FUGA PERPETUA di YUVAL AVITAL – Teatro Comunale “L. Pavarotti” Modena, Italia, 12 Marzo 2016

 

FUGA PERPETUA di YUVAL AVITAL
concerto icono-sonoro per ensemble, proiezioni, Mobile Sound Theatre***  e folla vocale

Esecutori: Meitar Ensemble
Prime Assolute:
Teatro Comunale “L. Pavarotti” Modena, Italia, 12 Marzo 2016
Brighton Festival, Inghilterra, 20 Maggio 2016
Nottingham Lakeside Arts Center, Inghilterra, 22 Maggio 2016

Fuga Perpetua – due termini musicali storici la cui combinazione assume un significato estremamente invocativo – è un’indagine estetica sulla vulnerabilità di uno stato esistenziale in cui l’equilibrio fondamentale fra movimento e riposo è violato in un’opera la cui struttura vede come narratori principali i rifugiati.

Quattro opere d’arte costruite con linguaggi diversi – una partitura musicale che spinge gli esecutori a volte al confine del possibile, un’installazione sonora di Mobile Sound Theater, una video proiezione multipla e una performance collettiva – si annidano in una complessa polifonia attraverso cui Yuval Avital e la Meitar Ensemble presentano un’allegoria deprivata da qualsivoglia narrazione retorica o politica, reazione etica ed estetica ad uno dei più grandi drammi del nostro tempo, in un’esperienza che vede il concetto di “noi” fondersi con quello di “loro”.

Nella musica, le relazioni complementari fra il movimento e la quiete si manifestano in molti strati – da micro livelli di consonanza e dissonanza, alla chiusura periodica di sintassi di una frase musicale (cadenza), fino alla formazione di macro strutture e forme.

Nella vita di ciascun individuo la “Casa” è lo spazio fisico che funge da punto di arrivo e partenza. Rappresenta l’identità, la protezione e l’intimità. È il punto cardinale di riferimento con cui l’essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo. Senza casa si è vulnerabili, instabili, disorientati, smarriti.
In Fuga Perpetua di Avital, la transizione di linguaggi e strati è costante, come in una fuga musicale dove la risoluzione di una voce è l’evocazione di un’altra,  a volte creando un contrappunto di messaggi, a volte accentuandone il contrasto, a volte in modo brusco, quasi brechtiano, “svegliando” gli spettatori dall’accettazione dell’illusione con cui l’arte è percepita per provocarli al pensiero e alla riflessione.

I principali narratori in Fuga Perpetua sono i rifugiati, che appaiono nell’opera attraverso interviste silenziose realizzate nel Regno Unito, in Italia, in Israele e in Kenya. Ad essi viene chiesto di rivivere in silenzio davanti alla macchina fotografica momenti significativi della loro vita, memorie biografiche che seguono un questionario di domande creato appositamente da Avital con l’orientamento del Prof. Gerald Cupchik del dipartimento di Psicologia dell’Università di Toronto.

Un contributo fondamentale per la parte visiva dell’opera, sono le riprese video appositamente realizzate da Andrea Trivero, direttore della onlus italiana Pace e Futuro, nel campo dei rifugiati di Kakuma in Kenya, al confine con il Sud-Sudan, compiute in collaborazione con Qaabata Boru, capo redattore di Kakuma News Reflector. Altre riprese sono invece state realizzate a Tel Aviv, insieme all’organizzazione non governativa di Hasimta Athletics i cui scopi sono quelli di avvicinare i rifugiati allo sport, principalmente all’atletica. Risorsa supplementare e indispensabile ai fini dell’opera stessa è stata la collaborazione con l’unità Video del UNHCR, che ha consentito il recupero di numerose audio registrazioni dei rifugiati condotte in giro per il mondo, come registrazioni sonore e visive dei campi profughi, delle barche e dei lunghi viaggi.

Infine, in alcune rappresentazioni di Fuga Perpetua, i rifugiati ospiti nelle città dove l’opera sarà eseguita, saranno coinvolti in una performance dal vivo, divenendo parti integranti della partitura sonora. Questo elemento è l’elaborazione di un lavoro precedente di Avital, intitolato Rivers ed eseguito nel settembre 2015 alla cerimonia di inaugurazione del Centro del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto a Biella, con una folla vocale di rifugiati e altoparlanti.

***Mobile Sound Theater: Il “Teatro Sonoro Mobile”, ideato da Yuval Avital e sviluppato dal Dr.Tychonas Michalidis del Conservatorio di Birmingham, è composto da 25 altoparlanti mobili sparsi tra le sedute dei vari teatri, di cui si assecondano i criteri acustici con una disposizione site specific, generando nello spettatore un forte impatto sensoriale tridimensionale. Il Mobile Sound Theater si compone di due elementi sonori fondamentali: il primo, chiamato “Ambiente”, rappresenta uno scenario fisico con le sue regole di comportamento; il secondo, chiamato “Protagonista”, è composto da gruppi di frammenti vocali caratterizzati da comportamenti gestuali diversi (ad esempio, corsa frenetica, camminata disorientata ecc).

BIOGRAFIE:

YUVAL AVITAL:
Compositore, artista multimediale e musicista di chitarra classica ed elettrica.
Nato a Gerusalemme nel 1977, vive a Milano. Le sue opere si estendono da grandi eventi sonori per numerosi artisti, fino a composizioni orchestrali e da camera, da opere con corrieri di culture antiche e strumenti tradizionali, a progetti che coinvolgono scienziati, sistemi di intelligenze artificiali e complesse elaborazioni sonore dal vivo. La sua arte si espande anche alle installazioni sonore, video e performance, in collaborazione con alcuni dei più grandi artisti, interpreti, registi e designer del nostro tempo.
I suoi lavori sono stati presentati in diversi festival come Festival Autunno di Varsavia (Polonia), RomaEuropa, Mito SettembreMusica, Tempo Reale, Cantiere Internazionale d’Arte (Italia), Tunog-Tugan (Filippine), 360° (Germania), il Gerusalemme Multimedia Festival (Israele), Miami Art Basel (USA), Central Asia Contemporary Music Days (Kazakistan). I suoi lavori sono stati eseguiti anche in Francia, Spagna e Brasile. Nel 2016 saranno presentate le sue opere al Festival di Brighton, di Nottingham e al Teatro Pavarotti di Modena.
Tra le sue installazioni si ricordano la grande trasformazione multimediale dell’intera stazione ferroviaria Ostiense durante la Notte Bianca di Roma (2007), una partitura sonora e in movimento per 16 danzatori (Packman vs Escher, Biella 2006-2007), un’installazione interattiva danza-video-suono per due ballerini (Fondazione Pomodoro, Milano, 2010), un’installazione sonora che si ricompone attraverso un sistema di intelligenza artificiale, realizzata in collaborazione con la NASA (Spaces unfolded, Bergamo 2012), la più grande installazione sonora mai realizzata in Italia (Alma Mater, Milano 2015), un’invasione di suoni della natura per la città (Fields, Bergamo 2015), la performance sonora RIVERS per una folla vocale di profughi e altoparlanti (Inaugurazione del centro de Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, Biella 2015).
Tra le sue opere, da menzionare ALMA MATER, installazione icono-sonora realizzata alla Fabbrica del Vapore di Milano in uno spazio di 1200 mq, per 140 altoparlanti, leggendarie étoile del Teatro alla Scala, proiezioni e merlettaie, in collaborazione con Michelangelo Pistoletto e Enzo Catellani (Milano 2015); REKA per 6 cantanti tradizionali di tecniche vocali estese, percussioni e una folla di centinaia di voci (Warsaw Autumn Festival 2014); KARAGATAN per 100 musicisti tradizionali di gong e bambù (Filippine 2013); OTOT sinfonia icono-sonora (apertura della stagione sinfonica del Teatro di Como 2013, Italia); concerto di Unfolding Space realizzata in collaborazione con gli scienziati di NASA e ESA (Bergamo 2012); GARON per 45 tube, 6 percussioni, 3 direttori d’orchestra, coro e live electronics (chiusura evento di Dirty Corner di Anish Kapoor, Milano, 2012); Mise en abîme per una folla di 100 persone, 34 fisarmoniche, ensemble e 4 direttori d’orchestra (Italia 2011); opere commissionate da importanti festival italiani (KOLOT 2008, Samaritani 2010, Leilit 2011), oltre a numerose composizioni di musica da camera eseguite da solisti e ensemble di fama.
Le sue opere e i suoi concerti sono stati trasmessi da Radio France (France Musique), SKY CLASSICA TV, che ha dedicato ad Avital un documentario, Radio 3 Suite (Italia), WQXR & Guitar Live (USA), CCTV Cina, Kol Ha Musica (Israele).

MEITAR ENSEMBLE
Lodata dal New York Times per la loro “eccellenza, equilibrio e precisione”, la Meitar Ensemble, fondata nel 2004 dal direttore artistico Amit Dolberg, si è affermata per una schiera di musicisti di spicco, virtuosi specializzati in musica contemporanea.
Con sede a Tel Aviv, la Meitar Ensemble ha performato in alcuni dei luoghi più prestigiosi di tutto il mondo, tra cui il Centre Pompidou (Parigi), la Purcell Room (Londra), il sistema radiale e BKA (Berlino), il Conservatorio di Mosca, la Yale University, il Festival di Roma “Nuovi Spazi Musicali”, alla Biennale di Heidelberg per Musica Contemporanea, Modi Sound Festival di San Pietroburgo e molto altro. Sono stati accolti al MATA Festival (NY), Dartmouth University, e il Festival di Zeitkunst a Berlino, e sono insieme in residenza presso il Conservatorio di Israele, Tel Aviv.

Negli ultimi dieci anni hanno commissionato e presentato oltre 200 nuove opere. Hanno regolarmente collaborato con compositori di alto rango tra cui Fabian Panisello, Mark Andre, Walter Zimmermann, Philippe Leroux (compositore in residenza), Matthias Pintscher, Daniel Peter Biro, Ivan Fedele, Chaya Czernowin, Vladimir Tarnopolsky, Giya Kancheli e molti compositori leader israeliani. I frutti di molti di questi partenariati possono essere ascoltati tramite la casa discografica spagnola VERSO, l’etichetta americana Albany, l’etichetta israeliana Music Institute e molto altro ancora.

Sono stati acclamati per il loro contributo significativo allo sviluppo della cultura e della musica israeliana, ricevendo il Binyaminy Award (2006), Partosh Award (2008), e il Landau Award (2010). Sono i vincitori del premio Silver Palm per il miglior documentario al 2010 Mexico International Film Festival per la loro performance storica al Wannsee Vila, “Am Grossen Wannsee – The Wannsee Recordings”, diretto da Emre Amram Sonmez.

La Meitar Ensemble ha avviato un programma educativo unico per i giovani, il Progetto Tedarim, offrendo ai giovani musicisti in tutti i campi (performance, direzione e composizione) l’opportunità di imparare, esplorare e eseguire nuova musica al più alto livello. Inoltre il complesso ha stabilito una serie di Master Courses per giovani compositori professionisti e conduttori, con la possibilità di incontrare personalità di spicco durante gli Incontri Contemporanei, tra cui Ivan Fedele, Philippe Leroux, Fabian Panisello, Pierre-André Valade e Michel Tabachnik.

Tychonas Michalidis
Tychonas Michailidis è un compositore / performer elettronico nato a Limassol, Cipro. Dopo aver studiato pianoforte jazz presso i Paesi Bassi si è trasferito a Cambridge, nel Regno Unito per ottenere una laurea in musica. Lì, è stato coinvolto nel comporre l’arte con la tecnologia.

Dopo di che, si è trasferito a Birmingham per il suo master in Digital Arts in Performance. Attualmente è dottorando presso il Conservatorio di Birmingham. Il suo interesse di ricerca fa riferimento all’interazione umana con il computer e il significato di ciò che avviene quando si performa  attraverso la tecnologia dei sensori e trasformazione del suono avviene in tempo reale.

Nel suo linguaggio sonoro, unisce gli aspetti della musica contemporanea con mezzi digitali trasformati. La tendenza verso la semplicità delle espressione musicali è bilanciata dai colori elaborati del suono. Si esibisce regolarmente in Grecia, a Cipro e nel Regno Unito. Nel 2009 ha formato un duo con il contrabbassista Sebastiano Dessanay eseguendo composizioni originali e improvvisazioni che utilizzano diverse tecnologie di sensori.

E ‘attivo anche nella composizione nastro in cui lui guarda alla possibilità sonora di suoni registrati e costruiti. Nel 2006 la sua opera Lady De è stato inclusa nella compilation Work 06 di Ampublishing.org. E’ membro di HELMCA (Associazione Ellenica di Compositori di Musica Elettroacustica) in Grecia. Inoltre, sostiene il progetto Integra, un programma europeo condotto dal Conservatorio di Birmingham, sulle questioni tecniche, musicali, e su software. È il consulente tecnico del Avaton Music Festival.

 

 

Andrea Trivero

Biella (Italia) 1969/03/03, sposato, due figli, laureato al Politecnico di Torino con una tesi sperimentale su materiali da costruzione nei paesi in via di sviluppo. Dal 1998 al 2002 ha vissuto con la sua famiglia in Africa (Burkina Faso) per lavorare su progetti con  riferimento i profughi e lo sviluppo rurale. Diviene Manager delle infrastrutture del più importante progetto cooperativo italiano di quel tempo: “Projet de mise en valeur de Vallée de la Nouhau”.

Nello stesso periodo collabora con molte ONG internazionali. Dal 2002 in poi si concentra su una ricerca personale sulla condizione umana nella società africana, facendo reportage fotografici e riprese video. Nel 2003 pubblica il suo primo libro fotografico: “L’acqua è vita” (Edizioni Coes, 2003) circa le relazioni tra gli esseri umani e l’acqua in Enerdief, un piccolo campo Tuareg nel nord del Mali, deserto del Sahara.

Nel 2004, insieme con i migranti africani, viaggia attraverso la strada principale che conduce all’Europa, attraversando il deserto del Sahara; da Mopti a Djenné, Timbuktu, Gao, Niamey, Agadez, Tamanrasset e arrivando nell’oasi di Djanet, passaggio obbligato per raggiungere la Libia.

Nel 2010 attraversa, da solo e con mezzi di fortuna, la più imponente foresta africana, dal Gabon alla Repubblica Democratica del Congo, partendo da Lambarenè, dove ha vissuto e lavorato il medico Albert Schweitzer (che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1952) e arrivando a Kimbau, in provincia Bundundo (RDC), dove lavora il medico Chiara Castellani, seguendo la traccia dell’esploratore italiano-francese Pietro Savorgnan de Braza (4,000 km). Da questa esperienza è nato il documentario “Un giorno a Kimbau”.

Dal 2006 coordina l’associazione Pacefuturo onlus, che tra i suoi soci fondatori vede anche l’artista Michelangelo Pistoletto e Padre Bianchi del Monastero di Bose. Dal 2014 è anche responsabile della Protezione Internazionale dei Centri di Accoglienza di Villa Piazzo e Villa Pasini a Pettinengo (Italia) che ospita più di 50 rifugiati provenienti da tutto il mondo.

 

Gerald C. Cupchik (Consulente scientifico)
Professore di psicologia presso l’Università di Toronto, Scarborough. Ha trascorso 40 anni esplorando e ricercando il significato di sentimenti ed emozioni nelle esperienze di tutti i giorni e in episodi estetici.

Argomenti di particolare interesse hanno incluso: la comunicazione non verbale delle emozioni, la creazione e la ricezione dell’arte e della poesia, l’apprezzamento della metafora e l’esperienza di oggetti di design industriale. Da un punto di vista metodologico, un obiettivo importante è stato quello dell’integrazione dei metodi quantitativi e qualitativi di raccolta dei dati al fine di ottenere una comprensione più completa del fenomeno studiato. A tal fine, egli esamina le risposte ai dipinti, alla letteratura, ai film, ai prodotti di design, alla televisione, agli spot pubblicitari, alle metafore visive, e così via. Ciò richiede un approccio multidisciplinare in cui i ricercatori definiscono insieme paradigmi sperimentali ed esaminano i processi emotivi ed estetici.

Questo approccio favorisce la riflessione in corso, non solo di fenomeni oggetto di indagine, ma anche circa la natura stessa del metodo utilizzato. Come tale, il dottor Cupchik vede un grande valore nel porre la ricerca in una contesto storico per apprezzare l’origine delle idee di fondo.

Fuga Perpetua di Yuval Avital:
Esecuzione – Meitar Ensemble, Tel-Aviv, Israele:
Amit Dolberg – pianoforte, direzione artistica; Yoni Gotlibovitch – violoncello; Moshe Aharonov – viola; Gilad Harel – clarinetto Basso; Hagar Shahal – flauti.
Direzione sonora e Sviluppatore di “Mobile Sound Theater” – Tychonas Michalidis
Post produzione video e luci – Michele Innocente

Consulente scientifico – Gerald C. Cupchik, University of Toronto
Riprese aggiuntive in Kenya – Andrea Trivero
Coordinatore riprese in Kenya – Qaabata Boru
Riprese aggiuntive in Israele – Yoel Culiner (interviste rifugiati) e Yoav Ruda (atletici Hasimta, Tel-Aviv)
Coordinatore riprese in Israele – Ensemble Meitar
Contributi audio visivi aggiuntivi – UNHCR

Produzione: Magà Global Arts, Third Ear – Ed McKeon (UK)
in co-produzione con Teatro Comunale “L. Pavarotti” Modena, Italia, Brighton Festival, Nottingham Lakeside Arts Center.
Commissione: Ensemble Meitar & Third Ear
con il sostegno di England Arts Council, Arts & Humanities Research Council (UK)

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