“7 minuti”, una radiografia del presente – con Ottavia Piccolo – Dal 23 al 28 febbraio 2016 al Piccolo Teatro Strehler

7 Minuti. Gruppo con Ottavia Piccolo, in piedi. Foto De Martini

Dal 23 al 28 febbraio
arriva al Piccolo Teatro Strehler 7 minuti di Stefano Massini,
uno spettacolo di Alessandro Gassmann.

Massini prende spunto da
un fatto di cronaca avvenuto in Francia per raccontare la vita di
undici operaie che compongono il Consiglio di Fabbrica, diverse per
età, provenienza, esperienze di vita, paure e ossessioni, alle prese
con una richiesta, apparentemente innocua, di riduzione della pausa
pranzo.

Ottavia Piccolo, Bianca,
è l’operaia specializzata portavoce delle altre; accanto a lei, in
ordine di apparizione, Eleonora Bolla, Sabina, operaia al reparto
tinte – “se potessi morderei il mondo”; Paola Di Meglio, Olivia,
operaia da 30 anni al reparto cardatura – sigarette e pensieri;
Silvia Piovan, Arianna, operaia al reparto cardatura – “il mio
lavoro è tutto”; Balkissa Maiga, Fatou, operaia specializzata – la
paura vera; Cecilia Di Giuli, Rachele, operaia ai telai – forti
braccia tatuate; Olga Rossi, Aneta, 34 anni, impiegata – “io non
scappo”; Stefania Ugomari Di Blas, Mirella, operaia ai telai –
tante paure; Arianna Ancarani, Lorena, operaia al reparto tinte – la
partecipazione; Giulia Zeetti, Sevgi, operaia al reparto filati –
“non chiedermi nulla”; Vittoria Corallo, Sofia, impiegata – la
concretezza dei numeri.

Sono undici donne in
balia della paura di perdere il lavoro, costrette a uno sforzo eroico
di raziocinio per non cedere alla legge della necessità che la
dirigenza della loro fabbrica tenta di usare come strumento di un
tacito ricatto, per offuscare la loro dignità e indebolire i diritti
acquisiti. Uno spaccato della società europea di oggi nella quale i
lavoratori sono sempre meno tutelati al cospetto di un “padrone”
sempre più anonimo.

Gassmann ha chiesto a
Gianluca Amodio, lo scenografo, e a Lauretta Salvagnin, la
costumista, un’ambientazione realistica: l’azione si svolge nello
spogliatoio della fabbrica, un tavolo, sedie scompagnate, lungo le
pareti gli armadietti delle dipendenti, che sopra agli abiti di tutti
i giorni portano i grembiuli da lavoro. Marco Palmieri ha disegnato
luci che descrivono il passare del tempo. Il tema musicale originale
e gli ambienti sono di Pivio&Aldo De Scalzi. Le videografie di
Marco Schiavoni evocano gli esterni della fabbrica e, a tratti, danno
forma ai pensieri e alle emozioni taciute dei personaggi.

In
questo passaggio storico
7
minuti

è il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di
diritti, raccontiamo le paure per il nostro futuro e per quello dei
nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀
lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro
dipendente vive in questo momento. Il linguaggio di Massini è vero,
asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel
descrivere i rapporti e i percorsi di vita di undici donne, madri,
figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci una
umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del
futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici
caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far
prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre
coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno
registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di
dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia
iperrealista, tutte le diversità̀, le incomprensioni, tentando,
come sempre, di amplificare le emozioni già̀ presenti nel testo. Il
teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare
alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò̀ a
fare.

Alessandro
Gassmann

Ci
sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di
tutto per essere raccontate, per essere scritte. Una di queste ha
raggiunto e conquistato me, ed ha a che fare con le operaie tessili
di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al
gennaio 2012, e ha riempito i giornali d’Oltralpe: d’altra parte
poteva passare inosservato quel braccio di ferro così spietato fra
le dipendenti – tutte donne – di uno dei massimi colossi
industriali francesi e i nuovi dirigenti subentrati al controllo? La
storia delle operaie di Yssingeaux mi ha dato la caccia per vari
mesi. Non potevo aprire un quotidiano o cliccare su una web-page
senza trovarmi di nuovo davanti quei visi femminili, assortiti di
ogni età̀, impegnate in una difesa epica – antica eppure
modernissima – della propria dignità̀ di lavoratrici. Ma in quale
modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me l’ha
fornito, come sempre, non il filone principale bensì̀ uno dei tanti
aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di quei
giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva
decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti
acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande
passione, perché́ mi sembrava straordinario ritrarre in scena il
mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare
“sì o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di
chissà̀ quante altre fabbriche nell’Europa della grande crisi.
Come in tante occasioni – di cui la Storia è piena – si ha davvero
la sensazione che nel piccolo di quella riunione a Yssingeaux si sia
realizzato il modello in miniatura del più tremendo dramma del
nostro tempo: il dibattito fra quelle undici donne, diversissime, è
in fondo il sismografo di un inizio secolo iper-contraddittorio in
cui la bussola del lavoro sbanda impazzita, tirando nel vortice la
stessa identità̀ del cittadino europeo moderno. Ecco perché́ ho
ceduto alla pressante preghiera di quelle donne, che dalle foto dei
giornali mi chiedevano di essere raccontate: la loro storia è una
radiografia del presente, in ognuna di loro – nelle storie di
ognuna di loro – c’è il paradigma di qualcosa che ci riguarda,
ci tocca, e merita di comporre il mosaico di una narrazione
contemporanea.

Stefano
Massini

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Strehler (Largo
Greppi – M2Lanza) dal 23 al 28 febbraio
2016

7
minuti

di Stefano Massini

uno spettacolo di Alessandro
Gassmann

con Ottavia Piccolo

e Paola Di Meglio,
Silvia Piovan, Olga Rossi, Balkissa Maiga, Stefania Ugomari Di Blas,

Cecilia Di Giuli, Eleonora Bolla,
Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Giulia
Zeetti

scenografia Gianluca Amodio, costumi Lauretta
Salvagnin

light designer Marco Palmieri, musiche
originali Pivio&Aldo de Scalzi

videografie Marco
Schiavoni
produzione Fondazione Emilia Romagna Teatro,
Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile del Veneto

Salvo diversa indicazione, gli orari degli
spettacoli al Piccolo sono:

martedì, giovedì e sabato, 19.30;
mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.
Martedì
24 febbraio ore 15 (Touring Club e Scuole) e ore 20.30.

Durata un’ora e mezza senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai
protagonisti su www.piccoloteatro.tv

Milano, 5 febbraio 2016

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