Gilbert da padrone sul Monte Berico – Contador secondo guadagna ancora sugli avversari

PHOTO CREDIT: ANSA / DAL ZENNARO – ZENNARO – PERI

GILBERT DA PADRONE SUL MONTE
BERICO
CONTADOR SECONDO GUADAGNA ANCORA SUGLI AVVERSARI

Risultati completi, foto della gara, audio della
conferenza stampa, interviste video.

Vicenza, 21 maggio 2015 – Philippe Gilbert
(BMC RACING TEAM) ha vinto alla maniera forte sulla salita finale del
Monte Berico la dodicesima tappa del Giro d’Italia. Ha preceduto di 3″ Alberto Contador (TINKOFF SAXO) e Diego Ulissi (LAMPRE – MERIDA). L’asso belga avevo scelto questa frazione come la
sua favorita per una vittoria di tappa tempo fa, visionandola
dopo la Milano-Sanremo.

Con il secondo posto di oggi, il
conseguente abbuono di 6″ e gli 8″ di distacco inflitti sulla salita finale al
primo rivale diretto in classifica Fabio Aru (ASTANA PRO TEAM), Alberto Contador
(TINKOFF SAXO) ha consolidato la propria Maglia Rosa. Le altre maglie sono
rimaste invariate.
 

 CONFERENZA STAMPA
Alberto Contador (Tinkoff Saxo),
Maglia Rosa

D: Hai l’impressione che siano tutti stanchi, anche se le
salite più dure devono ancora arrivare? È per quello che i tuoi rivali stanno
correndo sulla difensiva?
R: È stato un Giro molto lottato sin dal primo
giorno, le forze di tutti sono state messe duramente alla prova. In giornate di
pioggia come oggi, corse nelle prime ore a 50km/h, si paga un prezzo alto. Non
credo stiano correndo sulla difensiva. Forse Richie ma l’Astana in generale e
Aru in particolare non credo siano mai stati sulla difensiva. Forse negli ultimi
tre giorni sono solo stati meno aggressivi. È difficile interpretare le loro
tattiche, anche se penso che se il leader di una squadra non ha buone gambe sia
difficile lavorare tatticamente.

D: Dopo il tempo perso da Fabio Aru, la
penalizzazione di Richie Porte e la caduta di Rigoberto Urán la vittoria sembra
più vicina?
R: La vittoria finale nel Giro d’Italia è ancora molto lontana.
Questo Giro è durissimo, succedono molte cose tutti i giorni ed ogni giorno
mille cose possono andare storte. In una cattiva giornata al Giro si possono
perdere minuti.

D: Come stai fisicamente in vista della cronometro di
sabato?
R: La mia condizione sta ancora migliorando. Dopo uno o due giorni
dalla caduta si parlava solo della mia spalla, ma anche le mie gambe erano
doloranti. Le escoriazioni sono migliorate e spero che la mia condizione
continui a crescere. Nei Gran Tour la differenza la può fare la capacità di
recupero di ciascun corridore. Spero di continuare a migliorare.
Nella
cronometro di sabato penso che Richie e Urán abbiano grandi ambizioni. Vedremo
poi cosa faranno gli Astana. Nel mio caso, il mio meccanico Faustino, mi porterà
la bici da crono stasera in camera per provare se sono apposto con la posizione.
Non sarebbe ideale partire in una posizione non perfetta aerodinamicamente. Si
perdono 10 o 15 watt sin dalla partenza, ma è successo quello che è successo e
spero di fare una buona cronometro. Lo scopriremo solo
sabato.

Philippe Gilbert (BMC Racing Team),VIncitore di
Tappa

D: C’è stato un momento oggi in cui pensavi di non farcela?
R:
Quando Kangert ha attaccato e raggiunto Pellizotti, ero con Izaguirre, senza
moto davanti e nel vento. Ho deciso di aspettare il gruppo perchè ho sentito che
Dillier e Moinard erano rientrati. Ci siamo organizzati e abbiamo lavorato bene
negli ultimi 5-6km. Questa vittoria è molto importante per me e per la squadra.
Ci abbiamo provato tante volte, finalmente abbiamo vinto.

D: Tu vedi gli
altri corridori in gara. Chi può battere Alberto Contador?
R: È un grande
specialista e quando indossa una Maglia non è tipo da perderla. Ha sempre corso
i Gran Tour in questo modo, partendo al 100% finché non mette la maglia per poi
trovarsi posizione di difenderla. È fortissimo in queste condizioni. Sembra
davvero in forma e attento ad ogni dettaglio. 

 CONFERENZA STAMPA
Alberto Contador (Tinkoff Saxo),
Maglia Rosa

D: Hai l’impressione che siano tutti stanchi, anche se le
salite più dure devono ancora arrivare? È per quello che i tuoi rivali stanno
correndo sulla difensiva?
R: È stato un Giro molto lottato sin dal primo
giorno, le forze di tutti sono state messe duramente alla prova. In giornate di
pioggia come oggi, corse nelle prime ore a 50km/h, si paga un prezzo alto. Non
credo stiano correndo sulla difensiva. Forse Richie ma l’Astana in generale e
Aru in particolare non credo siano mai stati sulla difensiva. Forse negli ultimi
tre giorni sono solo stati meno aggressivi. È difficile interpretare le loro
tattiche, anche se penso che se il leader di una squadra non ha buone gambe sia
difficile lavorare tatticamente.

D: Dopo il tempo perso da Fabio Aru, la
penalizzazione di Richie Porte e la caduta di Rigoberto Urán la vittoria sembra
più vicina?
R: La vittoria finale nel Giro d’Italia è ancora molto lontana.
Questo Giro è durissimo, succedono molte cose tutti i giorni ed ogni giorno
mille cose possono andare storte. In una cattiva giornata al Giro si possono
perdere minuti.

D: Come stai fisicamente in vista della cronometro di
sabato?
R: La mia condizione sta ancora migliorando. Dopo uno o due giorni
dalla caduta si parlava solo della mia spalla, ma anche le mie gambe erano
doloranti. Le escoriazioni sono migliorate e spero che la mia condizione
continui a crescere. Nei Gran Tour la differenza la può fare la capacità di
recupero di ciascun corridore. Spero di continuare a migliorare.
Nella
cronometro di sabato penso che Richie e Urán abbiano grandi ambizioni. Vedremo
poi cosa faranno gli Astana. Nel mio caso, il mio meccanico Faustino, mi porterà
la bici da crono stasera in camera per provare se sono apposto con la posizione.
Non sarebbe ideale partire in una posizione non perfetta aerodinamicamente. Si
perdono 10 o 15 watt sin dalla partenza, ma è successo quello che è successo e
spero di fare una buona cronometro. Lo scopriremo solo
sabato.

Philippe Gilbert (BMC Racing Team),VIncitore di
Tappa

D: C’è stato un momento oggi in cui pensavi di non farcela?
R:
Quando Kangert ha attaccato e raggiunto Pellizotti, ero con Izaguirre, senza
moto davanti e nel vento. Ho deciso di aspettare il gruppo perchè ho sentito che
Dillier e Moinard erano rientrati. Ci siamo organizzati e abbiamo lavorato bene
negli ultimi 5-6km. Questa vittoria è molto importante per me e per la squadra.
Ci abbiamo provato tante volte, finalmente abbiamo vinto.

D: Tu vedi gli
altri corridori in gara. Chi può battere Alberto Contador?
R: È un grande
specialista e quando indossa una Maglia non è tipo da perderla. Ha sempre corso
i Gran Tour in questo modo, partendo al 100% finché non mette la maglia per poi
trovarsi posizione di difenderla. È fortissimo in queste condizioni. Sembra
davvero in forma e attento ad ogni dettaglio.

 

LA
TAPPA DI DOMANI – I CINQUE SENSI

Tappa n. 13 – MONTECCHIO MAGGIORE – JESOLO –
147km

Gusto
Piatto
tipico: Risi e bisi
È costituito da riso, piselli freschi sgranati e dai loro
baccelli che, cotti e ridotti a purea, sono la base per il piatto finito.
Cipolla e pancetta danno sapore a questa ricetta a metà tra un risotto e una
minestra densa. Classico nella tradizione di Venezia, il piatto veniva offerto
al Doge in occasione della festa di San Marco, patrono della città.

A
cura della redazione di Oggi Cucino

Olfatto
Garganega
Bacca
bianca con tanti anni sulle spalle, visto che le prime testimonianze risalgono
addirittura al 1200. Al netto di stili di vinificazione differenti quest’uva
ammalia spesso per le note, soprattutto fiori di sambuco e acacia, che mette in
risalto il naso. La bocca invece è spesso più austera; merito di quei suoli di
origine vulcanica sui quali è generalmente coltivata.
Tai Rosso
La zona di
produzione è quella della partenza di tappa. La genetica di quest’uva rossa è
quella del Cannonau e della Grenache francese. Come ci è arrivata sin qui?
Probabilmente grazie agli scambi con la vicina Serenissima o a quelli che ebbe
il clero di queste parti con i ‘colleghi’ di Avignone. Sorso fruttatissimo,
completato da tannini generalmente molto morbidi.

A
cura di Luca Gardini, Campione del Mondo Sommelier 2010

Udito
IL
GIRO D’ITALIA È ANCHE… OPERA LIRICA
La tappa passa in prossimità di Venezia,
dove il Teatro Tron, il primo teatro pubblico in Europa dedicato all’opera, aprì
nel 1637. Ad un certo punto la città ebbe sei teatri d’opera. Il Teatro La
Fenice
è uno dei più famosi e rinomati luoghi nella storia del teatro
italiano, avendo avuto molte delle premiere dei quattro più famosi compositori
del bel canto – Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. Il nome riflette
la rinascita del teatro dalle ceneri dopo una serie di incendi dolosi nel 1774,
1836 e 1996.
Vi consigliamo l’ascolto di: Va, pensiero (dal Nabucco di Verdi) al Concerto
di Capodanno
del 2006 dal Teatro La Fenice, con Orchestra e Coro del Teatro
La Fenice, diretto da Kurt Masur.
A cura di Matt Rendell.

Vista
Sui
colli di Montecchio Maggiore, ancora in piena zona palladiana, si fronteggiano
due antichi castelli che la tradizione ha dedicato a Giulietta e Romeo resi
celebri da Shakespeare ma nati dalla fantasia del vicentino Luigi da Porto. Si
sfiora Padova, dove merita il rinnovato Orto Botanico, tra i più antichi al
mondo, oggi in una grande struttura di vetro e si è già in vista della Laguna di
Venezia, in particolare della sua costa più silenziosa e selvaggia, che i
corridori del giro circumnavigheranno tagliando i canali di Mestre e di
Treviso.
A cura della redazione di Dove.

Tatto
Il vetro di Murano
e I pizzi di Burano certo, ma anche le maschere di carnevale artigianali che,
nelle botteghe atelier delle calli di Venezia, si trovano tutto l’anno.
A
cura della redazione di Dove.

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