LE DONNE DI MODIGLIANI INCANTANO ROMA > oltre 30.000 visitatori in mostra > “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti” > Museo Fondazione Roma – Palazzo Cipolla, fino al 6 aprile 2014

Valadon

Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter
Museo Fondazione Roma
Palazzo Cipolla (via del Corso 320)
> fino al 6 aprile
In 30.000 hanno già visitato la mostra: le donne di Modigliani incantano
Roma
Roma, 28 novembre 2013: al Museo Fondazione Roma la mostra Modigliani, Soutine
e gli artisti maledetti dopo 17 giorni di apertura e una media di 1900 ingressi giornalieri
conquista con il record di 32.000 visitatori il primo posto tra le esposizioni più visitate
nella Capitale ed il più alto share di “mi piace” e commenti positivi registrato nelle
mostre degli ultimi anni.
Tutte le sale sono colme di visitatori, meravigliati dalla sorpresa di conoscere Utrillo,
Valadon e Soutine, ma il flusso di pubblico approda davanti alle tele di Modigliani e
resta incantato dai volti femminili che, illuminati, spuntano dalle pareti. In un tempo in
cui si combatte la violenza contro le donne, le sue incantano e fanno riflettere. Senza
occhi – la maggior parte – perché Modì amava lʼarte africana e quindi i volti tribali,
disegnati con un tratto netto e incisivo.
“Erano così le sue donne, perché lʼanimo umano corrotto non ha più occhi per
osservare il mondo, mentre i bambini ne sono “degni”, degli occhi, azzurri, specchio
dellʼanima” dice Marc Restellini, curatore della mostra.
Nel corso della sua vita – durata solamente 36 anni – Modigliani ha realizzato circa 300
opere, pochissime, oggi sparse in tutto il mondo, la maggior parte in collezioni private.
Il Museo Fondazione Roma-Palazzo Cipolla ne ospita ben 14, 9 delle quali ritraggono
le sue bellissime modelle, amate, conosciute e dipinte.
Uomo infelice e vitale allo stesso tempo, Modigliani fu amatissimo, spesso suo
malgrado, da tutte le donne della sua vita. Come Elvire, che nellʼambiente era
conosciuta come la Quique e che era figlia di una prostituta marsigliese. Si
incontrarono nei primi mesi del 1914 e fu amore a prima vista. Non sarà la donna che
gli starà accanto fino alla morte, ma solo una fiamma, nominata nei suoi ritratti due
volte soltanto ma che ispira tanti suoi nudi, corpi affusolati e colli lunghi come quello di
Elvire con colletto bianco (1917-18). Lei, talmente bella che fa la cantante e posa per
gli artisti di Montmartre e Montparnasse, talmente bella da poterselo permettere. Lo
sguardo conturbante, gli occhi neri, i capelli corvini vive libera nella Parigi di Modigliani,
finendo tra le sue braccia con un amore tumultuoso e doloroso, litigioso e dolce finché
non sparirà riprendendo i suoi vagabondaggi e finendo fucilata come spia in Germania
nella prima Guerra Mondiale.
Accanto la Fanciulla in abito giallo (1917) e la Giovane donna seduta con camicia
azzurra (1919) dipinti che hanno fatto della loro disarmante normalità la loro potenza:
giovani sedute, semplicemente abbigliate, con i capelli legati. Lo sfondo scarno, uno
spazio vitale fatto di poche cose, proprio come doveva essere lʼatelier dellʼartista: due
stanze, pochi mobili, le pareti stinte. Quello che affascina di queste tele è la
compassata quotidianità, che emerge in tante opere che – lo abbiamo appreso in
seguito – erano eseguite dopo una sola seduta del soggetto, perché tutto quello che
cʼera da osservare e studiare Modì lo faceva prima.
In mostra anche il Ritratto di Béatrice Hastings, il suo primo amore: la loro relazione
fu costellata da liti furibonde e grandi riappacificazioni. Modigliani la amò perché lei gli
teneva testa, finché, stufa di liti e botte, lo lascia per uno scultore.
Ben due sono le opere esposte dedicate al suo vero grande amore: Il ritratto di
Jeanne Hébuterne e La ragazza dai capelli rossi.
Delle numerose donne che erano entrate e uscite dalla vita dellʼartista livornese,
Jeanne fu lʼultima e la più importante, anche come modella della sua pittura, ritratta in
una ventina di quadri e innumerevoli disegni. Nata a Parigi il 16 aprile 1898, la giovane
incarnava lʼideale di bellezza femminile per Modì: i capelli dai riflessi ramati, gli occhi di
un azzurro chiarissimo, il naso dritto, la carnagione talmente bianca, quasi diafana.
Anche lei dipingeva, con talento, celando un mondo interiore così intenso da farla
apparire schiva e riservata: restava spesso silenziosa e in disparte, ma osservava
attentamente e sceglieva. Non le sfuggì quellʼaffascinante pittore italiano, bello,
conteso, e maschilista. Appena diciottenne ne diventa lʼamante. Cacciata da casa e
abbandonata al suo destino – soprattutto dal perbenismo ipocrita della madre – troverà
la sua dimensione nellʼamore e nella creazione artistica proprio insieme a Modì e – a
dispetto dei familiari – il loro sarà un amore per sempre. La giovane donna tutta dedita
al suo Amedeo, ne accetta richieste e limiti trasformandolo nel suo unico orizzonte.
Chiuderà per sempre i suoi grandi occhi tristi il giorno dopo la morte del compagno,
lasciandosi cadere da una finestra per seguire il suo Amedeo. Lʼopera che la ritrae di
profilo con i capelli raccolti mostra il grembo di una donna incinta: fu infatti ritratta due
mesi prima del suicidio, quando aspettava già il loro secondo genito.
Tutte queste opere sono senza occhi, oppure le orbite sono appena accennate. Pare
che Modigliani non riuscisse a dipingere una donna se prima non la avesse amata e
scrutata dentro. Soltanto allora lo sguardo muto trovava espressione, soltanto allora
egli ne aveva conosciuto lʼanima.
Questo non vale per la Bambina in abito azzurro (1918) i cui occhi celesti ricambiano
lo sguardo dellʼosservatore, pupille puntate fuori dal quadro in cerca di colui che sappia
riconoscere la nitidezza dellʼanima.
La bellezza, gli amori, il vino, lʼassenzio, il genio incompreso, lʼorgoglio, la povertà, la
malattia, la morte prematura: persino il suo nome, Modì-maudit, sembrava contenere il
presagio di un destino infausto. Ma la forza della sua arte si è rivelata col passare del
tempo un ideale condiviso. Condiviso anche dal grande pubblico – quello della mostra
romana – che si prevede affollerà le sale durante le prossime feste natalizie. Il numero
dei visitatori – ad oggi oltre 30.000 -, le centinaia di copie del catalogo vendute (edito da
24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE) e le recensioni su tutte le principali testate in Italia e
allʼestero, sottolineano lo straordinario successo dellʼevento. Per questo Arthemisia
Group – che ha prodotto e organizzato la mostra – ha predisposto la vendita di gift
ticket package per regalare a Natale lʼarte, un biglietto comprensivo di audioguida in
omaggio da utilizzare per tutto il periodo di mostra e far conoscere a tutti i capolavori di
Modì e degli artisti maledetti.

Sede
Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla
Via del Corso, 320
00186 Roma
Biglietti
Intero € 13,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 11,00 (audioguida inclusa)
Informazioni e prenotazioni
T 06 / 98373328
www.mostramodigliani.it
Aperture straordinarie
8 dicembre 10.00 – 2.00
24 dicembre 10.00 – 16.00
25 dicembre 10.00 – 20.00
26 dicembre 10.00 – 20.00
31 dicembre 10.00 – 16.00
1 gennaio 12.00 – 20.00
6 gennaio 10.00 – 20.00

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