26 novembre secondo spettacolo della "Trilogia dell'Est" "Verso Cassandra" da Omero a Christa Wolf regia Maurizio Schmidt

Elisabetta Vergani CASSANDRA
Secondo spettacolo della Trilogia dell’Est Europa per il progetto “Al di là dei muri” nato in occasione del trentennale dalla caduta del muro di Berlino. Dopo un testo di Václav Havel un lavoro che parte dal romanzo di Christa Wolf e dai riferimenti classici e rimandi a Omero.

Teatro Out Off e Farneto teatro presentano:
dal 26/11 al 1/12 e dal 5 al 8/12
VERSO CASSANDRA
da Omero a Christa Wolf
con Elisabetta Vergani  - percussioni e canto dal vivo Danila Massimi
musiche registrate Ramberto Ciammarughi
allestimento scenico Federico Fedostiani - luci Luigi Chiaromonte
drammaturgia e regia Maurizio Schmidt
spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

Quello di Cassandra è un mito antichissimo, capace di parlarci da profondità remote.
La vicenda è nota: Cassandra, figlia prediletta del re di Troia, è ritenuta pazza perché si oppone, unica fra tutti e con tutte le sue forze, all’entrata in città del “cavallo” donato dai greci. Dopo il funzionamento dello stratagemma e la distruzione di Troia, i greci rimarranno gli unici a raccontare la sua storia e la scriveranno a modo loro: chiamandola “veggente” e facendo nascere il mito della profetessa medio-orientale che, per essersi negata al dio dei greci Apollo, viene condannata a non essere creduta dai suoi contemporanei.
I greci, gli inventori del teatro tragico, concluderanno poi quella vicenda da par loro: nell’unica tragedia rimasta che parli di lei (l’”Orestea” di Eschilo), Cassandra verrà uccisa come preda di guerra davanti alle mura di Micene in terra greca. Da lì lancerà, prima di morire, la sua ultima profezia di sciagura verso quella civiltà che ora si crede padrona del mondo.
Nasce così il mito della profetessa di sventura. Cassandra è diventato il toponimo del dire la verità e non essere creduti, predire la sventura che sta per avvenire, essere di malaugurio. Nella nostra lingua il suo nome è sempre pronunciato in forma dispregiativa.
Eppure - a guardar bene - tra i cinquanta ben più famosi figli di Priamo è lei ad essere sopravvissuta. La sua tragedia è quella di ogni lingua perdente, inascoltata anche se dice la “verità”. A livello mitico, non è secondario che ad essere capace di prevedere il futuro (semplicemente perché disposta a guardare il presente) sia una donna. Una donna che prevede la catastrofe cui va incontro la sua città e cerca disperatamente con la parola di fermarla.
Quasi fosse il primo intellettuale moderno affacciato sul baratro del sapere, Cassandra che non rinuncia a dire anche se rimane inascoltata è forse l’emblema di ogni concezione civile della cultura.

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