PANE storia d’amore in tempo di guerra_27, 28 e 29 novembre_casina pompeiana in villa comunale_napoli

COMUNITÀ
PALESTINESE

presenta

il
27, 28 e 29 novembre 2015

(venerdì
e sabato ore 20.30|domenica ore 12 + aperitivo palestinese)

nella Casina pompeiana

della villa
comunale di Napoli | Riviera di Chiaia

PANE

STORIA D’AMORE IN TEMPO DI GUERRA

scritto e diretto da Luisa Guarro

liberamente
ispirato al racconto “Il pane” di Samira Azzam

con
Cecilia Lupoli, Ettore Nigro e Omar Suleiman

disegno
luci Paco Summonte

Una storia d’amore nata
nel bel mezzo della guerra, durante la breve resistenza dei civili palestinesi,
nel 1947
. Protagonisti una volontaria infermiera e un improvvisato
soldato
, impegnati in azioni necessarie, rese urgenti dal pericolo di morte
che incombe e nel contempo presi, miracolosamente, dalla bellezza e delicatezza
che ciascuno riconosce nell’altro, nonostante il freddo e il fragore delle
esplosioni, la paura e la rabbia. Accade un giorno che la bella infermiera
si faccia carico di portare pane ai soldati in trincea
, privi di provviste
da troppo tempo, tutti affamatissimi: tra loro c’è anche il suo amato…

Lo spettacolo “Pane.
Storia d’amore in tempo di guerra
” andrà in scena dal 27 al 29 novembre
nella Casina pompeiana della Villa comunale di Napoli
(venerdì e sabato
alle 20.30, domenica alle 12). Interpreti della delicata e allo stesso tempo
dura e feroce messainscena, con la regia di Luisa Guarro, Cecilia
Lupoli, Ettore Nigro e Omar Suleiman,
che daranno voce al testo, firmato
anch’esso dalla Guarro, ispirato al racconto “Il pane” di Samira Azzam.

«Samira Azzam ha vissuto
la Nakba
, la cacciata dei Palestinesi dalle loro case, scrive ciò che
ricorda e ne fa dei racconti brevi, tristi e intensissimi. In essi il
linguaggio è concreto, materico, mai astratto, mai concettuale. Samira Azzam
propone colori, oggetti, suoni, odori, le ambientazioni che rimandano alle
atmosfere; dei personaggi propone le azioni, le parole, le movenze, i movimenti
del corpo e del volto, che rimandano ai sentimenti e al sostrato emotivo delle
relazioni e così l’intreccio e il suo epilogo, dispiegati nella loro concretezza,
rimandano ad una riflessione profonda ed inequivocabile. É come se la
narrazione, oltre a rendere giustizia alla memoria di quanti hanno subito il
sopruso, restituendo loro il volto umano di individui, ciascuno con la sua
storia e le sue vicissitudini, fosse il pretesto per esplicitare un concetto,
la cui definizione, per via di un’argomentazione logico-filosofica, sarebbe
poca cosa rispetto all’evidenza del fatto. Rispetto all’evidenza del fatto non
può esserci dubbio o interpretazione, nessun se, nessun ma, nessuna ideologia,
nessuna necessità storico politica. Questa la forza della narrazione di Samira
Azzam.

Una siffatta narrazione può
diventare oro per il teatro, quando il teatro si propone di non spiegare con
tante parole, per poter “agire” quanto intende rappresentare. La
nostra ambizione è restituirne tutta la forza.

Se si rende rapido il
passaggio dal fatto narrato al significato che con esso si fa evidente, tutto
torna, dal racconto alla vita stessa dell’autrice: “Non sarebbe bastato sopravvivere
alla morte, si è davvero sopravvissuti solo se il cuore continua a battere,
mosso dalla speranza e dall’amore, e in quella breve resistenza e in quanti
dopo e ancora resistono, dentro e fuori la Palestina, il cuore batte forte”. E
ancora: “In quella sua primavera la Palestina ha conosciuto due cose, l’amore e
la guerra e l’amore dava significato alla guerra. La guerra, in Palestina, non
è il nemico che si uccide per caso o per interesse, è invece il diritto alla
vita della terra che si ama. E della ragazza che si ama…”.

Samira Azzam, giornalista
e autrice, nata nel 1927 ad ‘Akka
(San Giovanni d’Acri) nella Palestina
sotto mandato degli inglesi, nel giugno del 1967, mossa dalla speranza e
dall’amore, parte dal Libano, dov’era stata deportata e tenta di arrivare a
Gerusalemme, per prendere parte e documentare la guerra dei 6 giorni. Lungo il
difficile percorso Samira muore».

Luisa
Guarro

Info e prenotazioni 081
5527380 | 340 4618909

prezzo biglietto 10 euro

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