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Chagall. Love and Life 18 ottobre 2015 – 14 febbraio 2016 Castello Ursino, Catania

Marc Chagall, Coppia di amanti e fiori, 1949. Litografia a colori, 64,9×48,1 cm. Dono di Ida Chagall, Parigi. Chagall ® by SIAE 2015

Dalla collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme giungono
per la prima volta a Catania, presso il Castello Ursino – oggi
sede del Museo civico della città etnea – 140 lavori di Marc Chagall, il
cui linguaggio è così universale da essere amato da tutti e da tutti conosciuto
e riconosciuto e che, tra tutti gli artisti del secolo scorso, è rimasto fedele
a se stesso pur attraversando guerre, catastrofi, rivoluzioni politiche e
tecnologiche.

Dopo il successo della mostra nella sede romana del Chiostro del Bramante che
ha totalizzato oltre 140.000 visitatori, Catania ospita l’esposizione e torna
finalmente a respirare aria di cultura attraverso disegni, olii, gouache,
litografie, acqueforti e acquerelli di uno degli artisti più amati del
Novecento.

La mostra racconta la poetica dell’artista ebreo, influenzata dal grande amore
per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944,
ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori
tradizioni occidentali europee – dall’originaria cultura ebraica a quella
russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie.

La mostra Chagall. Love and Life curata da Ronit Sorek è
prodotta da Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum
nelle sale del Castello Ursino dal 18 ottobre 2015 al 14 febbraio
2016
.

Sponsor della mostra Generali Italia, sponsor tecnico UNA Hotels.

L’evento è consigliato da Sky Arte HD.

Fondato nel 1965, l’Israel Museum ospita collezioni di opere d’arte che
attraversano la cultura ebraica dalla preistoria al contemporaneo. All’interno
della collezione non poteva mancare l’opera di Chagall, i cui lavori sono stati
donati al museo dall’artista stesso, dalla figlia Ida e da sostenitori
dell’istituzione che proprio quest’anno compie 50 anni e per l’occasione
concede eccezionalmente i prestiti per la tappa catanese

LA MOSTRA

Le 8 sezioni tematiche della mostra disegnano una mappa artistica e spirituale
complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide
dell’artista; l’originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti
dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla
cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi,
non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge
sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose
delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della

tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con
assiduità).

Ma l’opera di Chagall è anche altro, perché la sua meraviglia di fronte alla
natura, il suo stupore di fronte alle creature viventi conferisce
quell’arcaicità quasi medievale alla sua poetica novecentesca.

La mostra raccoglie in particolare lavori grafici e ripercorre i temi
fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk
(Bielorussia), descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie (My Life),
all’incontro con l’amata moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri
Burning Lights e First Encounter, pubblicati dopo la morte prematura
dell’amata.

Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che
esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano
un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle Scritture come il ciclo
d’incontri storici tra l’uomo e Dio, interpretazione dell’Antico Testamento.

Oltre alla varietà di temi molto più ampia rispetto alla maggior parte dei suoi
contemporanei, molti erano i campi nei quali Chagall esprimeva la sua arte
quali la pittura, la scultura, il mosaico, la scenografia, la scrittura e
l’incisione: quest’ultima è ampiamente approfondita nel percorso espositivo che
mostra le peculiarità delle opere eseguite con le diverse tecniche litografiche
e di incisione. Nella terza sala una gigantografia riproduce anche l’ambiente
della celebre stamperia Mourlot di Parigi con i suoi antichi torchi dove
lavorava Chagall, stamperia frequentata anche da Picasso, Matisse, Braque e
Giacometti.

La rassegna mette in luce anche il rapporto esistente nell’opera di Chagall tra
arte e letteratura, tra linguaggio e contenuto. I lavori esposti riflettono
l’identità poliedrica dell’artista, che è al tempo stesso l’ebreo di Vitebsk
(in mostra Sopra Vitebsk), autore e illustratore che correda di immagini i
libri dell’amata sposa, artista che illustra la Bibbia (in mostra L’angelo
caduto, gouache del 1924), originale pittore moderno che attraverso
l’iconografia cristiana piange la sorte toccata al popolo ebraico (in mostra la
Crocifissione, gouache del 1944), profondo conoscitore di Le Anime morte dello
scrittore russo Nikolaj Gogol (in mostra il frontespizio eseguito da Chagall e
15 delle 96 tavole – acqueforti – del 1948) e francese di adozione che disegnò
le illustrazioni delle favole di La Fontaine anch’esse in mostra (18 tavole tra
acquerelli, acqueforti e gouache).

Artista grande conoscitore dell’anima “ritraeva le debolezze umane, senza
emettere giudizi” (Susan Compton, dal catalogo della mostra alla Royal Academy
of Art, 1985), Chagall celebra l’amore come dono divino (in mostra Gli amanti,
olio del 1937, Coppia di amanti e fiori, litografia del 1949, Coppia di amanti
con gallo, litografia del 1951, Gli amanti, gouache del 1954-55) e ritrae la
famiglia, gli amici (in mostra Ritratto del Dottor I.A. Eliashev e quello di
Ala Eliashev, entrambi grafite su carta del 1919) e se stesso (in mostra
Autoritratto con sorriso e Autoritratto con smorfia, entrambi acquaforte del
1924-25) dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre
che un eccellente colorista.

La mostra Chagall. Love and Life attraverso le opere dell’Israel Museum
illustra l’ arte e la poetica – tra le più innovative del Novecento –
dell’artista ebreo più apprezzato e ammirato del secolo scorso.

Parafrasando il titolo del libro della moglie Bella, le luci di Chagall – colui
che non è mai stato un “artista tormentato”, ma che ha mantenuto fino alla fine
della sua lunga esistenza ottimismo e gioia di vivere – risplendono ancora.

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