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RITRATTO DI REGINA | il docufilm su Elisabetta al cinema | 21/23 Novembre 2022

RitrattoRegina_SCREENING_POSTER
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NEXO DIGITAL e RAI CINEMA presentano RITRATTO DI REGINA

una produzione NEXO DIGITAL con RAI CINEMA

con CHARLES DANCE

tratto dal libro ELISABETTA II: RITRATTO DI REGINA di PAOLA CALVETTI

pubblicato da MONDADORI

responsabile ricerca iconografica LIVIA CORBÒ/ PHOTO OP

organizzatrice generale ALESSANDRA MASI

organizzazione New York GERALDINA POLVERELLI

produttore esecutivo OGNJEN DIZDAREVIC

supervisione sceneggiatura TOMMASO DI GIULIO e JACOPO MAGRI

montaggio PIETRO MORANA, SIMONE BONANNI e GIORGIO CONTI

musiche originali REMO ANZOVINO

direttore della fotografia FABRIZIO FERRI

soggetto e sceneggiatura PAOLA CALVETTI

prodotto da FRANCO DI SARRO per NEXO DIGITAL

diretto da FABRIZIO FERRI

SINOSSI

Il lunghissimo regno di Elisabetta II è la storia enigmatica di una donna timida e inavvicinabile che dell’accettazione del proprio destino e dell’appassionata difesa della corona ha fatto la suprema ragione di vita e uno schermo impenetrabile. Con un’eccezione: la fotografia, che l’ha accompagnata nel suo lungo viaggio di sovrana e nell’iconografia del secolo. L’unico palcoscenico in cui “The Queen”, cedendo anche solo per pochi minuti alle leggi universali della luce e alle esigenze pratiche di un ritrattista, si è davvero rivelata. Delegando così ai grandi autori che con il loro obiettivo l’hanno seguita nei decenni, non solo il racconto della propria immagine nel tempo e la memoria dei favolosi e talvolta drammatici giorni dei Windsor, ma anche la testimonianza del ruolo della monarchia in una società in costante evoluzione. Ritratto di Regina è una storia di fotografie: frammenti di una biografia disposti in modo poco geometrico, molto emotivo, ma anche biografie di “grandi autori” della fotografia che si intrecciano a quelle della Regina in un viaggio immaginario. Ogni ritratto è la tessera di un mosaico, cattura uno solo dei suoi mille volti, anche quando quel volto è lo stesso. Se ci sembra di conoscerla da sempre – o meglio, di averla sempre “vista” – è anche grazie alla fascinazione dei suoi ritratti fotografici che, mantenendo un’aura di atemporalità, nel tempo sono diventati icone globali. Il suo modo di porgersi, di rivolgersi a noi unicamente con un fotogenico sorriso, è scandito dalla grazia dei suoi ritratti, come se Elisabetta, pur non lasciando trasparire alcuna emozione, davanti all’obiettivo concedesse il disvelamento di invisibili sfumature della sua personalità. Davanti all’immagine di Elisabetta II si consuma un lungo capitolo della Storia, il romanzo di una vita dalla sceneggiatura unica, che in settanta anni di regno è stata indagata – con discrezione – dagli obiettivi di straordinari fotografi. Dai primi ritratti dallo stile spoglio e innocente di Marcus Adams a quelli più formali e sofisticati di Cecil Beaton, a quelli di Tony Armstrong-Jones, fotografo cognato poi promosso Lord Snowdon, di Yousuf Karsh, alle fotografie di superstar del clic come i contemporanei Brian Aris, Jason Bell, Julian Calder, David Montgomery, John Swannell, per arrivare agli anni Duemila e alla definitiva consacrazione con la fotografia del volto regale a occhi chiusi di Chris Levine.

Paola Calvetti

NOTE DI REGIA

Elisabetta II ha lavorato nel tempo con grandi fotografi a cui ha commissionato suoi ritratti per costruire, comunicare e gestire la propria immagine. Paola Calvetti, l’autrice del libro “Elisabetta II. Ritratto di Regina”, mi ha chiesto di curare regia e fotografia del film omonimo da lei scritto. L’intuizione di Paola di raccontare questo inedito punto di vista sulla collaborazione tra la regina Elisabetta II e i grandi fotografi è avvincente e vincente. Ho iniziato il lavoro con cautela, cominciando a immaginare un punto di vista a sua volta inedito per trasformare quel testo in un film.

Partiamo dal presupposto che l’immagine emana dal soggetto verso chi la percepisce: ci viene incontro, rendendoci oggetto di questa manifestazione. Da qui il carattere percussivo che immagini, montaggio ed effetti hanno assunto all’interno del film.

Dal punto di vista delle riprese, ho deciso di rinunciare alla panoramica, evitando tutti i movimenti di macchina che ricalcano la “lettura” da sinistra a destra e cercando invece, quando possibile, di creare immagini che dallo schermo ci raggiungessero, quasi venendoci incontro. Le riprese sono state realizzate con macchine da presa 6K e 4K, scegliendo tra i modelli più leggeri e avanzati che il mercato offre: in studio, ho optato per la Black Magic Pocket Cinema Pro e negli esterni per un iPhone 13 Pro. Diversamente da quanto accade nel libro, non ho girato nessuna vera e propria intervista con i fotografi che hanno fotografato la Regina Elisabetta II: ho preferito realizzare i loro ritratti in studio, con una luce pittorica, in una “scatola” nera, ritraendoli vestiti di nero. Il loro racconto, le loro emozioni nel ricordare la loro storia, le loro esperienze con la Regina condivise con me (un collega che conoscono e stimano e che li conosce e stima a sua volta) hanno permesso a impressioni ed espressioni autentiche di affiorare libere e di essere raccolte appositamente per questo film. Il nero che li circonda riesce ad annullare tutto quello che avrebbe potuto distrarci da occhi, volti, parole, emozioni. E l’empatia tra colleghi scaturita in questi incontri ha generato momenti di inattesa solidarietà e profonda commozione.

C’è stato poi l’incontro con Charles Dance. Prima di conoscerlo personalmente a Londra, avevo deciso che avrebbe letto i diari, i racconti, le idee sulla fotografia dei grandi fotografi scomparsi che fotografarono la regina, sempre all’interno della “scatola nera”, ma illuminato anche dalla luce di un iPad. Quindi non solo una voce narrante, ma una presenza vera e propria che avrebbe costituito la spina dorsale del film. Dopo averlo incontrato, colpito dal suo carisma, dalla sua voce e dalla sua espressività e intelligenza, ho capito che il suo contributo avrebbe potuto essere ancor più determinante e convincente se il suo magnetismo non fosse stato frenato da un ruolo, ma fosse stato libero di rappresentare se stesso. Come è avvenuto.

Questo elemento cruciale si è fuso con improvvise accelerazioni e decelerazioni del racconto, che ho inserito per ottenere una struttura emotiva dalla “narrazione ad elastico”, che fosse capace di tendersi e distendersi, di destare interesse e sorpresa e di catalizzare l’attenzione.

Un film sull’immagine come questo ha il grande vantaggio di vedere riuniti in una sola persona i ruoli di regista e direttore della fotografia. Di questa fusione congenita di ruoli avrei dovuto e potuto cogliere tutti i vantaggi visto che, per esempio, non avrei dovuto spiegare a qualcun altro il senso di quello che volevo ottenere affinché illuminasse o filmasse in un certo modo una data scena. Insomma, non avrei dovuto cercare una convergenza visto che partivo da una fusione… Ma non è tutto. Il film doveva avere il contributo fondamentale di un artista che sapesse farlo “vedere anche a occhi chiusi”. Ci è riuscito il compositore della musica, Remo Anzovino, che ha scritto un tema indimenticabile. Un modo superbo per dare colore, attraverso la musica, al ritratto di Elisabetta II.

Fabrizio Ferri

GLI INTERVENTI

Nel docu-film, alle immagini della Regina e ai focus sui suoi più accurati, intensi, intimi ritratti, emblemi della storia del Novecento, si alternano le conversazioni con alcuni dei fotografi che hanno ritratto Sua Maestà – Brian Aris, Jason Bell, Julian Calder, Chris Levine, David Montgomery, John Swannell – oltre a quelle con Emma Blau (fotografa e comproprietaria dell’Agenzia fotografica Camera Press), Pierpaolo Piccioli  (uno degli stilisti e direttori creativi più importanti al mondo), Isabella Rossellini (la donna che ha avuto il maggior numero di copertine nella storia dell’editoria, tra le più fotografate al mondo) e Susan Sarandon (che ha incontrato personalmente la Regina e che regala agli spettatori una riflessione più privata e intima sul ruolo, gli obblighi e le complessità di un regnante).

FABRIZIO FERRI

Regista e Direttore della Fotografia

Nato e cresciuto a Roma, Fabrizio Ferri inizia la carriera negli anni 70 come fotografo di costume politico italiano. Presto si rivolge verso il mondo della moda, trasferendosi temporaneamente a Londra, poi a New York e poi a Milano. In pochi anni, diventa uno dei fotografi più ricercati del settore. Collabora con le più importanti riviste di moda internazionali, fra le quali Vogue, Interview, Harper’s Bazaar, Marie Claire, Elle, e Vanity Fair. Acclamatissimo per lo stile puro e sofisticato il lavoro di Ferri delinea un nuovo concetto di fotografia di moda. Definito poi “Fashion Portrait” (Ritratto di Moda) questo stile rispettava ed esaltava l’identità della modella, catturandola senza il filtro delle tendenze della moda. Questa autenticità si traduceva in immagini umane ed emotive di sorprendente originalità e immediatezza. Dagli anni Settanta Ferri ha fotografato molte icone della cultura dei nostri tempi, come Isabella Rossellini, Luchino Visconti, Federico Fellini, Sophia Loren, Maria Grazia Chiuri, Pier Paolo Piccioli, Luciano Pavarotti, Renzo Piano, Monica Bellucci, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Julia Roberts, Naomi Watts, Charlize Theron, Beyoncé, Susan Sarandon, Jessica Lange, Willem Defoe, Oliver Stone, Adrien Brody, Sting, Madonna, e Marina Abramovic. Nel corso degli anni ha creato campagne iconiche per i più importanti marchi e case di moda internazionali: Bulgari, Fiuggi, Gucci, Valentino, Ferragamo, Alfa Romeo, Maserati, Ferrari, Mc Donald’s, e L’Oreal. Fra le sue pubblicazioni figurano Open Eyed (1989), Acqua (1993) e Aria (1996), che è il primo libro fotografico al mondo interamente realizzato con una fotocamera digitale, tecnologia di cui Ferri è stato il pioniere. Ferri ha realizzato cortometraggi, fra i quali Acqua (1993), Aria (1996), Prelude (1997), Carmen (1998), Passage (2013), e Rethink Energy (2014). Ha composto anche la colonna sonora degli ultimi due. Due opere sono nate dal suo studio dell’architettura razionalista: Form I – II (Design and Nudes of Architecture) che consisteva in una mostra e due libri presentati all’Auditorium parco della Musica di Roma nel 2004; e il libro Fontane Romane (2015). Nel 2015, pubblica quattro nuovi volumi: American Ballet Theater – 75° Anniversario; One of 100, A Journey into the Excellence of Italian Design; Voyage into Beauty, fotografato nel sito archeologico di Pompei; Stop / Think / Give con i ritratti di 278 celebrità internazionali che hanno aderito all’omonima campagna benefica di Ferri in collaborazione con Bulgari e Save the Children. Con questo progetto Ferri ha contribuito a raccogliere oltre 100 milioni di dollari in soli sei anni per promuovere l’istruzione nelle aree più povere del pianeta. Da imprenditore giovane e lungimirante ha fondato Industria, prima a Milano nel 1983, e poi a New York nel 1991: entrambi sono stati i primi complessi fotografici multifunzionali del loro genere, con studi fotografici e strutture di post-produzione sotto lo stesso tetto. Originariamente situato nella zona di Porta Genova a Milano e nel Meat Packing District a New York, Industria ha segnato il rinnovamento urbano di due aree a lungo trascurate. Nel 1992 il sindaco Rudolph Giuliani ha premiato Ferri per il suo contributo alla rivitalizzazione del Meat Packing District a nome della città di New York. Industria è anche il nome del marchio di moda di Ferri, prodotto e distribuito fino al 1998, e il nome di una compagnia aerea, Air Industria, attiva in Italia nel 2001. Nel 1997 ha fondato a Milano “L’Università dell’Immagine”, la prima scuola con un curriculum incentrato sull’estetica e sul processo creativo. Ferri ha ideato, tra gli altri, il marchio Eataly, acquistato da Oscar Farinetti nel 2002. Nel 2017 ha inaugurato la nuova sede di Industria a Williamsburg, Brooklyn, contribuendo alla crescita di questo quartiere come nuovo epicentro creativo di New York. Raffinato compositore, ha creato diverse opere musicali. Anima, un’opera contemporanea in forma di concerto, ha debuttato nel 2010 al Teatro San Carlo di Napoli con una scenografia fotografica dello stesso Ferri. Il Piano Upstairs, spettacolo di danza e teatro di cui ha scritto parte della musica e della sceneggiatura, è stato presentato per la prima volta al Festival dei Due Mondi nel 2013. È inoltre autore della colonna sonora di Passage, cortometraggio presentato nel 2013 a Venezia e interpretato da Roberto Bolle e Polina Semionova durante il Gala Bolle&Friends nel 2014, 2015 e 2018. Come scrittore, ha scritto il romanzo breve Discrete Avventure di Vito Zuccheretti, uomo comune, pubblicato nel 1992. Fabrizio Ferri vive attualmente a New York con la moglie, manager e socia in affari, Geraldina Polverelli.

PAOLA CALVETTI

Soggetto e Sceneggiatura

Paola Calvetti, giornalista, ha lavorato alla redazione milanese del quotidiano la Repubblica e scritto per il Corriere della Sera e il settimanale Io Donna. Ha diretto l’ufficio stampa del Teatro alla Scala e, in seguito, è stata direttore della comunicazione del Touring Club Italiano e direttore comunicazione e marketing dell’Opera di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino. Finalista al premio Bancarella con il romanzo d’esordio, “L’amore segreto”, nel 2000 ha pubblicato “L’Addio”, nel 2004 “Né con te né senza di te”, nel 2006 “Perché́ tu mi hai sorriso”, nel 2009 “Noi due come un romanzo” (Mondadori), seguito nel 2012 da “Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili”, nel 2013 da “Parlo d’amor con me” e nel 2017 da “Gli innocenti”. È autrice della biografia “Elisabetta II, Ritratto di Regina” e di “Le Rivali”, pubblicati da Mondadori. I suoi libri sono tradotti in Francia, Germania, Spagna, Albania, Giappone, Olanda, Stati Uniti. Ha scritto soggetto e sceneggiatura di cinque film dedicati ai grandi protagonisti della danza per Rai Due: Jazz City/Alvin Ailey, Laville lumière/Roland Petit; Città d’acqua/Carolyn Carlson; Madrid/Antonio Gades e di La luna incantata con Alessandra Ferri, che ha vinto il primo premio al Fipa (Festival Internazionale Programmi Audiovisivi). Ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film per Rai Due Il ritorno, dedicato ai ballerini italiani che lavorano nelle grandi compagnie straniere.

Nel 2022 firma soggetto e sceneggiatura di Ritratto di Regina.

CHARLES DANCE

Attore e Narratore

Charles Dance è un attore britannico pluripremiato, recentemente apparso nel ruolo ‘William Randolph Hearst’ nel film Mank di David Fincher. Nel 2021 è uno dei protagonisti dell’ultimo film di Matthew Vaughan The King’s Man. Nel 2022, Charles farà parte della nuova serie di Allan Heinberg per Netflix intitolata Sandman (Omino del Sonno), basata sull’omonima serie di successo della DC Comics di Neil Gaiman, e anche della nuova mini-serie di Michael Winterbottom intitolata This Sceptred Island (Quest’Isola Scettrata). Tra i suoi film più importanti del passato ricordiamo Plenty, White Mischief, Gosford Park, e Kabloonak, per il quale ha ricevuto il premio come migliore attore al Festival del Cinema di Parigi. I suoi film più recenti sono il terzo film della serie Johnny English, Me Before You di Thea Sharrock, Ghostbusters diretto da Paul Feig, The Imitation Game, Dracula Untold, Underworld, Woman in Gold, Frankenstein, Child 44 e Pride and Prejudice and Zombies di Burr Steer. Nel 2019 ha partecipato al film Happy New Year, Colin Burstead per la regia di Ben Wheatley, il secondo film Godzilla diretto da Michael Dougherty e Fanny Lye Deliver’d di Thomas Clay con Maxine Peake. Debutta come regista e scrittore in Ladies in Lavender con Judi Dench e Maggie Smith. Charles recita nel ruolo di ‘Lord Mountbatten’ nella quarta stagione di The Crown, per il quale viene nominato per un premio nella categoria ‘Eccezionale Attore Ospite’ delle Emmy Awards 2021. Recita, inoltre, a fianco di Kate Beckinsale in The Widow (La Vedova) su Amazon. Nel 2020 Charles fa parte della nuova miniserie di Christopher Hampton intitolata The Singapore Grip per la regia di Tom Vaughan. Altre recenti partecipazioni televisive includono Game of Thrones della HBO, Hang Ups di Channel 4 e la mini-serie della BBC The Woman in White e The Little Drummer Girl per la regia di Park Chan-wook. Tra i suoi successi televisivi ricordiamo una nomination ai BAFTA come miglior attore in The Jewel in the Crown e Bleak House, per il quale ha ricevuto una nomination agli International Emmy e ha vinto il Press Guild Award come miglior attore. In teatro Charles ha interpretato ruoli da protagonista con l’RSC e nel West End tra cui Long Day’s Journey Into Night e Shadowland, per la quale ha ricevuto il premio London Critic’s Circle Award come migliore attore.

REMO ANZOVINO

Compositore della Colonna Sonora originale

Remo Anzovino è uno dei più influenti compositori e pianisti della musica strumentale contemporanea. Il suo stile è il risultato di una lunga esperienza di composizione per il cinema, per il teatro e per la pubblicità. I suoi brani si esprimono senza le parole in una fusione tra musica classica, jazz, world music e colonna sonora. Nato nel 1976 da genitori napoletani, Nastro D’Argento nel 2019 per le sue colonne sonore, come compositore, attraverso progetti discografici e colonne sonore cinematografiche, ha legato il suo nome a personaggi, “monumenti” e fatti della Storia, dell’arte, della letteratura e dello sport di valore universale quali Frida Kahlo, Napoleone Bonaparte, Pompei antica, Dante Alighieri – Inferno Canto XXIII, il disastro del Vajont, Vincent Van Gogh, Claude Monet, Paul Gauguin, Muhammed Ali, Pier Paolo Pasolini, “L’infinito” di Giacomo Leopardi, l’ossessione nazista per l’arte degenerata, Buster Keaton, Galileo Galilei, Tina Modotti e Concattedrale di Taranto disegnata da Gio Ponti. Ha pubblicato 16 dischi tra album di studio e colonne sonore, è autore della celebre 9 ottobre 1963 – Suite for Vajont e sua è la musica per la campagna Unesco #iosonooceano. Le sue musiche sono state sincronizzate da importanti brand commerciali per le proprie campagne pubblicitarie e da celebri trasmissioni televisive come Ulisse e I Dieci Comandamenti. Tanti sono gli artisti che hanno collaborato con lui: Franz Di Cioccio di PFM, Roy Paci, Lo Stato Sociale, Pappi Corsicato, Angèle Dubeau, London Session Orchestra, Vardan Grigoryan, Masatsugu Shinozaki, Nadia Ratsimandresy, Giuliano Sangiorgi, Gino Paoli, Oliviero Toscani, Mauro Ermanno Giovanardi, Enzo Gragnaniello, Tony Esposito, Danilo Rossi, Dino Pedriali, Lino Capolicchio, Tre Allegri Ragazzi Morti, Davide Toffolo, Simone Cristicchi, Taketo Gohara, Paolo Baldini, Vincenzo Vasi, Gabriele Mirabassi, Orchestra D’Archi Italiana, Coro Polifonico di Ruda, Luisa Prandina, Gianfranco Grisi, Alessandro “Asso” Stefana, Fondazione Lelio Luttazzi, Dj Aladyn, Dargen D’Amico, Roberto Dellera, Emanuela Audisio, Didi Gnocchi, Fabrizio Ferri, Gianmarco Tognazzi e Marco Goldin. Parallelamente al percorso discografico ha sviluppato un’intensa carriera concertistica in tutto il mondo, affermandosi come un eccezionale performer live. 

GLI INTERVENTI

EMMA BLAU

Artista Fotografa & Curatrice – comproprietaria di Camera Press

Emma Blau è da tutta la vita in prima linea nella cultura visiva. È Membro della Royal Society of Arts, artista fotografica pluripremiata, le sue opere sono conservate alla National Portrait Gallery di Londra, è curatrice di mostre, gallerista, relatrice pubblica, docente, collezionista di abiti vintage e cantante. Emma ritiene che ci sia sempre qualcosa di memorabile da condividere e di cui parlare nel mondo visivo che ci circonda, ovunque ci troviamo. Ha conseguito un master con lode in Immagine e Comunicazione (Fotografia) presso la Goldsmiths, University of London e tiene conferenze e discorsi in occasione di eventi e presso istituzioni come BAFTA, The London Art Fair, Photo London, The Club at The Ivy, l’Università Nottingham Trent e Goldsmiths, Università di Londra. Collabora inoltre a numerose pubblicazioni e programmi televisivi e radiofonici, tra cui Queen Elizabeth II: A Photographic Portrait (Thames & Hudson), The Guardian, The Changing Face of The Queen (Back2Back Productions), London Live, ITV News, France 24 e BBC Radio London. Le fotografie di Emma sono state esposte a livello internazionale e nel Regno Unito e sono state pubblicate da importanti pubblicazioni come British Vogue, Wallpaper* e The Sunday Times Magazine. I progetti più recenti includono 209 donne, un’iniziativa guidata da artisti per celebrare i 100 anni dell’ottenimento del voto da parte delle donne nel Regno Unito in cui ha presentato 209 nuovi ritratti di tutte le deputate elette realizzati da fotografe donne. Il ritratto fatto da Emma di Luciana Berger è stato esposto alla Houses of Parliament e alla Open Eye Gallery di Liverpool, oltre a comparire nel libro che accompagna la mostra, pubblicato da Bluecoat Press. L’immagine esposta è stata anche acquisita dalla Parliamentary Art Collection. Emma fa anche parte del team responsabile dell’asta esclusiva di Phillips e Artsy del 2021 a favore della Ian Parry Scholarship. Con le opere di oltre 200 tra i più celebri fotografi del mondo, sono state raccolte più di 250.000 sterline per sostenere giovani fotogiornalisti emergenti di tutto il mondo. È co-proprietaria dell’agenzia fotografica Camera Press e ha diretto e prodotto il documentario Camera Press at 70: A Lifetime In Pictures, realizzato per celebrare l’anniversario di platino dell’agenzia, e che ha accompagnato l’omonima mostra da lei curata. In precedenza, è stata direttrice della Tom Blau Gallery, ospitata presso l’agenzia, dove è stata responsabile di un innovativo programma espositivo di fotografia contemporanea e vintage. Emma fa parte del comitato dei giovani mecenati della Photographers’ Gallery ed è mentore di Arts Emergency, un’associazione di beneficenza e una rete di supporto pluripremiata che aiuta i giovani ad avere un inizio equo nel mondo delle arti e delle discipline umanistiche.

PIERPAOLO PICCIOLI

Valentino Creative Director

Ho sempre amato il cinema e durante l’adolescenza sognavo di diventare regista. Quando ho scoperto la moda e il suo potere di racconto, ho deciso di diventare designer. Per me è stata l’evoluzione naturale di un sogno’. Dopo gli studi superiori, Pierpaolo Piccioli si iscrive all’Istituto Europeo di Design di Roma. L’impegno si affianca fin dai primi anni al lavoro d’atelier. Dopo le prime esperienze, nel 1990 arriva da Fendi per lavorare sugli accessori del brand. In questo periodo si avvicina al cuore del mestiere: il contatto con l’alto artigianato italiano e la possibilità̀ di sperimentare con un nuovo approccio. ‘Lavorare a stretto contatto con gli artigiani e le eccellenze italiane è stato fondamentale. Mi ha permesso di conoscere le regole per poi infrangerle e riscriverle. Il savoir-faire è la base del mestiere di un designer. È il terreno da cui parte ogni processo creativo’. Dopo Fendi, arriva da Valentino per sviluppare la nascente linea di accessori. È l’inizio di una sfida: traghettare la grande tradizione della Couture Valentino dagli abiti agli oggetti, mantenendo intatta la tradizione, la cura e la creatività del suo fondatore. L’esperimento funziona su tutti i fronti. E nel 2008, Pierpaolo Piccioli viene nominato Co-Direttore Creativo di Valentino. ‘Fin dai primi giorni, il lavoro più importante sull’eredità Valentino è stato attualizzare la percezione, l’idea, l’essenza della Maison più della riproposizione del suo archivio. È stato un processo creativo che ha preso a modello il modus operandi dell’Atelier della Couture. Ovvero, l’eccellenza umana tradotta in ogni singolo dettaglio. Dagli show alle collezioni, dalle collaborazioni ai negozi‘. In pochi anni, Valentino diventa un marchio di riferimento per il fashion system e un caso di successo internazionale. Nel 2016, Pierpaolo Piccioli diventa il Direttore Creativo della Maison. È l’inizio di un nuovo corso, un’ulteriore evoluzione per il marchio italiano. ‘Sono interessato all’idea di umanesimo che alimenta la creatività̀. La compagine umana che forma questa Maison è per me il miglior team possibile. Qui ho capito che non esiste innovazione senza una conoscenza profonda della tradizione. Allo stesso tempo, so che il senso di limite che scaturisce da questa consapevolezza ti regala la libertà di pensare a come superarlo. Questo, in sintesi, sarà il nuovo corso di Valentino: un racconto umano, personale e insieme corale, di una storia ancora da scrivere‘.

ISABELLA ROSSELLINI

Attrice, autrice, filantropa, e modella

Isabella Rossellini cresce a Parigi e a Roma. A 19 anni si trasferisce a New York, lavorando come traduttrice e giornalista per la RAI-Televisione Italiana. A 28 anni inizia la carriera di modella, apparendo su numerose copertine di riviste come Vogue, Elle, Harper’s Bazaar e Vanity Fair. La Rossellini debutta nel cinema come attrice nel 1979 nel film dei fratelli Taviani Il Prato ed appare in numerosi altri film, tra cui i lungometraggi americani Blue Velvet (Velluto blu), White Nights (Il Sole a Mezzanotte), Rodger Dodger, Cousins, Death Becomes Her (La Morte ti fa Bella), Fearless, Big Night, e più recentemente in Joy. Ha lavorato con registi come i fratelli Taviani, Saverio Costanzo, Robert Zemeckis, David O. Russell, David Lynch, Robert Wilson, Taylor Hackford, Marjane Satrapi e Guy Maddin. È anche un’attrice televisiva e regista di successo, con un forte interesse per gli animali e la conservazione della fauna selvatica. La sua pluripremiata serie di cortometraggi, Green Porno, Seduce Me e Mammas, propone studi comici e scientificamente approfonditi sui comportamenti degli animali. Ha fatto un tour di 50 città diverse per presentare un monologo basato sui suoi cortometraggi, scritto con il premio Oscar Jean Claude Carriere. Recentemente ha portato in tournée il suo nuovo spettacolo teatrale, Link Link Circus, che tratta il comportamento e la cognizione degli animali. Isabella ha conseguito un master in comportamento e conservazione degli animali presso l’Hunter College di New York e un dottorato di ricerca honoris causa presso la facoltà di Scienze dell’UQAM (Università del Quebec a Montreal). Isabella gestisce anche una fattoria biologica a Brookhaven in collaborazione con il Peconic Land Trust. Il suo libro sull’allevamento di polli tradizionali, intitolato “My Chickens and I”, è pubblicato negli Stati Uniti da ABRAMS BOOKS. Gli altri interessi filantropici della signora Rossellini riguardano la conservazione della straordinaria eredità cinematografica della sua famiglia, compresi i film diretti da suo padre, Roberto Rossellini, e quelli con sua madre, Ingrid Bergman. La signora Rossellini è madre di due figli e risiede a Bellport, Long Island.

SUSAN SARANDON

Attrice e Attivista Americana

Susan Abigail Sarandon è un’attrice e attivista americana. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, tra cui un Academy Award, un BAFTA e un SAG, ed è stata nominata per un Daytime Emmy, sei Primetime Emmy e nove Golden Globe. Nel 2002 è stata insignita di una stella sulla Hollywood Walk of Fame per il suo contributo all’industria cinematografica. La Sarandon inizia la carriera di attrice nel film drammatico Joe (1970), prima di apparire nella soap opera A World Apart (1970-1971). Nel 1974, è co-protagonista nel ruolo di surrogata di Zelda Fitzgerald nel film per la televisione F. Scott Fitzgerald e The Last of the Belles, e l’anno successivo interpreta Janet Weiss nella commedia musicale horror The Rocky Horror Picture Show. La Sarandon è stata candidata agli Oscar come miglior attrice per Atlantic City (1980), Thelma & Louise (1991), L’olio di Lorenzo (1992) e Il Cliente (1994), prima di vincere per Dead Man Walking (1995).

Vince anche un premio BAFTA come miglior attrice protagonista per Il Cliente e lo Screen Actors Guild Award come miglior attrice per Dead Man Walking. Tra gli altri suoi film ricordiamo Pretty Baby (1978), The Hunger (1983), Le streghe di Eastwick (1987), Bull Durham (1988), White Palace (1990), Piccole donne (1994), James e la pesca gigante (1996), Stepmom (1998), Enchanted (2007), Speed Racer (2008), The Lovely Bones (2009), Cloud Atlas (2012), Tammy (2014), The Meddler (2015) e A Bad Mom’s Christmas (2017). Sarandon debutta a Broadway nella commedia An Evening with Richard Nixon (1972) e poi riceve delle nomination al Drama Desk Award per le commedie Off-Broadway A Coupla White Chicks Sitting Around Talking (1979) e Extremities (1982). Torna a Broadway nel revival del 2009 di Exit the King. Per la televisione, è stata candidata sei volte ai Primetime Emmy Award, tra cui per i suoi ruoli da ospite nelle sitcom Friends (2001) e Malcolm in the Middle (2002), per il ruolo di supporto nel film You Don’t Know Jack (2010), nonché per il ruolo principale di Doris Duke nel film Bernard and Doris (2008) e per un altro ruolo principale, quello di Bette Davis nella miniserie Feud (2017). Appare anche in A Bad Moms Christmas (2017) – il sequel del film Bad Moms del 2016 – nel ruolo della madre di Carla Dunkler. Nel 2018 entra a far parte del “Social Impact Advisory Board” del San Diego International Film Festival. Nel 2022, Sarandon sarà protagonista del prossimo dramma televisivo Monarch. Nota anche per il suo attivismo sociale e politico, Sarandon viene nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNICEF nel 1999 e riceve il premio umanitario Action Against Hunger nel 2006.

I FOTOGRAFI DELLA REGINA

BRIAN ARIS

Fotografo

Brian Aris inizia la sua carriera fotografica come fotoreporter, lavorando per un’agenzia londinese. Nei nove anni successivi, una serie di incarichi in prima linea lo portano in giro per il mondo: a coprire i disordini civili e le rivolte all’inizio dei problemi in Irlanda del Nord, la condizione dei bambini palestinesi in Giordania, la guerra civile in Libano, la carestia in Africa e la guerra in Vietnam, dove lavora fino agli ultimi giorni del conflitto a Saigon. Decide quindi di cambiare completamente direzione e apre uno studio a Londra dove inizia a fotografare modelle di moda e glamour per giornali e riviste. Nina Carter e Jilly Johnston sono tra le prime ragazze con cui lavora e ben presto si ritrova in “vacanza permanente”, volando regolarmente in luoghi esotici come St. Tropez e la Giamaica per settimane per lavorare con una serie di top model. Allo stesso tempo, amplia gradualmente il suo lavoro in studio, includendo star del pop e del rock come Blondie, The Jam, The Clash, The Boomtown Rats, Roxy Music e The Police. Dopo tre anni, si allontana dal mondo delle modelle per concentrarsi sull’industria musicale che stava esplodendo in Gran Bretagna. Nei due decenni successivi copre ogni aspetto della scena musicale, dal punk rock, al glam rock e al rock ‘n’ roll con i Rolling Stones, fino all’emergere delle boy band e poi del girl power con le Spice Girls. Incaricato da Bob Geldof a fotografare il suo matrimonio con Paula Yates, Brian viene poi chiamato a scattare le foto ufficiali esclusive della formazione di tutte le superstar di Band Aid, organizzata da Bob per registrare il singolo “Do They Know It’s Christmas”, un successo sensazionale per la raccolta di fondi a favore delle vittime della carestia in Etiopia. Seguono servizi esclusivi dal backstage dei concerti Live Aid e Live8, e alla fine Brian torna in Etiopia con Bob per fotografare il lavoro svolto in loco grazie ai fondi raccolti. Seguono altri matrimoni glamour: Sting con Trudy Styler nel Dorset, David Bowie con Iman in una cattedrale di Firenze, Liza Minelli con David Gest a New York, Joan Collins con Percy Gibson a Londra e David Beckham con Victoria in un castello irlandese. Il Band Aid torna nel 2014 per raccogliere fondi per la lotta contro l’Ebola in Africa e ancora una volta Brian fotografa la carrellata ufficiale di artisti per Sir Bob Geldof. Il figlio della defunta Principessa Margaret, David Linley, chiede a Brian di scattare le fotografie ufficiali del suo matrimonio con Serena Stanhope ed è in quell’occasione che per la prima volta fotografa i componenti della Famiglia Reale. In seguito, fotografa Sua Maestà la Regina Madre a Clarence House, e Sua Altezza Reale la Principessa Margaret a Kensington Palace. Gli sono poi commissionati i ritratti ufficiali per il 70° compleanno di Sua Maestà la Regina e, successivamente, per le nozze d’oro del suo matrimonio con Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo. Brian viene anche incaricato di fotografare il Duca di York, la Duchessa di York e, più recentemente, il matrimonio del figlio della Principessa Anna, Peter Phillips, con Autumn Kelly nella St. Georges Chapel di Windsor. È lì che fotografa per la prima volta Kate Middleton. Da molti anni Brian lavora a stretto contatto con Twiggy e le sue immagini della top model sono tra quelle esposte alla National Portrait Gallery di Londra. Il suo ritratto di Mick Jagger è stato esposto alla prestigiosa mostra Recontres D’Arles in Francia e al Royal Circle of Art di Barcellona. Una delle sue immagini di David Bowie viene esposta al Montreal Museum of Fine Arts per una mostra celebrativa del lavoro di Thierry Mugler. Una serie di sue fotografie viene esposta nella mostra “My Heart Goes Glam (The New Romantics)” a Roma presso Rossocinabro l’8 febbraio 2019. Il suo archivio rappresenta una delle più grandi collezioni individuali del Regno Unito.

JASON BELL

Hon FRPS, Fotografo

Jason nasce a Camden, Londra, nel 1969. Riceve la sua prima macchina fotografica all’età di 5 anni. Decide di intraprendere la carriera di fotografo ritrattista mentre studia Politica, Filosofia ed Economia all’Università di Oxford, dove si laurea nel 1990. Da allora i suoi lavori appaiono in molte delle più importanti pubblicazioni del mondo, tra cui Vanity Fair e Vogue US & UK, ritraendo celebrità come Angelina Jolie, Leonardo DiCaprio, Scarlett Johansson, Johnny Depp, Emily Blunt, Natalie Portman, David Beckham, Nicole Kidman, Benedict Cumberbatch, Tilda Swinton, Eddie Redmayne, John Malkovich, Kate Winslet e Daniel Craig. Fotografa numerose campagne per il cinema, il teatro e la televisione, tra cui The Crown, The Revenant, The Danish Girl di Netflix, Outlander e Power di Starz, Billy Elliot, About A Boy, Love Actually, Bridget Jones 2, Giselle e Schiaccianoci dell’English National Ballet e Angels in America per il National Theatre. Molte delle fotografie di Jason sono state acquisite dalla National Portrait Gallery per la loro collezione permanente. Il suo lavoro riceve molti consensi dalla critica ed è stato insignito di numerosi premi, tra cui il Terence Donovan Award della Royal Photographic Society per l’eccezionale contributo alla fotografia, il New York Photo Awards per la migliore immagine pubblicitaria e il Best British Black & White Photographer ai British Picture Editors’ Awards. Il suo Out 100 Portfolio è uno dei cinque finalisti dei National Magazine Awards 2010 dell’American Society of Magazine Editors, il più alto riconoscimento dell’industria delle riviste. Ha pubblicato quattro libri sul suo lavoro, il più recente dei quali è “An Englishman in New York”. Una selezione di fotografie del libro è stata esposta alla National Portrait Gallery di Londra. Nel settembre 2011 gli è stata conferita una borsa di studio onoraria della Royal Photographic Society. Il 23 ottobre 2013 ha scattato le fotografie ufficiali del battesimo del principe George. Jason vive a New York e a Londra.

JULIAN CALDER

Fotografo

Julian Calder è fotografo da oltre 40 anni. Studia fotografia alla Guildford School of Arts, ora Farnam Art School. Il suo primo incarico, dopo aver fatto l’assistente, è per la prestigiosa rivista Nova e da allora, come fotoreporter, è in “prima fila” in molti eventi nazionali e internazionali. Come celebre fotografo di ritratti, tra i suoi soggetti figurano Sua Maestà la Regina e altri membri della famiglia reale, importanti uomini e donne d’affari, autori, artisti e una serie di persone di ogni estrazione sociale. Da giovane fotografo, trascorre 6 settimane in missione presso il King’s College Hospital di Londra e questo gli dà la fiducia necessaria per lavorare su soggetti importanti, spesso in circostanze estreme e con scadenze strette. Di base a Londra, Julian lavora per molti dei principali giornali e riviste del mondo, tra cui Life Magazine, Time, Figaro e Telegraph. Nel 1986 accompagna Sua Maestà la Regina nella sua visita ufficiale in Cina; la sua foto di Sua Maestà mentre ispeziona i guerrieri di terracotta è diventata l’immagine simbolo della visita, pubblicata in doppia pagina su Life Magazine. Oltre al fotogiornalismo, alla pubblicità e ai rapporti annuali aziendali, nel 1979 Julian scrive il suo primo libro, “The 35mm Photographer’s Handbook”, che diventa un bestseller internazionale vendendo 2 milioni di copie in tutto il mondo, ispirando un’intera generazione di fotografi in erba e dando vita a un nuovo genere di libri di fotografia. Julian poi scrive altri 3 libri di fotografia e pubblica 12 libri di fotografie, tra cui “Touching North”, fotografato ‘on location’ al Polo Nord con il paesaggista Andy Goldsworthy. Nel 1998, ha letto sul Times un articolo sulla vita dell’erede al titolo di Lord High Admiral of the Wash (The Wash è l’estuario sul Mare del Nord, sulla costa orientale dell’Inghilterra). La visualizzazione di questo titolo romantico porta Julian a fare ricerche e fotografie per il libro “Keepers – The Ancient Offices of Britain”. Con questa raccolta di ritratti, Julian sviluppa un approccio al ritratto fotografico che coinvolge luogo, simbolo, uniforme, storia e azione. Altre due edizioni di Keepers vengono pubblicate nel 2002 e nel 2013. La copertina della terza edizione riporta il ritratto fatto da Julian di Sua Maestà la Regina come Capo dei Capi, con Sua Maestà nelle vesti dell’Ordine del Thistle, in una location nella tenuta di Balmoral. Il ritratto è ora nella collezione della National Portrait Gallery of Scotland. Altri ritratti di Sua Maestà includono un ritratto del Giubileo d’Oro (esposto alla National Portrait Gallery) e i ritratti ufficiali del Giubileo di Diamante di Sua Maestà e del Principe Filippo per il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. Keepers non ha fatto che rafforzare l’eccellente rapporto di Julian con l’esercito britannico. L’incarico di fotografare un libro sul Reggimento di Londra lo porta a trascorrere 14 mesi con i “migliori dei migliori” soldati dell’Esercito Territoriale. Segue un incarico per un altro libro, la King’s Troop, Royal Horse Artillery. Da sempre ammira la parata militare ‘Trooping the Colour’ considerandola un affascinante soggetto fotografico e trascorre otto anni a fotografare tutti gli aspetti della parata per il suo libro “Queen’s Birthday Parade Trooping the Colour”. Per un libro sull’associazione benefica Queen Elizabeth’s Scholarship Trust (QEST) realizzato nell’estate del 2018, Julian viaggia nel Regno Unito fotografando oltre 100 artigiani e donne in loco. I ritratti nel libro mostrano la bravura di Julian come fotografo. Julian è ambasciatore di QEST ed è attivo nel sostenere e lavorare per l’associazione e gli artigiani che sostiene. Nel 2018 Julian pubblica “Treasures”, che presenta la collezione del Museum of the Order of St. John – il Museo dell’Ordine di San Giovanni. I proventi del libro vanno a sostegno dell’Ordine. Julian riconosce da sempre il potere della singola immagine, ma è più interessato a raccontare una storia per immagini. Fotografare per i libri è uno sviluppo naturale nella sua carriera. L’approccio di Julian ai suoi libri è quello di entrare in contatto con le persone coinvolte, guadagnarsi la loro fiducia e conoscere la storia e i dettagli rilevanti. S’impegna sempre a produrre libri di livello mondiale, visivamente straordinari, che rendano onore ai loro soggetti e che rimangano di interesse duraturo.

CHRIS LEVINE

Fotografo

Chris Levine è un artista della luce che esercita una pratica espansiva e sperimentale. Il suo approccio multidisciplinare sfrutta una serie di tecnologie diverse con il preciso intento di rivelare i modi in cui la luce è fondamentale per l’esperienza umana. È guidato da un desiderio profondamente radicato di espandere la percezione e di guidare sensibilmente lo spettatore a un impegno meditativo con il presente. Il suo messaggio e il suo linguaggio sono la luce. Questo approccio filosofico e spiritualmente motivato gli ha permesso di navigare il territorio inesplorato dei nuovi media: è stato in prima linea nell’esplorare il modo in cui tecnologie come ologrammi e laser possono contribuire alla storia dell’arte e della creatività. Il lavoro innovativo di Levine, basato sulla luce e raffigurante la Regina Elisabetta II, è conosciuto a livello internazionale. In un’epoca di sovraccarico di immagini, l’artista punta dritta al sodo e realizza Lightness of Being (La Leggerezza dell’Essere), un ritratto di eccezionale importanza. Sebbene abbia esposto in musei e mostre dedicate alla ritrattistica in tutto il mondo, Levine non è un ritrattista in senso tradizionale. Al centro dell’opera di Levine sono le sue immersive installazioni di luce che ha cercato di portare fuori dall’ambiente del ‘white cube’ in un’esperienza di partecipazione di massa nel mondo reale. Ha creato installazioni luminose e sito-specifiche su larga scala in luoghi diversi come la Cattedrale di Durham, Hobart Tasmania, la Radio City Hall di New York e il palco di Glastonbury. Spingendo continuamente i confini di ciò che l’arte della luce può fare e di come può avere un effetto trasformativo sullo spettatore, la sua singolare ideologia trascina lo spettatore in una maggiore consapevolezza attraverso l’arte. Il lavoro di Levine è stato incluso in mostre collettive istituzionali a livello internazionale, tra cui: “Other Worldy” al Museum of Arts and Design di New York, 2011; Digital Darkroom Exhibition alla Annenberg Foundation di Los Angeles 2012; “Queen Art and Image”, The National Portrait Gallery, Londra, 2012, che ha fatto tappa al National Museum di Cardiff, alla National Gallery di Scozia e al National Museum di Belfast; “Out Of Focus: Photography”, Saatchi Gallery, Londra, 2012; “Hypervisual 1.2”, una mostra itinerante con il British Council che è stata esposta in 12 Paesi del mondo.

DAVID MONTGOMERY

Fotografo

David Montgomery è un celebre e pluripremiato fotografo internazionale. Definito da Q Magazine (nella sua recente edizione speciale sulla psichedelia) come uno dei fotografi più iconici degli anni Sessanta, David Montgomery è conosciuto a livello internazionale come uno dei fotografi più leggendari di tutti i tempi. Nato a Brooklyn, New York, ha frequentato i corsi di fotografia di Alexi Brodevitch a New York e ha lavorato per il pluripremiato fotografo Lester Bookbinder per quattro anni, seguendolo poi in Inghilterra nel 1959. David si è innamorato della luce morbida e romantica dell’Inghilterra e si è stabilito a Londra, dove vive tuttora con la sua famiglia. David ha realizzato i ritratti di statisti, reali, attori, cantanti, artisti, scienziati e personalità dello sport, tra cui: Sua Maestà. la Regina Elisabetta II, Sua Altezza Reale il Principe Harry, Lord Mountbatten, la Baronessa Thatcher, Sir Edward Heath, Jack Straw, Bill Clinton, il Cardinale Basil Hume, Bing Crosby, Clint Eastwood, U2, Sir Sean Connery, Terence Stamp, Alfred Hitchcock, Jean Shrimpton, Diana Ross, Jimi Hendrix, Sir Paul McCartney, Chrissie Hynde, The Clash, The Who, The Rolling Stones, Andy Warhol, Lucian Freud, David Hockney, Francis Bacon, Howard Hodgkin, Gilbert & George, Conrad Shawcross, Grayson Perry, il professor Stephen Hawking e Muhammad Ali, solo per citarne alcuni. David ha collaborato regolarmente con Vogue, The Sunday Times, The Telegraph, Rolling Stone, Mojo, The Spectator e House & Garden. David è stato anche incaricato dalle Poste di fotografare un’edizione speciale di francobolli premiati per il millennio. Le sue fotografie di Andy Warhol sono state esposte di recente alla Scottish National Gallery of Modern Art e da allora sono state aggiunte in modo permanente all’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, USA.

JOHN SWANNELL

FRPS Hon DLitt, Fotografo

John Swannell è uno dei più grandi nomi della fotografia britannica; il suo lavoro costantemente inventivo e la sua pura professionalità lo hanno mantenuto ai vertici per quasi 40 anni.

Nato nel 1946, ha iniziato la sua carriera presso gli studi di Vogue e ha assistito David Bailey prima di aprire un proprio studio. Sebbene sia noto soprattutto per i suoi ritratti, è specializzato anche in moda, nudo e paesaggi. Tra i suoi clienti famosi figurano Kim Cattrall, Sienna Miller e Dame Helen Mirren, oltre a membri della famiglia reale. Ha fotografato Sua Maestà la Regina per il suo Giubileo d’Oro e la Principessa Reale per i ritratti dei suoi 40 e 50 anni. Le sue immagini appaiono nelle principali pubblicazioni di tutto il mondo, tra cui Vogue, The Sunday Times e Tatler. Ha pubblicato 6 libri di fotografie, tra cui “John Swannell nudes 1978-2006”, che è anche il titolo della sua ultima mostra. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del V&A, della National Portrait Gallery di Londra e del Museum of Modern Art di New York.

IL LIBRO

Il film è basato sul libro di Paola Calvetti “Elisabetta II: Ritratto di Regina”, originariamente pubblicato in Italia nel 2019 da Mondadori.

LE LOCATION

UK Locations

City of London Corporation

FilmFixer Ltd

Canal & River Trust

Parliament Hill Fields Lido – London

Hampstead Heath Open Spaces and Heritage Department – London

Royal Borough of Windsor & Maidenhead – London

US Location

Industria Superstudio – Williamsburg NY

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