UN’ESTATE CON LA MUSICA 2013: L’ORCHESTRA VERDI SUONA I DEEP PURPLE

Un’estate con la musica 2013
la stagione estiva de laVerdi

Una sera con i Deep Purple

Domenica 11 agosto (ore 18.00)
Auditorium di Milano, largo Gustav Mahler

Arnold
Sweeny Todd, Suite
Lord
Concerto for Group and Orchestra

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Chitarra elettrica e voce Graziano Demurtas
Basso Tony del Coco
Organo Hammond Ivan Merlini
Batteria Tobia Scarpolini

Direttore Giovanni Marziliano

Terminato il ciclo dedicato al cinema e alla musica per film, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi gioca la seconda carta jolly in questa stagione estiva all’insegna della musica rock.
Protagonista del quindicesimo appuntamento de Un’estate con la musica 2013 – la stagione estiva de laVerdi, domenica 11 agosto (ore 18.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler, la musica dei Deep Purple, il leggendario gruppo britannico nato ad Hertford, Inghilterra, nel 1968.
Ma il concerto dell’11 agosto non sarà semplicemente un tributo a una delle band musicalmente più complete degli anni Settanta. Dopo l’esecuzione in apertura della Suite dal balletto Sweeney Todd, basato sulla leggenda del diabolico barbiere di Fleet Street a Londra, scritta da David Ellis con la supervisione di Malcom Arnold, il programma prevede, nella seconda parte della serata, il piatto forte, ovvero il Concerto for Group and Orchestra, scritto da Jon Lord, organista di formazione classica e cofondatore dei Deep Purple. La prima esecuzione assoluta dell’opera data 24 settembre 1969 e vide sul palco della londinese Royal Albert Hall la rock band britannica insieme con la blasonata Royal Philarmonic Orchestra dirette proprio da Arnold.
Ed ecco la chicca che fa del concerto un vero e proprio evento. A un anno dalla scomparsa di Jon Lord a Londra (16 luglio 2012), un gruppo di orchestrali de laVerdi – i violoncellisti Ivan Merlini e Andrea Scarpolini, insieme con il contrabbassista Tony del Coco e al vocalist e chitarrista Graziano Demurtas – riproporranno il celebre Concerto, insieme con l’Orchestra Verdi, all’Auditorium. Per questa specialissima occasione, laVerdi sarà diretta da Giovanni Marziliano, già violoncellista dell’Orchestra di largo Mahler.

Lasciamo raccontare in presa diretta a Ivan Merlini la genesi del progetto:

“Appresa la notizia della scomparsa di Lord, ho subito parlato con i colleghi de laVerdi Tobia Scarpolini (primo violoncello ed ex batterista) e Tony del Coco (contrabbassista ed ex bassista). Insieme abbiamo voluto proporre a Ruben Jais, direttore artistico de laVerdi, l’idea di eseguire a un anno dalla scomparsa del suo autore proprio quel Concerto per Gruppo e Orchestra che nel 1969 fece scalpore, proponendoci come solisti. Jais ha accolto l’iniziativa con grande interesse, così ci siamo messi subito al lavoro, per prepararci per tempo all’appuntamento del prossimo 11 agosto. Quindi, sul palco dell’Auditorium, insieme con l’Orchestra Verdi, ci saranno il sottoscritto all’organo Hammond, Tobia Scarpolini alla batteria e Tony del Coco al basso elettrico. Mancando un chitarrista in orchestra, ho proposto a completamento del gruppo rock Graziano “il Conte” Demurtas (ex Wine spirits), vocalist e virtuoso indiscusso della chitarra. Il direttore scelto per affrontare la partitura di Lord è Giovanni Marziliano, già violoncellista de laVerdi. Si può tranquillamente affermare che si tratta di una prima esecuzione in Italia al di fuori dell’entourage dei Deep Purple; la particolarità sta poi nell’avere come solisti musicisti dell’Orchestra Verdi in chiave rock”.

Per informazioni e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org.
Biglietti: Euro 17,00

Programma
La vasta produzione musicale di Malcom Arnold si estende dall’opera alla concertistica sinfonica, da camera e corale, al balletto a celebri colonne sonore come Il ponte sul fiume Kwai di David Lean e Improvvisamente l’estate scorsa di Jospeh Mankiewicz. Come balletto nasce Sweeney Todd, basato sulla leggenda del barbiere demonio di Fleet Street, un serial killer di efferata crudeltà. Personaggio a metà tra realtà e finzione, Sweeney Todd viene descritto in vari libri inglesi dell’Ottocento come un uomo dai capelli rossicci, sopracciglia folte, occhi scuri, carnagione pallida, carattere burrascoso e lo sguardo di un diavolo.
Condannato dal giudice Turpin a una lunga prigionia in Australia, Sweeney Todd, il cui vero nome è Benjamin Barker, riesce a ritornare a Londra, dove apprende che la moglie si era suicidata per le violenze subite da Turpin, che successivamente ne aveva rapito la figlia Johanna. Sweeney decide allora di riaprire il suo vecchio negozio di barbiere e di sfogare la sua rabbia sui clienti sgozzandoli. I corpi vengono occultati dall’amica Mrs. Lovett, che li utilizza per farcire i suoi pasticci di carne. Sweeney Todd tenta infine di uccidere il suo aiutante di bottega Toby, che però gli taglia la gola con il suo stesso rasoio.
Nel 1984 il compositore David Ellis scrisse una Suite dal balletto suddivisa in sette sezioni, la cui supervisione fu curata dallo stesso Arnold. La musica appare fin dalle prime battute ampiamente descrittiva del profilo psicologico di Sweeney Todd. L’intera partitura alterna passaggi drammatici e carichi di tensione, come in  un film horror, a momenti in cui la musica si fa sinistramente ironica. Questa varietà di sentimenti rende la scrittura unica, coinvolgente, brutale e delicata al tempo stesso, caratterizzata da sfumature timbriche ricche e affascinanti e pervasa da un tono maestoso.
Nel 1979 fu prodotto da Stephen Sondheim un musical, Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street, poi divenuto nel 2007 un film diretto da Tim Burton e interpretato da Johnny Depp. Del 1999 è il inoltre film tv di John Schlesinger La bottega degli orrori di Sweeney Todd.

“Quando due mondi si incontrano”. Con questo slogan i manifesti pubblicitari annunciavano nel 1969 il concerto che i Deep Purple, giovane e promettente rock band, avrebbero tenuto alla Royal Albert Hall di Londra insieme con la blasonata Royal Philarmonic Orchestra e con la direzione di Malcom Arnold. L’iniziativa era stata proposta da Jon Lord, organista di formazione classica  e membro fondatore dei Deep Purple, il cui sogno era di comporre una sinfonia rock. L’idea aveva riscosso l’entusiasmo del suo produttore Ben Nisbet, che mostrò una bozza della partitura appunto all’autorevole Arnold. L’annunciò destò non poche perplessità, ma negli anni a venire quell’incrocio tra generi avrebbe ispirato molte altre rock band per nuove sperimentazioni musicali.
La struttura del Concerto for Group and Orchestra rispecchia pienamente quella tradizionale classica, con la scansione in tre movimenti, alternati secondo lo schema “tempo veloce – tempo lento – tempo veloce”, e con la contrapposizione di strumenti singoli (o piccoli insiemi strumentali) all’orchestra.
Orchestra e Band dialogano senza sovrapporsi, dando l’idea di una sorta di “concerto grosso” contemporaneo. Il primo movimento si apre con una lenta introduzione affidata al clarinetto, seguito dai corni e dall’insieme orchestrale; dopo poche battute entra la band con la chitarra elettrica in primo piano, che per due volte si produce in lunghe parti solistiche. Nel secondo movimento fiati, flauti e corni tornano protagonisti, sostenuti dai contrabbassi e poi dai violini. Compaiono quindi l’organo e la batteria, che preannunciano la parte propriamente rock, con un intervento cantato dal sapore country-blues.
Il terzo movimento, introdotto da una successione di accordi altisonanti degli ottoni, è caratterizzato dal dialogo con i corni, le percussioni, il sonoro ostinato degli archi, fino in a un ampolloso crescendo su cui la composizione si chiude bruscamente.
Il Concerto fu eseguito e inciso per la prima volta dai Deep Purple il 24 settembre 1969 alla Royal Albert Hall, con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Malcolm Arnold. La seconda (con Steve Morse a sostituire Ritchie Blackmore) venne eseguita nel settembre del 1999, sempre alla Royal Albert Hall con la London Symphony Orchestra, diretta da Paul Mann. Questa versione fu riscritta da Jon Lord e Marco de Goeij (1997-99) perché la partitura originale andò perduta.
La versione che verrà eseguita da laVerdi è quella del 1999, revisionata da Paul Mann nel 2012 in occasione della registrazione dell’album “Concerto for Group and Orchestra”, con Jon Lord (organ), Darin Vasilev (guitar), Joe Bonamassa (guitar), Steve Morse (guitar), Guy Pratt (bass), Brett Morgan (drums), Kasia Laska (vocals), Steve Balsamo (vocals), Bruce Dickinson (vocals), Royal Liverpool Philharmonic Orchestra; Paul Mann (conductor). B Feldman & Co., Ltd. (EMI Music Publishing).

Biografie
Giovanni Marziliano. Nato a Milano, è entrato giovanissimo nell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi come di violoncellista di fila, ricoprendo nel tempo diverse posizioni fino a quella attuale di secondo violoncello. Dopo aver debuttato, nel 2008, in un concerto nella stagione del “Crescendo in musica” con l’Orchestra Sinfonica, ha instaurato una proficua e continua collaborazione in questa nuova veste, diventando quest’anno il preparatore della sezione archi dell’Orchestra laVerdi per tutti. Nel 2009 diventa direttore musicale dell’ensemble Hornpipe con il quale realizza una serie di cicli dedicati ad autori italiani, francesi e tedeschi, spaziando dal repertorio barocco fino ai contemporanei e realizzando, in questo percorso di riscoperta, la prima esecuzione milanese, al Teatro Dal Verme di Milano, in collaborazione con la Fondazione I Pomeriggi Musicali, l’Accademia del Teatro alla Scala e la Scuola Civica di Musica di Milano dell’opera Savitri di G. Holst.   Diplomatosi in Violoncello sotto la guida del Maestro Bernardin al Conservatorio di Milano e in Perfectionement al Conservatorio Superiore di Ginevra con il Maestro Grosgurin, ha proseguito la sua formazione studiando composizione e in seguito completando il corso di Direzione d’orchestra nella classe del Maestro Emilio Pomarico alla Scuola Civica di Milano. Si è poi perfezionato con i Maestri Sugiyama, Shambadal e Ceccato.

Ivan Merlini. Diplomato il violoncello, ha studiato anche pianoforte organo e clavicembalo con il padre (Ernesto Merlini) e proseguito gli studi del pianoforte con i Maestri Giovanni Catelli e Mario Delli Ponti. Parallelamente rivolge l’interesse alle sonorità rock-blues, trovando nell’Organo Hammod lo strumento ideale e specializzandosi nelle tecniche di tradizione. Dal 1993 si esibisce in qualità di tastierista-organista con un tributo ai Deep Purple; dal 1995 con la L.T. Band con un repertorio che spazia dal blues di S.R. Vaugan al rock dei Toto. Nel 1999 Entra a far parte dei Subterranea, con i quali si esibisce fino al 2004 in qualità di bassista nei principali locali live del territorio lombardo. Fra il 2011 e il 2012 si è esibito con il progetto “Rock Divine” acoustic duo.
Nell’ambito pop-rock collabora con i Nomadi, i Pooh, Daniele Silvestri, le Vibrazioni, i Negrita. Sta lavorando al progetto “Hammod Tribute” col quale si esibirà dal 2014 affrontando i grandi successi blues e non solo della storia dell’Hammond (Blues Brothers, J.T. Quartet, J. Smith).

Nato in una famiglia di artisti, Tobia Scarpolini comincia a suonare la batteria a 2 anni e prosegue lo studio da autodidatta dall’età di 7 anni. Molto impegnato fino all’età di 20 anni nel panorama della musica leggera italiana, nel 2003, con il gruppo “The Crawl”, vince il Primo premio nel Concorso Internazionale Sound Check di Stresa come miglior gruppo, miglior brano inedito e premio speciale della critica. Nel 2004 ha fondato con Jean Francois Rosé Yapi il duo “Air Factory” con l’obiettivo di comporre musiche per il teatro e per il cinema muto. Nello stesso anno sono finalisti al Concorso Strade del Cinema di Aosta. Avvia diversi progetti tra cui uno di ricerca sulle percussioni etniche e viene chiamato a collaborare nel 2008 con il gruppo “Blue Silk”.
Nello stesso anno comincia la collaborazione in qualità di violoncellista di fila con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, per la quale da due anni ricopre il ruolo di Primo violoncello.

Tony del Coco ha cominciato a 10 anni lo studio della chitarra al quale abbina presto quello del contrabbasso e basso elettrico. Si diploma in Conservatorio in contrabbasso, studiando anche jazz, e prosegue comunque l’attività di musicista rock con diverse formazioni con le quali ha portato avanti alcuni progetti di rock sinfonico.
Si è esibito in tour con artisti come Spagna e Antonella Ruggiero e ha spesso collaborato con Tullio De Piscopo.
Dal 1994 contrabbassista nell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Graziano Demurtas nasce come vocalist partecipando a vari concorsi canori. Studia chitarra classica con i Maestri Abner Rossi e Mauro Storti e segue gli studi di chitarra jazz con Gigi Cifarelli, Bebo Ferra, Alessio Menconi; contemporaneamente frequenta il conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza per il corso di tromba. Ha suonato  con varie formazioni che vanno dal blues al funk al rock. Collabora come session man con vari artisti italiani (Paola Turci, Giuni Russo, Ricky Portera, Christian Meyer, Faso di Elio e le storie tese, Paola Folli)  e stranieri (Eric Marienthal). Dal 1996 al 2011 è chitarrista e co-lead vocals nella band “Wine Spirit”, con la quale ha tre dischi all’attivo. Ha suonato  in Italia (Gods of Metal 2000 e 2001) e all’estero a fianco di artisti come Snakes, Motorhead, UDO, Glenn Hughes. Attualmente svolge attività live con “Graziano Demurtas trio”e in studi di registrazione come session-man, collaborando con vari artisti italiani. Parallelamente svolge l’attività di insegnante di chitarra in scuole di musica e masterclass.

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