VENICE DESIGN WEEK 2016 per WEARABLE TECHNOLOGIES Venezia 1 – 9 ottobre 2016 #Venicedesignweek @venicedesignweek

Nella
prossima edizione di Venice Design Week che si terrà dall’1 al 9
ottobre, debutta un nuovo

concorso dalle tematiche molto innovative e
attuali: si tratta delle “Wearable Technologies”, tradotto, le
tecnologie indossabili.

I
progetti dei designer selezionati dal Concorso saranno esposti in una
mostra allestita al Museo di Palazzo Mocenigo, – Centro Studi di
Storia del Tessuto e del Costume della Fondazione Musei Civici di
Venezia per tutto il mese di ottobre.

La
designer trentina Chiara Bonadiman, classe 1995, laureanda in design
presso la LABA di Brescia, ha realizzato
l’anello
Colorful Feeling
,
un gadget indossabile che permette di registrare ogni avvenimento a
livello emozionale e creare un piccolo diario divertente e ricco di
stimoli: l’idea dietro a tale progetto è allenare la propria
intelligenza emotiva attraverso un semplice, smart e fashion diario
terapeutico, che può esser modificato e monitorato attraverso il
proprio smartphone.

Il
progetto
Mindswing
è sviluppato da un team interno a Design Group composto da Stefania
Berselli
,
Service
designer;

Loris
Bottello, Product & Interaction designer;

Andrea
Desiato
,
User
Experience & Interface designer, e

Alberto
Sarullo, Technology & Development. Il gruppo è coordinato da
Gianandrea Giacoma, responsabile della ricerca su utenti e
neurofeedback. Questo concept è ideato per l’applicazione delle
neuroscienze allo sport, in particolar modo per il monitoraggio dei
neuro-feedback durante l’attività sportiva. Il progetto è stato
sviluppato e applicato al golf: composto da una fascia per il capo,
un guanto e un’applicazione per il cellulare, grazie ai sensori
applicati permette di misurare e comprendere qual è il miglior stato
d’animo per realizzare un’ottima performance a livello sportivo e
salvare le varie sessioni senza interagire continuamente con il
cellulare.

Il
gruppo Caravan è un collettivo che unisce digital-fabrication ed
esperienza artigianale. Per il concorso, Caravan ha realizzato la
collezione
Sensewear,
che ha lo scopo di enfatizzare l’uso dei sensi: in particolare,
abiti e accessori che permettono di stimolare e migliorare la nostra
consapevolezza e uso dei sensi. L’intera collezione si ispira alla
terapie applicate ai disturbi dell’integrazione sensoriale e ha
come obiettivo quello di monitorare le prestazioni dell’atleta
durante l’attività sportiva.

Il
Team composto da Giulio Fuzzi, Daniele Gamba e Federico Marchetta,
studenti di Design Industriale al Politecnico di Milano, ha
realizzato

LOOP (Indoor Navigation System for Blind People),

un sistema creato e studiato per persone non vedenti e ipovedenti che
permette agli utenti di superare quelle barriere esperienziali che si
creano nella vita di tutti i giorni e nello specifico in ambienti
chiusi dove è difficile orientarsi e avere dei punti di riferimento.
Il concept è composto da un orologio GPS e da un’applicazione che
può esser installata in sistemi operativi IOS, Android e Windows
Phone.

La
Designer Marta Montesi, neolaureata in Disegno Industriale presso
l’università IUAV di Venezia, ha progettato
Dropwater,
un
bracciale che

permette
di rilevare la misura dell’idratazione del corpo umano attraverso
un particolare sensore. Tale bracciale è in grado di rilevare
l’eventuale variazione di elettricità nella superficie della pelle
in funzione dell’umidità contenuta in essa, anche se nella cute
sono applicate sostanze chimiche. È principalmente rivolto ad
anziani e bambini, i quali nel periodo estivo tendono ad idratarsi
poco.

Look
Around
,
progettato dal designer Gianluca Perseu studente al terzo anno di
Design presso il LABA di Torbole sul Garda (BS), è un controller
sotto forma di anello che permette di utilizzare smartphone e mp3
senza interagire direttamente con un display, fornendo all’utente
la possibilità di godere del panorama esterno. È un prodotto che
può esser ben utilizzato anche da persone affette da cecità e
ipovedenti

Le
due giovani designer Alessia Piccolo e Giovana Antunes, laureate in
Design e Comunicazione, hanno creato

To
be System
:
un sistema che permette una completa interazione tra il bambino e gli
operatori sanitari, e fornisce a quest’ultimi dati completi sullo
stato di salute del paziente. In questo modo è possibile raggiungere
in tempi brevi l’obiettivo di guarigione: composto dalle due linee,
Befly (periferica portatile, periferica Vision applicata nel letto e
un terminale e-Health applicato sotto il letto) e Beyond (caschetto e
bracciale), permette di raccogliere e condividere dati in tempo reale
ancor prima di giungere nelle strutture ambulatoriali o ospedaliere,
in modo tale che gli operatori sanitari siano in grado di prestare,
nell’immediatezza, le cure necessarie al bambino.

La
designer Federica Rao, diplomata all’Accademia Euromediterranea in
Fashion Design, ha proposto il progetto
MASS
EFFECT
:
due outfits in stile sci-fi, uno sportivo e uno elegante, prodotti
con tessuti a rete tecnica, i quali proteggono da eventuali urti ma
che allo stesso tempo permettono, a chi li indossa, di muoversi
liberamente. I colori scelti sono di tipo metallico, come oro e nero
per l’abito elegante, argento e nero per l’abito sportivo. I
comuni denominatori di entrambi gli outfits sono il tessuto a rete
tecnica nero e lo stile sci-fi che è fonte d’ispirazione per la
designer.

Il
progetto
FAST
è realizzato dalla designer Marzia Gisella Sapienza, diplomata in
Fashion Design nel 2015 presso l’Accademia Euromediterrane , e vede
la fusione tra il design automobilistico (fonte d’ispirazione per
la designer è la Lamborghini Huricàn) e il fashion, utilizzando
tessuti tecnici che permettono a chi indossa l’abito di variarne le
dimensioni e di scegliere un outfit sportivo oppure elegante a
seconda delle occasioni: abito aderente in cui è possibile variare
la lunghezza e completo pantalone e maglia in doppio tessuto.

Il
cappello
CapoGiro,
ideato e realizzato dall’artista Sabrina Baldacchini, offre la
possibilità di cambiare aspetto e forma a seconda dell’abito che
si ha addosso, grazie ad un telaio interno. Quest’ultimo permette
al cappello di piegarsi oppure di appiattirsi, rendendo il suo
trasporto molto facile (può esser inserito comodamente in una
valigetta oppure in una borsa). CapoGiro è inoltre dotato di un
optional: una luce LED che dona un valore aggiunto al cappello che
può così esser usato come un oggetto di arredamento.

Ejoy
(Emotional jewelry on you)

è una collezione di gioielli tecnologici che permette di monitorare
le funzioni vitali, le calorie bruciate e i passi fatti durante la
giornata, di tenere sottocontrollo il proprio smartphone nonché la
propria to do list giornaliera, senza dimenticarsene. L’idea
è
nata tra i banchi dell’università del Politecnico di Milano da
un’idea di Wilson Quispe

e
cresciuto
grazie alla collaborazione di: Giacomo Bianchini, laureato in
ingegneria informatica, Francesca Capella, laureata in ingegneria
gestionale e Daniela Curatolo, laureata in
Accessory
Design.

Tecnologia
che si abbina all’artigianato made in Italy: i gioielli, in
particolare il bracciale, è realizzato con autentica murrina
veneziana su un supporto metallico. Il tutto sarà collegato tramite
un’applicazione disponibile per IOS e Android.

L’azienda
Aquì Houston ha realizzato
CAReful
è un dispositivo GPS che permette di connettere auto, persone,
animali e tutto ciò che si trova su strada, garantendo così una
circolazione più fluida e sicura del traffico: avvisa gli
automobilisti di eventuali incidenti, permettendo così di confluire
in strade più scorrevoli, permette alla polizia di inoltrare avvisi
e informazioni riguardanti traffico, incidenti, strade chiuse, come
pure di avvertire eventuali presenze di animali e greggi in zone e
strade rurali.

Dall’
1 al 31 ottobre, i progetti dei concorrenti verranno esposti nelle
storiche e bellissime sale del Museo di Palazzo Mocenigo, – Centro
Studi di Storia del Tessuto e del Costume della Fondazione Musei
Civici di Venezia nell’ambito della Venice Design Week in una
mostra che si prolungherà oltre il termine della “week” (1-9
ottobre). Sempre in mostra si presenta anche una speciale sezione
dedicata allo
sport
e una ai tessuti tecnici

per arricchire e completare una più ampia visione sulle tecnologie
indossabili e che al tempo stesso servirà da stimolo per il concorso
dell’edizione 2017 di Venice Design Week.

Il
concorso organizzato da Venice Design Week è patrocinato da:
Associazione Design Industriale ADI, vede la collaborazione del Royal
College of Art and the Helen Hamlyn Centre, dell’Università IUAV,
della Fondazione Musei Civici di Venezia – Museo di Palazzo Mocenigo,
del Museo dell’Occhiale.

http://www.venicedesignweek.com/

Esposizione:
1-31 ottobre

Luogo:
Museo di Palazzo Mocenigo, Centro Studi di Storia del Tessuto e del
Costume

Santa
Croce 1992 Venezia

Orari:
10:00-17:00

Chiuso
lunedì

Convegno
e premiazione “wearable technologies”: Sabato 1 Ottobre ore 15

Per
maggiori informazioni:

VDW
Mobile 328-1765744

sito
web: www.venicedesignweek.com

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