Come celebrare l’Anno Internazionale della Luce in Danimarca #benordic

frederiksborg.

Il 2015 è stato proclamato dall’UNESCO Anno Internazionale della Luce.
Celebratelo organizzando un viaggio in Danimarca, Paese in cui la luce è così
importante che viene celebrata nelle feste tradizionali, nel design, nella cultura e
persino nella vita di tutti i giorni.
Il termine danese hygge, difficilmente traducibile in altre lingue, è un sentimento o stato
d’animo che deriva dal prendere autentico piacere nel trasformare cose quotidiane ordinarie
in qualcosa di straordinario. Ma c’è chi sostiene che non c’è hygge senza candele. Quest’arte
si basa anche sulla calda luce emanata da una candela. Infatti, hygge si potrebbe spiegare
come creare un’atmosfera rilassante, piacevole, intima mentre si assaporano i piaceri della
vita circondati dall’affetto delle persone care. Alcuni si riferiscono a hygge come l’arte di
creare intimità (con se stessi, gli amici e la casa). Parole come comodità, sicurezza, la
familiarità, la comodità, rassicurazione, amicizia, semplicità e vivere bene sono spesso usate
per descrivere l’idea di hygge.
Chi ha sperimentato una luminosa notte d’estate in Danimarca, capisce e comprende perché
sempre più danesi preferiscono passare le loro vacanze in patria. I mesi più bui invernali
fanno sì che i danesi desiderino intensamente la luce e godano di ogni secondo degli adorati
raggi di sole. Ci sono probabilmente poche altre nazioni dove, la popolazione considera il
sole un’importante fonte di vitamina C!
Ma quando arriva l’estate la luce del sole c’è in abbondanza. Il giorno più lungo dura 17 ore
e 27 minuti. E ogni anno il 23 giugno si celebra questo lungo giorno, durante la cosiddetta
vigilia di San Giovanni, Sankt Hans Aften. Lungo tutti i quasi 7.500 km di costa danese, si
raccolgono grandi mucchi di rami secchi e ramoscelli per i falò notturni, trasformando la
notte con l’accensione di un fiammifero. Mentre le fiamme si riflettono sul mare calmo e la
mite aria della sera comincia a rinfrescarsi, la gente si raduna intorno ai falò per scaldarsi
con il fuoco, mentre s’intona per l’occasione la bella canzone della notte di mezza estate,
scritta nel 1885 dal poeta nazionale Holger Drachmann.
Skagen, in un tour all’insegna della luce, è una tappa obbligatoria. In estate, in particolar
modo è una città veramente magica, un’autentica rivelazione sulla punta della Danimarca.
Nel diciannovesimo secolo molti artisti venivano ispirati dall’impareggiabile luce di Skagen e
fondarono una vera e propria colonia. Poul e Anna Ancher, pittori famosi nel mondo, e il
maestro P.S. Krøyer definivano questa eccezionale luce nordica la migliore. Questi e molti
altri artisti danesi diedero origine alla famosa Scuola di Skagen e ne immortalarono la luce
in una ricca collezione di quadri che da questo maggio saranno nuovamente esposti e
ammirabili allo Skagens Museum, che riaprirà i battenti dopo un importante intervento di
ampliamento per garantire maggiore spazio e per mettere maggiormente in risalto le
splendide tele dell’ampia collezione.
La luce di Skagen è anche un soggetto ricorrente nelle conversazioni ai tavoli nelle rosse
case di legno nel porto, dove la gente gusta gamberi cotti appena pescati accompagnati da
un bicchiere di vino bianco ghiacciato. Le persone si stupiscono “Da dove viene? È quasi
magica!”. Ad ogni modo esiste una ragione per questa straordinaria luminosità. Le vaste
spiagge e la sabbia color bianco calce riflettono la luce del sole, creando incanto. Il
fenomeno non si riscontra solamente a Skagen, ma anche lungo l’intera estensione della
costa occidentale dello Jutland, al nord della Selandia, e sulla soleggiata isola di
Bornholm.
La luce ha anche avuto un’influenza decisiva nelle gloriose tradizioni della Danimarca nel
campo del design e dell’architettura. Non è una coincidenza che la leggenda Henning
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Larsen sia chiamato il “Maestro della Luce”. L’architetto danese crebbe nello Jutland
occidentale in una casa semplice con il sole e una lampada a cherosene quali uniche fonti di
luce. Più tardi usò proprio la luce e non i mattoni né materiali alternativi quale più
importante elemento delle sue grandi strutture, come a esempio l’edificio simile a una
cattedrale dell’ampliamento del museo d’arte di Copenaghen, la Ny Carlsberg Glyptotek; e
non molto lontano da là, sulla riva, la Banca Nordea e il Teatro dell’Opera di Copenaghen.
Divertimento, luce e design sono tra gli ingredienti dei Giardini di Tivoli nel cuore della
capitale danese. Qui la luce gioca un ruolo davvero speciale. Come molti degli altri parchi di
divertimenti, i Giardini di Tivoli sono un vero Eldorado dei bambini. I danesi, a ogni modo,
continuano a visitare i Giardini di Tivoli molto tempo dopo la fine della loro infanzia. Il
giardino da oltre 160 anni è molto caro ai giovani innamorati e alle più vecchie, romantiche
coppie mentre passeggiano di sera, a braccetto, nei tranquilli angoli del giardino. Per inciso,
qui gli appassionati di design troveranno la chiave per comprendere uno dei più importanti
capitoli della storia del design danese. Poul Henningsen, l’uomo che c’è dietro alla famosa
lampada PH, ideò le sue ingegnose teorie sull’illuminazione mentre stava lavorando al suo
primo incarico per i Giardini di Tivoli. Durante la seconda guerra mondiale, venne disposto
un blackout a Copenaghen, non incidendo per nulla sul flusso di luce da Tivoli – ma non si
chiudono i Giardini di Tivoli solo perchè c’è una guerra! La lampada di Poul Henningsen
emana luce in modo discreto verso il terreno, ma senza essere vista dall’alto …
Molti gli artisti che sono influenzati dalla luce. Olafur Eliasson è un artista daneseislandese
conosciuto per sculture e installazioni su larga scala impiegando materiali
elementari come la luce, l’acqua, e la temperatura dell’aria per migliorare l’esperienza dello
spettatore. Uno dei musei d’arte moderna più visitati della Scandinavia, l’ARoS di Aarhus,
porta sul tetto la sua opera “Your Rainbow Panorama”, una passeggiata in vetro, che ti fa
immergere nel panorama della città attraverso tutti i colori dello spettro. Davvero una bella
esperienza che cambia anche in base all’orario di visita e alla luce del momento.

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