DARLING (ipotesi per un’Orestea) Dal 2 al 7 febbraio al Teatro Studio Melato

Dal
2 al 7 febbraio al Teatro Studio Melato

DARLING
(ipotesi per un’Orestea)

leggere
il presente con Eschilo

ricciforte DARLING ph. Piero Tauro 38

ricci/forte
tornano al Piccolo Teatro

I dioscuri
della scena italiana tornano al Piccolo conDARLING
(ipotesi per un’Orestea)
, al Teatro Studio
dal 2 a 7 febbraio, nuovo atto della cosmogonia disegnata da
ricci/forte e come sempre attraversata dal corto-circuito tra
presente e mito.

Partendo
dall’Oresteadi
Eschilo, in cui si racconta quanto accade dopo la fine della guerra
di Troia, si indaga sul “dopo la catastrofe”, ovvero su cosa
accade quando tutto è smembrato, perduto, devastato. Ma forse, sotto
le macerie, l’uomo può rintracciare una fibra più autentica.

Darling, il primo
balbettio nella nuova polis. Darling, l’alfabetizzazione di
un sentimento. Darling, il perimetro di un terreno emotivo da
arare. Darling, il singulto ctonio della tragedia eschilea.
Darling, lo tsunami che cancella l’ordine delle cose
ripristinando il culto orfico dei morti. Darling, un container
in cui immagazzinare simboli e sensi, umani e divini, che riesplodono
in attesa del prossimo imbarco.

In un aeroporto della
mente, valvola liminale ancora attiva, l’accampamento profughi dopo
la grande onda ripercorre i brividi di un passato attraverso le
impronte lasciate sulle cose strappate all’acqua. Senza domicilio
etico, attendiamo la fiamma come scolte in attesa del ritorno del
padre guerriero. In questa improvvida fase di transizione si celebra
un rito di passaggio all’inverso, come un rigurgitare a fiotti
animaleschi e recuperando – dopo il crollo dei panorami ordinati – il
tanfo di viscere inondate di sangue giustiziere.

Come in un’istantanea
di Gregory Crewdson, la realtà apparentemente rassicurante viene
disturbata dall’irruzione della natura, che attesta il suo
predominio e vanifica ogni tentativo di “domarla” attraverso la
dike di stato, una Giustizia sempre più ad uso e consumo delle
classi dirigenti. Una realtà fittizia che si mostra con tutta la
forza di persuasione di una realtà autentica. Un falso che però, a
differenza di una copia, si sovrappone al reale perfezionando
l’originale attraverso nuovi rituali: potenti atti sociali che
proprio nel momento in cui l’ordine viene alterato da eventi naturali
ricrea un nuovo stato, differente da quello precedente. Vanificato il
tentativo di crearne uno ideale – Hannah Arendt racconta bene quanta
inconsapevolezza ci sia stata in questa degenerazione autodistruttiva
di regolamentazione di un gruppo sociale – percepiamo di nuovo il
nostro polso e ammaliante è il richiamo di un proprio individuale,
barbarico, senso etico.

Gli orrori dell’Orestea,
indipendentemente dalla domanda se siano o meno così lontani dai
simboli che ci vivono addosso, possono restituirci attraverso
l’incubo una nuova piattaforma solida sul quale poggiare le
speranze di un futuro? O sarà l’ennesimo padiglione ospedaliero in
cui accetteremo la punizione del bromuro mitriale pur di seguire la
striscia continua dell’utopica democrazia che ci viene indicata?
Talpe da giardino, scardiniamo le aiuole ordinate cercando un vestito
che ci faccia sembrare abitanti civilizzati di un fraudolento mondo
perfetto.

In un mondo fatto di
algida rappresentazione del Sé, di fredda razionalità, il vecchio
sistema di valori, pervaso di fede nei miracoli e di magia, sembra
addirittura psicotico. Ma la sua logica paradossale supera tutti i
postulati di realtà, come nell’inconscio di un sogno.

Eschilo e ricci/forte,
genesi e ipercontemporaneo, Artaud e l’hard rock dei Led Zeppelin,
sovrapposizioni intertestuali sonore e fisiche, tutte tese a
scansionare una lisergia che – proprio in un momento storico come
questo in cui una società si determina attraverso la delimitazione
dell’Altro (assicurandosi così la propria identità) – serva da
bussola per rintracciare traiettorie.

ricci/forte

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Studio Melato (via
Rivoli 6 – M2 Lanza) dal 2 al 7 febbraio 2016

DARLING
(ipotesi per un’Orestea)

drammaturgia ricci/fortecon Anna
Gualdo, Giuseppe Sartori, Piersten Leirom, Gabriel Da
Costamovimenti Marco
Angelilli

elementi
scenici Francesco
Ghisucostumi Gianluca
Falaschi

suono Thomas
Giorgiassistente alla regia Liliana
Laeraregia Stefano
Ricciproduzione Romaeuropa
Festival 
e Snaporazvereinin
co-produzione con 
Théâtre
MC93 Bobigny/Festival Standard Ideal,

CSS Teatro
stabile di innovazione del FVG, Festival delle Colline Torinesi

Salvo diversa indicazione, gli orari degli
spettacoli al Piccolo sono:

martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì
e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.

Durata: 1 ore e 40 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33
euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 848800304 –
www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai
protagonisti su www.piccoloteatro.tv

Milano, 14 gennaio 2016

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