laVERDI: EPIFANIA CON L’ORATORIO DI NATALE DI BACH e MUSICA DA CAMERA

Leonardi_Dego

L’Oratorio di Natale con laBarocca 
Il grande classico di Bach nel giorno dell’Epifania

Martedì 6 gennaio 2015, ore 17.30
Auditorium di Milano – largo Mahler

Ensemble laBarocca
Ensemble vocale

Direttore Ruben Jais
Maestro Ensemble vocale Gianluca Capuano

Dopo la Nona di Beethoven, evento culturale milanese di capodanno con l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, ecco il grande classico de laVerdi per il nuovo anno, questa volta per la Festa dell’Epifania.
L’Ensemble laBarocca, diretto dal suo fondatore, il milanese Ruben Jais, e il gemello Ensemble vocale, diretto da Gianluca Capuano, rinnovano la tradizione portando in scena  l’Oratorio di Natale (Weihnachts-Oratorium) per soli, coro e orchestra  BWV 248 di Johann Sebastian Bach.
Appuntamento martedì 6 gennaio 2015 (ore 17.30), all’Auditorium di Milano in largo Mahler.
Anche quest’anno il pubblico avrà l’opportunità di trascorrere una piacevole serata all’Auditorium all’insegna della musica e non solo: alle ore 17.30, infatti, comincerà l’esecuzione delle prime tre cantate del capolavoro bachiano; poi ci sarà l’interruzione, per chi lo desidera, con la cena nel foyer; infine, alle 20.30, si torna in sala per la seconda parte dell’opera, con le restanti tre cantate.
Orchestra ed Ensemble vocali saranno accompagnati sul palco da un parterre solistico di star internazionali: Christian Senn (baritono), Damien Guillon (controtenore), Siri Thornhill (soprano), Thomas Hobbs (tenore).
(Biglietti: euro 25,00/17,50/10,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; biglietteria via Clerici 3 (Cordusio),  orari apertura: lun – ven  ore 10.00 – 19.00, sab ore 14.00 – 19.00, tel. 02.83389.334  www.laverdi.org).

L’Oratorio di Natale di Bach: professione di fede  e spirito popolare
Composto a Lipsia, dove Bach era Cantor da ormai più di dieci anni, per la liturgia natalizia del 1734 -1735, l’Oratorio di Natale (Weihnachts-Oratorium, BWV 248) si presenta come un ciclo di sei cantate, una per ciascuna delle sei festività comprese tra il giorno di Natale e l’Epifania.  Per la realizzazione musicale, Bach fece ampio ricorso alla tecnica della parodia, consistente nel riadattamento, con nuovo testo e modifiche acconce, di brani tratti da composizioni precedenti, in questo caso cantate di argomento sia sacro sia profano.  Benché non fosse concepito per una esecuzione tutta di seguito (la prima a Lipsia fu distribuita nelle feste indicate alternativamente tra le due chiese di S. Nicola e di S. Tommaso durante il servizio liturgico solenne del mattino e del pomeriggio), l’Oratorio di Natale è una composizione tanto vasta e grandiosa quanto concettualmente omogenea, come risulta non soltanto dalla regolare successione della narrazione evangelica (che nelle prime quattro parti utilizza la lectio di Luca 2, 1-21, mentre nelle due ultime sezioni ricorre a Matteo 2, 1-12), ma anche dal taglio formale, dalla ricorrenza di determinati elementi figurativi, dalle relazioni tonali e dalla strumentazione. Le differenze sono date semmai dall’adeguamento della musica al carattere delle singole festività. La rievocazione della nascita di Gesù Cristo nei suoi diversi momenti, fastosi e trionfali, diviene così celebrazione della fede nel senso più pieno del termine, senza offuscare quello spirito di freschezza popolare, talvolta anche ingenua, il quale, fondato sulle immagini della tradizione, ne è tratto rappresentativo.

Biografie
Milanese, Ruben Jais, contemporaneamente agli studi universitari, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città, diplomandosi in Musica corale e Direzione di Coro e in Composizione Polifonica Vocale. Si è inoltre diplomato in Composizione, sempre presso lo stesso Conservatorio, dove ha anche compiuto gli studi di Direzione d’Orchestra, perfezionandosi, in seguito, con masterclass all’estero.
È  stato Maestro del Coro presso il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi dalla sua fondazione al 2007. Con tale ruolo ha collaborato, tra gli altri, con Romano Gandolfi, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Luciano Berio, Oleg Caetani, Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Vladimir Jurowski, Helmuth Rilling.
È  Direttore Residente e Responsabile delle Attività Artistiche dell’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.
Nel 2008 ha istituito l’Orchestra laVerdi Barocca, ensemble specializzato nell’esecuzione della musica barocca, con il quale affronta i maggiori capolavori di tale repertorio sia sinfonico che operistico: dal 2009 laVerdi Barocca affianca le altre stagioni della Fondazione, con una serie di concerti-appuntamenti dedicati ai capolavori sacri legati alle maggiori ricorrenze liturgiche.
Jais è anche Direttore Musicale della Mailänder Kantorei, formazione legata alla comunità tedesca di Milano, con la quale si dedica soprattutto al repertorio della nazione germanica, dal barocco al romanticismo.

laBarocca è un ensemble di musicisti specializzati, esterni alla formazione sinfonica (tranne Gianfranco Ricci, uno dei primi violini dell’Orchestra con esperienza avendo suonato con l’Accademia Bizantina), e di coristi (16 elementi, 4 per parte) diretti da Gianluca Capuano, conoscitore del repertorio Cinque-Seicentesco per il quale “il punto di forza del complesso barocco è quello di essere tutto giovane, tutto italiano e molto motivato”. Insomma, una nuova generazione specializzata nell’antico repertorio e inserita nella struttura “madre” de laVerdi. Direttore de laVerdi Barocca è Ruben Jais, Direttore Residente e Responsabile delle Attività artistiche de laVerdi, esperto del repertorio Sei-Settecentesco, che intende affrontare le opere in termini filologici, con strumenti originali o copie di epoca barocca.
L’ensemble – impegnato nella sua quarta stagione consecutiva dalla fondazione,  all’Auditorium di largo Mahler – è costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca, suonando strumenti originali o copie di strumenti del ‘600/’700, applicando le regole del canto esplicate nei trattati coevi. Questo approccio offre, ovviamente, la possibilità di misurarsi in modo più diretto con le caratteristiche di un repertorio vastissimo e ricco di capolavori strumentali e corali, di avvicinarsi con occhio più attento all’estrema ricchezza di dettagli di tale repertorio.

Gianluca Capuano, milanese, si è diplomato in organo, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio della sua città. Ha approfondito gli aspetti relativi all’esecuzione della musica antica presso il Corso Superiore sperimentale di Direzione di Coro e i corsi della Scuola Civica di Milano, dove ha affrontato i problemi inerenti la notazione, lo studio delle fonti e la prassi esecutiva della musica dei secoli passati. Svolge un’intensa attività come direttore, organista e continuista in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Russia e Giappone. È organista presso la Basilica di San Simpliciano a Milano. Ha collaborato con artisti quali Emma Kirkby, Michael Chance, Monica Hugget, Paul Agnew, Agnes Mellon, Lorenzo Ghielmi
Nel 2005 ha fondato il gruppo vocale e strumentale Il canto di Orfeo, con il quale,  con alcuni dei migliori specialisti su strumenti originali e facendo costante riferimento alla più aggiornata ricerca musicologica, si dedica a un cosciente e critico approccio ai capolavori del Barocco musicale europeo.  Con Il canto di Orfeo, nel 2006 ha inciso, in collaborazione con il mezzosoprano inglese Catherine King, un CD dedicato alle Arie serie di Baldassarre Galuppi per la casa inglese Avie. Agli studi musicali Gianluca Capuano ha affiancato quelli classici; laureato con lode in Filosofia Teoretica presso l’Università Statale di Milano, si dedica alla ricerca, occupandosi in particolare ai problemi di estetica musicale. Nel novembre 2002 ha pubblicato, presso l’editore Jaca Book, il saggio I segni della voce infinita, nel quale viene indagato, da un punto di vista filosofico, il rapporto tra musica e scrittura. Collabora con “Goldberg” e altre riviste internazionali.

Christian Senn (baritono). Cileno d’origine e italiano di adozione, dopo aver conseguito la laurea in biochimica vince una borsa di studio per continuare lo studio del canto in Italia, perfezionandosi all’Accademia per solisti del Teatro alla Scala con i maestri L. Gencer, L. Alva e V. Manno.
Molto vasto è il suo repertorio operistico e concertistico, prevalentemente orientato sul bel canto ma anche sul periodo classico e barocco. Tra gli impegni di grande rilievo dell’ultimo periodo citiamo il ruolo di Figaro nel Barbiere di Siviglia in varie produzioni tra i quali al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino, alla Fenice di Venezia, al Petruzzelli di Bari, al Massimo di Palermo, al Deutschoper Berlino, al Theater an der Wien; Malatesta nel Don Pasquale di Donizetti alla Scala di Milano; il Conte ne Le Nozze di Figaro al Teatro alla Scala, Taddeo nell’Italiana in Algeri al Teatro Regio di Torino, Papageno nel Flauto Magico a Montpellier. Inoltre è stato Guglielmo nel Così fan Tutte al Teatro National di Santiago del Cile diretto da M. Benini e ancora diretto da J. Webb con la regia di Daniele Abbado al Teatro Filarmonico di Verona e a Reggio Emilia. 
Specialista del repertorio barocco, canta da anni il ruolo titolo di Bajazet di Vivaldi nelle principali capitali Europee con L’Europa Galante di F. Biondi e Astolfo ne l’Orlando Furioso di Vivaldi con l’Ensemble Matheus di J. C. Spinosi a Torino e al Musikfest di Bremen. Con il Giardino Armonico ha cantato la Resurrezione di Händel a Graz e la Senna ne La Senna Festeggiante di Vivaldi al comunale di Firenze. Con i Barocchisti della Rtsi di D. Fasolis, ha cantato l’Alexander Fest di Händel. Appassionato del repertorio Bachiano e tedesco, ha eseguito tra gli altri Matthaus and Johannes Passion, Oratorio di Natale, Magnificat, Actus Tragicus. 
Tra gli impegni recenti: Astolfo nell’Orlando Furioso di Vivaldi al Théatre de Champs Elysée di Parigi e a Nizza; Conte nelle Nozze di Figaro a Potsdam; ruolo titolo del Don Giovanni in Cile;  Pallante in Agrippina di Händel allo Staatsoper di Berlino, Guglielmo in Così fan Tutte di Mozart al Teatro Donizetti di Bergamo. 

Damien Guillon (controtenore). È conosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti e apprezzati controtenori nel campo della musica antica, e in particolar modo per quanto riguarda il repertorio di Bach.
Dal 1998 al 2001 è membro de la Maîtrise du Centre de Musique Baroque di Versailles, sotto la direzione di Olivier Schneebeli, dove ha modo di migliorare la sua tecnica vocale e approfondire la sua ricerca sulle interpretazioni della musica antica con Howard Crook, Jérome Corréas, Alain Buet, Noëlle Barker.
Nel 2004 è ammesso alla Schola Cantorum Basiliensis per ricevere gli insegnamenti di Andreas Scholl. Allo stesso tempo si dedica allo studio dell’organo con Frédéric Desenclos e Véronique Le Guen e si laurea al Conservatorio di Boulogne-Billancourt (in continuo e clavicembalo).
Le sue qualità vocali e musicali gli hanno permesso di esibirsi con direttori famosi come Masaaki Suzuki, Vincent Dumestre, Hervé Niquet, Philippe Pierlot, Pierre Hantaï, Jean-Claude Malgoire, Christophe Rousset, Bernard Labadie, Philippe Herreweghe and William Christie nelle più prestigiose sale da concerto (tra le alter: Concertgebouw Amsterdam, Lincoln Center and Carnegie Hall New York, Salle Pleyel, Théatre des Champs Elysées Paris, Tokyo City Opera Hall).
Il suo repertorio spazia da brani del Rinascimento inglese a oratori del Barocco (Oratorio di Natale, Passione secondo Matteo, Passione secondo Giovanni, Messa in Si minore di Bach, Messiah di Handel), passando per opere come L’incoronazione di Poppea di Monteverdi o King Arthur e Didone ed Enea di Purcell.
Si è esibito in numerose produzioni come l’Athalia di Handel (Paul McCreesh ad Ambronay), Teseo (Gilbert Bezzina, Opera di Nizza), Giulio Cesare (François-Xavier Roth, Yannis Kokkos, Théâtre de Caen), Il Ritorno d’Ulisse in Patria di Monteverdi (Philippe Pierlot,Théâtre de La Monnaie, Bruxelles) e, recentemente, il Sant’ Alessio di Landi (William Christie e Les Arts Florissants).
Damien Guillon è anche spesso chiamato a esibirsi come direttore. Ha diretto la Maddalena ai piedi di Cristo di Caldara con Les Musicians du Paradis, il Magnificat di Bach con i Caffè Zimmermann al Festival Arques-la-Bataille e le Cantate di Bach col Gent Collegium vocal.
Nel 2009 ha fondato il suo proprio ensemble “Le Banquet Céleste” e pubblicato il suo primo album, contenente le Cantate di Bach, per Zig Zag Territories.

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