I FAVONIO feat. PETRA MAGONI. EROS A RITMO FUNKY NEL SINGOLO “FUNGHI”

EROS A RITMO
FUNKY NEL SINGOLO DEI FAVONIO FUNGHI

Esce il
primo estratto dall’album Parole in primo
piano

Giochi di
parole, rime e metafore in una filastrocca per adulti interpretata

con una
ironica e inconfondibile PETRA
MAGONI

IL BRANO: https://www.youtube.com/watch?v=-tqp2Gp1ijc


 

Gioca col sesso, con le parole,
con i suoni e con le voci. Divertente ed esplicito. E’ il funkeggiante e
travolgente FUNGHI, il primo singolo estratto da “Parole in primo piano”,
l’ultimo album dei foggiani Favonio in cui la band ha voluto trasformare in
canzoni nove liriche tratte dal libro di Alba Avesini “Poesie e filastrocche”. E
FUNGHI è proprio una filastrocca per adulti: il racconto per immagini,
rime e metafore di una notte di passione che Paolo Marrone, frontman e cantante
del gruppo, interpreta con una ironica e inconfondibile Petra
Magoni
.

FUNGHI,che
originariamente apparteneva ad un ciclo di liriche erotiche concordate con il
pittore Luigi Scapini, è stata anche la colonna sonora della mostra di Sergio
Staino“La povera Fiammetta – Erotic drawings by Sergio Staino”,
ovvero “Con l’arrivo della vecchiaia dell’artista, il porno diventa erotismo”,
che si è tenuta il 5 e 6 giugno al Casinò di Sanremo in occasione della rassegna
Pazze idee – L’eros nella canzone d’autoreorganizzata dal Club
Tenco.

FUNGHI

(parole: Alba Avesini – musica:
Paolo Marrone/Lucio Pentrella/Mimmo
Petruzzelli)

Con la partecipazione di Petra Magoni
(voce)

Paolo Marrone (voce)

Mimmo Petruzzelli (kazoo, sax
alto, ten e bar)

Lucio Pentrella
(chitarre)

Giuseppe Guerrieri
(batteria)

Giovanni Mastrangelo
(basso)

Stefano Capasso
(organo)

Piernicola Morese
(percussioni)

Antonello Del Sordo
(tromba)

Michele Carrabba (sax
tenore)

Taketo Gohara (drum
machine)

L’ALBUM

PAROLE IN PRIMO
PIANO
 (distribuzione Believe Digital)
è un album che nasce dall’incontro di storie e di impulsi: quelli di Alba che
riempiva agende e foglietti di versi che camuffava firmandoli col nome di autori
di canzoni, quelli di Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti che hanno deciso di
riunirli in un volume a dieci anni dalla sua scomparsa e quelli dei Favonio che,
rapiti da quei versi, hanno preso a musicarli uno dopo l’altro. Per impulso. Da
lì all’idea di racchiuderli in un disco, il passo è stato breve. Dopo due album
di proprie composizioni, ricchi di riconoscimenti e gratificazioni, la band
pugliese stavolta si è cimentata in un progetto diverso, interpretando e
arrangiando i brani con fantasia e intensità.

E poi ci sono altre nove storie
ed impulsi: quelli di Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra
Magoni,

Margot, Giovanna Marini, Momo,
Erica Mou e Paola Turci, ognuna delle quali interpreta con i Favonio un brano
del disco.

Nove tracce, molto diverse una
dall’altra. Ma la personalità di Alba Avesini era forte e variegata come le sue
liriche e le tante facce di questa femminilità non potevano essere interpretate
da una voce unica. E quindi ecco nove sfumature di femminilità per un ritratto
di donna e poetessa. La dolcezza, l’erotismo, la malinconia, l’esuberanza, il
sorriso ed altro ancora.

Ogni canzone ha quindi una sua
particolarità, è un mondo a sé, sia dal punto di vista lirico-tematico che
musicale: si va dal  funky al jazz fino alla bossanova. A chiudere il disco, un
decimo brano, “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, in una traduzione
inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli. È stata inserita per due motivi: è
un vezzo dei Favonio avere una cover in ogni album ed è una delle canzoni che
Alba scelse di far suonare durante il suo matrimonio.

La copertina dell’album è una
foto di Renzo Chiesa, uno dei più affermati fotografi musicali italiani, che
ritrae la veduta verso l’alto di un cortile tunisino, con il cielo illuminato da
una particolare luce prodotta dalla luna. E “lunare” era il carattere di Alba
nei ricordi di chi la conosceva.

Per i testi nel libretto sono
stati utilizzati gli scritti originali, fotografati da Chiesa.

Il mix è stato curato da Taketo
Gohara con il Mobilis In Mobili e presso le Officine Meccaniche Recording Studio
di Mauro Pagani. Lo stesso Pagani suona il violino in “Vattene Ansia”. Nel disco
hanno suonato anche: Michele Carrabba, Michela Celozzi e Daniele
Moretto.

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