BRACO DIMITRIJEVIĆ | GAM di Torino‏ – 16 marzo – 24 luglio 2016 @FondToMusei

BracoDimitrijevic –

SAILING
TO POST HISTORY”, 2009

Venice
Biennale, Ca’ Pesaro

Courtesy
Sperone Westwater Gallery, New York

BRACO DIMITRIJEVIĆ

a cura di Danilo Eccher

16 marzo – 24 luglio 2016

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Via Magenta 31 – Torino

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedica una mostra personale a

Braco Dimitrijević (Sarajevo,1948 vive e lavora a Parigi) a cura di Danilo Eccher.

L’esposizione ripercorre le fasi principali della sua carriera artistica, iniziata nel 1969 con Accidental

Sculpture, Painting by Krešimir Klika e Sculpture by Tihomir Simcic, tre opere apparentemente “accidentali”

(un cartoncino di latte schiacciato e un mucchietto di gesso sparso sull’asfalto da due ignari automobilisti e

un’impronta lasciata da un pensionato nell’aprire una porta) ma provocate dallo stesso Dimitrijević, che

chiese agli sconosciuti di firmare i lavori, trasformando un gesto involontario in opera d’arte, e affidando a

persone comuni il ruolo di artista. Queste prime azioni performative gettarono le fondamenta del suo

pensiero, che oggi si può identificare come un’anticipazione dell’arte relazionale. Per tutta la durata del

suo percorso artistico Dimitrijević affronta il rapporto tra casualità e creatività, realizzando grandi

installazioni, fotografie, video, dipinti, azioni performative e sculture che mettono in discussione e quasi

dissacrano l’idea stessa di opera d’arte e il concetto di artista.

Secondo il Direttore Carolyn Christov-Bakargiev: “Da tempo il nostro museo opera per riscoprire e

valorizzare artisti italiani e internazionali attraverso mostre personali che consentono un approfondimento e

una maggiore conoscenza delle loro ricerche poste in dialogo con il museo e le sue collezioni e quindi

anche con il territorio, la città, la sua storia culturale. La mostra di Braco Dimitrijevic curata dal mio

predecessore Danilo Eccher fornisce uno sguardo critico sulla sua ricerca, che si inserisce attraverso gli

anni nel dibattito culturale internazionale ed è tangenziale a una molteplicità di movimenti – dall’arte

concettuale all’arte pubblica, a quella installativa – ricercando un dialogo diretto con lo spettatore e

lasciando aperte questioni e interrogativi intorno non solo alla realtà artistica ma anche etica e storica”.

Aprono il percorso alla GAM i Casual Passers-by (Passanti incontrati casualmente) della fine degli anni

Sessanta e dei primi anni Settanta: gigantografie e sculture di persone sconosciute che in origine l’artista

colloca in sedi prestigiose come le facciate dei palazzi o il centro delle piazze, rovesciando l’uso degli

strumenti di informazione pubblica come i cartelloni pubblicitari.

Dimitrijević ironizza sulla comunicazione di massa e sulla rapida circolazione delle immagini nella

società, e allo stesso tempo celebra la persona comune, in uno spirito vicino alla contestazione di quegli

anni. L’artista anticipa così l’attenzione verso soggetti partecipativi della nostra era digitale, capaci di

reinventare una società plurale e corale.

Dalla metà degli anni Settanta Dimitrijević sviluppa una serie di opere dal titolo Tryptychos Post Historicus

che incorporano al loro interno altre opere ottenute in prestito da collezioni museali quali la Tate Gallery, il

Louvre, il Musée d’Orsay, il Centre Pompidou e il Solomon R. Guggenheim Museum. Capolavori della

storia dell’arte sono accostati a strumenti musicali, oggetti di utilizzo quotidiano ed elementi

organici come frutta e verdura.

Negli anni Ottanta e Novanta Dimitrijević continua a realizzare installazioni sia con ritratti di personaggi e

grandi intellettuali famosi, sia con animali vivi ed elementi organici come frutta e verdura. Queste opere

approfondiscono la relazione tra natura e cultura.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale interamente illustrato a cura di

Danilo Eccher e con testi di Carolyn Christov-Bakargiev, Danilo Eccher, Federico Vercellone, Nena

Dimitrijevic, Michel Gautier, Anna Musini, Arianna Bona, Adrian Morris.

Braco Dimitrijević

Dopo l’Accademia di Zagabria, dal 1971 al 1973 Dimitrijević studia alla Saint Martin’s School of Art di Londra. Dagli

anni Settanta inizia a presentare il suo lavoro in esposizioni internazionali come la Biennale di Parigi (1971),

documenta a Kassel (1972 e 1977), la Biennale di Venezia (1976). Nello stesso periodo comincia anche la sua

relazione con l’Italia, quando nel 1971 Lucio Amelio lo invita a Napoli per esporre in una mostra personale e nel 1974 è

a Torino invitato da Gian Enzo Sperone, con il quale oggi continua a lavorare. In questo decennio sue mostre personali

si tengono allo Stadtisches Museum Monchengladbach (1975), al Van Abbemuseum Eindhoven (1979) e all’ICA di

Londra (1979). Dagli anni Ottanta fino ai giorni più recenti numerose mostre personali sono state presentate in musei,

tra i quali la Tate Gallery di Londra, il Museo Ludwig di Colonia, la Kunsthalle di Berna, Museum Moderner Kunst

Stiftung Ludwig di Vienna, l’Israel Museum di Gerusalemme, Kunsthalle Dusseldorf, Musee d’Art Moderne de Saint

Etienne. Braco Dimitrijević ha partecipato a mostre internazionali come la Sydney Biennale (1986), Magiciens de la

Terre (1989) in Paris, la Biennale di Venezia (1990,1993, 2009), documenta a Kassel (1992), Santa Fe Biennial (1995),

Kwangju Biennial (1995), Sao Paolo Biennial (1996), Arts & Foods, Triennale di Milano (2015) or Transmissions,

Museum of Modern Art, New York (2015).

GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Torino

Intorno alla collezione di 45.000 opere d’arte dall’Ottocento a oggi, tra dipinti, sculture,

disegni, stampe, installazioni, video e fotografie, la GAM offre al pubblico una serie di

appuntamenti con i più interessanti esponenti dell’arte e grandi mostre di artisti italiani e

internazionali, ordinate intorno alle ricerche più attuali. Un museo vivace, capace di raccoglie

tanti settori, dalla VideotecaGAM, alla biblioteca d’arte, all’archivio fotografico, alla

Fondazione de Fornaris. La GAM cura e propone progetti inediti, conferenze, incontri oltre a

collaborare con i musei e le istituzioni più importanti al mondo. Il museo offre laboratori,

visite guidate ed esperienze formative per ragazzi e adulti, tra cui incontri in mostra.

La GAM, fondata già come primo Museo Civico d’Italia nel 1863, apre nel 1959 nell’edificio

attuale progettato dagli architetti Bassi e Boschetti.

via Magenta 31, Torino

orario: martedì – domenica 10.00 – 18.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) chiuso il lunedì

t. 011 4429518 gamtorino.it

fondazionetorinomusei.it @FondToMusei

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