William Tatge and Last Call Borderlands – Parco della Musica Records

Parco della Musica Records

presenta

William Tatge
and Last Call

 Borderlands

William Tatge –
pianoforte

Dan Kinzelman – sax
tenore

Francesco Ponticelli –
contrabbasso

Stefano Tamborrino –
batteria e percussioni

Il progetto Last Call risale
al 2007, quando William Tatge, Francesco Ponticelli e Dan Kinzelman registrano
un primo demo in trio senza batteria sotto il nome “Move”. L’idea, forse un po’
ispirata al trio Giuffre/Bley/Swallow, é quella di creare un ensemble “da
camera” in cui può essere affrontato materiale eterogeneo, dall’improvvisazione
totale a pezzi completamente determinati, mantenendo una totale coerenza di
suono e intenzione. Nel 2008 Tatge si trasferisce da Firenze a New York

ma la collaborazione continua e nel 2012 si aggiunge al gruppo il
batterista Stefano Tamborrino. Si ampliano dunque le possibilitá ritmiche e
timbriche ma l’idea di base rimane intatta grazie alla  capacitá di Tamborrino di lasciare spazi
aperti e di trattare la batteria anche come fonte di semplice punteggiatura. Le
composizioni del nuovo disco Borderlands
sono tutte a firma di Tatge, tranne Marche Triomphale, In Balance e
Lux che sono brani totalmente improvvisati. Ergo, Synopsis e Arrival risalgono
al 2007 e sono brani in cui si alternano segmenti scritti a sezioni di
improvvisazione “libera”. Borderlands e One Revolution sono
invece di composizione più recente e portano il quartetto a confrontarsi con
strutture più determinate, nel primo caso una “grande forma” e nel secondo una
canzone. Nel disco compaiono elementi di vario genere avvicinabili ora al
linguaggio jazzistico, ora a quello della Neue Musik. Si sentono persino
echi del tardo romanticismo o dell’espressionismo viennese. Il sostrato che
unifica il tutto è l’attenzione al suono, alla memoria, all’economia di mezzi e
all’ascolto reciproco. Ciò è evidente soprattutto nei tre brani totalmente
improvvisati in cui vengono create vere e proprie forme, piene di rimandi e
transizioni fluide, senza mai raggiungere un punto di saturazione caotico.