Ritornano alle Serate Musicali Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca_ Conservatorio G. Verdi di Milano – Sala Verdi – Lunedì 9 febbraio 2015, ore 21.00

Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

Lunedì, 9 febbraio 2015 – ore 21.00
SERIE «A» 2014/2015

I SOLISTI DI MOSCA
Direttore e solista YURI BASHMET

 

«Omaggio a Sviatoslav Richter nel centenario della nascita»

BEETHOVEN- MAHLER        Quartetto Serioso in fa minore op. 95
                    Allegro con brio/Allegro ma non troppo/Allegro assai vivace,                     ma serioso/Larghetto espressivo/Allegro agitato

NICOLO PAGANINI              Concertino in la minore per viola e orchestra
                    Maestoso / Recitativo: Adagio cantabile / Rondò: Allegretto

SCHUBERT- MAHLER        Quartetto La Morte e la Fanciulla in re minore D.810
                    Allegro/Andante/Scherzo/Presto

 SILVIA COLASANTI            Preludio, Presto e Lamento (dedicato a Yuri Bashmet)
                    per viola solista e orchestra d’archi 
                    (Prima Esecuzione a Milano)

Biglietti: Intero € 30,00 – Ridotto € 25,00

________Ritornano alle Serate Musicali Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca
In programma, trascrizioni per orchestra di quartetti di Beethoven, Schubert e Paganini, e una prima esecuzione a Milano di una nuova composizione di Silvia Colasanti
    Milano, 4 febbraio 2015 – Il secondo appuntamento delle Serate Musicali in febbraio è dedicato alla memoria del grande pianista Sviatoslav Richter, scomparso nel 1997, nel centenario della nascita (30 marzo 1915). Più volte ospite delle Serate Musicali, Richter si era esibito per Serate Musicali in ultimo nel 1993, diretto proprio da Yuri Bashmet, alla testa dei Solisti di Padova e del Veneto, e con il violinista Pavel Vernikov. E questo dunque un omaggio congiunto della direzione artistica assieme a Bashmet, che con Richter ha lungamente collaborato in ambito cameristico, e con cui ha registrato, in veste di direttore i Concerti BWV 1054 e BWV 1058 di Bach e il Concerto K. 503 di Mozart, nel 1993 (The Teldec Recordings, ripubblicati nel 2012).
Il programma del concerto che vedrà sul palco Yuri Bashmet, come di consueto nella doppia veste di violista solista e direttore dei Solisti di Mosca, da lui fondati nel 1986, si apre sulle note del Quartetto Serioso, n.11 op.95 di Ludwig van Beethoven, “tra le creazioni più sconcertanti e significative, sul piano estetico, dell’intera letteratura quartettistica” (Ugo Morale)  porta – fatto inconsueto – un’intestazione dello stesso autore, che deriva dall’indicazione di tempo del suo terzo movimento (Allegro assai vivace, ma serioso). Ma serioso è tutto il tono di questa composizione essenziale e compatta, ascrivibile alla piena maturità dell’autore. Il suo incipit “feroce” (Ugo Morale), “di una forza terribile” (Joseph Kerman), cui seguono alternati episodi contrastanti di lirismo solistico, di violino e violoncello e di incisività ritmica e melodica degli interventi all’unisono della formazione dovettero sembrare un vero e proprio invito alla strumentazione orchestrale a Gustav Mahler, che lo trascrisse infatti nei primi anni del suo incarico alla Filarmonica di Vienna. Sullo stesso modello e per la stessa destinazione, Mahler trascrisse anche il Quartetto Der Tod und das Mädchen, in re minore D.810, operazione che gli permise di conquistare la lucida distanza ricercata dai maestri il cui linguaggio egli aveva preso inizialmente a modello per la costruzione di un idioma personale.

Tra queste due, una terza trascrizione (a cura di R. Balashov e G. Kats), quella del Quartetto n. 15 in laminore per viola concertante, violino, violoncello e chitarra, scritto tra il 1818 e il 1820, che così diventa Concertino, che sottolinea quanto, ben al di là dei luoghi comuni, le sovrannaturali doti del compositore e virtuoso si manifestassero nella padronanza di altri strumenti, oltre al violino, come la viola e la chitarra.

Chiude la serata la prima esecuzione a Milano di Preludio, Presto, Lamento, scritto e dedicato da Silvia Colasanti a Bashmet, su commissione degli Amici della musica di Foligno. Presentando il lavoro, la compositrice ripercorre la sua storia e formazione di musicista: “Scrivere per Yuri Bashmet rappresenta ai miei occhi il raggiungimento di un grande traguardo. Bashmet incarna la tradizione dei grandi interpreti solistici che sono ugualmente classici, con riferimento al repertorio della grande tradizione, e al contempo sono aperti alla musica del nostro tempo.  Dal punto di vista personale, poi, devo dire che sono davvero onorata di poter ascoltare l’esecuzione di un mio brano, scritto e dedicato a Bashmet, dalle sue stesse mani; se penso che Bashmet è stato docente all’Accademia Chigiana, negli stessi anni in cui ho frequentato l’istituzione da allieva.
La composizione è stata quindi pensata per la sua viola; uno strumento che di per sé stesso mi affascina per il suo colore scuro e caldo. Il brano poggia su di una struttura tripartita: un Preludio, ricco di contrasti, che presenta i materiali che saranno sviluppati durante il brano, un Presto su un ritmo ostinato che esplode in un Lamento finale, dal carattere mesto e melanconico in cui la viola disegna un lungo arabesco su un tappeto di velate armonie arcaiche “visibili” in filigrana, sotto il mio linguaggio.
Scrivere musica oggi, per me, significa non poter prescindere dalla conoscenza, dalla memoria del nostro passato musicale, in sintesi, dalla nostra identità. Un passato che, nel momento creativo, va però messo da parte, in modo tale che non ci sovrasti, non ci assordi, non precluda la possibilità di produrre il nuovo. Il passato, a sua volta, lo intendo come somma di tutti i passati della nostra tradizione occidentale, in cui si innestano tradizioni musicali diverse, più o meno lontane nel tempo. Così come amo dialogare, in qualità di autrice, con una tipologia di interprete consapevole, colta ma aperta al nuovo, desidero rivolgermi agli amanti della musica di ogni tempo: non solo dagli addetti ai lavori, viceversa, ma anche ad un pubblico che conosce e frequenta il mondo musicale classico”.

YURI BASHMET
“Senza alcun dubbio, uno dei massimi musicisti viventi” (The Times).
Nato nel 1953 a Rostov sul Don in Russia, Bashmet ha studiato al Conservatorio di Mosca prima con Vadim Borisovsky – il violista del Quartetto Beethoven – ed in seguito con Fedor Druzhinin. Nel 1976 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Monaco; di qui prenderà l’avvio la sua strepitosa carriera internazionale, propiziata da una prodigiosa sonorità, da un magistrale dominio dell’arco e da un’eccezionale sensibilità. Ha ispirato molti compositori che hanno scritto per lui nuove composizioni che sono andate ad incrementare il repertorio per viola. Molto stretta e produttiva è stata la collaborazione con Alfred Schnitke il cui Concerto per viola, scritto per Bashmet, è stato eseguito per la prima volta al Concertgebouw di Amsterdam nel 1986 e registrato con la London Symphony Orchestra e Rostropovich ma anche con Sofia Gubaidulina, Giya Kancheli, Mark-Anthony Turnage e Alexander Raskatov.  Parallelamente alla sua attività solistica, Bashmet dirige l’orchestra, da lui fondata nel 1986, i Solisti di Mosca che, attraverso tournée e dischi, ha raggiunto una grande notorietà internazionale. E’ molto richiesto anche in veste di musicista da camera: ha collaborato con Sviatoslav Richter, Natalia Gutman, Gidon Kremer, Mstislav Rostropovich, Viktor Tretiakov, il Quartetto Borodin e molti altri ancora. Nel 1988 ha fatto il suo debutto in Nord America dove ha ottenuto grande successo al Festival di Boston “Making Music Together”. E’ tornato negli USA nel 1990 come solista con la Moscow Philharmonic Orchestra, successivamente si è esibito con la Boston Symphony Orchestra diretta da Rozhdestvenskij , con la Chicago Symphony diretta da Gergiev, con la Los Angeles Philharmonic, The Philharmonia, il Bayerischer Rundfunk, la Birmingham Symphony, la Toronto Symphony Orchestra, la Filarmonica di Berlino e al Festival di Edimburgo. Ha effettuato tournées in Austria, Germania, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Francia e Italia con i Solisti di Mosca. Bashmet ha inciso per diverse etichette (quali RCA, EMI, JVC e Melodija) non solo in duo con Muntjan o con i Solisti di Mosca, ma anche con altri eccezionali artisti Rostropovich, Kremer, Kagan.  Insegna dal 1986 presso l’Accademia Chigiana di Siena e anche alla Kronberg International Academy. Nel gennaio 1992 e nel gennaio 1994 ha ottenuto il riconoscimento quale “migliore strumentista dell’anno” in occasione dei Classical Musical Awards. Nell’aprile del 1995 ha ricevuto il prestigioso premio internazionale della Fondazione Sonings per la musica a Copenhagen. Dal 1997 è direttore artistico del Festival Internazionale “Elba Isola Musicale d’Europa” e dal 2000 della “Stagione Musicale a Villa Abamelek”, residenza dell’Ambasciatore Russo in Italia. Nel 2000 è stato insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. Dal gennaio 2003 Yuri Bashmet ricopre l’incarico di Direttore Principale ed Artistico dell’Orchestra  Sinfonica “Nuova Russia”.  E’ stato presentato per la prima volta in Italia da Serate Musicali nel 1983.

I SOLISTI DI MOSCA
L’orchestra de “I SOLISTI DI MOSCA” si è costituita nel 1984 sotto la direzione di Yuri Bashmet, violista di fama internazionale. Caratteristica peculiare dell’orchestra è che i componenti sono tutti solisti laureati di concorsi internazionali. Dal momento della sua formazione, l’orchestra si esibisce sempre più frequentemente in tournèe internazionali. L’orchestra ha effettuato la prima tournèe in Italia nel marzo 1988 riscuotendo ovunque un grandissimo successo di critica, collocandosi ai primi posti tra le migliori formazioni del mondo cameristico. Il repertorio comprende opere dei musicisti classici quali Vivaldi, Bach, Mozart, Ciaikovskij, Mendelssohn, Grieg, Schubert, Prokofiev, Shostakovich, Hindemith, Telemann, M.Marais, ecc.. Molti compositori russi contemporanei, come A.Golovin, A.Ciaikovskij, M.Jermolajev, A.Shnitke, V.Barkauskas, ecc., hanno composto e dedicato concerti per viola ed orchestra che sono stati eseguiti in prima assoluta. S.Richter, che si è esibito diverse volte con Yuri Bashmet, ha detto di quest’orchestra: “Bashmet è riuscito in un tempo brevissimo ad amalgamare al meglio questi giovani e prestigiosi solisti, infondendo, un suono volitivo, chiaro ed acuto e, nello stesso tempo, precisione virtuosistica, dimostrando di possedere alte capacità che lo collocheranno presto tra i migliori direttori d’orchestre da camera”. L’orchestra è stata ospite delle celebrazioni per il centenario del Concertgebouw di Amsterdam e di quelle per il centenario della Carnegie Hall di New York. Numerose sono le incisioni con la casa discografica RCA VICTORY Red Seal.

SILVIA COLASANTI
Silvia Colasanti (1975) si è formata al Conservatorio Santa Cecilia di Roma in Composizione con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti, ed in Pianoforte con Valentino Di Bella. Si è poi perfezionata con Fabio Vacchi, Wolfgang Rihm, Pascal Dusapin (Master class Achantes – Metz), con Azio Corghi all’Accademia Musicale Chigiana (con Borsa di Merito) e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, dove ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata.

È stata premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il Zeitklang – International composition competition Musikfabrik NÖ di Vienna, il Lopes Graça di Lisbona, ed è stata selezionata al Tactus – Young Composers Forum 2006 di Bruxelles. Nel 2013, entra a fare parte del Comitato d’Onore Internazionale Viva Toscanini, diventa Membro della prestigiosa Società del Kalevala e vince lo European Composer Award con Responsorium, in prima al Konzerthaus di Berlino. Nello stesso anno, il Presidente della Repubblica Napolitano la nomina Cavaliere dell’ Ordine ‘al Merito della Repubblica Italiana’.

Ha fatto parte della giuria dei Concorsi Internazionali di Composizione: Concorso ‘2 agosto’ (Bologna), Kuhmo Chamber Music Festival Competition (Helsinki), ‘…a Camillo Togni'(Brescia).
Riceve riconoscimenti da numerose istituzioni: Radio Rai la sceglie quale rappresentante per l’Italia all’International Rostrum of Composers, la Fondazione Adkins Chiti – Donne in musica (Roma) le commissiona diversi lavori tra cui un brano di musica sacra per la Città del Vaticano. Nell’agosto 2007 è artista in residence per la Civitella Ranieri Foundation di New York. E’ selezionata, con il Quartetto di Cremona, per il Progetto Musica 2007 della Fondazione Spinola – Banna per l’Arte. Nel 2010 riceve il Premio Nino Carloni nella categoria ‘Giovane Compositore’ .

Le sue composizioni sono eseguite nelle principali istituzioni musicali internazionali tra cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), il Théâtre des Champs-Élysées (Parigi), l’Orchestre National de Belgique (Brussels), la Konzerthaus (Berlino), il Festival Pablo Casals (Prades), l’Unione Musicale (Torino), la Biennale Musica (Venezia), Settembre Musica (Torino), il Kuhmo Kamarimusiikki (Kuhmo, Finlandia), Milano Musica (Milano), l’Orchestra Verdi (Milano), il Maggio Musicale Fiorentino (Firenze), La Società del Quartetto (Milano), la Giovine Orchestra Genovese (Genova), la Royal Scottish Academy of Music and Drama (Glasgow), l’Orchestra Nazionale Rai (Torino), l’Orquestra Metropolitana de Lisboa (Lisbona), l’Accademia Musicale Chigiana (Siena), l’Orchestra della Toscana (Firenze), il Center for New Music di San Francisco.

Silvia Colasanti collabora con solisti italiani e stranieri di fama internazionale. Tra questi Massimo Quarta, Salvatore Accardo, Jacques Zoon, Arturo Tamayo, Vladimir Mendelssohn, Daniel Kawka, Lior Shambadal, il Quartetto di Cremona, il Quartetto Arditti, Enrico Bronzi , David Geringas, Enrico Dindo. La sua composizione In the earth and air è stata scelta da Luciana Savignano per un suo spettacolo di teatro-danza. Dalla collaborazione con Mariangela Gualtieri della Compagnia Teatro Valdoca nasce Dal paese dei rami, su commissione dell’Orchestra della Rai di Torino (2009). Nel 2015 presenta il brano Preludio, Presto e Lamento, scritto per Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca.
Fervida promotrice dell’educazione musicale infantile e apprezzata autrice di musica per l’infanzia, ha composto su commissione del Cidim in co-produzione con il Maggio Musicale Fiorentino Il sole, di chi è? su testo di Roberto Piumini. Rappresentata in prima nazionale a marzo 2009 al Teatro Ponchielli di Cremona con la regia di Francesco Frongia, l’opera è stata ripresa nei principali teatri italiani nella stagione 2009/2010, e nel 2012 alla IUC di Roma e nella stagione degli Amici della Musica di Perugia. Nel 2013, l’Orchestra laVerdi di Milano presenta all’Auditorium della Fondazione Cariplo Chicino e Cicotta (di nuovo su testo di Roberto Piumini), mentre nel 2014 gli Amici della Musica di Perugia presentano al Teatro Brecht di San Sisto la prima assoluta di Le avventure di Tom Sawyer, spettacolo musicale per bambini per narratore, coro di voci bianche e ensemble.

I suoi lavori di teatro musicale Orfeo. Flebile queritur lyra interpretato da Maddalena Crippa e L’angelo del Liponard. Un delirio amoroso interpretato da Sandro Lombardi, presentati a Roma e a Firenze, sono stati ripresi in Italia e in Germania. Il suo Faust. Tragedia soggettiva in musica su testo di F. Pessoa, commissionato dall’Accademia Chigiana e composto a partire dal “nucleo generatore” …di tumulti e d’ombre. Studio per Faust per quartetto d’archi (scritto per il Quartetto di Cremona), è stato rappresentato con successo nel contesto della 68° Settimana Musicale Senese, nel 2011, da Ferdinando Bruni (Faust), Laura Catrani (voce), e con la regia di Francesco Frongia.
Nel 2012, il Maggio Musicale Fiorentino presenta in prima assoluta la sua prima opera lirica, La Metamorfosi, su libretto tratto dall’omonimo racconto di Franz Kafka e con la regia di Pier Luigi Pier’Alli. Il successo dell’opera – la prima commissione dell’istituzione fiorentina a una compositrice donna – ne decreta la ripresa da parte dell’ente, nel 2014, di nuovo al Teatro Goldoni di Firenze.
in fiamme, per piano è inoltre stato eseguito dal pianista Alfonso Alberti al Center for New Music di San Francisco.
Nel 2010 Sky Classica ha prodotto e trasmesso un episodio della serie Incontri contemporanei dedicato Silvia Colasanti, per la regia di Giancarlo Matcovich, che è ciclicamente riproposta dall’emittente.

Il suo primo cd monografico, In-Canto è stato pubblicato nel 2011, dall’etichetta Dynamic, e contiene due tra le più importanti composizioni sinfoniche della compositrice Chaos. Commento a Haydn, Hob. XXI:2 (Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Gyorgy G. Rath) e Il Canto di Atropo, per violino e orchestra (Orchestra Verdi diretta da Damian Iorio, Massimo Quarta violino solista) e le composizioni cameristiche La Rosa que no canto, per quartetto d’archi (Quartetto di Cremona) e To muddy death. Ophelia per quintetto (Algoritmo Ensemble diretto da Marco Angius). Silvia Colasanti ha insegnato nei Conservatori di Bologna, Pesaro e Perugia e le sue opere sono pubblicate da Universal Music Publishing Ricordi S.r.l.

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