Card. Scola: Non si deve rinunciare ai propri simboli, ma includere anche quelli degli altri.

«In
una società plurale e conflittuale è un dovere proporre la propria
visione delle cose su questioni tanto delicate che possono
comportare conseguenze antropologiche e sociali molto gravi. La nostra
democrazia ha gli strumenti per verificare quale sia l’orientamento
prevalente nella società civile, di cui chi governa deve tenere conto».
Lo ha detto il
cardinale Angelo Scola, rispondendo ad una domanda sul Family
day, nel corso dell’incontro organizzato dall’Ufficio comunicazioni
sociali della Diocesi per la festività di San Francesco di Sales,
patrono dei giornalisti.

L’Arcivescovo
di Milano è stato protagonista di un dibattito sul tema “Comunicazione e
misericordia” con Gianni Riotta, editorialista
della Stampa, moderato dal direttore di Oasis Rolla Scolari, svoltosi questa mattina all’Istituto dei Ciechi di Milano.


«Una
società plurale deve essere il più possibile inclusiva, ma non può
rinunciare al simbolo se no perde forza comunicativa. Per
questo sono critico verso la laicità alla francese: non è pensabile creare uno spazio di neutralità, in cui tutti facciano un passo indietro sul tema delle religioni.


In
una società plurale come la nostra occorre che ciascuno si dica, si
narri e si lasci narrare. Non si deve rinunciare ai propri
simboli ma includere anche quelli degli altri. Per cui, ad esempio,
mentre salvaguardiamo i simboli e le feste cristiane, se nelle scuole
aumentano i bambini musulmani, bisogna prendere qualcuna delle loro
feste ed inserirle nella dimensione pubblica: spiegare,
non vietare», ha detto il cardinale Scola, che ha ricordato come già
oggi negli oratori ambrosiani il 20 per cento dei bambini che li
frequenta è di religione musulmana ma partecipa alle attività
parrocchiali.


«Lo
stesso vale – ha continuato l’Arcivescovo di Milano – per le moschee.
Dobbiamo ascoltare le richieste in proposito delle comunità
islamiche, ma capendo chi sono coloro che ce le domandano, chi le
finanzia, perché le domandano, cosa ci vogliono e fare e come intendono
armonizzare il loro luogo di culto con la storia di Milano che è
cristiana dall’ inizio del II secolo»


Dialogando
con i giornalisti il Cardinale è anche intervenuto sull’immigrazione in
Europa. «Ho letto le affermazioni del ministro
delle finanze tedesco Schäuble che propone un piano Marshall: si deve
fare qualcosa di simile per fronteggiare l’accoglienza dei profughi».


«Non ho dubbi che le forze della tolleranza vinceranno la battaglia contro le forze della intolleranza –
ha detto Gianni Riotta -. A patto di essere capaci di continuare
ad auto-correggerci. Questo è quanto rende la democrazia migliore di
tutte le altre forme di governo. Il rischio oggi è il populismo: far
prevalere chi vuole lo scontro vuol dire dimenticarci
chi siamo e ammalarci tutti. Il grande male del giornalismo oggi è la
petulanza».



 


don Davide Milani


Responsabile comunicazione


Arcidiocesi di Milano

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