I LEGNANESI “La scala è mobile” – Barclays Teatro Nazionale dal 5 gennaio 2014 @ILegnanesi

CON
ANTONIO PROVASIO
ENRICO DALCERI
LUIGI CAMPISI

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SEGUICI SU I LEGNANESI
Regia: Antonio Provasio
Testi di: Felice Musazzi, Antonio Provasio
Musiche: Arnaldo Ciato, Enrico Dalceri
Coreografie: Sofia Fusco
Direttore Artistico: Sandra Musazzi
Direttore di Produzione: Enrico Barlocco
PRESENTANO
Una produzione CHI.TE.MA.
LA SCALA È MOBILE
Photo by David Mcknight-Peterson
IN ESCLUSIVA SOLO A MILANO CON ORCHESTRA DAL VIVO
DAL 5 GENNAIO 2014
infoline 02 00 64 08 88 AL BOX OFFICE DEL TEATRO www.teatronazionale.it
www.ilegnanesi.itwww.facebook.com/ilegnanesi – Twitter @ILegnanesi
presentano
LA SCALA È MOBILE
di Felice Musazzi e Antonio Provasio
con
ANTONIO PROVASIO ENRICO DALCERI LUIGI CAMPISI
Musiche Arnaldo Ciato, Enrico Dalceri Coreografie Sofia Fusco
Direttore Artistico Sandra Musazzi Direttore di Produzione Enrico Barlocco
Una produzione CHI.TE.MA.


Regia Antonio Provasio
PER LA FAMIGLIA COLOMBO UN ATTESISSIMO RITORNO
SUL PALCO DEL BARCLAYS TEATRO NAZIONALE
Da Legnarello agli Usa, tante risate contro la crisi
In esclusiva solo a Milano con orchestra dal vivo
I Legnanesi stanno tornando a Milano e inizieranno il 2014 sul palco del Barclays Teatro Nazionale
pronti a conquistare anche quest’anno il pubblico e regalare risate su risate con le nuove irresistibili
avventure della famiglia Colombo. Dopo il grande successo della scorsa stagione – il loro spettacolo è
risultato il quarto spettacolo più visto (dietro a campioni di incassi come Aldo Giovanni e Giacomo,
Enrico Brignano e il musical Priscilla, a testimonianza che l’Italia ha voglia di sorridere almeno a
teatro) – dal 5 gennaio saranno infatti in scena con “La scala è mobile” per l’immancabile,
attesissimo e ormai tradizionale appuntamento milanese.
“Basta, non ce la facciamo più, ormai da anni la crisi ci attanaglia – si sfoga la Teresa – e sulle coste
Albanesi sono già stati avvistati i primi gommoni carichi di Italiani!”
La storia continua, la crisi avanza, e l’unica soluzione per le donne del cortile sembra quella di vendere
le loro case ed emigrare, inseguendo il “sogno americano”: la famiglia Colombo e le donne del cortile
partono alla conquista degli Stati Uniti. Per la Teresa, la Mabilia e il Giovanni sarà la prima volta in
aeroporto: tra check-in, boarding pass e scale mobili ne combineranno di tutti i colori. Alla fine,
riusciranno a partire? La terra promessa, il posto dove rifarsi una vita, resta quella d’un tempo,
l’America, ma scopriranno che l’ “America” si può trovare anche in Italia, basta farsi forza gli uni con
gli altri e restare uniti nelle difficoltà.
Tornati dal viaggio oltreoceano, la situazione non è migliorata: stress, guai e ancora guai, neanche
l’ombra di un euro – anzi, addirittura più squattrinati di prima – la Teresa e il Giovanni, tra un
battibecco e l’altro, dovranno affrontare l’esaurimento nervoso di Mabilia e assistere la malata che
finirà ricoverata in un ospedale psichiatrico.
Quando finalmente la Mabilia verrà dimessa, eccoli finalmente di nuovo al completo: la famiglia
Colombo, nell’amato cortile, alle prese con i “soliti problemi” della “solita povera gente”.
Fra pazzia, deliri e ancora tante risate la Teresa, la Mabilia e il Giovanni saranno ancora una volta
protagonisti di momenti di esilarante comicità tra imprevedibili situazioni grottesche, capaci però allo
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stesso tempo di sdrammatizzare, con un’ironia pungente ma mai volgare, il periodo di grande crisi
che sta attraversando il nostro Paese.
Come sempre, l’unica a continuare a sognare per sfuggire alle difficoltà di ogni giorno sarà la Mabilia
che diventerà prima Regina del “blu dipinto di blu”, con uno sfavillante omaggio al grande Modugno,
e quindi fantasticherà su Hollywood, Broadway e la commedia americana per finire, in grande stile,
circondata da splendidi cadetti al ballo delle debuttanti.
Un tuffo nel passato per ricordare (o riscoprire) la cultura popolare ma anche un ulteriore sguardo
verso il futuro: in quello dei Legnanesi c’è anche una piccola esperienza cinematografica, per
raccontare ancora una volta le loro storie attraverso una comicità pulita, dedicata alla gente comune,
nel singolare “italiandialetto”, un mix di italiano e dialetto lombardo che ne costituisce una delle cifre
più caratteristiche e che ha permesso loro di affrontare con grande successo la platea del Sistina di
Roma, dove torneranno a marzo.
La famiglia Colombo si prepara così a raccontare la tradizione del cortile anche sul grande schermo.
L’avvicinamento al cinema è avvenuto con un cameo ne La Palmira UI Film, il primo film in dialetto
ticinese destinato alla diffusione cinematografica, uscito nelle sale del Canton Ticino il 21 novembre
(nello stesso weekend ha addirittura battuto al botteghino il film di Checco Zalone); il successo
ottenuto da questa produzione indipendente ha attirato l’attenzione dei cinema del Nord Italia tanto
che il film uscirà nelle sale lombarde nei primi mesi del 2014.
Anche questa volta i tre strepitosi protagonisti (Antonio Provasio-Teresa, Enrico Dalceri-Mabilia e
Luigi Campisi-Giovanni) racconteranno le loro vicende quotidiane, universali, semplici ma profonde
allo stesso tempo, con quella vìs comica che li contraddistingue e li rende così amati dal pubblico.
Una formula ormai collaudata per oltre due ore di spettacolo tutto al maschile (insieme alla famiglia
Colombo, sul palcoscenico, anche 10 personaggi della tradizione e 10 scatenati “boys”), tra il cortile,
oltre centro sfarzosi costumi con lustrini, paillettes e piume di struzzo disegnati da Enrico Dalceri
(tutti rigorosamente made in Italy, realizzati dalla storica Sartoria Arrigo) e momenti musicali, che
richiamano la tradizione della rivista e che solo a Milano – in esclusiva per il Barclays Teatro Nazionale
– verranno eseguiti da un’orchestra dal vivo di sette elementi diretta dal Maestro Arnaldo Ciato, che
firma le musiche insieme a Dalceri, fino all’emozionante gran finale in smoking.
Barclays Teatro Nazionale
Via G. Rota, 1
Dal 5 gennaio al 23 febbraio 2014
Info e prenotazioni tel. 02 00640888
Acquista qui
Box Office Teatro
Dal martedì alla domenica dalle ore 12 alle ore 19 con orario continuato; dopo le 19 la biglietteria sarà aperta
esclusivamente per la vendite ed il ritiro dei biglietti per lo spettacolo della sera stessa
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DAL 1949 INTERPRETI DELLA TRADIZIONE TEATRALE ITALIANA
“Ringhiere che si snodano sui ballatoi, scale consunte dal saliscendi di generazioni e generazioni, ogni
porta una stanza, spesso l’unica: il vicino è così vicino che vive con te. Il cortile è il regno dei povercrist
sopravvissuti alle guerre, alle carestie, alle immigrazioni, alle industrie. Ma il cortile è anche lo spazio
vuoto, è la camera più grande dove si vivono stagioni intere, anni, generazioni, secoli, nascite, amori e
tradimenti, gioie e angosce, nozze e funerali, sorrisi e miracoli. Fuori dal cortile, il muro di cinta di uno
stabilimento, un muro di mattoni rossi, ancora muri e case, un condominio di sei piani che già
chiamano il grattacielo: niente più litigi banali, le lenzuola stese sul filo, le pozzanghere, la ruggine dei
corrimano. Ma noi abbiamo resistito, la ringhiera ci corre nell’anima. Riflettori, prego: è di scena il
cortile lombardo.”
I LEGNANESI nacquero, quasi per scherzo, all’oratorio di Legnarello a Legnano nel 1949, su idea di
Felice Musazzi, costretto, da una disposizione del Cardinale Schuster che vietava le rappresentazioni
teatrali promiscue, a far interpretare i ruoli femminili da uomini travestiti: da qui ha origine la
composizione esclusivamente maschile della Compagnia.
L’idea vincente di Musazzi fu quella di raccontare al pubblico le storie di paese, del quotidiano, con le
loro gioie ed i loro dispiaceri in dialetto, caratteristica che rese unica la Compagnia. Si presentava in
scena dicendo: “Sono Felice e non solo di essere Musazzi” ed era veramente una persona felice di
riuscire a far ridere la gente. Con le sue “maschere lombarde” Teresa e Mabilia (presenti sin dalla
prima rappresentazione), che insieme a Giovanni compongono la strampalata famiglia Colombo, ha
fatto divertire la Lombardia e non solo, creando un fenomeno di costume che ha attraversato
generazioni.
Alla sua scomparsa si pensava che nessuno potesse più interpretare i suoi personaggi, semplici,
genuini e mai volgari, finché Antonio Provasio (la TERESA) – che per 9 anni ha recitato con Musazzi,
imparando direttamente da lui a muoversi e a ben calarsi nel personaggio – ed Enrico Dalceri (la
MABILIA), che per anni aveva fatto parte della Compagnia Teatrale, sono diventate i nuovi interpreti,
e, insieme alla figlia Sandra Musazzi (Direttore Artistico), hanno riportato in scena lo spirito dei cortili
lombardi, così come lo intendeva il fondatore de I Legnanesi; il Giovanni è Luigi Campisi, che ha
interpretato per oltre un decennio lo stesso ruolo a fianco del grande Musazzi.
I Legnanesi, grazie al beneplacito della Famiglia Musazzi, continuano così a presentare la loro
comicità sotto l’egida del nome del fondatore, per continuare il percorso tracciato in oltre 60 anni di
storia. Riconosciuti tra le principali e più conosciute compagnie dialettali d’Italia e d’Europa, oggi la
Compagnia porta in scena le storie, i costumi e le tradizioni lombarde ma è ampiamente apprezzata
anche fuori dalla Lombardia, grazie a un intervento di modernizzazione dei testi originali di Musazzi e
alla scelta di temi universali (la famiglia, il lavoro, la crisi economica, i rapporti di vicinato), con
riferimenti sempre attuali al costume e alla politica nazionale, in un mix sorprendentemente efficace
tra italiano e dialetto lombardo.
I PREMI
La tradizione, la professionalità e la qualità degli spettacoli de I Legnanesi sono stati riconosciuti da
innumerevoli premi, tra cui spiccano i più importanti che possano essere assegnati ad una istituzione
culturale e popolare: L’AMBROGINO D’ORO (attestato di civica benemerenza) dal Comune di Milano
(Sindaco Letizia Moratti), la ROSA CAMUNA (premio al lavoro in Lombardia) dalla Regione
Lombardia (Presidente Roberto Formigoni), il PREMIO ISIMBARDI dalla Provincia di Milano
(Presidente Guido Podestà), il PREMIO WALTER CHIARI (2012).
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INTERPRETI e PERSONAGGI
ANTONIO PROVASIO Nasce a Legnano il 28 giugno 1962 e, giovanissimo, entra a far parte della
storica compagnia de I Legnanesi, con cui debutta sulle scene nei più importanti teatri di Milano
(Odeon, Manzoni, Lirico, Puccini). Alla scomparsa di Felice Musazzi, fondatore della Compagnia e
interprete del personaggio principale di Teresa, decide di rifondare la Compagnia chiamandola “I
Legnanesi di Felice Musazzi”.
Da allora, con magistrale presenza scenica, interpreta il ruolo di Teresa, intorno alla quale ruota tutto
lo spettacolo; strepitoso nelle sue interpretazioni, sviluppa una “maschera” irresistibile, comunicativa,
basata sul ritmo, sui tempi comici e su un patrimonio inestimabile di interiezioni e modi di dire.
Attraverso una recitazione sempre spontanea e raffinata, permette al pubblico di interagire e imposta
i suoi interventi come una valanga inarrestabile “contro” la vittima prediletta, il marito Giovanni.
Teresa è la tipica donna di cortile, sempre presente, che non si mostra mai in difficoltà ma in realtà lo è molto
spesso; rispecchia i “povercrist”, alle prese ogni giorno con rivalità di ringhiera, i torti sul lavoro o tra vicini, le
difficoltà economiche e le preoccupazioni per la figlia quarantenne ancora da mantenere.
ENRICO DALCERI Nato a Monza il 15 ottobre 1962, di giorno è dirigente presso una nota casa di
moda di Milano, come responsabile della linea giovane da uomo, di sera è attore protagonista in
teatro, giocando magistralmente a fare la diva soubrette nei panni di Mabilia.
Uomo dalla duplice vita e dai duplici successi, la sua passione per la moda lo spinge, nel pieno boom
degli anni ‘80, a proporsi a un’importante azienda del settore che gli aprirà le porte ad una carriera
professionale di successo. Parallelamente nasce e si sviluppa l’interesse per il mondo dello spettacolo
e della musica. Un’altra storia che ha dell’inverosimile, iniziata quasi per gioco nell’insistenza e nella
curiosità di voler conoscere quel gruppo di attori, vestiti da donne, che portavano in scena la realtà
lombarda di una volta, fatta di corti e di operai, simbolo di una cultura popolare che parla ancora il
dialetto. Dopo aver lavorato al fianco di Musazzi – fino alla sua scomparsa – nel ruolo di attore
secondario (inizia sostituendo un attore in servizio militare), diventa uno degli attori protagonisti
quando Antonio Provasio lo vuole al suo fianco nella “nuova generazione” dei Legnanesi. Cura inoltre
le musiche e i costumi e le scenografie di tutti gli spettacoli.
Mabilia è la figlia zitella della Teresa e del Giuan, ragazza di paese che non riesce mai a staccarsi da mamma e
papà che incarna il clichè di un certo mondo femminile di massa, dove l’apparenza è l’unica cosa importante,
sempre al di sopra delle sue possibilità, sognando di emergere e di diventare una soubrette.
LUIGI CAMPISI Nato a Busto Arsizio il 17 febbraio 1955, nel 1971, a soli sedici anni, entra nella
compagnia di Felice Musazzi come boys-ballerino della rivista. In poco tempo, Musazzi intravede in
lui capacità attoriali tali da affidargli il ruolo di Giovanni, marito di Teresa come “spalla” quindi dello
stesso Musazzi. Luigi, oltre a portare nel personaggio che interpreta da oltre 30 anni la sua innata
comicità, ha regalato a Giovanni la capacità di restare in scena senza aprire bocca, giocando solo
sulla mimica facciale di un uomo che ha il suo punto di forza nell’essere messo in disparte e poco
considerato, ma, allo stesso tempo, rappresenta il tipico uomo lombardo di un tempo, presenza
discreta ma indispensabile perché la famiglia possa tirare avanti.
Unico uomo del cortile, è perennemente ignorato, senza alcuna considerazione, dalla moglie e dalla figlia. La
sua vita si svolge tra casa, lavoro e osteria, dove immancabilmente viene scovato dalla moglie Teresa che lo
rimprovera. Personaggio di poche parole, la sua “maschera” ha il naso perennemente rosso e la camminata
incerta tipica di chi ha alzato troppo il gomito.
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