Grande mostra > Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post-impressionismo in Europa > 28 ottobre 2015 – 13 marzo 2016 > Palazzo della Gran Guardia, Verona

Vincent van Gogh(Zundert 1853 – Auvers-sur-Oise 1890), Autoritratto.
Aprile – giugno 1887. Olio su cartone, 32,8×24 cm. Kröller-Müller Museum,
Otterlo, Netherlands © Collection Kröller-Müller Museum, Otterlo, the
Netherlands www.krollermuller.nl

“I migliori dipinti sono tocchi di colore l’uno vicino
all’altro”.
Vincent
Van Gogh

Un’anteprima europea a Verona: la mostra Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il
Post-impressionismo in Europa
vedrà esposti 70 incredibili
capolavori
conservati al Kröller Müller Museum di Otterlo, tra cui
il famoso Autoritratto di Van Gogh (1887), la Domenica
a Port-en-Bessin
di Seurat (1888), la nota La sala da
pranzo
di Signac (1886-87), e la Composizione con rosso,
giallo e blu
di Mondrian (1927).

Promossa dal Comune di Verona e con il supporto della Fondazione
Arena
, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia Group in
collaborazione con il Kröller Müller Museum a Palazzo della Gran
Guardia
ed è aperta al pubblico dal 28 ottobre 2015 al 13 marzo
2016
.

La mostra, curata da Liz Kreijn e Stefano Zuffi, è supportata da Generali
Italia
, Trenitalia, Ricola, L’Arena. L’evento è
consigliato da Sky Arte HD.

Il percorso espositivo racconta l’epocale svolta che avviene tra la fine
dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando le sorprendenti tele di George
Seurat
e di Paul Signac aprono una pagina nuova nella storia
dell’arte.

Il “Post-impressionismo” nasce in Francia a partire dal 1886, caratterizzato
dalla tecnica francese del pointillisme detto anche divisionismo
in Olanda e Belgio, per via della composizione “divisa” del colore, che non è
steso sulla tela in maniera uniforme e tradizionale, bensì ottenuto tramite
puntini o trattini di molti colori diversi, che danno all’occhio una percezione
diversa dalla realtà.

Moltissimi artisti si sono cimentati con questa tecnica, in particolare i
francesi, i belgi e gli olandesi, e i più importanti tra loro sono stati
collezionati da Helene Kröller-Müller, moglie di un ricchissimo industriale
olandese e fondatrice dell’incredibile museo che sorge sperduto in mezzo alle
campagne dell’Olanda e che nasconde un patrimonio difficilmente accessibile.

Tra questi artisti spicca il nome di Vincent Van Gogh: nei brevi
drammatici anni trascorsi in Francia, dà alle pennellate un’inedita
drammaticità, una forza profonda capace di imprimere forti emozioni sulla tela.
Nel volgere di pochi decenni queste premesse porteranno alla rivoluzione
radicale dell’astrattismo: quello di Piet Mondrian.

La mostra veronese è un’occasione unica per ammirare il patrimonio del
Kröller-Müller e le opere dei grandi artisti in esso contenute.

Grande spazio è dato in mostra anche agli esperimenti scientifici sul colore,
ai processi ottico-visuali e alla fotografia, la cui invenzione è legata
strettamente alla tecnica divisionista.

LA MOSTRA

La ventata di libertà portata dagli impressionisti scuote il mondo dell’arte:
la luce naturale irrompe nella pittura, l’abitudine di dipingere en plein
air
porta radicali innovazioni ma ben presto prende corpo una nuova
“rivoluzione del colore”: gli studi di fisica e di ottica, gli sviluppi della
fotografia, la ricerca scientifica sulle modalità con cui l’occhio umano
percepisce le tinte, aprono una stagione sperimentale e innovativa.

La mostra si apre con “l’artista-chiave” del post-impressionismo, Georges Seurat.
Pittore dalla vita breve (muore a soli trentadue anni) e dallo stile
raffinatissimo che mette a punto una complessa e rigorosa teoria scientifica
sui rapporti tra luce e colore: nasce così il Pointillisme,
l’inconfondibile tecnica pittorica basata su una fitta picchiettatura di punti
di colore divisi e separati, che vengono “fusi insieme” dall’occhio di chi
guarda. In apparenza, si tratta di un esperimento rigoroso e quasi impersonale:
ma il risultato è di una straordinaria poesia, grazie alla pacata immagine del
mondo che Seurat ci offre soprattutto nei paesaggi – tra cui la memorabile Domenica
a Port-en-Bessin
(1888) – caratterizzati dalla presenza delle acque di
fiumi, mari e canali, dalla luce che scintilla, dai riflessi delle imbarcazioni
e delle case, dalla profondità degli orizzonti che segnano una fase nuova per
l’arte.

Due rari e preziosi disegni (Ragazza. Studio per “Una domenica pomeriggio
nell’isola della Grande Jatte”
, 1884-85 e Donna con manicotto,
1884 ca.) mostrano con quale delicatezza Seurat concepisce ed esprime la figura
umana, utilizzando come punto di riferimento l’effetto delle immagini che
affiorano sulla lastra fotografica.

Accanto a Seurat, Paul Signac utilizza magistralmente la tecnica del pointillisme,
applicandola a paesaggi accesi dai toni luminosi e più solari, spesso legati
alla Costa Azzurra. Un capolavoro assoluto è La Sala da pranzo
(1886-87) con cui Signac dimostra come questa tecnica particolarissima di
stesura del colore si presti non solo a indagare la natura, ma anche a rivelare
emozioni nascoste, intimità dell’anima, segreti trattenuti.

La seconda sala mette in luce lo sviluppo internazionale del “colore diviso” e
l’apertura verso nuovi soggetti. Nato prima di tutto come metodo d’indagine
della realtà, il pointillisme viene applicato inizialmente ai paesaggi:
ne sono un efficace esempio le due vibranti tele di Henri Edmond Cross
tra cui la più rappresentativa è Studio per “Le Ranelagh”: Parco con
figure
(1889 ca.). Presto, tuttavia, la tecnica del colore diviso si
apre a nuovi scenari. Se ne fa interprete il belga Theo Van Rysselberghe
sensibile, versatile e affascinante pittore della fine dell’Ottocento. In
mostra sono presenti sei tele di questo pittore tra paesaggi marini, nudi
femminili e scene familiari, tutte di grande importanza tra cui, eccezionale
per dimensione, luminosità e poesia è la splendida In luglio, prima di
mezzogiorno
(1890), un’opera decisiva nello scenario della pittura
europea di fine Ottocento.

Un pagina del tutto particolare è quella del Simbolismo, accompagnato da un
ritorno a temi mistici e religiosi. L’interprete più autorevole di una
rinnovata sensibilità cristiana alle soglie del Novecento è Maurice Denis,
che trasferisce la tecnica dei “nabis” (il gruppo di cui Denis era stato tra i
fondatori, insieme a Gauguin) a temi di forte slancio ideale. In mostra anche Johan
Thorn Prikker
che parte dal pointillisme per una ricerca di
misticismo, in cui tradizionali soggetti sacri – come Cristo in croce
(1891-92) e la Presso la croce (Madonna dei tulipani) del 1892 –
vengono affrontati con uno spirito e uno stile legato al simbolismo
internazionale.

In questi stessi anni, in un’altra regione della Francia si consumava la
bruciante avventura umana di Vincent Van Gogh. Due esperienze parallele
con esisti sorprendentemente opposti: alla paziente analisi, Van Gogh
contrappone una stesura fremente tradotta in pennellate dense e appassionate.
Affascinato prima dalle luci di Parigi e poi abbagliato dal sole della
Provenza, Van Gogh va oltre l’Impressionismo. Il suo strumento è senza dubbio
il colore, steso con colpi forti e carichi, talvolta quasi spremuto
direttamente dal tubetto sulla tela, per proporre una nuova, drammatica
intensità.

Attraverso un gruppo eccezionale di ben otto dipinti e due disegni di Van Gogh,
tutti risalenti al periodo trascorso in Francia (1887-1890), la mostra mette a
confronto la visione del mondo serena di Seurat con quella nevrotica di
Vincent: capolavori appassionati come Il seminatore (1888) e il Paesaggio
con fasci di grano e luna che sorge
(1889) sono punti di partenza
fondamentali per lo sviluppo dell’espressionismo europeo.

Senza nemmeno accorgersene, Van Gogh sta rovesciando le regole tradizionali
della pittura per conferirle una nuova energia. Lo testimonia in mostra un
gruppo di opere di artisti francesi, belgi e olandesi, chiaramente influenzati
dalle pennellate accese dell’olandese.

Uno degli aspetti più significativi dell’uso del “colore diviso” è il cospicuo
gruppo di opere legate ai temi del lavoro e degli sviluppi sociali di un’epoca
di rapidi e profondi cambiamenti, con la dialettica tra città e campagna,
sviluppo industriale e dinamiche produttive. Nella veduta parigina di Maximilien
Luce
, quale Dintorni di Montmartre, rue Championnet (1887),
spicca una ciminiera fumante che ritroveremo nelle tele di Lemmen (Fabbriche
sul Tamigi
del 1892) e di Sluijters (Metamorfosi del
1908).

Una figura significativa è quella dell’architetto e designer di Anversa Henry
van de Velde
, uno dei massimi maestri europei dell’Art Nouveau. In mostra i
suoi interessantissimi esordi, con studi di figure umane ma soprattutto con il
bellissimo Crepuscolo (1889 circa), in cui la scena è
semplificata in lineari campi di colore.

Con il suo essenziale Ponte a Londra (fine 1888 – inizio 1889), Toorop
ci guida verso l’ultima sezione della mostra, dedicata a uno dei più
significativi sviluppi della ricerca sul colore: il progressivo passaggio verso
l’arte astratta.

L’ultimo capitolo dell’esposizione è dedicato alla scelta radicale di Piet
Mondrian
, che negli anni della Prima Guerra Mondiale compie il passaggio
all’astrattismo, suddividendo il campo della tela in riquadri di colore. Sono
in mostra quattro opere storiche, a partire dal 1913 quali Composizione
n. II
(1913), Composizione a colori B (1917), Composizione
con griglia 5: losanga, composizione con colori
(1919), Composizione
con rosso, giallo e blu
(1927).

La mostra racconta come sulla scia dell’Impressionismo nasca il
Post-impressionismo che individua e raccoglie tutte le molteplici esperienze
figurative sorte negli ultimi anni dell’Ottocento in Europa. Mentre sboccia la
fotografia, l’estro della pittura diventa ben diverso e decade l’idea secondo
la quale obiettivo dell’arte è il perfetto naturalismo. La pittura deve
ricercare un’altra specificità.

Il Post-impressionismo non è stato uno stile vero e proprio ma ha accomunato
artisti i quali a un certo punto della loro esperienza non potevano più porsi
il problema della mera riproduzione: i loro strumenti diventano così un modo
per comunicare qualcosa invece di rappresentarlo.

Nel breve volgere di pochi decenni, le premesse di questo atteggiamento
porteranno a rivoluzioni totali nel campo dell’arte con la nascita delle
Avanguardie.

INFO
E PRENOTAZIONI www.ilpostimpressionismoineuropa.it

T +39 045 8538186

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