T’able@Milano Fuorisalone 2015 | Urban Center Galleria Vittorio Emanuele, Milano | 14-19 aprile 2015

silvia beccaria, tuttifrutti, peperoncini

T’able@Milano
Idee, materie, opere delle abilità italiane
14 – 19 aprile 2015
Urban Center del Comune di Milano
Galleria Vittorio Emanuele 11 / 12 – Milano
T’able non è solo un gioco di parole che dalla tavola della convivialità fa emergere l’abilità,
ma è soprattutto un gioco di idee che porta in evidenza la creatività e la sua messa in
scena. È così che designer, imprese artigiane, artisti, aziende del design si espongono e
mostrano i loro prodotti, in quanto parlano di loro stessi e del valore di sperimentare.
T’able diviene così la tavola dei disegni condivisi, la mensa dei pensieri.
Dopo l’esperienza dello scorso anno in Zona Ventura con un’area di 1.000 mq. con
esposizione, showcooking, ristorante, bookshop con oggetti e libri in vendita, quest’anno
dopo alcune riflessioni sui flussi cittadini e non solo sui luoghi, T’able si presenta nel
“salotto di Milano”, nello spazio di Urban Center del Comune di Milano presso la
Galleria Vittorio Emanuele, quindi in una una zona di passaggio e di passeggio dei
cittadini, ma anche dei turisti internazionali. Però, nonostante questo, T’able non si è
vestita a festa, ma ha inserito l’immagine della fabbrica tra gli stucchi e le boiserie della
galleria. La fatica della creazione tra i profumi dell’eleganza, ma con la consapevolezza di
creare valore tutti insieme.
È su scaffalature industriali che sono esposti gli oggetti e le opere, come se fossero
appena usciti dagli stampi delle industrie o dalle mani degli artigiani, un “miracolo a
Milano” che mostra la competenza italiana che converge sulla città per promuovere
esperienze. Ma la scenografia del lavoro vuole anche essere uno spazio accogliente, con
degustazioni di cioccolato, caffè e cocktail e chiacchiere di progetti realizzati e pensieri per
il futuro, con presentazioni giornaliere dal vivo dei protagonisti in mostra, ma anche di chi
vuol far parte della comunità anche solo per un giorno, per raccontarsi e sviluppare
relazioni.
Ogni oggetto ha il valore dell’idea, indipendentemente dal suo prezzo, consapevoli che la
crisi economica ha bisogno di argomenti per acquistare dei beni, cose a cui voler bene,
valori in cui riconoscersi. Le gorgiere di Sivia Beccaria raccontano l’aristocrazia della
moda del Cinquecento che ora celebra l’EXPO trasferendo l’iconografia del cibo al gioiello,
utilizzando anche materiali marginali, come pvc, gomme, poliuretano. Eetico realizza
lampade formate con reti metalliche di recinzione dei pollai, plasmate a mano, la cultura
materiale contadina nelle mani del design. Federico Peri utilizza la scaffalatura industriale
dell’azienda Prenotto per realizzare lo Scaffale d’arte, un mobile scrivania raffinato, con la
struttura in ottone, i ripiani in legno sorretti da fasce in cuoio doppiato; il mobile è esposto
all’interno dello scaffalatura da cui il designer è partito, come una madre che tiene in
grembo il figlio, per mostrarne la bellezza. Antonio Cagianelli inserisce la lavorazione
tradizionale dei pizzi all’interno della resina, come a preservarli: archeologia dei materiali
per il futuro. La sperimentazione con la luce di Giovanni Minelli, tra arte e industria, lo
porta a trasporre le geometrie del sacro al profano dell’oggetto d’uso. Gli arredi di Lumaca
Slow Design propongono la cura del dettaglio come lentezza del progetto ma anche
dell’uso e del consumo delle cose. La collezione MANI di Britta Herrmann racconta di
culture differenti che si sono incontrate disegnando su una tovaglia di carta davanti a un
bicchiere di vino e di pensieri comuni che si sono sporcati le mani. Gli sgabelli Ben di Mara
srl sono come un foglio che si adagia sul supporto metallico. Per Livia Vaccaro i mobili
diventano come tele, su cui trasferire i dipinti dalla forte iconografia pop, per un’arte che
scompare nel momento dell’uso: è il sedere che si alza che mostra l’opera sulla sedia. I
Calcio Balilla di Teckell hanno il sapore dell’oratorio e dei vecchi bar, ma rivisti con
materiali e suoni contemporanei, con la pallina che picchia contro la vasca di cristallo.
Mirta Morigi con le sue ciotole per il cibo, di maiolica internamente rivestita di oro
zecchino, porta a riflettere sul fatto che il cibo è una ricchezza, purtroppo non suddivisa
equamente, perché per alcuni il contenitore ha più valore del contenuto. Le Light Drops di
Roberta Magagnotto sono sintesi di creatività, artigianalità e sperimentazione sui
materiali, con inclusioni in resina illuminate con led: una goccia che brilla. La Ciclotte è
l’evoluzione della cyclette per il fitness domestico rivista con il design e la tecnologia dei
materiali compositi per l’aeronautica e il medicale: è un’odissea nello spazio. Lo studio di
progettazione U-layer, tra i loro arredi, presenta una lampada realizzata in collaborazione
con un’azienda di telescopi.
È così che T’able vuole guardare lontano: EXPOltre, altrove e differenti.
T’able@Milano
Urban Center del Comune di Milano
Galleria Vittorio Emanuele 11 / 12 – Milano
14 – 19 aprile 2015
Orari di apertura:
– martedì 14, mercoledì 15, domenica 19 dalle ore 10.00 alle ore 20.00
– giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 dalle ore 10.00 alle ore 21.00
Ideazione e progetto: Sabrina Cazzaniga e Marco Migliari

I protagonisti di T’able@Milano sono:
Antonio Cagianelli www.antoniocagianelli.com
Ciclotte www.ciclotte.com
Eetico www.eetico.it
Federico Peri www.federicoperi.com
Giovanni Minelli giominellidesign@gmail.com
Livia Romilde Vaccaro www.liviaromildevaccaro.com
Lumaca Slow Design www.lumacaslowdesign.it
Mani www.manimadeinitaly.blogspot.it/
Mara www.marasrl.it
Mirta Morigi www.mirtamorigiceramista.it
Prenotto www.prenotto.it
Roberta Magagnotto www.magaerre.it
Silvia Beccaria www.studio-filarte.it
Teckell www.teckell.com
U-layer www.u-layer.eu
Al.tip www.altip.it
Arwen www.arwensrl.com

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