laVERDI: “ALEKSANDR NEVSKIJ” – Auditorium di Milano, largo Mahler – venerdì 22 e domenica 24 gennaio 2016

STAGIONE
SINFONICA 2016

Aleksandr
Nevskij
:

Peebo Annely

al
cinema con laVerdi

L’epico
film di Sergej Èjzenštejn sul grande schermo dell’Auditorium, con
la colonna sonora di Sergej Prokof’ev eseguita in sincrono
dall’Orchestra Sinfonica di Milano, diretta da Giuseppe Grazioli

venerdì
22 e domenica 24 gennaio

Auditorium
di Milano, largo Mahler

Orchestra
Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Coro
Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Maestro
del Coro
Erina
Gambarini

Direttore
Giuseppe
Grazioli

Comincia
con un grande classico della filmografia russa la lunga “stagione
cinematografica” de laVerdi che, nel corso del 2016, offrirà al
pubblico dell’Auditorium la visione di numerose pellicole di
successo di varie epoche, accompagnate dall’esecuzione in sincrono
delle colonne sonore.

.

Venerdì
22 (ore 20.00)
e
domenica 24
gennaio (ore 16.00
)
le epiche immagini nell’intramontabile e folgorante “bianco e
nero” di
Aleksandr
Nevskij
,
diretto nel 1938 da
Sergej
Èjzenštejn

– autore de
La
corazzata Potëmkin
(1925),
Ottobre
(1928)
e
Ivan il
Terribile
(1944)
– sfileranno sul grande schermo dell’
Auditorium
di Milano
,
accompagnate dalle musiche che
Sergej
Prokof’ev

scrisse appositamente, eseguite dall’
Orchestra
Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
.
La straordinaria
occasione vedrà il ritorno sul podio di largo Mahler di
Giuseppe
Grazioli
,
specialista e studioso di musiche per film. Sul palco anche il
Coro
Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
,
diretto da
Erina
Gambarini
, e
la voce solista del mezzosoprano estone
Annely
Peebo
, già
presente in ruolo solistico nel gigantesco cast della doppia
esecuzione dell’Ottava Sinfonia di Mahler, nel novembre 2013 al
MiCo di Milano, con laVerdi diretta da Riccardo Chailly.

La
pellicola (durata 111 minuti), prodotto dell’attività
propagandistica sovietica in chiave antinazista, racconta le gesta
del principe
Aleksandr
Nevskij, vissuto nel XIII secolo e impegnato a contrastare gli
attacchi al territorio russo dei Mongoli a Est e dei Cavalieri
Teutonici a Ovest, entrato ben presto nell’empireo degli eroi
nazionali russi.

Il
film, fortemente scenografico e di grande impatto visivo
(indimenticabili le sequenze della battaglia sul lago ghiacciato dei
Ciudi), esalta le mirabili capacità tecniche del regista, sia per
l’uso innovativo del montaggio che per la composizione formale
dell’immagine; caratteristiche amplificate, raccordate e amalgamate
dalle splendide musiche di Prokof’ev.

Venerdì
22
,
all’Auditorium (ore 18.00, Foyer della balconata, ingresso libero),
Fausto
Malcovati
e
Giuseppe
Grazioli

saranno i relatori della tradizionale conferenza di introduzione
all’ascolto, dal titolo “
Nevskij,
Sinfonia in bianco maggiore
,
in collaborazione con Associazione Italia Russia
.

(Biglietti:
euro 40,00/
15,00;
info e
prenotazioni
:
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari
apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on
line: www.laverdi.org o
www.vivaticket.it ).

Programma

Èjzenštejn,
Prokof’ev e Aleksandr
Nevskij

Quando
il regista
Sergej
Èjzenštejn
e il compositore
Sergej Prokof’ev si
incontrarono nel maggio 1938, erano già famosi in tutto il mondo. Ma
la loro collaborazione nel filmAleksandr
Nevskij
aggiunse
certamente una nuova dimensione alla loro reputazione: quella di
essere stati i “sensali” per le prime grandi nozze tra musica e
immagini visive all’interno di un film.

Il
quarantasettenne Prokof’ev era rientrato in Russia due anni prima,
nel 1936, dopo 18 anni trascorsi all’estero, soprattutto tra gli
Stati Uniti e Parigi. Benchè si fosse già guadagnato in patria il
“titolo” dienfant
terrible

della musica moderna fin dai tempi della sua partenza nel ’18, la
definitiva affermazione internazionale fu conclamata grazie a molte
opere scritte proprio durante gli anni dell’auto-imposto esilio in
Occidente. Per contro, rientrato in Russia, la sua fama languiva:
Prokof’ev aveva bisogno un’opportunità, un’occasione sia per
imporsi all’attenzione del popolo russo sia per dare soddisfazione
al regime sovietico, che intanto aveva fatto partire le famose
“purghe” nei confronti del mondo dell’arte e degli artisti.
Ecco dunque che, quando
Èjzenštejn
lo invitò a scrivere le musiche per un nuovo film patriottico –Alexander
Nevsky
appunto
– il compositore fu entusiasta di poter lavorare ancora per
realizzare una colonna sonora (la prima risaliva al 1933), e questa
volta nientemeno che con il leggendario
Èjzenštejn.
Quest’ultimo, dopo aver raccolto importanti successi con diversi
film realizzati tra il 1924 e il 1929, ottenne un’aspettativa per
viaggiare fuori dai confini nazionali. Durante questa parentesi
all’estero, ebbe modo di “immergersi” negliestablishment
della
produzione cinematografica sia ad Hollywood che in Europa, raffinando
così le proprie teorie sull’arte e l’estetica applicate al
cinema.

Del
resto, quando rientrò in Russia nel 1932 molti cambiamenti erano
sopravvenuti, compreso quello riguardante l’industria
cinematograficacdel suo Paese, diventata nel frattempo un ben
organizzato braccio dello stato, al punto che per il successivo
lustro il tanto apprezzato e famoso regista fu considerato alla
stregua di un reietto emarginato. Ecco perchè ebbe un’iniziale –
sia pur debole – esitazione quando fu contattato dal regime nel 1937
per realizzare un film sull’eroe nazionale
Aleksandr
Nevskij, tenendo bene in mente la natura propagandistica dell’opera
rispetto alla minaccia rappresentata dalla Germania nazista. Ma fu
altrettanto pronto a coinvolgere Prokof’ev nel progetto. Il
compositore aveva studiato gli esempi di musica medievale che il
regista gli aveva mandato ancor prima del loro primo incontro, e in
breve i due decisero insieme cosa avrebbe potuto funzionare nel
contesto del film: le differenze tra Russi e Cavalieri Teutonici;
eventuali distorsioni dei suoni per le scene di battaglia; e ancora
se la musica piuttosto che l’immagine dovessero introdurre una
determinata scena.

Èjzenštejn
eProkof’ev impiegarono diversi
metodi per orchestrare le immagini. A volte la partitura anticipava
la sceneggiatura, che veniva poi adattata ai ritmi musicali; a volte
invece succedeva il contrario, senza seguire dunque una traccia
precostituita.

Il
film venne accolto fin dalla prima (1 dicembre 1938) con grande
successo. E Prokof’ev, da parte sua, non perse tempo ad adattare la
colonna sonora a una versione concertistica che debuttò il marzo
successivo.

Biografie

Giuseppe
Grazioli
,direttore.
Si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con
Niccolò Castiglioni e ha studiato direzione d’orchestra con
Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e
Leonard Bernstein.

Ha
diretto le principali orchestre italiane fra le quali Accademia di
Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del
Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di
Roma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente
Arena di Verona, Orchestra Haydn di Bolzano. Dal 1995, anno in cui ha
debuttato a Saint-Etienne, svolge una intensa attività in Francia
dove ha diretto più di 50 produzioni operistiche a Metz, Rennes,
Avignone, Lille, Lione, Tours, Bordeaux, Marsiglia, Nantes, Angers e
Parigi.

Nel
giugno 2002 ha diretto al Teatro Châtelet di Parigi,il concerto
finale del concorso di canto “Operalia”, in seguito al quale
Placido Domingo lo ha invitato a dirigereLucia
di Lammermoor
eLes
Pêcheurs de perles
all’Opera
di Washington. Nel 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima
mondiale diVitadi Marco Tutino.

Negli
ultimi anni è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di
Torino (Orfeo agli Inferi,La TempestaeLe nozze di Figaro),
del Carlo Felice di Genova (Candide),
del Teatro Comunale di Bologna (The
Beggar’s Opera),
del Teatro di
San Carlo (Mysteriumdi Nino Rota), del Teatro Massimo di Palermo (Orphée
et Eurydice
) dell’Opéra de
Nantes et Angers (Il cappello di
paglia di Firenze
), dell’Opéra
National de Montpellier (La
Traviata
), dell’Università di
Yale (A Midsummer Night’s
Dream
), dell’Opéra de Quebec
(Lucia di Lammermoor,Falstaff,La Damnation de FausteTosca),
dell’Opéra de Saint-Etienne (3 Cantate inedite di Massenet), del
Grand Théâtre de Luxembourg (Il
Turco in Italia
). Nel 2010 ha
inaugurato il Festival della Valle d’Itria con l’operaNapoli
milionaria
di Nino Rota,
pubblicata in prima registrazione mondiale su dvd.

Fra
gli impegni correnti e futuri, ricordiamoL’italiana
in Algeri
a Montreal,Normaa Saint-Etienne, una nuova produzione deL’opera
da tre soldi
al Piccolo Teatro
di Milano, l’inaugurazione del Festival della Valle d’Itria 2016 e
numerosi concerti sinfonici con l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di
Bari, il Teatro Bellini di Catania, l’Orchestre symphonique et
lyrique de Nancy, l’Orchestra Sinfonica dei Conservatori italiani e
l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Dopo
una serie di 3 cd dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric,
Martinů, Casella, Malipiero, Rieti, Bartók), ha inciso per
l’etichetta CPO la prima registrazione mondiale diQuadri
di Segantini
di Zandonai e
alcune composizioni di Rota: l’operaLa
visita meravigliosa,
un cd
dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e
infine alcuni lavori per il teatro (Lo
scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca
).

Nell’estate
2011 ha iniziato a registrare l’integrale delle opere sinfoniche di
Rota con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi per DECCA.
Dopo i primi tre volumi (6 cd in totale) accolti con entusiasmo dalla
critica internazionale, sono in preparazione altri tre volumi con
numerose prime registrazioni mondiali. www.giuseppegrazioli.com.

Erina
Gambarini
, Maestro del Coro.
Figlia d’arte, ha iniziato la sua attività artistica a 13 anni al
Teatro alla Scala di Milano, come voce bianca, protagonista
nell’opera di Britten Il giro di vite.

Dopo
alcuni anni di intensa attività solistica, ha proseguito lo studio
del pianoforte con il padre, lo studio del canto, come soprano, con
Teresa Stich Randall a Vienna, direzione interpretazione corale e
musica da camera con Marcel Couraud, tecnica vocale e interpretazione
con Schmidt-Gaden. Ha collaborato con la RSI, la RAI, la Fenice
di Venezia, Teatro Sociale di Como, Teatro Olimpico e Valle di Roma,
Teatro Carignano di Torino, Verdi di Trieste, La Pergola di Firenze,
Teatro Grande di Brescia. Ha inciso numerosi CD per Nuova Era,
Carrara e Ricordi. Nel 1989 fonda il gruppo corale Canticum Novum,
che in pochi anni si distingue per la qualificata e ricca attività
artistica e parallelamente dirige vari gruppi strumentali. Nel 1996
inizia la sua collaborazione con il Maestro Romano Gandolfi, che nel
1998 la chiama come sua assistente e maestro del coro in occasione
della costituzione del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi,
incarico che ricopre tuttora. Ha collaborato con molti direttori
d’orchestra, tra i quali Riccardo Chailly, Claudio Abbado,
Gianandrea Gavazzeni, Aldo Ceccato, Ettore Gracis, Oleg Caetani,
Claus Peter Flor, Christopher Hogwood, Rudolf Barshai, Vladimir
Jurowski, Helmuth Rilling, Leonard Slatkin, Nevil Marriner, Roger
Norrington, Vladimir Fedoseyev, Robert King.

Dal
1997 è membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo
per i suoi meriti artistici.

Annely
Peebo
,mezzosoprano.
La sua carriera inizia in Estonia dove studia pianoforte e si diploma
in direzione corale. A Vienna si è perfezionata con il Prof. Gerhard
Kahry. Nel 1997 è stata scritturata nell’ensemble di canto dalla
Volksoper di Vienna, dove ha avuto modo di affrontare i ruoli di
Angelina inCenerentola,
Hermia inSogno di una notte di
mezza estate
, Cherubino nelleNozze di Figaro,
Dorabella inCosì fan tutte,
Donna Elvira inDon Giovanni,
Hänsel inHänsel und Gretel,
Zaida nelTurco in Italia,
Orlofsky inPipistrello,
Sesto inClemenza di Tito,
Niklause inRacconti di Hoffmann.
Nel 1998 ha cantato nella ripresa diCosì
fan tutte
al Piccolo di Milano,
ultima regia incompiuta di Giorgio Strehler. Per la regia di Franco
Zeffirelli e la direzione di Placido Domingo è stata Flora inTraviataaccanto a Stefania Bonfadelli e Renato Bruson a Busseto, Ravenna,
Ferrara e Modena. Nel 2010 ha fatto sensazione nel ruolo di Carmen
alla Volksoper di Vienna, con riprese nel 2013. Sempre a Vienna è
stata Maddalena inRigoletto,
poi Sylva Varescu nellaCsardafürstine Prinz Orlowsky inFledermaus.
Grazie alla sua versatilità la
giovane cantante è stata la protagonista del film musicale
pluripremiatoLes lecons de
tenebres
, prodotto da France 3 e
Tv Arte. In campo concertistico si è esibita in duo con Andrea
Bocelli a Tallinn con la Estonian Symphony Orchestra diretta da
Marcello Rota. In Italia ha collaborato con l’Orchestra Regionale
Toscana, l’Orchestra Sinfonica della Rai, con l’Orchestra
Sinfonica del Friuli Venezia Giulia e con l’Orchestra Sinfonica di
Milano Giuseppe Verdi, con la quale si è esibita al MiCo di Milano
nell’Ottava Sinfonia di Mahler, nel novembre 2013, sotto la
direzione di Riccardo Chailly. Sono recenti le partecipazioni aiKindertotenliederal Teatro Massimo di Palermo,Des
Knaben Wunderhorn
con
l’Orchestra Sinfonica Siciliana, la Terza Sinfonia di Mahler alla
Suntory Hall di Tokyo sotto la direzione di Pietari Inkinen, la Nona
di Beethoven diretta da Chailly alla Salle Pleyel di Parigi, al
Konzerthaus di Vienna e al Barbican Hall di Londra con l’Orchestra
del Gewandhaus di Lipsia.

www.laverdi.org

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