“A Pietra Lenta” – Itinerari nelle Dolomiti Friulane sulle tracce di Mauro Corona @Expo2015

“A Pietra Lenta”

DolomitiFr_Campanile Val Montanaia_Ph.Gaudenzio_TurismoFVG

Nelle Dolomiti Friulane itinerari slow,
interattività e realtà virtuale aumentata

sulle tracce di Mauro
Corona

La pietra come motivo di
curiosità e occasione di visita della Val Vajont, fra il bellunese e le
Dolomiti Friulane: pietra intesa come emergenza geologica, ma anche come
elemento culturale che ha caratterizzato mestieri e abitazioni di un tempo, o
ancora come attrazione per gli sportivi che si arrampicano sulle palestre di
roccia. E’ questo il fil-rouge del progetto A Pietra Lenta – condotto dal
GAL Alto Bellunese e Montagna Leader – che ha realizzato vari itinerari
slow
a cavallo fra i caratteristici borghi dolomitici di Erto (paese
natale dello scrittore Mauro Corona), Casso, Cimolais e Claut
e quello veneto di Longarone, da percorrersi a piedi o in auto con
l’ausilio di un’apposita segnaletica e di un’agile guida corredata da una mappa
dettagliata.

Una App per scoprire i luoghi di Mauro
Corona

Una App, attraverso la
realtà virtuale aumentata, porta i turisti sui luoghi descritti da Mauro
Corona nel libro Fantasmi di pietra
. Grazie a un’analisi del testo e
alla raccolta di testimonianze degli abitanti di Erto, sono stati individuati
nel centro storico del paese oltre 40 punti di interesse che, se puntati
con il cellulare, raccontano di storie e vite passate, fra fantasia e realtà.
Muovendosi fra gli angoli più suggestivi del paese, si scopriranno le case della
Maga, del pifferaio o della Madonna del Fiasco e si potranno incontrare alcuni
personaggi resi celebri da noto libro di Corona, come il filosofo Celio. Ad Erto
è stata inoltre realizzata una nuova sezione del Centro Visite del
Parco delle Dolomiti Friulane
: attraverso video e immagini viene raccontata
l’architettura dei luoghi e la vita dei cavatori a Cava Buscada.Una sala didattica consente la sperimentazioni di attività
legate ai temi della geologia.

Luoghi e itinerari seguendo il fil-rouge della
pietra

Di pietra tagliata a vista sono
fatte le case di Erto (così come quelle di Casso, appollaiato come
un nido d’aquila su un pianoro sovrastante) dall’inconsueta architetture, alte e
strette, monumento nazionale: vale la pena di visitarne il centro storico,
segnato in parte ancor oggi dalla ferita provocata dal disastro del Vajont. Dal
paese si snodano vari itinerari che conducono a scoprire luoghi di grande
suggestione di cui la pietra è incontrastata protagonista: i Libri di San
Daniele
(enormi lastroni rocciosi, unici nel loro genere, che sembrano
pagine di volumi pietrificati, che una leggenda vuol siano stati creati dal
santo protettore dei viandanti);  Cava di Buscada – da cui si estraeva il
pregiato marmo Ramello rosso di Erto utilizzato in palazzi e chiese di
tutt’Europa – ora Museo all’aperto dove si possono ammirare ammoniti incastonate
nelle lastre tagliate dai minatori; la Falesia di Erto dove Mauro Corona
ha ideato e tracciato una frequentatissima palestra di roccia; la
colossale frana del Monte Toc, che il 9 ottobre 1963, piombando nella
diga sottostante, ha provocato la tragedia del Vajont, in cui morirono 1910
persone.

Caratteristiche anche le
architetture di Cimolais, con lo storico Palazzo Nicoli: dal
paese, imboccata Val Cimoliana, si possono raggiungere la spettacolare
Falesia di località Gotte e il Campanile di Val Montanaia, ardita
guglia che, con i suoi 300 metri di altezza, è il simbolo delle Dolomiti
Friulane. Una curiosità è la Fornace di calce di Pianpinedo, recentemente
ricostruita e funzionante per dimostrazioni didattiche.

Pietra e legno caratterizzano gli
edifici di Claut, la cui storia antica è ben leggibile nella Cjasa da Fum
(una delle più vecchie abitazioni del paese) ed è raccontata nel
Museo della Casa Clautana. l comune di Claut infine. Ad una decina di km
dal paese, le Orme di dinosauro scoperte nella roccia vicino a Casera
Casavento sono fra i più importanti siti fossili di dinosauri scoperti in
Italia. Altri sentieri portano alla forra di Ciafurle, frequentata
da sportivi per il canyoning e per la palestra di roccia, alle sorgenti del
Cellina
con le spettacolari “piramidi di terra”, al Landre scur, noto
anche come Grotta del Bosco, esplorabile però solo da esperti speleologi.

Per informazioni:
Dolomiti Friulane

tel. 0427 71775 – info@dolomitifriulane.comwww.dolomitifriulane.com

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