Un viaggio da sogno non difficile da realizzare.

La Svizzera o la vivi
con passione ed amore, perchè la conosci, oppure visitala perchè ti
attrae ed affascina.

IMG_1546Trenino Rosso ad AlpGrüm (2.091m. slm)

A
volte capita di parlare di nazioni dalle bellezze uniche e nasce
subito il desiderio di visitarle perchè ben reclamizzate e ben note
attraverso filmati o libri da vedere o leggere ed una di queste è
senza dubbio la
Svizzera
che con la sua neutralità politica sembra essere un’oasi in Europa.
In effetti la nazione d’oltralpe lo è, ma non solo per le sue
visioni politiche che storicamente attua, ansi la visione del
pensiero di indipendenza di questo territorio è forse l’ultima cosa
alla quale si può pensare se si scopre realmente la naturalezza
delle sue montagne, dei suoi laghi, delle sue città grandi o meno
popolate e di alcune chiccherie che solo in Svizzera si possono
godere. Al ritorno da un viaggio sul territorio Elvetico, come può
non essere ricordata una città comeZurigo,visitata magari con una bella gita in battello oltre che a piedi, ed
ancora un’affascinante lago diLosannaoGinevra,completando il tutto con un percorso vissuto in un comodo,
luminosissimo e panoramicissimo trenoGlacier
Express
e
per chiudere con il massimo del massimo una stupenda attraversata
delle Alpi con lo storicoTrenino
Rosso
della
Ferrovia Retica
(RhB),
che quest’anno compie il 125 anniversario? Viverlo sembra un sogno,
ma è un sogno realizzabile perchè, se ben organizzato, un viaggio
che veramente lascia un gran ricordo, come quello che sto per
descrivere, può essere attuato da tutte le tasche e diviene un
ottimo prodotto con un eccezionale rapporto qualità/prezzo. Posso
personalmente affermare quello che ho vissuto ultimamente in
Svizzera. Insieme ad un ristrettissimo numero di giornalisti, esperti
del settore turismo, sono partito da Roma Fiumicino alla volta di
Zurigo con un volo dellaSwiss
Aire
,
ottima accoglienza a bordo dell’aeronave da parte di personale
qualificato e di una cortesia apprezzabilissima. Un’attraversata
dell’Italia e della Svizzera e dopo un’ora e 50 minuti ecco che sono
atterrato all’aeroporto nella più grande città di questa nazione ai
confini quasi della Germania. Inizia, realmente qui, il viaggio che
non è più un sogno, ma che mi spinge per tutte le sue positività
riscontrate a volerlo ripetere perchè, anche se anni addietro ho
visitato la Svizzera più volte e tante località di tutti i suoi
cantoni, quest’ultima volta forse perchè guidato da esperti
personaggi che l’ufficio del turismo svizzero può vantare comeLaura
Zancolò
Key Account Manager di Svizzera Turismo a Roma, che ci ha
accompagnati per tutto il viaggio facendosi partecipe di ogni nostra
esigenza di conoscenze dei luoghi ed informazioni varie, o comeEnrico
Bernasconi,
Responsabile Italia Ferrovia Retica (Trenino Rosso del Bernina) che
di volta in volta ci ha anticipati, anche per far cogliere meglio, i
punti da fotografare nei percorsi di treno nei quali ci ha
accompagnati, abbiamo avuto io come i colleghi, un filmato mentale,
arricchito di conoscenze di luoghi e cose che difficilmente è
possibile non apprezzare e ricordare. Da buon svizzero, che ama tanto
l’Italia ed in particolare Napoli, Bernasconi ha accolto nelZurich
Airport
i suoi giornalisti, con l’ospitalità che la Svizzera ben vanta, ma
che i napoletani sanno rendere ancor più allegra e vivace,
offrendoci un caffè che certamente non era quello napoletano, ma che
essendo tanto lontani dalla patria di questa bevanda, come per la
Pizza, era accettabile. A parte quindi il caffè si sono potute
gustare, come benvenuto, specialità svizzere accompagnate da ottima
birra che questa nazione vanta in ogni sua città, come specialità
locale oltre che quelle di produzione nazionale, e rinfrancati nelle
normali esigenze fisiche di viaggio, la comitiva è partita per
Chur (Coira).

La
più vecchia città svizzera, al centro di un imponente universo
montano, Comune svizzerodel
Cantone
dei Grigioni
,
di cui è il capoluogo, adagiata nell’alta valle del
Reno
e alla confluenza di importanti strade di valico con il sud delle
Alpi,
Coira è stata abitata fin dal III millennio a.C..

Celti,
romani, ostrogoti, franchi: tutti questi popoli un tempo hanno
dominato Coira, perché considerata la porta di accesso a importanti
rotte commerciali e valichi alpini. Ora resta un passato di più di
5.000 anni di storia, testimoniato da reperti nel neolitico, dell’età
del bronzo e romani, nonché da pregevoli edifici di epoche più
recenti, come la
Cattedrale
della Sede Vescovile

antica di 800 anni.

Attualmente
Coira
incanta i turisti con i suoi vicoli intricati e gli edifici storici,
le numerose boutique, i ristoranti, bar, musei e gallerie che donano
un tocco mediterraneo al nucleo cittadino, chiuso al traffico. La
Chur
in
tedesco,
Cuira
in
romanico,
Coire
in francese è sede della Pro Grigioni Italiano ed a Coira, nel 1780
il birraio grigionese
Calanda
Bräu

fondò il birrificio, dal suo stesso nome, che ebbe un grande
sviluppo con il suo marchio di birra “Calanda”, che esiste
tutt’oggi, sia pur sotto la proprietà dell’olandese Heineken, che lo
acquisì nel 1993.

Altra
località, sempre nei Grigioni, che incanta ogni turista è
Poschiavo,
comune svizzero della parte italofona del Cantone, e che da pure il
nome al capoluogo detto anche
Borgo
o Vila
,
soprattutto nelle frazioni di valle collegando l’
Engadina
con la Valtellina. In origine Poschiavo era il solo comune e la sola
parrocchia di tutta la valle, importante piazza di trasbordo sulla
strada del Bernina, ma ora in questa cittadina con tanta storia a
1.000 metri s.l.m., fra le tante storicità, possiamo visitare da
maggio ad ottobre con info all’ufficio turistico locale 081 8440571 o
all’indirizzo prospecierara@polomuseale.ch o ancora sul sito
www.polomuseale.ch i 4 orti didattici che a differenti altitudini
permettono di osservare varietà di piante antiche e che sono
un’altra realtà di
Casa
Tomè
che
vanta la ricetta per l’elaborazione completa dei
“Pizzoccheri
Poschiavini”

dell’antica
cucina rurale del 19vesimo secolo. Una cucina che si arricchisce con
i fumanti
Capunet,
i gustosi
Taiadin,
e delicate
Manfriguli,
Polenta Taragna o in Flur,

ed ancora profumate
Brasciadeli
insieme
alla vasta gamma di
formaggi,
salumi, insaccati e selvaggina

il
tutto accompagnato dai famosi
vini
della Valtellina.

E’ ora il momento clou del viaggio con il raggiungimento di
St
Moritz
,
attraverso uno dei paesaggi più etrogenei della Svizzera,
attraversando con il trenino rosso, dal fondovalle dell’ultima
località citata con giardini, frutteti e vigne, alle nevi eterne
dei ghiacciai del massico del Bernina, con una serie di emozioni, e
sensazioni che restano impresse a vita per l’impareggiabile, stupendo
e eccezionale ricordo che lasciano a chi ha la fortuna di viverle con
la visione di continui e differenti panorama. Partiti da Coira, vero
snodo per l’ingresso nel mondo alpino dei Grigioni, da dove è
possibile raggiungere in meno di un’ora ben 26 località di
villeggiatura e centri termali, con il trenino rosso, affascinante
sia nella sue carrozze antiche ottimamente curate e tenute come
oggetto d’arte vivente, in perfetta efficienza dalla Ferrovia Retica,
o per chi ama la modernità nelle panoramicissime carrozze moderne
con tetto trasparente in modo da poter godere della visione
paesaggistica da cielo a terra dei luoghi che si attraversano, ci
portiamo alla volta di St Moritz. Grande è l’emozione che si è
provata nel percorso nel treno che attraversa uno dei più belli,
oltre che naturali, posti di questa nazione, tanto da rispondere in
pieno allo slogan

“Svizzera. Semplicemente naturale”.

Un percorso che ha attraversato, uno fra i più belli luoghi
elvetici, con la
“Ferrovia
Retica nel paesaggio Albula/Bernina”

che il 7 luglio 2008, a Quebec (Canada), dal comitato per il
Patrimonio mondiale dell’UNESCO, ha ottenuto il riconoscimento di
terza ferrovia al mondo iscritta all’elenco del
“Patrimonio
Mondiale UNESCO”.

Una sensazione bellissima che si è potuta godere anche con una pausa
pranzo, che dopo la visione di montagne come il
Monteratsch
con la sua vetta più alta il
Piz
Bernina
(4000
m slm) e lo sfondo del

lago
bianco

con gran lastroni di ghiaccio da un lato ed il
lago
nero
di
dimensioni inferiori dall’altro, ad
AlpGrüm
(2.091m. slm) con una panoramica visione del ghiacciaio
Palü,
ci siamo permessi la pausa pranzo per rinfrancarci e gustare ancor
meglio tutto, dai panorama alle specialità enogastronomiche nel
ristorante realizzato nella casa cantoniera da
Primo
Semadeni.

Il titolare del “da Primo” ci ha accolti con quella sua innata
verve di ospitalità, e con lo stesso stile di vita che riserva a
tutti i suoi clienti perchè ci dice: “qui siamo fuori dal mondo, i
treni arrivano e partono in orari solare, poi restiamo nel magico
contatto della natura che ci circonda e ci avvolge. Da circa 8 anni
ho rilevato questa struttura che ho completamente rinnovata
all’interno, creando anche camere con il nome delle località tipiche
di questa zona, offrendo così oltre ad una classica e ricercata
cucina anche la possibilità di circa 20 posti letto ai miei
appassionati avventori. Cosa può esserci di più allettante di un
posto tanto bello, anche se isolato e senza Tv, per poter permettere
ai miei clienti di gustare i miei piatti che con tanta passione
elaboro? Sono in tanti a tornare qui perchè non sanno resistere al
desiderio di gustare una mia zuppa d’orzo (una specie di minestrone
con un po di pasta e carne) o ad una fondue o ancor più dei
Capunet
Grigionesi

che è il piatto della gente povera di una volta, infatti prendevano
tutti i resti e facevano un impasto, come quella degli gnocchetti con
dentro dei pezzettini di bresaola, dei pezzettini di salsiccia della
valle e poi involti nelle coste cotte e raffreddati, infine cotti in
brodo di manzo, con una salsa fatta con formaggi differenti e sopra
un po di parmigiano e due fettine di coppa, il tutto accompagnato da
un Grand Vin Appelation D’origine Controllée “
Aigle
les Murailles”

della Badoux Vins”. Primo di nome e primo di fatto, si potrebbe
dire, per questo signore che ha compiuto l’ardita impresa di creare
questo locale rinnovandolo con tutti i comfort, ma anche per aver
rilevato e ristrutturato il non distante
“Ospizio
Bernina”
a
2.253 m. slm. Una digestione fatta scendendo nel fantastico Trenino
Rosso fra neve, paesaggi che si susseguivano con una alternanza di
bellezze paesaggistiche ed ecco giungere la meta della lussuosa,
storica ed affascinante St.Moritz. Durante il tragitto nel Trenino
Rosso, tante ancora sono state le informazioni che Bernasconi ha
fornito al gruppo che con lui viaggiava sia sui luoghi che si
attraversavano, sia sulla Ferrovia Retica. Il responsabile italiano
di queste ferrovie si è soffermato anche sulle due differenti
tipicità di viaggi che possono soddisfare i turisti più vicini alle
località che attraversavamo, ad esempio da Bologna in su , sia
quelli che giungono dal centro sud del nostro Stivale, che
necessitano di un soggiorno più lungo, che attraverso pacchetti
turistici, sempre più le località dell’Engadina offrono, anche
perchè diversamente, avendo, come afferma Bernasconi: “fatto un
lavoro mediatico di portare a conoscenza delle popolazioni del sud
dell’Italia il Trenino Rosso, tanto che appena se ne parla tutti lo
conoscono, magari anche se non l’hanno ancora vissuto, sarebbe
assurdo non offrire agli stessi delle opportunità sia con i nostri
treni che con la nostra accoglienza di soggiorno”. A St. Moritz,
alcuni componenti del particolare gruppo turistico ha preferito
raggiungere l’
”Hotel
Steffani”

dove abbiamo soggiornato, mentre altri hanno voluto godersi il
raggiungimento del centro della cittadina, dove questo bello ed
accogliente albergo ha sede, con le funzionali e nuove scale mobili o
ascensori che dalla stazione ferroviaria portano a qualche passo
dallo stesso, avendo così il primo impatto con la lussuosa ed
impareggiabile
San
Maurizio

impareggiabile località di villeggiatura. Coccolati da
Peter
Marky
,
titolare dell’Hotel Steffani, che si è anche piacevolmente
trattenuto a lungo con i suoi ospiti abbiamo appreso che per la terza
generazione gestisce unitamente a
Brigitte
questo
albergo come un hotel per famiglie, nel senso che accoglie la
clientela con un caloroso benvenuto personale, convalidato dall’alta
ed efficiente qualità dei servizi che offre dalle camere, al centro
benessere e attraverso i suoi ristoranti che sanno proporre una
diversità di pietanze con un’altissima qualità sia per esse che per
i vini e per il bar e liquori, il tutto abbinato ad un servizio di
cucina e sala per il quale si avvale di personale italiano nella
quasi totalità (115 italiani sui 120 dipendenti in totale, più 3
cinesi in cucina che vanno uniti a 18 tra chef e commis già compresi
nei 115 ), da grande amante dell’Italia, e per la professionalità
che questi sanno esprimere a tutti i loro ospiti.

Peter
Marky, ci ha anche detto che nel 2005 fu partecipe ad un tentativo di
gemellaggio con

Capri
.
Avendo come amico
Antonio
Amato
che,
all’epoca, aveva due case a St.Moritz, una proprio dove viveva la
mamma di Peter, si pensò di creare l’opportunità di diffusione
dell’immagine delle due cittadine, ridenti per sole, oltre che per
altre tipicità diverse. Proprio attraverso la Pasta elemento
portante nel mondo della Campania, in modo da poter costituire una
bella realtà di scambi turistici per tanti che vivono le due
località in diversi periodi dell’anno, si creò così, con il
pastificio Amato di Gragnano, uno speciale tipo di pasta chiamato “’O
sole ‘e Capri” ed il percorso per il gemellaggio Capri- St. Moritz
iniziò anche con incontri con il dott. Scognamiglio, la prof. La
Rana, nell’isola partenopea per la stipula di qualcosa di più
concreto. Dice Marky: “abbiamo anche suonato il Corno delle Alpi
nella Grotta Azzurra, ma poi tutto si è fermato”. Chi sa se questa
parentesi Capri, potrà essere riaperta, resta comunque apprezzabile
l’orientamento di Marky verso l’Italia e gli italiani. Si diceva
prima che il personale dell’hotel è in gran parte italiano ed
infatti lo chef
Marco
Piroddi
è
sardo, il maître
Maurizio
Miccio

è beneventano ed entrambe ci dicono che sono felicissimi di lavorare
nello Steffani che vanta di essere stato nel 1879 l’unico ristorante
pubblico di St. Moritz, rimasto intatto fino al 1930. poi ammodernato
ed ora tanto accogliente. Piroddi che da papà sardo e madre tedesca
ha frequentato l’alberghiero in Germania per poi girare in breve
tempo in grandi strutture ristorative del mondo, ci ha “presi per
la gola” con i suoi innumerevoli fantastici piatti elaborati. In
particolare con il
“Baden
Baden”
una
Entrecôte (filetto di cervo con spätzli, crauti rossi di Bruxelles
cotto con vino bianco secco, castagne marinate e cotte con vino rosso
e chiodi di garofano, il tutto cotto al forno e spennellato con miele
engadinese
di
fiori misti

un po’ piccantino, in superficie cosparso di noci e pistacchi
tritati, ed attorno gnocchetti di spezie soliti del Trentino,
Valtellina o Austria che accompagnano la carne di selvaggina,
marmellata di Ribes, funghi Finferli
Cantarelli
o Gallinacci
,
un pò di guanciale e funghi Porcini). Un vero festival di colori e
sapori che inebriano gli occhi ed il palato, un piatto che giunge sui
tavoli, come tutti i piatti, perfettamente caldo e ricco
dell’esaltazione di tutti gli elementi che lo compongono, altro
merito di questo ristorante. L’abbinamento di un vino ad Ok, servito
nella giusta maniera, era d’obbligo ed anche in questo il maître-
sommelier Miccio, che tanto ci ha parlato di lui, delle sue
indimenticabili terre campane che torna spesso a visitare, ma che
come occupazione lavorativa lo tengono decisamente lontano, non ha
mancato la scelta giusta servendoci un
Le
Volte Dell’Ornellaia

2012 un Igt toscano della vinicola Ornellaia di Bolgheri- Castagneto
Carducci. Un
Tiramisù
con insalata di fragole e pepe verde
è
stata poi la chicca per terminare un così apprezzabile pranzo.

Una
vista guidata, oltre che da
Susy
che ci ha accolti per il locale ufficio turistico nella prima serata
d’arrivo, anche nel giorno successivo con l’altra esperta dello
stesso ufficio e responsabile marketing
Angela
Rupp,

ha offerto agli addetti all’informazione della stampa una conoscenza
di luoghi, storia e realtà che intrigano il visitatore di St.
Moritz.

Angela
ci ha parlato dell’a
mpliamento
delle camere d’hotel per i
Campionati
mondiali ed europei di bobe skeleton
che
la città si accinge ad accogliere nel gennaio 2015, ci ha portato
come d’obbligo in una delle più valide cioccolaterie, la “
Hauser’s
Restaurant” che tiene,
ogni
giorno,

anche corsi per

gruppi da 8 a 15 persone al costo di CHF 15.– a persona, un tempio
della cioccolata in migliaia di forme e tipi, con attigua sala di
degustazioni e che offre anche numerose varietà di tipi di pane
veramente molto gradevoli come i piatti e dolci in menù. Chi c’è
stato sa quanta bontà c’è in quel negozio e noi che siamo stati
accolti con varie degustazioni offerteci dobbiamo dire che nonostante
diete, nonostante tentate privazioni anche per una dieta non
aggressiva, abbiamo calato il sipario e siamo usciti allo scoperto
senza poterci fermare di fronte a tante golosità.

Angela
ci ha parlato e mostrato anche il lussuoso
Kulm
Hotel St. Moritz,

che vanta dal 1856 anni una reputazione eccellente nel settore
alberghiero svizzero. Grazie al suo fondatore, il pioniere
Johannes
Badrutt,

che lo acquistò come ex pensione Faller, e con la collaborazione
della moglie
Maria
e allo straordinario panorama dell’Engadina, riuscì a infondere un
grande entusiasmo per l’hotel in tutti i suoi ospiti. Già a fine
ottocento St. Moritz e il Kulm Hotel St. Moritz erano considerati le
perle delle Alpi svizzere. Fu proprio in quegli anni che una semplice
scommessa fece dell’
Engadina
l
a
culla del turismo invernale
.
Una passeggiata fra vetrine di negozi, delle più note firme di tutti
i settori merceologici con pezzi, molte volte unici, esposti ed
altre notizie che la Rupp ci ha dato, siamo rientrati in Albergo
ampiamente soddisfatti. St. Moritz però offre anche una vita serale
e notturna alla quale i giovani, ma anche chi ha qualche anno in più,
non sanno rinunciare ed allora le due giovani colleghe, avendo
espresso il desiderio, di continuare la serata, sono state subito
esaudite con l’andare in un simpatico pub, locale del quattro stelle
“Schweizerhof St.Moritz” che il collega napoletano già
conosceva come anche Bernasconi, ed accolti da
Santiago
Eilest

con musica dal vivo e tanta buona birra hanno fatto le ore piccole.
La serata si è dimostrata talmente attraente e piacevole che le
giovani donzelle hanno voluta ripeterla ed il giorno successivo c’è
stata, nello stesso locale, una esplosione di felicità. Non
conoscendo, l’interprete musicale del locale, nessun pezzo
napoletano, il giornalista napoletano, ha chiesto la cortesia di
impossessarsi del microfono per intonare “’O sole mio” e d’un
colpo tutti insieme giovani, meno giovani, clienti provenienti da
varie località del mondo maschi e femmine hanno cominciato ad unirsi
al canto e a ballare salendo su tavoli e realizzando una inaspettata
grande kermesse tra felici note, birra e tanta briosità ed
effervescenza spontanea.

Giuseppe
De Girolamo