laVERDI: IL RITORNO DI NORDIO E CECCHERINI – Venerdì 15 e domenica 17 maggio 2015 @expo2015I

Domenico Nordio

Stagione Sinfonica 2014/15
Il violino di Nordio
e la bacchetta di Ceccherini
tra Mozart e Bartók
Doppio ritorno con laVerdi per il solista veneto
e il conductor milanese in un programma a tinte forti
tra Otto e Novecento

Venerdì 15 e domenica 17 maggio
Auditorium di Milano, largo Mahler

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Violino Domenica Nordio
Direttore Tito Ceccherini

Atteso, doppio ritorno tutto italiano a laVerdi: la bacchetta di Tito Ceccherini e il violino di Domenico Nordio saranno i protagonisti, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, del 34° programma della stagione principale. Appuntamento venerdì 15 (ore 20.00) e domenica 17 maggio (ore 16.00) all’Auditorium di Milano in largo Mahler, con un programma dai forti contrasti temporali e stilistici. Saranno di fronte infatti Mozart e Bartók, con l’esecuzione di Adagio e fuga K 546 e la Sinfonia n. 39 K 543 del salisburghese, alternati al Concerto per violino e orchestra n. 2 e alla Suite del balletto Il mandarino meraviglioso dell’ungherese.
La tradizionale conferenza di introduzione al concerto si terrà martedì 12 maggio (ore 18.00, ingresso libero) al MAC – Musica Arte Cultura, in Piazza Tito Lucrezio Caro. Toccherà al violinista Alessandro Clerici parlare di: “Bela Bartók: dalla musica popolare all’espressionismo (la terza via tra Schoenberg e Stravinskij”.
(Biglietti euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; biglietteria via Clerici 3 (Cordusio),  orari apertura: lun – ven  ore 10.00 – 19.00, sab ore 14.00 – 19.00, tel. 02.83389.334  www.laverdi.org).

Programma
Sono forti, ma non stridono, i contrasti che propone questo 34° programma di stagione. Contrasti fra singole musiche e singoli autori. In Mozart, è ben diverso l’omaggio a Bach che traspare dall’Adagio e fuga K 546 da quello a Haydn che sembra di intravvedere nella Sinfonia K 543, l’ultima sua con ampia introduzione lenta. A sua volta, in Bartók l’angosciata espressività del maturo Concerto n. 2 per violino, uscito nel torvo anno 1939, è ben diversa dall’espressionismo ben temperato del balletto Il mandarino meraviglioso, datato 1928.  Tutto in funzione della distanza nel tempo è il contrasto fra Mozart e Bartók. Perché moderata è la distanza dei luoghi (Vienna e Budapest), già accomunati dalla bicipite aquila asburgica.
Enzo Beacco

Biografie
Tito Ceccherini, direttore. Artista fra i più colti e profondi dei nostri giorni, Tito Ceccherini combina un grande talento comunicativo alla straordinaria lucidità delle sue interpretazioni, sorrette da una tecnica direttoriale sofisticata e brillante. Acclamato interprete del repertorio moderno, ha approfondito l’opera dei classici del ‘900: Bartók, Debussy, Strauss, Ravel, Schoenberg.
Anche il suo repertorio operistico testimonia l’amore per ‘900 (Bartók, Strauss, Puccini, Dallapiccola), oltre ad una profonda conoscenza del melodramma italiano (dai Puritani a Falstaff, con un approccio al belcanto di illuminante modernità) e un apprezzato talento nella creazione di opere nuove (Da gelo a gelo e Superflumina di Sciarrino, La Cerisaie di Fénelon al Bolshoi e all’Opéra di Parigi, Les pigeons d’argile di Hurel a Tolosa).
Direttore di provata esperienza, ha collaborato con orchestre come la Philharmonique de Radio France, la BBC Symphony londinese, la HR-Sinfonieorchester di Francoforte, la SWR di Stoccarda, la Deutsche Radio Philharmonie, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro La Fenice, l’Orchestra del Teatro San Carlo, l’Orchestre de Chambre de Genève, la OSI di Lugano, la Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra della Toscana, ed ensemble rinomati come l’InterContemporain, il Klangforum Wien, Contrechamps, fra molti altri.
Fra i festival che lo hanno ospitato meritano menzione il Festival d’Automne à Paris, gli Schwetzingen Festspiele, la Münchner Biennale, il Festival Musica di Strasbourg. Nell’agosto del 2012 ha fatto il suo debutto al Festival di Lucerna partecipando al ciclo “Pollini Perspectives” con il Klangforum Wien e i Neue Vocalsolisten. Il progetto è presentato anche a Tokyo (Suntory Hall), Parigi (Salle Pleyel), Berlino (Philharmonie) e Milano (Teatro alla Scala). Sempre nel 2012 ha inaugurato il nuovo Festspielhaus a Erl (Austria), con un’acclamata interpretazione del Castello di Barbablù di Bartók. E’ stato applaudito in teatri come il Bolshoi di Mosca (Turandot), l’Opéra National de Paris, il Capitole di Toulouse, il Grand Theatre de Geneve, il San Carlo di Napoli, il Colón di Buenos Aires, il Nationaltheater a Mannheim, e numerosi altri.
Fra i progetti futuri si segnala il debutto sul podio della WDR Sinfonieorchester di Colonia e su quello della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, tornerà a dirigere l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Ensemble InterContemporain, il Klangforum Wien, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra dell’Arena di Verona, tra le altre. In ambito lirico: La porta della legge di Sciarrino per la Fenice di Venezia, il ritorno al Théâtre du Capitole di Toulouse con Il castello di Barbablù di Bartok e Il prigioniero di Dallapiccola, all’Opéra di Rennes con Don Pasquale.
Le sue incisioni discografiche (realizzate per Sony, Kairos, Col legno, Stradivarius) coprono un repertorio che va da Händel a Sciarrino, e sono state insignite di premi come lo “Choc” di Le Monde de la Musique, e “Diapason d’Or”; l’incisione del Lohengrin di Sciarrino per Col legno è stata premiata al Midem Classical Awards nella sezione opera.
Attivo didatta in Europa e Giappone, è membro dell’Accademia di Montegral. Insegna presso il Landeskonservatorium di Innsbruck, dove è titolare della cattedra di Direzione d’orchestra, e collabora con il Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi.

Domenico Nordio, violino. È uno dei musicisti più acclamati del nostro tempo. Si è esibito nelle sale più prestigiose del mondo (Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra e Suntory Hall di Tokyo, Auditorium di MIlano), con le maggiori orchestre, tra le quali London Symphony, National de France, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Orchestra Nazionale della RAI, l’Orchestre de la Suisse Romande, Orchestra Borusan di Istanbul, Enescu Philharmonic, SWR Sinfonieorchester di Stoccarda, la Moscow State Symphony e con direttori quali Flor, Steinberg, Casadesus, Luisi, Lazarev, Aykal.
Le sue ultime apparizioni includono concerti alla Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo, alla Filarmonica Enescu di Bucarest, al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, al Teatro Colon di Buenos Aires, alla Sala Tchaikovskij di Mosca e al Zorlu Center di Istanbul. Durante la stagione 2014/15 si esibirà, tra l’altro, al Concertgebouw di Amsterdam, all’International House of Music di Mosca (con Mikhail Lidsky), all’Auditorium di Milano (Bartok 2 con l’Orchestra Verdi diretta da Tito Ceccherini), alla Filaromica di Kiev (con la Kiev Philharmonic Orchestra e Roman Kofman), nella Sala San Paolo di São Paulo (Respighi Concerto diretto da Isaac Karabtchevskij), nella Sala Nezahualcóyotl di Città del Messico, ad Ankara con la Presidential Symphony Orchestra (Respighi Concerto) e a Montevideo con la Filarmonica de Montevideo diretta da Alexandros Myrat (Schostakovich 1 al Teatro Solis).
Apprezzato camerista, Nordio appare nei più importanti cartelloni al fianco di Misha Maisky, Louis Lortie, Boris Belkin, Giovanni Bellucci, Mikhail Lidsky e Jeffrey Swann;  è molto attento alla musica di oggi e ha tenuto a battesimo brani di Semini, Donatoni (Duo per violino e viola nella Settimana Musicale Senese), Boccadoro («Cadillac Moon» eseguito con l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e registrato dal vivo per Rai Trade), Dall’Ongaro (“La zona rossa”) e Molinelli («Zorn Hoffnung Gesang”, in prima assoluta in occasione del Concerto Finale del Concorso di Composizione «2 Agosto» con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna).
Domenico Nordio è un artista Sony Classical.  I suoi ultimi cd includono Respighi e Dallapiccola con Muhai Tang e la Filarmonica Toscanini di Parma (pubblicato a livello internazionale a Marzo 2013), Castelnuovo Tedesco e Casella con l’Orchestra della Svizzera Italiana e Tito Ceccherini (pubblicato a livello internazionale a Gennaio 2015).
Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin presidente di giuria. Dopo le affermazioni ai Concorsi Thibaud di Parigi, Sigall di Viña del Mar e Francescatti di Marsiglia, il Gran Premio dell’Eurovisione ottenuto nel 1988 lo ha lanciato alla carriera internazionale: Nordio è l’unico vincitore italiano nella storia del Concorso.

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