Riccione celebra la Giornata nazionale della Memoria (27 gennaio 2014) nel ricordo delle vittime della Shoah. l programma delle iniziative proposte dall’Istituzione Riccione per la cultura in collaborazione con la Compagnia teatrale Fratelli di Taglia

Comune di
Riccione

come branchi di zebre

Teatro, cinema, musica e ricerca
storica

Riccione celebra la Giornata
nazionale della Memoria (27 gennaio 2014) nel ricordo
delle vittime della
Shoah

Il programma delle iniziative
proposte dall’Istituzione Riccione per la cultura in collaborazione con
la Compagnia Fratelli di Taglia nell’ambito della Giornata
nazionale della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto

Teatro e Memoria

Lunedì 27 gennaio alle ore 21,15

Come branchi di zebre. Gli Internati
Militari Italiani testimoni straordinari della Shoah

di Erika Lorenzon e
Francesca Gallo 

Ingresso libero

Sul palco, la ricercatrice Erika
Lorenzon
e la cantante e fisarmonicista Francesca Gallo
ricostruiscono cattura, deportazione, internamento e sfruttamento lavorativo
degli oltre 600mila militari italiani – sugli 800mila catturati dagli ex alleati
dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 – che vennero richiusi nei lager del
Reich rifiutandosi di collaborare con i detentori. Vennero definiti Internati
Militari Italiani (I.M.I.), e per questo privati della tutela delle norme
internazionali che non contemplavano il loro status giuridico. In questo modo
Hitler, con il consenso di Mussolini, poté sfruttarne arbitrariamente l’enorme
forza-lavoro nei settori industriali più usuranti. Gli I.M.I. divennero così
testimoni straordinari della propria persecuzione e di quella di molti altri
gruppi di deportati. In particolare descrissero con parole inattese gli uomini e
le donne che marciavano consumati dentro alle loro divise a righe, simili a
stanchi branchi di zebre.

Le memorie e i diari in scena sono
il frutto di una lunga ricerca condotta da Erika Lorenzon su oltre trecento
scritti autobiografici custoditi presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve
S. Stefano e presso l’Istresco, l’Istituto per la Storia della Resistenza e la
Società contemporanea della Marca trevigiana.

Uno studio altrettanto accurato ha
interessato la ricerca di Francesca Gallo sui canti che negli anni Quaranta
accompagnavano i militari alla guerra o li intrattenevano nei momenti di svago,
uniti a quelli che parodiarono la guerra fascista o raccontarono quella
partigiana.

Una narrazione corale e nazionale,
resa attraverso le testimonianze di quindici autori provenienti da dieci diverse
regioni italiane, che offre uno spaccato autentico della partecipazione alla
guerra del popolo italiano, trasversale sia in termini geografici che sociali.

Una figura di rilievo è quella di
Augusto Emanuele Cicchetti – nato a Riccione nel 1911 da una famiglia
profondamente legata alla propria città – di cui verranno letti brani da
Ricordi e memorie vissute da protagonista, memoria inviata nel 1999 dalla
famiglia all’Archivio Diaristico Nazionale. Cicchetti era ufficiale di
complemento con il grado di maggiore, incaricato del Comando operativo alla
Stretta di Tell, in Val Venosta, quando il 9 settembre 1943 fu catturato dai
tedeschi. La sua odissea nei Lager nazisti ebbe inizio ad Hohenstein, nella
Prussia orientale, dove venne privato della propria identità e immatricolato col
numero 410. Cicchetti, ai ripetuti appelli ad aderire prima alle SS, poi alla
Repubblica Sociale, rispose con un netto rifiuto per non tradire il giuramento
professato al Re e non alimentare la guerra fratricida promossa dai
nazifascisti. Suo fu il motto che sostenne i membri della sua baracca nella
lunga resistenza: “Noi più tenaci di loro”. L’odissea proseguì a Deblin Irena,
poi a Bocholt Munster, in Westfalia, fino alla liberazione da parte degli
americani, avvenuta il 19 febbraio 1945 nella zona di Varendorf. Rientrò in
Italia nell’agosto del 1945 e appena ricongiunto alla famiglia, il 25 agosto, si
presentò in Comune e iniziò il suo lavoro come Direttore dei Giardini Pubblici
della città: “avevo talmente bisogno di denaro – scrive nel suo memoriale – da
non potermi permettere nemmeno un giorno di vacanza”.

Augusto Emanuele
Cicchetti
,
Paesaggista (Riccione-Rimini 1911, Riccione 18 giugno 2000).

Notizie estratte dalla scheda
stilata dall’architetto Emanuele Mussoni per “Atlante del giardino Italiano
1750-1940”, a cura di Vincenzo Cazzato, Poligrafico e Zecca dello
Stato
.

Diplomatosi perito orticoltore alla
regia Scuola Media Agraria di Firenze, dove fu compagno di studi di Pietro
Porcinai e di Ferrante Gorian, nel 1937 vinse il concorso per direttore dei
Giardini Pubblici di Merano. Qui realizzò diversi progetti fa cui il Giardino
dell’Azienda di soggiorno (ancor oggi parzialmente conservato) e quello di
riqualificazione dei due parchi detti della Passeggiata d’Estate e della
Passeggiata d’Inverno sulle due rive opposte del fiume Passirio. Dopo la cupa
parentesi della guerra e della deportazione, negli anni Cinquanta tornò
definitivamente nella sua città natale, Riccione, e ne divenne il direttore
dell’Azienda di soggiorno. Qui realizzò il maggior numero di lavori pubblici e
privati, come testimonia il suo copioso archivio, oltre settecento disegni, dal
1931 al 1988. Tra i progetti più significativi e originali: la sistemazione
paesaggistica dell’Ippodromo di Merano (1935); piazzale Roma a Riccione (1935);
il parterre per la Stazione Ferroviaria di Riccione (1936); il giardino della
Villa del conte Edoardo Matarazzo a Gradara (1939); la sistemazione
paesaggistica della Passeggiata d’Estate a Merano (1940); i Giardini antistanti
il Kursaal nella Repubblica di San Marino (anni Quaranta).

Riccione Cinema
d’Autore

Lunedì 27 gennaio- ore
21

Martedì 28 gennaio- ore 20,30

Hannah Arendt

di Margarethe Von Trotta (Germania,
2013, 113’). Con Barbara Sukowa, Alex Milberg, Janet McTeer

Scappata dagli orrori della Germania
nazista, la filosofa ebreo-tedesca Hannah Arendt nel 1940 trova rifugio insieme
al marito e alla madre negli Stati Uniti,       grazie all’aiuto del giornalista
americano Varian Fry. Qui, dopo aver lavorato come tutor universitario ed essere
divenuta attivista della comunità ebraica di New York, comincia a collaborare
con alcune testate giornalistiche. Come inviata del New Yorker in Israele,
Hannah si ritrova così a seguire da vicino il processo contro il funzionario
nazista Adolf Eichmann, da cui prende lo spunto per scrivere “La banalità del 
male”, un libro che andrà incontro a molte controversie.

La pellicola mostra Hannah Arendt
(Barbara Sukowa) nel corso dei quattro anni (dal 1961 al 1964), in cui assiste,
scrive e sopporta la reazione nei confronti del suo lavoro sul processo al
criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. Osservando la Arendt mentre
partecipa al processo, rimanendo al suo fianco mentre viene contestata dai suoi
critici e sostenuta da una ristretta cerchia di amici fedeli, avvertiamo
l’intensità di questa donna ebrea forte, fuggita dalla Germania nazista nel
1933. Un’accanita fumatrice e una donna orgogliosa, la Arendt è felice e ha
successo in America, ma la sua visione penetrante la rende un’outsider dovunque
vada. Quando scopre che il Servizio segreto israeliano ha rapito Adolf Eichmann
a Buenos Aires e lo ha portato a Gerusalemme, è determinata a raccontare il
processo. William Shawn (Nicholas Woodeson), responsabile della rivista New
Yorker, è eccitato di avere una stimata intellettuale a occuparsi di questo
processo storico, ma il marito della Arendt, Heinrich Blücher (Axel Milberg),
non condivide questo suo entusiasmo. Lui è preoccupato che questo incontro
riporterà la sua amata Hannah a quelli che entrambi definiscono i “tempi
oscuri”.

La Arendtentra in questo infuocato tribunale
di Gerusalemme aspettandosi di vedere un mostro, ma invece scopre una nullità.
La sciatta mediocrità di quest’uomo non coincide con la profonda malvagità delle
sue azioni, ma capisce rapidamente che questo contrasto è proprio l’enigma che
bisogna risolvere. La pubblicazione dell’articolo sul New Yorker provoca
immediatamente uno scandalo negli Stati Uniti e in Israele, per poi estendersi
al resto del mondo.

Hannah Arendtfornisce uno sguardo
sull’importanza profonda delle sue idee, ma è soprattutto la commovente
possibilità di capire il cuore.

Ingresso euro 6

Informazioni e
prenotazioni
:
Compagnia Fratelli di Taglia. Teatro del Mare tel. 0541.690904; Comune di
Riccione, Assessorato alla cultura tel 0541 426032. CinePalace Multisala, via
Virgilio 19, tel 0541 605176.

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