Inverno a Palazzo Fortuny – Musei Civici di Venezia – Palazzo Fortuny, Venezia 19 dicembre 2015 / 13 marzo 2016 _

Mariano
Fortuny

Ritratto
di Henriette
,
1915

Tempera
su cartone, 50,5 x 34 cm

Museo
Fortuny, inv. FORT0110

©Claudio
Franzini per Museo Fortuny

 Palazzo Fortuny, Venezia 19 dicembre 2015 / 13 marzo 2016 _

HENRIETTE FORTUNY Ritratto di una musa _

ROMAINE BROOKS Dipinti, disegni, fotografie _

SARAH MOON Omaggio a Mariano Fortuny _

IDA BARBARIGO Erme e Saturni Quattro straordinarie personalità femminili – Henriette Fortuny, Romaine Brooks, Sarah Moon e Ida Barbarigo – con le loro “storie” singolari ed affascinanti, sono al centro dell’offerta espositiva che la Fondazione Musei Civici di Venezia propone durante la stagione invernale a Palazzo Fortuny:

Il progetto nasce per rendere omaggio alla “padrona di casa” Henriette Fortuny, vera e propria “musa” che saprà condurre il visitatore nei magici ambienti del laboratorio-atelier di Palazzo Pesaro degli Orfei alla scoperta di esperienze artistiche diverse.

Un nuovo intenso “viaggio” che, partendo dalla fine dell’Ottocento, attraversa la Belle Époque e gli anni Venti del secolo, per giungere fino ai giorni nostri, raccontando la declinazione al femminile della modernità.

Per ogni mostra è abbinato un catalogo prodotto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, disponibile anche on-line.   HENRIETTE FORTUNY Ritratto di una musa _

Questa mostra è un omaggio a una donna che con la sua intelligenza e sensibilità ha saputo affiancare, ispirare e sostenere uno degli artisti più raffinati del secolo scorso.

Adèle Henriette Nigrin nasce a Fontainebleau nel 1877 e agli inizi del ‘900, a Parigi, incontra Mariano Fortuny. Lui è un artista già noto, impegnato nella sperimentazione di un complesso sistema d’illuminazione che sin dalle prime applicazioni rivoluzionerà la scenotecnica teatrale.

Le scarne notizie biografiche non ci raccontano altro, ma certo è che dal 1902, per ben 47 anni, Henriette sarà al fianco di Fortuny, contribuendo in misura determinante al successo delle sue straordinarie creazioni tessili. A Mariano Fortuny lei si deve infatti l’idea del Delphos, l’abito in finissima seta plissettata icona di uno stile mondialmente riconosciuto e simbolo di un’eleganza senza tempo.

Nella casa laboratorio di Palazzo Pesaro degli Orfei Henriette affianca il marito nella produzione dei pregiati tessuti stampati e delle lampade in seta, coordinando le numerose maestranze che con loro collaborano. Si fa anche carico dei delicati rapporti con una committenza sempre più numerosa e internazionale, lasciando al Maestro la possibilità di dedicarsi interamente agli studi, alle ricerche, alle sperimentazioni nelle varie discipline artistiche.

Dopo la morte del marito (1949) e ceduta la Società Anonima Fortuny all’amica Elsie McNeill, Henriette dedica il resto della sua vita a ottemperare alle disposizioni testamentarie di Mariano – donando numerose opere a musei italiani e spagnoli – e all’inventario dei beni del palazzo, che alla sua scomparsa affida alla città di Venezia.

La mostra, a cura di Daniela Ferretti e Cristina Da Roit, è il frutto del lavoro di ricerca, riordinamento e manutenzione effettuato nel corso del 2015 sulle collezioni del Museo Fortuny, mediante il quale è stato possibile selezionare, da un corpus di oltre dodicimila originali tra lastre di vetro alla gelatina e pellicole in celluloide, duecento fotografie dell’archivio fotografico Fortuny, che sono state oggetto di un importante intervento conservativo e archivistico, cui si è aggiunto il riordinamento e l’informatizzazione della raccolta delle matrici per la stampa su tessuto.

In occasione della mostra per la prima volta saranno inoltre visibili al pubblico alcuni filmati amatoriali girati da Mariano negli anni Trenta. Si tratta di materiali filmici di recente ritrovamento, costituiti da pellicole in formato pathè baby e 35 mm, sui quali, grazie al contributo della Maison Vuitton, è stata eseguita un’operazione di restauro tecnico e riversamento in digitale a opera dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea e dei laboratori La Camera Ottica e Crea dell’Università degli Studi di Udine.

Catalogo Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Daniela Ferretti, con testi di Daniela Ferretti, Claudio Franzini e Cristina Da Roit.

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