ci è venuta a cercare.

2)  Giocando s’impara

Questo film è una commedia, ci volevamo divertire ridendo sulla politica e i suoi meccanismi attuali. Rispetto al primo film, la politica è più caratterizzata, più somigliante a quella vera, anche se non uguale. Alcuni personaggi sono “liberamente ispirati a”, anche se ci siamo concessi molti margini di invenzione e libertà. La maggiore aderenza alla realtà ha un motivo. Il primo film raccontava un sentimento che all’epoca stava nascendo di nascosto nel paese: il disprezzo per tutta la classe politica, senza distinzioni. Per questo i politici erano indistinguibili uno dall’altro: stavamo raccontando lo sguardo di un Paese che iniziava a vederli tutti uguali. Oggi non è più così. La gente non parla più dei politici in generale, parla del partito X o del movimento Y, quindi anche noi li abbiamo caratterizzati maggiormente, per rispecchiare lo sguardo del paese. Ma anche in questo film, forse, ci siamo trovati senza volerlo a raccontare qualcosa. Un altro sentimento collettivo che sta crescendo di nascosto nel Paese: la stanchezza per un clima di scontro esasperato, di odio reciproco, di lotte fra ultras, di insulti quotidiani fra opposti gruppi di haters. Questa continua guerra sfibrante forse comincia un po’ a stancare. E infatti il culmine del film è il

discorso finale di Peppino, tutto centrato su ciò che unisce il Paese anziché su ciò che lo divide. Crediamo (o speriamo) che sotto la coltre quotidiana di polemiche, nel paese stia crescendo il desiderio di guardare un po’ di più a ciò che unisce, ed è quello che ci siamo trovati a raccontare. Ma così, per caso, facendo una commedia, come i bambini che giocando a volte imparano qualcosa.

3) La politica dei social

Nel film si ride di tutte le forze politiche allo stesso modo. Se a qualcuna è stato dedicato meno spazio è solo perché ci sembrava contasse molto poco. Tuttavia la risata sui politici non è mai moralistica o superiore: non sono visti come cattivi ma come vittime, in particolare delle nuove tecnologie di comunicazione. Come i politici del primo film erano schiavi dei sondaggi, questi sono schiavi dei social e degli algoritmi. La satira politica del film non riguarda gli argomenti (che infatti sono appena sfiorati), è più interessata al meccanismo. Raccontiamo leader prigionieri del loro storytelling, costretti dai loro spin doctor a esprimere le emozioni che servono per avere successo sui social, nell’incessante tentativo di dire alla gente quel che vuol sentirsi dire. Ci sembra la vera commedia della politica di oggi, e non riguarda questo o quel partito. Riguarda tutti, anche noi, che guidiamo i social coi nostri milioni di “mi piace” o “retweet” o “commenta”.

________________MUSICHE DI REPERTORIO

WELCOME HOME, SON (B. Cooper) eseguita da RADICAL FACE

SHAKE A BONE (B. Darvill) eseguita da SON OF DAVE

COSMIC DANCER (M. Bolan) eseguita da T. REX

BETTER TO MISS YOU (Jesse O’Mahoney, Thomas Ellis)

FEEL IT STILL (R. Bateman / Z. Carothers / G.Dobbins / W.Garrett / F.Gorman / J.Gourley / J.Hill / B.Holland / E.Howk / K.O’Quin / Sechrist /A.Taccone ) eseguita da PORTUGAL. THE MAN

I CAN’T HEAR YOU (Mosshart / Fertita / Lawrence / White) eseguita da THE DEAD WEATHER

IL BARBIERE DI SIVIGLIA (OVERTURE) (Gioacchino Rossini)

SINFONIA N 9 (ODE ALLA GIOIA) (L.W. Beethoven)

LORRE EDERA (PRETTY FLOWERS) (Jacques Roux)

COBRASTYLE (Ahlund / Ahlund / Arve / Brown / Rami / Parker / Robinson / Torsson) eseguita da TEDDYBEARS STHLM

I COULD GET USED TO THIS (A.T. Bissell / A.F. Stroup) eseguita da DANGER TWINS

HOUSE OF THE RISING SUN (E. V. Burdon) eseguita da E. BURDON

INNO DI MAMELI (Novaro / Mameli) eseguito dal CORO E DALLA BANDA DEGLI ALPINI

YOU MAKE MY DREAMS (S. Allen; D.F. Hall; J. W. Oates) eseguita da DARYL HALL & JOHN OATES

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