Grande Museo del Duomo, un omaggio alla Madonnina @Duomomilano

Villa Clerici

IL RACCONTO DELLA VENERANDA FABBRICA
IL NUOVO GRANDE MUSEO DEL DUOMO DI MILANONel 2015, Milano spalancherà le proprie porte a tutto il mondo, in occasione del grande evento di Expo. Un’occasione per lanciare un forte segnale: la cultura è energia, trasforma il presente e può diventare un’importante risorsa economica.
In prossimità di questo importante evento e nell’anno che ha celebrato il 1700esimo anniversario dell’Editto di Costantino, festa di libertà per tutti i popoli e non solo per i credenti, il Consiglio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha raccolto questo appello, affrontando, con responsabilità, una grande sfida in un momento particolarmente difficile. L’impegno della Fabbrica è quello di offrire un dono alla città e a tutto il mondo. Nella storia della Fabbrica, è Milano stessa che si comunica e si rappresenta: attraverso il proprio passato legge il presente, vive nel futuro e riscopre la sua inesauribile tensione che trova rappresentazione nella grande opera della Cattedrale.
Duemila metri quadri di spazio espositivo, ventisette sale, dove trova accoglienza anche il Tesoro del Duomo, tredici aree tematiche: sono questi i numeri di un’impresa non facile, ma che è rappresentazione di una storia vera, reale, scolpita nel marmo e nella carne. Un museo a misura d’uomo, nell’osservanza degli standard museali e delle normative vigenti, è un polo pienamente accessibile e fruibile a qualsiasi tipologia di pubblico. 
L’ENERGIA DEL SAPERE
L’uomo, nel perseguire il bello, cerca la sua stessa evoluzione. Nella costruzione del Duomo, egli ha ottenuto la contemplazione della perfezione massima: la bellezza di Dio. Attraverso questo lungo dialogo con l’infinito, intessuto di sapienza e di Fede, l’uomo ha potuto migliorarsi nella continuità. La Fabbrica, nell’incarnare lo scorrere di generazioni, appare come una grande staffetta che, protesa al futuro, porta avanti un prezioso testimone.
Il Grande Museo del Duomo di Milano, sorto nel 1953, è stato riconosciuto nel 2004 dalla Regione Lombardia, come previsto dal d.g.r. del 20.12.2002 n. 11643. Il museo è una realtà che arricchisce la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, parte del suo sistema e in stretta unione con la propria incessante attività e, come tassello di un grande mosaico di vita civile, è interamente ospitato dalle possenti mura di Palazzo Reale, al centro della città.
La Veneranda Fabbrica ha affidato il progetto di allestimento del nuovo Grande Museo del Duomo di Milano all’Arch. Guido Canali (Studio Canali e Associati).
Il nuovo Grande Museo del Duomo ha spalancato le proprie porte al grande il pubblico il 4 novembre 2013, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose della città.
IL TESORO
Il Tesoro del Duomo rappresenta l’aspetto che più attira l’attenzione del pubblico, suscitandone aspettative e interessi diversi. Un Tesoro che non è tale solo per la preziosità dei materiali, ma anche e soprattutto perché visibile rappresentazione di una Milano, capitale di un grande imperoe centro della Chiesa Ambrosiana, che ha saputo interpretare la Fede nel solco dell’anno costantiniano.
Al pari dei più importanti Tesori delle Cattedrali europee, quello del Duomo di Milano è una delle più rare collezioni di suppellettili, arredi e paramenti sacri della cristianità, nonostante le antiche dispersioni e gli espropri napoleonici. Conservato per secoli in Duomo, il Tesoro è stato trasferito all’interno del Museo per ricevere un’adeguata valorizzazione.
Preziosi capolavori dell’arte orafa paleocristiana, medioevale, rinascimentale e seicentesca, avori unici, si alternano a capolavori tra cui l’Evangeliario dell’Arcivescovo Ariberto di Intimiano (XI secolo) e importanti oggetti di culto come il Crocefisso dello stesso Ariberto.
NON SOLO MARMO: LA COLLEZIONE DEL MUSEO DEL DUOMO
LA COLLEZIONE DEL GRANDE MUSEO DEL DUOMO DI MILANO
• OLTRE 2000 METRI QUADRI DI SPAZIO ESPOSITIVO
• 27 SALE
• 13 AREE TEMATICHE
• L’ANIMA E LO SPLENDORE: IL GRANDE TESORO DEL DUOMO DI MILANO
• IL GRAN CANTIERE: LE ORIGINI E LA PRIMA GUGLIA
• LA FABBRICA LABORATORIO D’EUROPA: L’EPOCA VISCONTEA
• LA CATTEDRALE DI LUCE: L’ARTE DELLA VETRATA IN DUOMO
• IL DUOMO DEI BORROMEO
• ANTICHI ORDITI: GLI ARAZZI GONZAGA
• LA GALLERIA DI CAMPOSANTO. I MODELLI E LA SCULTURA IN DUOMO
• I MODELLI LIGNEI
• LE PORTE BRONZEE

IL BATTISTERO DI SAN GIOVANNI ALLE FONTI
Il Battistero di San Giovanni alle Fonti, ideale inizio del percorso museale e sito presso l’area archeologica del Duomo, è il primo fonte battesimale con vasca ed edificio ottagonale della cristianità. Qui Sant’Agostino ricevette il battesimo e la luce della Fede dalle mani di Sant’Ambrogio. L’ottagono ricorda, con i sette della creazione, l’ottavo giorno, quello dell’eternità, ma anche le otto beatitudini evangeliche. Sant’Ambrogio, che l’avrebbe iniziato nel 378, può essersi ispirato alla costruzione ottagonale dal mausoleo imperiale di Massimiano: i catecumeni, entrando nel battistero, dovevano così provare la sensazione di entrare in una tomba per farvi morire l’uomo vecchio che era in loro e, come dice san Paolo, risorgere a nuova vita nell’acqua lustrale.
Al suo interno, il battistero presenta otto nicchie, alternativamente rettangolari e semicircolari, che si affacciano ai lati della grande vasca centrale, cui si accede scendendo tre gradini. Davanti ai contrafforti tra le nicchie, sui quali era impostata una grande cupola con ricca decorazione musiva, si ergevano colonne di porfido sostenenti una trabeazione marmorea.
© TUTTE LE IMMAGINI SONO DI USO ESCLUSIVO DELLA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO – RIPRODUZIONE VIETATA
LE OPERE DEL GRANDE MUSEO DEL DUOMO
SCULTURA
Ampiamente illustrati nella raccolta sono i sei secoli di ininterrotta produzione di statuaria a partire dalle opere delle scuole scultoree tardo gotiche borgognona, renana, boema, campionese, e lombarda, testimonianza della specificità europea del Duomo, nata dal convergere nel cantiere milanese, nei primi cinquant’anni di costruzione, di maestranze ed artisti da tutta l’Europa continentale.
La ricca produzione scultorea di età sforzesca è documentata con significativi esempi del passaggio fra l’arte gotica e la cosiddetta rinascenza lombarda attraverso le numerose opere in marmo e modelli in terracotta di epoca manieristica e barocca, la rassegna prosegue con felici testimonianze dell’elegante e prezioso barocchetto milanese, e con cenni alla plastica neoclassica, anticipati dalle flessioni cinquecentesche delle opere di Giuseppe Perego, l’autore della Madonnina, della quale sono presenti i bozzetti, il modello ligneo e la struttura interna, si giunge alle tante stagioni della scultura ottocentesca: dal romanticismo storico alla scapigliatura milanese sino alle espressioni floreali e liberty.
Il Novecento è rappresentato dai modelli per le porte di facciata, da medaglie ed opere bronzee di Fontana.
© TUTTE LE IMMAGINI SONO DI USO ESCLUSIVO DELLA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO – RIPRODUZIONE VIETATA
MODELLI ARCHITETTONICI
In conformità con la prassi progettuale e costruttiva dell’epoca, sin dai primi anni di attività, il cantiere del Duomo si è avvalso di modelli architettonici di tutti i tipi.
Il più importante di questi, il grande modello ligneo o “modellone”, è oggi conservato nel Museo del Duomo, in una sala apposita.
Realizzato in legno di tiglio e noce, il modello è in scala 1:20. Il modellone, che comprende tutta la cattedrale, è stato completato nell’arco di tre secoli.
Il 19 maggio 1519 il Capitolo della Fabbrica affida il lavoro a Bernardino Zenale da Treviglio. L’opera dello Zenale rispecchia lo stato del Duomo in quel momento: abside, transetto e tiburio, le prime 3-4 campate del corpo delle navate che si estendevano dal transetto verso la facciata.

Di grande valore la tavola cuspidata, risalente al secondo decennio del XV secolo, la Madonna dell’Idea, opera di Michelino da Besozzo.
La maggior parte delle opere pittoriche esposte in museo risalgono al periodo borromaico (XV-XVII secolo).A testimoniare la ricchezza di questo momento storico, vi è il Miracolo della partoriente di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, facente parte del ciclo dei Miracoli di San Carlo. Dello stesso autore un ovale con San Carlo in Gloria; una tela di Fede Galizia con un dolente San Carlo che porta in processione il Santo Chiodo e due grandi tele dedicate a San Giovanni Buono, opere di un anonimo maestro lombardo del primo Seicento. Dalla collezione del cardinal Monti un dipinto giovanile di Tintoretto con la Disputa di Gesù nel Tempio.
Sono da segnalare gli splendidi monocromi del Cerano dedicati alla Creazione di Eva e alle eroine dell’Antico Testamento: Ester e Assuero, Giuditta e Oloferne, Salomone e la Regina di Saba, Sisara e Giaele, destinati ad essere tradotti in marmo per le sovraporte della Cattedrale.
© TUTTE LE IMMAGINI SONO DI USO ESCLUSIVO DELLA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO – RIPRODUZIONE VIETATA
ARAZZI
Tra gli arazzi conservati al Museo del Duomo di notevole interesse è la serie di sei opere raffiguranti le Storie di Mosè, oltre ad un altro arazzo con la Danza dei Putti, donati a Carlo Borromeo da Guglielmo I Gonzaga duca di Mantova.
Nel 1568 il Borromeo li donò a sua volta alla Fabbrica in cambio di alcuni interventi nella Canonica. Tre di questi arazzi andarono distrutti nell’incendio dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906: Mosè davanti al Faraone, la Pasqua degli Ebrei e la Raccolta della Manna.
Agli arazzi superstiti è dedicata una sala del Museo nella quale si possono ammirare il Passaggio del Mar Rosso, Mosè ed il serpente di bronzo, Mosè con le tavole della Legge e la Danza dei Putti.

L’ampia raccolta di vetrate documenta sia la grande produzione quattro-cinquecentesca delle diverse botteghe di maestri vetrai lombardi, francesi, tedeschi e fiamminghi, sia l’opera ottocentesca di restauro e rinnovamento dell’arte vetraria compiuta dalla famiglia Bertini. Permette inoltre di seguire l’evoluzione tecnica e stilistica dell’arte vetraria nei secoli e offre una possibilità unica: osservare da vicino i delicati e preziosi particolari, altrimenti non percepibili nella lontananza, delle finestre del Duomo e con essi cogliere la tecnica di questa difficile e raffinatissima arte.
Scopri tutto il grande racconto della Veneranda Fabbrica e del suo Grande Museo su
www.duomomilano.it

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