Museo della Pietà Rondanini. L’ultimo capolavoro di Michelangelo trova casa negli spazi espositivi dell’antico Ospedale Spagnolo allestiti da Michele De Lucchi @expo2015

Credito fotografico: Roberto
Mascaroni

Sabato 2 maggio l’inaugurazione del Museo dà l’avvio a ExpoinCittà: grande festa
al Castello Sforzesco a una settimana di ingresso gratuito fino a domenica 10
maggioMilano, 17 aprile 2015 – Sarà il nuovo Museo Pietà
Rondanini_Michelangelo ad aprire, con una grande festa al Castello Sforzesco
sabato 2 maggio, il ricco programma di iniziative ed eventi di ExpoinCittà,
destinato ad animare la vita culturale milanese per tutto il semestre
dell’Esposizione Universale. Il taglio del nastro si svolgerà alle ore 11,
mentre dalle ore 14 fino alle ore 23 il Museo resterà aperto alla città e sarà
ad ingresso gratuito per tutta la settimana fino a domenica 10
maggio.In
concomitanza con l’avvio di Expo 2015, e dopo quasi sessant’anni trascorsi nel
Museo d’Arte Antica del Castello all’interno della Sala degli Scarlioni, dove
abitava in una nicchia d’autore firmata BBPR, la Pietà Rondanini cambia casa,
rimanendo sempre all’interno del Castello Sforzesco e trovando la sua definitiva
collocazione nell’affascinante spazio dell’antico Ospedale Spagnolo. L’ultimo
emozionante capolavoro di Michelangelo viene così ridonato a Milano in un nuovo
spazio espositivo dedicato, riscoperto, restaurato e restituito alla città nel
raffinato allestimento di Michele De Lucchi, capace di dare piena valorizzazione
al significato espressivo e alla straordinaria potenza iconica della
Pietà.Il
progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione portata avanti per
quasi tre anni fra Istituzioni pubbliche e realtà private, in particolare dal
Comune di Milano insieme alle Soprintendenze, al Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), all’Istituto Superiore per la
Conservazione e il Restauro (ISCR) e al Politecnico di Milano – Centro Beni
Culturali per le attività di diagnostica, monitoraggio e ingegneria.
Fondamentale è stato inoltre il contributo della Fondazione Cariplo, partner
istituzionale del Castello Sforzesco nel progetto di restauro architettonico e
di rinnovamento museografico. Un insieme di voci e di diverse competenze che
hanno saputo confrontarsi con sinergia su temi di conservazione, restauro,
progettazione e ingegnerizzazione, in grado di garantire la più alta
valorizzazione dell’opera e al tempo stesso la sua massima sicurezza.Per questa
occasione è stata infatti progettata una speciale piattaforma antisismica e
antivibrante con un basamento cilindrico super tecnologico su cui poggia la
scultura. La progettazione delle strutture di protezione dell’opera è
dell’azienda giapponese Thk con Miyamoto International e il piedistallo è
realizzato dall’italiana Goppion. La realizzazione di questa innovativa
tecnologia è stata seguita in ogni sua fase esecutiva dal Politecnico di Milano.
Il tutto in stretta collaborazione anche con Arterìa che si è occupata della
delicata movimentazione dell’opera e con Sabina Vedovello (CBC) per gli aspetti
conservativi in tutte le fasi del progetto.«La Pietà Rondanini cambia casa. Un trasferimento
sempre all’interno delle mura del Castello, ma in realtà un grande viaggio per
questo capolavoro che trova oggi la sua collocazione definitiva in uno spazio
‘ritrovato’, completamente restaurato e restituito alla città: l’antico,
cinquecentesco Ospedale Spagnolo del Castello – dichiarano gli assessori Filippo
Del Corno (Cultura) e Carmela Rozza (Lavori Pubblici e Arredo Urbano) –. Un
allestimento che cambia completamente la percezione di questa icona dell’arte
mondiale e che valorizza in modo straordinario la potenza struggente dell’opera
alla quale Michelangelo lavorò fino agli ultimi giorni della sua vita. Un
progetto – hanno concluso gli assessori – che non sarebbe stato possibile
realizzare se non grazie all’eccezionale lavoro di squadra tra istituzioni
pubbliche e private, che sta diventando il modello produttivo della proposta
artistica e culturale di Milano».Il delicato e complesso percorso affrontato per dare la
giusta valorizzazione alla Pietà Rondanini con un Museo dedicato giunge
finalmente a compimento in un anno particolarmente importante per Milano. «Per
quanto sia apparso evidente fin da subito, sorprende oggi vedere come l’incontro
fra il capolavoro di Michelangelo, l’affascinante spazio dell’antico Ospedale
Spagnolo e il raffinato allestimento di Michele De Lucchi crei una perfetta
armonia fra architettura e opera, permettendo finalmente alla Pietà di
sprigionare completamente la sua forza espressiva e di trasmetterla a coloro che
la osservano», afferma Claudio Salsi, Direttore Soprintendenza Castello, Musei
Archeologici e Musei Storici. «Questo risultato non sarebbe stato possibile
senza la preziosa guida dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il
Restauro (ISCR), che ha seguito costantemente tutte le fasi di tutela e
conservazione preventiva in vista dello spostamento dell’opera, compreso lo
studio dell’innovativo basamento tecnologico che sostiene la Pietà e il progetto
di monitoraggio della superficie dell’opera realizzato in stretta collaborazione
con il Politecnico di Milano – Centro Beni Culturali e con gli altri partner
coinvolti».«Il nuovo allestimento ribalta completamente la visione
ad oggi consueta dell’opera: entrando i visitatori vedranno infatti la scultura
di spalle e scorgeranno per prima cosa ciò che Michelangelo scolpì per ultima,
la schiena della Madonna ricurva sul Cristo, rendendo ancora più intensa
l’emozione per l’opera», afferma l’architetto Michele De Lucchi. «Solo girando
attorno alla statua si vedrà la parte anteriore, con il Cristo cadente sostenuto
dalla Madre: una prospettiva assolutamente inedita, voluta per mettere in
risalto quella dimensione della scultura, incompiuta, prima impossibile da
osservare nella sua completezza».«Come Istituzione impegnata da anni nel sostegno a
progetti culturali, sociali e ambientali sul territorio, abbiamo deciso di
offrire il nostro supporto al restauro dell’Ospedale Spagnolo, nuova sede della
Pietà Rondanini, contribuendo a restituire al mondo un capolavoro», afferma
Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo. «Confidiamo che in un anno
straordinariamente rappresentativo per Milano, il Castello Sforzesco e la Pietà
Rondanini possano davvero rendere la bellezza un veicolo universale di
accoglienza, inclusione, condivisione, partecipazione, a beneficio dei milanesi
e di quanti affolleranno la città».Restituire alla città un’opera straordinaria come la
Pietà Rondanini nel suo massimo splendore non è solo un importante appuntamento
per il mondo dell’arte, ma ha un profondo significato per Milano, che diventa
città simbolo di dialogo tra arte, economia e società», dichiara Alberto
Meomartini, Vice Presidente della Camera di commercio di Milano. «Questo è lo
spirito di ExpoinCittà: creare interconnessioni tra mondi diversi, mischiare
cultura, imprese, città in modo virtuoso. La rivalutazione espositiva dell’opera
è infatti un tema anche economico: attirerà ancora di più turisti, investimenti,
capitali. Da oggi abbiamo una nuova icona, un nuovo biglietto da visita di
Milano nel mondo, un nuovo elemento di orgoglio per i milanesi e per il nostro
territorio».La Pietà Rondanini e l’antico Ospedale
SpagnoloEstremo capolavoro e ultima creazione incompiuta del
genio toscano, la Pietà Rondanini è un’opera drammaticamente singolare, dotata
di un senso che trascende la bellezza in quanto espressione dell’amore umano:
racchiude infatti in un unico blocco di marmo le figure del Cristo e della
Vergine, quasi fuse in un solo abbraccio.La Pietà Rondanini rappresenta il testamento
spirituale del maestro, intento a scolpirne i tratti sino a pochi giorni prima
della morte, avvenuta nel 1564. L’opera non finita fu infatti ritrovata nella
sua abitazione romana, ma se ne persero poi le tracce per lunghi anni fino a
quando ricomparve presso l’abitazione del marchese Giuseppe Rondinini (questa la
denominazione corretta), raffinato collezionista romano. Nei secoli successivi
visse un lungo avvicendarsi di passaggi di proprietà, quasi nell’oblio, fino a
quando nel 1952 la scultura venne acquistata dal Comune di Milano ed esposta per
la prima volta nel 1956 in occasione della riapertura dei Musei del Castello nel
secondo dopoguerra.All’interno dell’antico Ospedale Spagnolo, con i suoi
delicati affreschi, l’intensità struggente dell’opera incontra un’architettura
ideale, che sembrava attenderla da tempo. In quegli spazi collegati alla
sofferenza, realizzati per i soldati della guarnigione spagnola del Castello
colpiti dalla peste nella seconda metà del ‘500 proprio pochi anni dopo il
momento in cui Michelangelo a Roma lavorava alla Pietà Rondanini, appare come
una casualità particolarmente suggestiva la scoperta che, quasi in
corrispondenza con la sommità della Pietà, si scorgono, riferite a Cristo, le
parole «ascese al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente»,
espressione di fede, a quel tempo a conforto di soldati malati.Il precedente
allestimento della Pietà Rondanini firmato da BBPR, che ha ospitato la scultura
nella Sala degli Scarlioni per circa sessant’anni, troverà invece nuova
destinazione con un progetto di valorizzazione in corso di definizione legato
alla storia della Pietà, alle caratteristiche del Museo e alla sua importanza
per Milano.L’allestimento di Michele De LucchiAll’interno della sala
dell’antico Ospedale Spagnolo, l’allestimento è essenziale, per rispettare la
sacralità della Pietà e indurre alla meditazione. Sulla parete opposta
all’ingresso, una quinta nasconde la Porta di Santo Spirito, accogliendo la
maschera funeraria e una medaglia che ritrae Michelangelo, realizzate
rispettivamente da Daniele da Volterra e da Leone Leoni. Lo spazio è quasi del
tutto vuoto, salvo la presenza di tre panche in rovere poste davanti all’opera,
con altezze graduate per permettere una visuale completa, e di un leggio che
ospita le informazioni riguardanti le sue vicende storiche. Il pavimento in
legno di rovere dalla tonalità chiara dona calore all’ambiente e produce un
contrasto materico che valorizza il bianco del marmo.
Per salvaguardare il
capolavoro da eventuali effetti legati al passaggio della vicina metropolitana e
da eventuali scosse sismiche è stata inoltre realizzato, sulla base dei dati
scientifici raccolti a livello internazionale dal Politecnico di Milano, un
avanzatissimo sistema di protezione, integrato, da rischi sismici e da
vibrazioni verticali provenienti dal terreno.Procedure di tutela e soluzioni
di ingegnerizzazione, senza precedenti noti nella museotecnica, sono state
affrontate in collaborazione tra Politecnico di Milano, Comune di Milano,
Soprintendenza del Castello Sforzesco e Istituto Superiore di Conservazione e
Restauro, che ha curato la supervisione di tutto il progetto, dall’inizio alla
sua conclusione.Il sistema di illuminazione della scultura,
appositamente realizzato da Artemide per il nuovo allestimento espositivo
firmato da Michele De Lucchi, è studiato per evitare le ombre, mentre
all’interno della sala si diffonde una luce quanto più possibile naturale che
valorizza le decorazioni murali senza entrare in contrasto con la centralità
della Pietà. La luce Artemide è posizionata in modo da garantire una perfetta
coerenza di illuminazione tra il retro e il fronte della scultura, che si
presenta al pubblico esposta di schiena. I corpi illuminanti diffondono una
“luce silenziosa”, non appariscente, che mette in risalto l’intensità espressiva
e drammatica della Pietà di Michelangelo.Al Castello Sforzesco una nuova caffetteria e un
bookshop rinnovatoCon un’offerta culturale sempre più ricca e dinamica, il
Castello Sforzesco diventa ancora più accogliente grazie all’avvio di nuovi
servizi per il pubblico di cittadini e turisti.In particolare, venerdì 17 aprile alle ore 19.30
inaugura la nuova caffetteria Calicantus Sforzesco nel giardino di fronte
all’ingresso dei Musei della Corte Ducale. Allestita in un’architettura
contemporanea, leggera e accogliente, confortevole e di design, offre un momento
di ristoro e di piacevole sosta per tutta la giornata.
All’ingresso dei
Musei del Castello è inoltre attivo il nuovo bookshop gestito da Civita, dove
l’ampia offerta editoriale e di merchandising è incorniciata in un allestimento
completamente rinnovato dallo Studio De Lucchi. In occasione dell’apertura del
nuovo Museo dedicato alla Pietà Rondanini, saranno disponibili la pubblicazione
ufficiale Michelangelo, la Pietà Rondanini nell’Ospedale Spagnolo del Castello
Sforzesco, edita da Officina Libraria e curata da Claudio Salsi, e la guida
dedicata all’ultimo capolavoro di Michelangelo, edita da Marsilio; per la visita
della Pietà Rondanini sarà inoltre disponibile una guida multimediale ricca di
contenuti e immagini.INFORMAZIONI PER IL PUBBLICOMuseo Pietà
Rondanini_Michelangelo
Milano, Castello Sforzesco, Cortile delle
Armi

  • 2 – 10 maggio 2015

Sabato 2 maggio apertura inaugurale alla città dalle
ore 14 e fino alle ore 23Ingresso gratuito al Museo Pietà Rondanini tutti i
giorni (lunedì 4 maggio compreso) fino a domenica 10 maggioOrari dalle ore 9.00 alle
ore 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)Giovedì 6 apertura prolungata dalle ore 9.00 fino alle
ore 22.30 (ultimo ingresso ore 22)

  • Dal 12 maggio 2015

L’ingresso al Museo della Pietà Rondanini è compreso
nel biglietto unico per i Musei del Castello Sforzesco al costo di 5 euro
(ridotto 3 euro) acquistabile presso la biglietteria dei Musei del Castello
Sforzesco

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