Viaggio nella Moravia tra XVIII e XX secolo #moravia

Luhačovice

Riconvertite a nuovi
usi, restaurate oculatamente, ammodernate nel rispetto dello stampo
originario, ricostruite ad hoc e fedelmente con materiali originali,
sono tante le strutture che sul territorio ceco parlano ancora di
epoche lontane. A evocarle non sono solo le architetture, ma anche
le atmosfere sospese magicamente nel tempo. Il rispetto delle
tradizioni accanto a scelte moderne in alcuni casi e la riproduzione
conservatrici in altri, aiutano a immedesimarsi in stagioni qui mai
dimenticate. Ecco allora in Moravia due esempi opposti, per
destinazione e per ceto sociale –una Spa e un museo contadino-
che però sono accomunati dalla fedeltà al passato e
dal fatto di essere imperdibili.


Le
Terme di Luhacovice, tempio di bellezza, per la bellezza

Ormai
sdoganatesi dal concetto un po’ stantio delle vecchie terme e
riconvertite con successo in una Spa moderna ma rispettosa delle
tradizioni antiche, immerse in un bellissimo parco da poco
restaurato, non lontane dalla città funzionalista di Zlin,
sfoggiano con fierezza la loro architettura unica. Quando nel 1902
il dottor Frantisek Vesely decise di strappare il centro termale al
declino, si guardò in giro tra quelle che oggi chiameremmo
archistar…

L’elegante
stabilimento termale, ma anche tutto l’ameno villaggio che lo
circonda, costituiscono un esempio unico di stile liberty popolare,
firmato dal celebre architetto slovacco Dusan Jurkovic, di cui il
prossimo 23 agosto ricorre il 150° anniversario della nascita.

L’altro
simbolo della cittadina –lo splendido colonnato che ne collega
più edifici- è stato realizzato più tardi,
negli Anni ’40, da Oskar Poriska, ma sempre ispirandosi ai
dettami di Jurkovic e allo stile della prima repubblica.

Pur con
tutti i comfort moderni e un menu di trattamenti di ultima
generazione, le terme di Luhacovice –con ben 16 fonti salate,
considerate tra le più efficaci d’Europa, che non hanno
mai smesso di regalare guarigione e benessere- trasudano ancora le
atmosfere degli Anni ‘20.

Il museo all’aperto di Roznov pod Radhostem

Fortemente voluto dalle istituzioni proprio per preservare la
memoria nazionale, il museo all’aperto di Roznov pod Radhostem
è una bolla sospesa nel tempo, incastonata tra i monti
Beskydy, nella Valacchia morava.

Protagonista è l’antica architettura valacca, che
caratterizza le fattorie e le case contadine originali del periodo
tra il XVIII e XX secolo, trapiantate dalle colline circostanti, a
formare il villaggio-museo. Il sito, rappresentativo non solo
dell’architettura ma anche di tutte le tradizioni e la cultura
valacche, è il più antico e anche il più grande
del suo genere in Centro Europa.

Con l’unica eccezione della Valle dei Mulini, soggetta
esclusivamente a tour organizzati, il museo open air può
essere girato in totale autonomia, anche se le guide sono in grado
di fornire dettagli e aneddoti davvero interessanti. Da soli o in
gruppo, incapperete comunque in tutti i tipi di edifici che
caratterizzavano gli insediamenti dell’epoca e della regione:
una chiesa, una casa di città, una taverna in legno, un
granaio, una distilleria, la capanna del pastore, la scuola ecc. E
alla fine del tour, il consiglio è di salire sulla torre
panoramica -costruita nel 2012, ancora una volta secondo un progetto
di Jurkovic- che regala una insolita prospettiva dall’alto sul
villaggio. 

www.czechtourism.com