GAROFANO VERDE – “Un bacio” di Ivan Cotroneo con Iaia Forte, Enzo Curcurù e Matteo Lai – 10 settembre Teatro Argentina

8, 9 e 10
settembre 2014

    TEATRO ARGENTINA

Un bacio – di  Ivan Cotroneo

SCONOSCIUTI.È il
titolo di un utilissimo, documentato studio di Graham Robb sull’omoses-sualità
maschile e femminile nell’Ottocento, da cui emerge sorprendentemente una storia
fatta, sì, di segretezza e oppressione, ma anche di tolleranza e familiarità
inaspettate, con cultura gay libera e orgogliosa (tranne che in Gran Bretagna,
pour cause), con coscienze consapevoli e sofisticate. Ma se sono sconosciuti
quei trascorsi aspetti civili di anti-apartheid in materia di gender, di
inclinazioni, è perché noi del terzo millennio conosciamo solo lotte,
pregiudizi, discriminazioni, condanne e tolleranze di facciata nei riguardi di
un’identità considerata ignorantemente e offensivamente un problema, un divario,
una tendenza, se non addirittura un motivo di deregulation ai danni di una
presunta normalità tale da rischiare d’alimentare focolai, come ce ne sono
tanti, non solo di razzismi sociali ma anche di violenze ai danni di singoli.
Sembra strano e sembra insopportabile, dover far capo a questi argomenti, per
il ventunesimo anno di seguito, dovendo introdurre il tema, l’orientamento, la
ragione civile e il manifesto intellettuale che sono alla base, appunto da 21
anni, della rassegnaGarofano Verde – Scenari di teatro omosessuale, una manifestazione che si serve
del sapere della scena, e della forza espressiva di autori, attori e registi,
per candidare permanentemente a cartellone, a calendario di appuntamenti, una
serie di spettacoli, mise en espace, letture e risorse comunque teatrali che
non alzino mai la voce, ma parlino dei sentimenti seri, dei problemi seri,
delle risorse serie, delle ingiustizie serie, e delle bellezze serie dette e
non dette di esistenze omosessuali che rifiutano ogni ghetto, ogni élitarismo,
ogni clubbistica classificazione, ogni stupida caricatura, ogni deleterio
sospetto di mentalità non ortodossa in quanto fuori dal mucchio.

CONOSCIUTI.Nei
vent’anni scorsi abbiamo ininterrottamente conosciuto il dialogo, l’apprezza-mento,
il sostegno del Comune di Roma, ma quest’anno ilGarofano Verde, organizzato dalla Società per
Attori, è stato considerato, alla luce dei parametri applicati da un nuovo
bando comunale, una “manifestazione storica non finanziabile”, mentre s’è
andata in corrispondenza rafforzando la mano tesa istituzionale ad opera del
Teatro di Roma che già nel giugno 2013 aveva ospitato e contribuito a
un’anteprima sullosperonemontato nella platea del teatro Argentina, sinergia tradottasi nel
giugno scorso in un’ulteriore settimana di programmazione anticipatoria della
XXI edizione della rassegna, sempre all’Argentina. Una conoscenza, va detto,
che il neo-direttore artistico dello stabile romano Antonio Calbi ha da subito
tenuto a riconfermare e a rilanciare fortemente, contribuendo con tre serate di
spettacoli del vero e proprioGarofano Verde 2014che occasionalmente, e
gratificantemente, aprono la stagione dello stesso teatro Argentina. Questa
fiducia, questa visibilità, questa condivisione da parte di un organismo
prestigioso della scena pubblica della Capitale, e della scena italiana, ci
ripagano di una coerenza culturale e sociale, in un Paese che stenta ancora a
rendersi conto del peso dei pregiudizi attinenti l’omofobia, un Paese in cui
giace da anni ignorata una proposta di legge volta a considerare e a punire più
severamente ogni violenza di origine omofobica. Ed è anche per questa latente e
perdurante ingiustizia che, oltre ad agire sulla scena del Teatro Argentina,

ilGarofano
Verdesta studiando una modalità
di monitoraggio e di tutela di spettacoli a tema omosessuale brevettando, dalla
stagione 2014-15, il marchio “Segnalato da…”

DA CONOSCERE.Le tre
serate in programma all’Argentina ci faranno conoscere tre approcci artistici,
tre storie simboliche o reali, tre trattamenti dell’emozione, e tre meccanismi
drammaturgici, relativi alla libertà o all’intolleranza in materia di scelte
libere di vita, nei nostri tempi. La Compagnia Vucciria Teatro, una formazione
del 2012 scoppiata da noi e anche oltreoceano, a San Diego, col suo bagaglio di
lingua siciliano-italiana, e con le radici di uno studio umano che accosta
l’isolamento intimo a quello territoriale, proponeIo, mai
niente con nessuno avevo fattodi Joele Anastasi (anche regista e co-interprete con Enrico Sortino e Federica
Carruba Toscano), un dramma di tre voci che scavano nell’ingenuità e nella
passione, nell’istinto di un universo popolare, nella poesia dura e ingrata di
omosessualità, violenza e malattia sullo sfondo di un panorama palermitano
senza filtri. Sotto l’egida di Teatri Uniti,Birre e rivelazionidi Tony Laudadio è un atto unico
in otto birre scritto appositamente per la rassegna, con un confronto
progressivo e scomodo tra due adulti, Roberto De Francesco e Andrea Renzi, che
parlano di uno stesso giovane, amato in modo istintivamente paterno da uno dei
due e entrato nella sfera affettiva del docente che va a trovare il genitore
del ragazzo nel pub da lui gestito, dando luogo a otto stazioni di dialogo con
svelamento e coinvolgimento. E poi irrompe, nelGarofano Verde, la tranche di un fatto di
cronaca riletto, riscritto, adattato al teatro, ed èUn bacioche Ivan Cotroneo ha in
particolare (ma non solo) elaborato scenicamente per la voce di Iaia Forte,
consegnandole un po’ il ruolo arbitro dei due personaggi che diventarono
protagonisti nel 2008, in un liceo californiano, di un avvenimento a tinte
molto oscure, con omicidio ai danni di un ragazzo quindicenne ucciso da un suo
coetaneo che non ne accettò il corteggiamento, attribuendo un compito testimoniale
al terzo punto di vista di una professoressa in stretta relazione con i due
adolescenti.

Tre
serate che toccheranno tasti molto diversi, l’urlo pulsante di chi è condannato
a dire, la dialettica minuta e allusiva di chi vuole dire e di chi non vuol sentir
dire, e la prognosi dello scandalo del dire e dell’assassinio del dire con
testimonianze scisse a futura memoria.

Il Garofano Verdeha
anch’esso, malgrado tutto, una vocazione a dire, e per intanto ringrazia il Teatro
di Roma che permette questo gesto.

Rodolfo
di Giammarco

info: 06.684000346 • promozione@teatrodiroma.net

vendita on-line:
www.teatrodiroma.net

orario spettacoli: ore 21 • biglietti € 15,00 – 10,00

Ufficio
Stampa Società per Attori

Margherita
Fusi 338 7488465margherita.fusi@fastwebnet.it

Paola
Rotunno 339 3429716paolasilvia.rotunno@fastwebnet.it

Ufficio
Stampa Teatro di Roma

Amelia
Realino 06.684.000.308 • 345.4465117  ufficiostampa@teatrodiroma.net

                      

    TEATRO ARGENTINA

8 settembre
2014

compagnia
diaghilevpresentavucciria teatroin

io, mai niente con nessuno
avevo fatto

scritto e
diretto daJoele Anastasi

conJoele
Anastasi, Enrico Sortino

Federica
Carruba Toscano

9 settembre
2014

teatri unitipresenta

                      birre e rivelazioni

diTony Laudadio

conRoberto De
Francesco, Andrea Renzi

10 settembre
2014

un bacio

diIvan Cotroneo

conIaia Forte

Enzo Curcurù,
Matteo Lai

                      

    TEATRO ARGENTINA

8 settembre
2014

compagnia
diaghilevpresentavucciria
teatro

in

io, mai
niente con nessuno avevo fatto

scritto e
diretto daJoele Anastasi

con

Joele
Anastasi, Enrico Sortino

Federica Carruba
Toscano

S

icilia. “Io,
mai niente con nessuno avevo fatto” è la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità
e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere
della conoscenza e dell’ignoranza: un pezzo unico di anima che dice tutto quello
che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto. Giovanni è la forza e
il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di
note da danzare. L’istinto alla vita, alla sopravvivenza. Al di là della
malattia. Al di là del male.

L’universo in cui
gravitano i tre personaggi di questa pièce è un universo popolare. Uno scenario
pieno di brutalità e d’istinto. Dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso
del corpo. Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni.

La violenza si
scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità, dove Rosaria, cugina di Giovanni,
è tutto per lui. Sorella, fidanzata, madre e figlia.

C’è spazio per
l’amore, c’è spazio per la rivalsa. Ma tutto ha un prezzo. Giovanni lo sconterà
attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe,
insegnante di danza, unico amore-amante di Giovanni.

E se
è vero che tutto il peso ricade proprio su Giovanni, ingenuo e puro, lui sarà
l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentirne addosso la minima
pressione riscattandosi attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e
Giuseppe.

Ma
saranno tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai.
Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di
ricordare e ora di dimenticare.

Joele
Anastasi

    TEATRO ARGENTINA

9 settembre
2014

teatri unitipresenta

birre e
rivelazioni

diTony Laudadio

conRoberto De
Francesco, Andrea Renzi

L

a divisione del testo in otto birre pone subito una questione centrale
del testo: è una riflessione seria o è solo un delirio etilico?  Come al solito, con quello che amo scrivere,
lo spettacolo deve stare sul confine, oltrepassarlo ora da un lato ora
dall’altro, ma senza mai discostarsene troppo, e non per il puro gusto della
via di mezzo – l’impeccabile e incontestabileaurea
mediocritas– ma soprattutto perché su quel confine
si gioca, spesso, tutta la partita delle vite umane e dei loro paradossi.
“Birre e rivelazioni” è un testo con due personaggi in scena e uno
continuamente evocato che non compare mai. Il protagonista è quest’ultimo. La
sua assenza sulla scena, illumina tutto il testo: il figlio, il giovane, la
nuova generazione, con i suoi problemi, i suoi turbamenti, le scelte da
compiere, la scoperta dei propri anfratti remoti. È per loro, d’altronde, per
le nuove generazioni, che gli adulti lavorano, si impegnano, esistono. Ma
possono poi gli adulti, i padri, i professori, gli uomini responsabili, avere
anche una loro autonomia, un’esistenza individuale, una vita sessuale? E i loro
lati oscuri, il pensiero torbido, il dubbio, quanto inficiano il ruolo funzionale?
Non c’è altro: personaggi e dialoghi, quindi attori, questo è quanto.

Una visita che sembra casuale, e non lo è, discorsi che alludono,
girano intorno, coprono l’oggetto vero dei pensieri, e poi trasformano le
intenzioni, modificano il paesaggio interiore e puntano ad altro, a qualcosa
che i protagonisti stessi non controllano e che sfocia in un finale di totale incomprensione.
Questo lento e costante svelamento che, birra dopo birra, costituirà la trama
di questa relazione umana, è il vero obiettivo del testo. Nell’arco di otto
birre si scoprirà che ciò che si crede di conoscere degli altri, di chiunque ma
persino del proprio stesso figlio, è il vero mistero, e quando si tratta dei
nostri cari è un mistero doppio perché ci toglie lucidità. I sentimenti, pure
indispensabili per essere felici, offuscano la lettura della realtà.

Questo dialogo a due diventa una ricerca di verità, dentro i turbamenti
che la conoscenza sempre impone, specie se l’oggetto del proprio interesse è
qualcuno per cui provi amore. E ad ogni svelamento una porzione di quell’amore
viene messa alla prova. Fino alla prova finale e alla conoscenza più difficile:
quella di se stessi. Cosa sei disposto a fare?

L’omosessualità è qui un tema centrale – i pregiudizi, le accettazioni
umilianti, certi stereotipi – e però, allo stesso tempo, mano a mano diventa
marginale.  Il sesso, qualunque esso sia,
diventa unico, univoco, universale, proprio perché in qualsiasi atto d’amore –
e tra questi c’è anche il desiderio di conoscenza – la sostanza assume
caratteri che vanno al di là dei corpi.

Tony
Laudadio

      

    TEATRO ARGENTINA

10 settembre
2014

un bacio

di

Ivan Cotroneo

con

Iaia Forte

Enzo Curcurù,
Matteo Lai

L

a
storia di “Un bacio” è molto liberamente ispirata ad un fatto di cronaca americano,
l’omicidio di Larry King, 15 anni, studente di un liceo californiano.

Sulla
nuda spina della cronaca, il racconto costruisce una narrazione a tre voci,
ambientata in Italia, in una piccola città del centro nord mai nominata. Le
voci sono quelle di Lorenzo e Antonio, due ragazzi liceali, e della loro
professoressa, Elena.

Insieme,
i tre racconti e i tre punti di vista ricostruiscono una storia unica, una
storia di prime volte, di ricerca della felicità, di insicurezza, di vite
spezzate dalla incomprensione e dalla paura. Soprattutto una storia in cui la
logica del gruppo e il timore di ritrovarsi isolati costituiscono i  veri detonatori della violenza che esplode
improvvisa e lacerante.  

Due
giovani studenti e la loro insegnante. Tre punti di vista diversi di uno stesso
episodio.

Un
omicidio senza senso.

La
scrittura asciutta e tesa di Cotroneo restituisce una tale forza agli avvenimenti,
che mi ha rapito, come una riscrittura contemporanea della tragedia classica.

Leggendolo
mi ha invaso una strana inquietudine.

C’è un
assassino, ma si avverte che la vera colpa risiede altrove. Anche in noi
stessi, che ci crediamo innocenti lettori, osservatori, spettatori.

Iaia
Forte

Uncategorized

La storia ed il futuro di Crespi d’Adda #cameradeideputati @Crespidadda

L’esperienza di Crespi d’Adda sarà uno degli argomenti del convegno “Il Patrimonio industriale in Italia. Da spazi vuoti a risorsa per il territorio”, che si svolgerà il prossimo 7 ottobre 2016, a Roma, presso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio. L’evento, promosso dalla Senatrice Michela Montevecchi, e organizzato da Simona Politini, sarà un’occasione unica […]

Read More
Uncategorized

EVENTI CULTURALI E STREET-ART, PASSA DA QUI IL RILANCIO DEL MERCATO COPERTO DI LORENTEGGIO #eventiculturalimilanesi

COMMERCIO. EVENTI CULTURALI E STREET-ART, PASSA DA QUI IL RILANCIO DEL MERCATO COPERTO DI LORENTEGGIO Tajani: ”Il percorso fatto di commistione tra vendita, socializzazione, arte e cultura rappresenta un modello di riferimento per il futuro di molte strutture simili, contribuendo a riportare i mercati coperti al centro della vita dei quartieri” Milano, 7 ottobre 2016 […]

Read More
Uncategorized

Museo Van Gogh @ MuseoVanGogh

Vincent van Gogh (1853-1890), nato nel Brabante, è attualmente uno degli artisti più famosi di tutti i tempi. Se desideri ammirare i capolavori di Van Gogh, una visita al Museo di Van Gogh di Amsterdam è d’obbligo. Ma per gli ammiratori del pittore, i posti da visitare non finiscono certo qui. Situato nel meraviglioso Parco […]

Read More