
Luciano Tallarini, geniale sperimentatore, grafico e poi art director di grande talento e creatività, ha rivoluzionato il modo di concepire la copertina dei dischi (la cosiddetta “busta”).
Ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica leggera italiana con tantissime copertine, alcune delle quali divenute iconiche. Il suo nome è indissolubilmente legato a Mina, di cui è stato art director, ufficio stampa, confidente e amico per oltre quindici anni. Ma il suo studio grafico di Milano, lo Studio Tallarini, ha lavorato con i più grandi protagonisti della musica italiana, da Vanoni a Celentano, da Mia Martini a Renato Zero, da Milva a Vasco Rossi. Tra i suoi riconoscimenti, quattro Telegatti e la consacrazione internazionale al MoMA di New York con la cover di un disco di Mina, Attila del ’79. Tallarini è a pieno titolo uno dei grandi artefici della musica pop italiana degli ultimi quarant’anni.
Le copertine di dischi più significative realizzate dal maestro Luciano Tallarini e dedicate alle donne della musica italiana.
Ma non solo. Dal suo laboratorio grafico di Milano, lo Studio Tallarini, sono passati tutti i più grandi protagonisti della scena musicale italiana: Ornella Vanoni, Adriano Celentano, Patty Pravo, Fabrizio De André, Mia Martini, Vasco Rossi, Milva, Renato Zero, Loredana Bertè, Iva Zanicchi, Gianni Morandi, Alice, Roberto Vecchioni, Loretta Goggi, Gino Paoli. L’elenco continua con Giuni Russo, Ivano Fossati, Marcella, Pierangelo Bertoli, Ivan Cattaneo, e Antonello Venditti.
Per Orietta Berti Tallarini ha creato un’immagine elegante e sofisticata per l’LP Le mie nuove canzoni (1984), e Raffaella Carrà: con Applauso, il maestro crea nel 1979 la copertina italiana più riprodotta al mondo. Tra i suoi riconoscimenti, vi sono anche quattro telegatti e la consacrazione internazionale al Moma di New York con la cover di un disco di Mina, Attila del ’79.
Un nome, quello di Tallarini, che merita di essere inserito tra i grandi che hanno contribuito a rendere grande la musica pop italiana degli ultimi quarant’anni.