Autunno d’oro in Valle Isarco con gli eventi dedicati alla castagna!

 

In Valle Isarco, nei dintorni di Bressanone e Chiusa, dove maestosi castagneti esprimono il loro rigoglio nella fascia intermedia fra il fondo valle e l’alta montagna, si conservano i tratti più originali e fedeli del Törggelen*: l’usanza tutta altoatesina di andare a piedi, da un maso all’altro – tra quelli aperti in particolare in questo periodo – per rimpinzarsi di castagne arrostite e vino nuovo (e non solo). Proprio nei giorni in cui – a proposito di vino – giunge la notizia che sono ben 4 i vini bianchi della Valle Isarco premiati con i ‘3 bicchieri’ della Guida Vini d’Italia 2015 del Gambero Rosso, di prossima uscita (delle aziende Köfererhof, Kuenhof, Pacherhof, Abbazia di Novacella).

La castagna è un frutto povero, dimenticato, che per secoli è stato un alimento fondamentale dei contadini. E così non solo la Valle Isarco è la meta più ambita del Törggelen ‘doc’ (in particolare intorno a Laion, Barbiano, Villandro, Velturno, Chiusa, Varna/Novacella, Bressanone), ma è quella in cui la castagna viene maggiormente riscoperta con eventi e iniziative che si prolungano fino alle porte della stagione sciistica, che inizia il 5 dicembre 2014 nelle stazioni di Plose, Maranza-Valles, Racines, Ladurns, e il 29 novembre a Monte Cavallo.
Per esempio, nella piccola ‘capitale’ delle castagne, Velturno, delizioso paese che si affaccia sulla valle a circa 800 metri, dove il castagno trova un habitat ideale, dal 29 ottobre al 9 novembre 2014 si svolge il ‘Keschtnigl’ (riccio di castagne). Escursioni naturalistiche tra i castagneti, mercato tradizionale delle castagne nel centro di Velturno  (il 9 novembre), esposizione di antichi attrezzi contadini, specialità culinarie a tema e intrattenimento musicale.
Dal 17 ottobre al 9 novembre 2014 si tengono le Settimane gastronomiche delle castagne della Valle Isarco. Ben 17 ristoranti e alberghi propongono specialità gastronomiche a base di castagne.
Il Gassltörggelen di Chiusa, la bella cittadina medievale, torna invece  sabato 20 e 27 settembre e il 4 ottobre 2014.
Si tratta di una secolare tradizione che si rinnova nei caratteristici vicoli del centro storica e inaugura la stagione del Törggelen. Per tre sabati di fila, infatti, Chiusa veste i colori dell’autunno tra piatti tradizionali, vini della Valle Isarco e un allettante programma di eventi. Momento clou è il grande corteo che apre la festa il primo sabato e l’incoronazione della regina del Törggelen a conclusione delle manifestazioni.

Per vivere l’autunno in Valle Isarco, ci sono tanti pacchetti turistici all’insegna di sapori e colori, con escursioni guidate lungo il Sentiero del Castagno e visite a masi per il Törggelen. Il Sentiero del Castagno, circa 60 km, è percorribile comunque durante tutte le stagioni dell’anno e attraversa boschi misti, prati e castagneti.
Pacchetto ‘La stagione migliore è quella delle castagne’, valido a Chiusa e dintorni, dal 7/10/2014 al 7/11/2014, a partire da 258 euro a persona per  5 notti in hotel 3 stelle con mezza pensione. Compreso nel prezzo 3 escursioni guidate ai masi del Törggelen: una a Barbiano, una a Velturno,  lungo il Sentiero del Castagno, e una a Villandro (cibo e bevande esclusi).

Pacchetto ‘Aria d’alta montagna e il Sentiero del Törggelen’, valido dal 15/09/2014 al  31/10/2014, a partire da 387 euro a persona per 7 notti in hotel 3 stelle con mezza pensione. Compreso nel prezzo Mobilcard Alto Adige per 7 giorni, escursione guidata in quota e lungo i castagneti e passeggiata guidata ai masi del Törggelen, visita esterna della casa natale di Walther von der Vogelweide.

L’autunno in Valle Isarco è comunque la stagione migliore per splendide passeggiate in montagna immersi nel paesaggio dorato e con giornate ancora lunghe e miti, magari accompagnati dai più grandi e famosi alpinisti presenti a Bressanone dal 16 al 21 ottobre 2014 per l’IMS (Kiku International Mountain Summit), giunto alla sua sesta edizione, che vedrà gli alpinisti incontrarsi nel cuore delle Dolomiti per raccontare esperienze e condividere tecniche e tendenze non solo fra loro, ma anche con il grande popolo degli appassionati.
Autunno d’oro anche per assaporare feste e rassegne gastronomiche del ricco calendario di appuntamenti della Valle Isarco, come le Settimane della mela sull’altopiano di Naz-Sciaves (dal 3 al 12 ottobre 2014), il Mercato del pane e dello strudel a Bressanone (dal 3 al 5 ottobre) e la Festa dello speck in Val di Funes (sempre dal 4 al 5 ottobre).
Per non mancare nessun evento si può consultare la pagina:
http://www.valleisarco.info/it/info/manifestazioni-highlight/

GLI APPROFONDIMENTI

*Il Törggelen
Ma che cos’è davvero questo Törggelen, da Torggl, torchio o pressa per l’uva, parola tedesca che ormai è entrata nel lessico dei turisti, tanto da identificare qualsiasi scampagnata autunnale in un maso dell’Alto Adige? Le origini della parola non sarebbero però antiche. Solo nel 1866, il volume “Tirolisches Idiotikon” la riporta per la prima volta. Il significato: “Bere il vino novello in autunno”. Ma la tradizione, quella sì, dovrebbe risalire a tempi ben più remoti. Il Törggelen è sempre stata un’usanza diffusa tra Bolzano e Bressanone, un’usanza contadina più che gastronomica, amano ricordare gli studiosi di storia locale. Originariamente si camminava da un maso all’altro per assaggiare il Nuie (appunto, il vino nuovo), le castagne (Kösten) e gli altri prodotti del maso, ma solo da San Martino (11 novembre) fino al completamento della fermentazione (più o meno il 25 novembre). Tra le ragioni ipotizzate per la primogenitura della Valle Isarco, i paesi e masi sia nel fondovalle che in quota. Si era formata un’economia di scambio: i viticoltori mandavano all’alpeggio un paio di mucche, e per sdebitarsi in autunno offrivano un banchetto con vino novello ai colleghi di montagna. E la contadina dava il meglio di sé in cucina. Inoltre qui, esattamente a Novacella, è il limite settentrionale della vite: infatti, la modesta resa della vendemmia non consentiva al vino di durare più di un anno. C’era quindi gran voglia e curiosità di assaggiare il Nuie, a base di Schiava, rosso beverino e fresco, e altri vitigni locali. All’inizio, si riunivano al maso solo alcuni amici e colleghi contadini, giù in cantina, per un assaggino e uno scambio di opinioni sull’annata. Dalle fredde e scure cantine alle accoglienti Stube, dove la massaia rimpinzava tutti con le sue specialità, il passo è stato breve. Poi, via via, il periodo si è esteso anche a fine settembre e ottobre, quando si può assaggiare il succo d’uva (Susser) nei suoi vari stadi. Iniziarono ad arrivare anche parenti e amici di città. Assaggi di vino, qualcuno che suona la fisarmonica, robuste porzioni di speck genuino (rigorosamente disteso sul tagliere), Kaminwurzen (salamini affumicati), pane di segale, burro e formaggio di malga (raro, ma speciale è il Graukäse, da consumare condito con cipolle)… e così il Törggelen diventa davvero una festa. Ecco poi gli Schlutzkrapfen, sorta di ravioli di pasta ripiena di spinaci e ricotta, con parmigiano e burro fuso, e a seguire un misto di carni (carré affumicato, carne salmistrata, salsiccia casalinga), con crauti, canederli e Kren (rafano). L’apoteosi si raggiunge con i dolci fritti, Krapfen (da non confondere con i bomboloni) con ripieno di marmellata, papavero o pere, frittelle varie come i Tirtlen…
Ma il Törggelen vero, quello doc, dunque, si fa a piedi e solo nelle zone della viticoltura, o poco più in alto fino al limite dei castagneti. Alcuni masi hanno speciali licenze che consentono di restare aperti solo da settembre a novembre, a volte non hanno insegne e sono conosciuti solo dai locali.

**Il Sentiero del Castagno
Il sentiero del castagno (“Keschtnweg”): si tratta di un itinerario di 60 km (di grado ‘facile’, con tratti a sentiero ampio, mulattiera o stradina sterrata o lastricata) che dall’Abbazia di Novacella, vicino a Bressanone, si spinge verso sud per Velturno, Chiusa, Villandro, Barbiano, Renon fino a Bolzano. Il dislivello complessivo è di 2700 m in salita, e di 3000 m in discesa.
La prima parte del sentiero porta a Salern, poi a Pinzago (806 m) e fino a Velturno (880 m). Lungo questo tratto, tra le rovine di Salern e il rio Spelonca, si trova uno dei castagneti più belli, vicino ai prati di Scezze, dove sono stati ritrovati dei menhir; qui si possono ancora scoprire tracce preistoriche scolpite nei sassi come coppe e croci. Vale la pena soffermarsi anche sulla chiesetta romanica di San Cirillo, con bellissimo soffitto ligneo. Arrivati a Velturno, non si può rinunciare a una visita al gioiello rinascimentale di Castel Velturno. Al suo interno, soffitti a cassettoni e lavori di intarsio lignei unici.
Da Velturno il sentiero prosegue a mezzacosta, toccando la chiesetta di Sant’Antonio, del 1670. Dalla sorprendente cittadina medievale di Chiusa (525 m), dominata dal monastero di Sabiona, in poco più di un’ora si giunge poi a Villandro (880 m), passando accanto a vecchi masi e attraversando vigneti, castagneti, prati e boschi. Particolarmente interessanti sono il maso Johannserhof e il maso nobiliare Gravetsch, già sede dei signorotti di Villandro.
Il sentiero del castagno prosegue attraverso la frazione di San Maurizio fino a Barbiano (836 m), incontrando anche qui diversi masi di grande sapore. Anche Barbiano, paese con il campanile pendente, invita a una serie di brevi deviazioni, che portano a siti dalle suggestioni un po’ magiche. Qui le castagne sono rinomate per il gusto particolarmente dolce. Famoso per la unicità architettonica, nei pressi, le ‘Tre Chiese’. Poco dopo Barbiano finisce geograficamente la Valle Isarco, ma il sentiero del castagno prosegue sul Renon attraverso Auna di Sotto (899 m) e Signato (848). Particolarmente belli i castagni poco sopra il maso Partschuner e vicino al maso Völklhof. Dal Renon si scende fino al maniero incantato di Castel Roncolo, poco a nord di Bolzano (266 m), passando per Santa Maddalena e San Pietro.
Lungo il sentiero si incontrano numerosi masi con ristoro (detti in Alto Adige ‘Buschenschank’) e con vendita diretta di prodotti di stagione ormai introvabili (come presso l’Obergostnerhof di Chiusa, il Radoarhof di Velturno, il Röckhof di Villandro o l’Oberfallerhof di Barbiano): oltre alle castagne e al vino nuovo, anche distillati, succo di mele fatto in casa, mele essiccate.
L’intera percorrenza richiede quattro giorni, tuttavia si possono effettuare anche singole tappe più brevi. Il sentiero riprende un’antica viabilità a mezzacosta nel versante orografico destro della Valle Isarco. Il paesaggio, armonioso e sereno, è caratterizzato dall’alternanza di prati, bosco misto, e appunto castagni sparsi o a gruppetti. D’autunno predominano i colori intensi del giallo-verde scuro dei boschi di conifere e di latifoglie, e il verde ancora smeraldino dei prati, sullo sfondo di un cielo blu e delle prime infarinature di neve sulle cime lontane. In vista, dall’altra parte, è infatti il meglio delle Dolomiti imbiancate, dal Sassolungo, al Gruppo del Sella, dalle Odle allo Sciliar.
Una cartina 1:25.000 con guida del sentiero è disponibile presso il Consorzio Turistico Valle Isarco al prezzo di € 10; info@valleisarco.com, tel. 0472.802232.
INFO: CONSORZIO TURISTICO VALLE ISARCO
Bastioni Maggiori 26/a – 39042 Bressanone (BZ)
tel. 0472 802 232 – fax 0472 801 315
www.valleisarco.com – info@valleisarco.com

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