La Compagnia del carcere di Rebibbia all’Argentina con VIAGGIO ALL’ISOLA DI SAKHALIN – 19 e 20 settembre

Il 19 e 20 settembre il palcoscenico del
Teatro Argentina accoglie

la Compagnia delcarcere di RebibbiaconViaggioall’isola di Sakhalin

Viaggio all’Isola di Sakhalin

Teatro e realtà si fondono
nella pièce liberamente ispirata a Anton
Cechov
e Oliver Sacks,

dove il racconto delle vite dei reclusi
siberiani si intreccia alle vite dei detenuti di Rebibbia

ideazione Laura Andreini Salerno         

drammaturgia Valentina Esposito

regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito

direzione
organizzativa Fabio Cavalli

conFabio Albanese,
Massimo Alletta, Teno Ahmetovic, Giuseppe Borzacchiello,

Giuseppe Camillo, Patrick Cosma, Marco
Costantini, Antonio Da Ponte, Sandro Dari,

Marco Dell’Unto, Vincenzo Di Letizia,
Giovanni D’Ursi, Roberto Fiorini, Roberto Fois, Salvatore Fontana,

Alessandro Forcinelli, Filippo Giuffrida,
Daniel Silva Gonzales, Toma Jovanovic, Tommaso Marsella, Angelo Molinari,
Giancarlo Porcacchia, Gabriel Radu, Massimo Ramoni, Luciano Terzini, Doriano
Torriero, Simmaco Zarrillo

costumiPaola Pischedda –
scene Enzo Grossi  luci
Valerio Peroni

Produzione
Centro Studi Enrico Maria Salerno

in
collaborazione con Teatro di Roma e Direzione della C.C. Roma Rebibbia N.C.

Main Sponsor
Fondazione Roma-Arte-Musei

La Stagione
di Progetti 14-15
firmata dal direttore Antonio Calbi continua nel segno deiTeatri di Comunità. Dopo
aver accolto il Garofano Verde, la
rassegna di Rodolfo di Giammarco dedicata alla scena omosessuale, è la volta
dellaCompagniadelcarcereromanodiRebibbia. I detenuti-attorilascianoilteatrodel penitenziarioperdebuttaresulpalcoscenicodel Teatro ArgentinaconViaggioall’isoladiSakhalin,la
pièce liberamente ispirata a Anton Cechov e Oliver Sacks, in scena venerdì 19 e sabato 20 settembre (ore 21).

Lo spettacolo si inserisce all’interno delprogettoTeatri di Comunità, un programma di attività che il Teatro di Roma promuove per
coniugare l’arte al territorio e alle realtà che vi operano. Un percorso
culturale per un teatro come agorà della
polis
che, ancor prima che sulla scena, si declina e si riverbera sulla
città per favorire l’inclusione delle diverse generazioni e comunità che la costituiscono.
«Con il progetto Teatri di Comunità
– dichiara il direttore Antonio Calbi – il Teatro Argentina si apre ancor più
alla città intera, e alle diverse anime e realtà che la compongono e la
abitano. Il Teatro realizza il proprio senso e la propria missione, quando
accoglie e si fa inclusivo. Sono particolarmente fiero di proseguire nella partnership tra il Teatro di Roma e
l’esperienza realizzata dall’Associazione La Ribalta presso il carcere di
Rebibbia. Con gli amici e colleghi, Laura Salerno e Fabio Cavalli, stiamo
continuando a riflettere su come sviluppare ulteriormente questa collaborazione
affinché diventi ancora più forte e consolidata».

Ad interpretareViaggioall’isoladiSakhalin– spettacolo ideato e direttoda Laura
Andreini Salerno
e dalla drammaturga Valentina
Esposito
– il cast di trenta detenuti-attori della Compagnia del Reparto G8 del carcere di
Rebibbia che scontano pene di lunga durata, alcuni l’ergastolo. Sulla scena il
racconto di viaggio dell
’esperienza che Anton Cechov – nell’esercizio
della sua professione di medico – fece alla fine dell’Ottocento visitando
l’isola-prigioneSakhalin,la colonia penale per gli ergastolaniposta all’estremo oriente
della Russia. Allo sconvolgente reportage cechoviano sulle condizioni di
detenzione, si intreccia una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato
cognitivo Oliver Sacks. Nell’ “isola dei senza colore” Sacks incontra uomini e
donne che l’isolamento ha reso ciechi ai colori – “acromatopsia” è il nome
scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso.

Lo
spettacolo intreccia dramma e commedia, seguendo la traccia del medico che
prova a sconfiggere, con la passione dello scienziato-missionario, quel male
terribile che è la “cecità degli affetti”: il male che colpisce in ogni tempo,
luogo e condizione, coloro che vivono reclusi e privati delle fondamentali
relazioni umane e affettive.In una lettera dalla Siberia, del 1890,
Cechov scriveva:
Io sono profondamente convinto che tra
cinquanta o cento anni si guarderà alla pena dell’ergastolo con la stessa
perplessità e imbarazzo con cui oggi guardiamo all’applicazione della tortura …
Per cambiare questa eterna prigionia con qualcosa di più razionale e
rispondente a giustizia, ci mancano ancora le conoscenze, l’esperienza, il
coraggio …”
.                                                                                           

I detenuti-attori di Rebibbia varcano le soglie del Carcere per ritornare sul palcoscenico del Teatro Argentina e rivivere un’esperienza di straordinaria rilevanza etica, culturale, sociale,
che si rinnova dopo la messinscena dell’anno
precedente dello spettacolo
La Festa di Laura Andreini
Salerno e Valentina
Esposito, con giovani attori e detenuti attori riuniti in un’unica grande compagnia di oltre 40 elementi.

Lo spettacolo è una produzione del Centro Studi Enrico Maria Salerno in
collaborazione con Teatro di Roma e Direzione della C.C. Roma Rebibbia N.C.
Main Sponsor Fondazione Roma-Arte-Musei.

Da un decennio il Carcere di Rebibbia Nuovo Complesso ha “aperto” le porte alla Città
con un Festival di spettacolo che
trasforma la “Città Dolente” in un
luogo di promozione culturale per artisti, attori, musicisti, autori, cittadini
reclusi e cittadini liberi. La RibaltaCentro
Studi Enrico Maria Salerno
coordina il progetto sotto la direzione di Laura Andreini Salerno e Fabio Cavalli, con la collaborazione
artistica di Valentina Esposito.

In
accordo con il Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria
e la Direzione della C.C. Roma Rebibbia N.C., si offrono ai cittadini
reclusi laboratori di formazione e corsi di specializzazione ai mestieri dello
spettacolo. Al pubblico si propone un ricco Cartellone fra teatro, musica,
cinema che ha trasformato Rebibbia N.C. in uno dei principali teatri della
Capitale per qualità della proposta artistica ed affluenza di pubblico (oltre
10.000 spettatori ogni anno).

Nel
2012 i detenuti-attori della Compagnia, guidati da Fabio Cavalli, hanno
accettato la sfida lanciata dai fratelli
Taviani
: portare al cinema il Giulio
Cesare
di Shakespeare. Così è nato il film Cesare deve morire,
co-prodotto dal Centro Studi Enrico Maria Salerno, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale, che ha proiettato
l’esperienza di Rebibbia a livello internazionale.

Viaggioall’isola
di Sakhalin

da
Anton Cechov e Oliver Sacks

con i detenuti-attori della compagnia del
carcere di rebibbia n.c.

ideazioneLaura Andreini Salerno         

drammaturgiaValentina Esposito

regiaLaura Andreini Salerno e Valentina Esposito

conFabio Albanese, Massimo
Alletta, Teno Ahmetovic, Giuseppe Borzacchiello, Giuseppe Camillo,

Patrick Cosma,
Marco Costantini, Antonio Da Ponte, Sandro Dari, Marco Dell’Unto, Vincenzo Di
Letizia, Giovanni D’Ursi, Roberto Fiorini Roberto Fois, Salvatore Fontana,
Alessandro Forcinelli, Filippo Giuffrida, Daniel Silva Gonzales, Toma
Jovanovic, Tommaso Marsella, Angelo Molinari, Giancarlo Porcacchia,

Gabriel Radu,
Massimo Ramoni, Luciano Terzini, Doriano Torriero, Simmaco Zarrillo

costumiPaola Pischedda – scene Enzo Grossi – luci Valerio Peroni

tecnici
del suono
William Micheli e
Fabio Settimi – segreteria Serena
Lesti e Sara Canonico

amministrazioneFrancesca Sernicola – organizzazione Alessandro De Nino

direzione
organizzativa
Fabio Cavalli

Produzione
Centro Studi Enrico Maria Salerno in collaborazione con Teatro di Roma e
Direzione della C.C. Roma Rebibbia N.C. – Main Sponsor Fondazione
Roma-Arte-Musei

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