Padiglione Messico: L’Albero della Vita, quando l’artigianato incontra la mitologia #MexicoExpo2015

Padiglione
Messico: L’Albero della Vita, quando l’artigianato incontra la
mitologia

Ingresso Padiglione Messico – Credit Mattia Mognetti

Traboccante
di immagini, colori e simboli,
l’Albero
della vita

è una delle più caratteristiche creazioni degli artigiani
messicani. Dai suoi rami sbocciano, fiori, frutti, animali, persone e
divinità, tutti realizzati a mano utilizzando stampi di gesso e
altri strumenti tradizionali. Può essere di argilla o ceramica, e
ogni esemplare è un pezzo unico e irripetibile – nelle forme e nei
colori – ed esprime la personalità dell’artista che lo realizza.

Due
esemplari di
Albero
della vita

in argilla sono di scena anche al padiglione del Messico a Expo 2015.
Esposti in due nicchie, sono protagonisti di una sala dedicata in cui
il tema dell’albero ritorna anche in altre forme: dipinto su
un’installazione di cucchiai in legno (che si attivano e danno vita
a un vero concerto di percussioni) e sulla tela del quadro “Árbol
Nodriza” del pittore Daniel Lezama.

Gli
esemplari in mostra al padiglione sono opera di Javier Ramírez,
maestro di Metepec, piccolo centro artigiano dello stato di México,
che insieme a Puebla comprende i più significativi esempi della
tradizione creativa dell’Albero della vita, tipica creazione del
Messico centrale.

In
linea con il concept di Expo Milano 2015, i due alberi sono dedicati
al tema del cibo: da uno nascono gli utensili della tradizione
culinaria come pentole, spatole e il
molcajete,
il mortaio in pietra usato fin dall’epoca precolombiana.
Dall’altro albero fioccano invece frutta e verdura autoctona come
guayaba,
tunas

e avocado.

I
primi esemplari di
Albero
della vita

risalgono al 1800 a.C. e l’origine del loro significato è incerto.
Se oggi il loro uso è in prevalenza decorativo, tuttavia è noto che
durante il periodo di maggior splendore della città di Teotihuacan,
intorno all’anno 700 d.C., gli aztechi attribuirono agli alberi
della vita un simbolismo religioso: ad esempio erano usati nelle
cerimonie per scacciare gli spiriti maligni, o lasciati in cima alle
montagne come offerta agli dei. Uno degli usi attuali, come
bruciatore di incenso, è l’eredità diretta di qui rituali.

Dopo
la conquista spagnola, dal 1500 in poi, i frati cattolici distrussero
le opere che rappresentavano le divinità precolombiane e li
sostituirono con le immagini dei santi dell’iconografia cristiana e
di alcuni celebri brani della Bibbia. E così la rappresentazione di
un albero della vita, anche nella pittura e nella scultura, divenne
un modo per evangelizzare la popolazione nativa.

Gli
esemplari realizzati oggi sono il risultato di una fusione di costumi
locali ed elementi della religione cattolica, ma nel corso del tempo
sono stati introdotti temi diversi e oggi si trovano alberi della
vita dedicati a eventi celebrativi (indipendenza e rivoluzione
messicana), alla natura, a feste popolari, o per rappresentare
l’albero genealogico di un artista o di una famiglia, che è uno
dei temi più apprezzati.

Un
altro uso diffuso è regalare un
Albero
della vita

alle giovani coppie come augurio di felicità e prosperità.

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