Firenze, Gall.UFFIZI: Puro Semplice e Naturale, nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento/ 17 giugno – 2 novembre 2014/

La seconda mostra di Firenze 2014. Un anno ad arte ospitata e realizzata dalla Galleria degli
Uffizi, è, nel rispetto della tradizione di queste rassegne espositive che
hanno luogo nei musei statali fiorentini dal 2006, il risultato di un appassionato
studio critico – scientifico della pittura fiorentina fra Cinquecento e
Seicento, condotto da Alessandra Giannotti e Claudio Pizzorusso, docenti universitari
presso l’Università per Stranieri di Siena.

La mostra intende sovvertire il luogo comune di una cultura fiorentina passatista,
rivelando la forza di novità presente anche in quella linea dell’arte cittadina
che, tra Quattro e Seicento, restò fedele ai propri modelli, mettendo in luce
la “novità della tradizione”.

Giorgio Vasari
esaltava la «Maniera moderna»
come superamento della tradizione quattrocentesca, ormai
arcaica, e collocava Leonardo,
Michelangelo e Raffaello al centro di questo periodo di «somma perfezione»
;
a loro, ma con minor grado di convinzione, egli affiancava Fra’ Bartolomeo e Andrea del Sarto, disegnatori esemplari, meticolosi imitatori della natura, ideatori di
opere devote
. Vasari, artista della sontuosa corte del duca Cosimo I de’
Medici, era però lontano da quei maestri, sostenitori
di una tradizione “pura, semplice e naturale”
, e interpreti di una tendenza
che a lui appariva superata e senza futuro.

Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo restarono invece punti
di riferimento negli anni della magnificenza medicea
, ma soprattutto ridiventarono attuali alla fine del Cinquecento
– tanto da soppiantare il “vasarismo” – per rispondere alle esigenze
dottrinarie sancite dal Concilio di
Trento
. Santi di Tito e Jacopo da
Empoli si impegnarono allora in un rilancio di quei maestri
, animato da
nuovo vigore, e l’operazione venne riproposta a metà Seicento, con diverso
senso di modernità, da Lorenzo Lippi e
Antonio Novelli, come alternativa alla dilagante figurazione barocca.

La mostra, strutturata in
cinque sezioni cronologiche, e quattro tematiche – in cui i dipinti e
le sculture (72 in tutto) sono
allestiti, a titolo esemplificativo, privilegiando valori di coesione
stilistica e iconografica entro un’ampia forbice cronologica – presenta una vera e propria rassegna di
capolavori
, molti dei quali appositamente restaurati per l’occasione. In
apertura, l’esposizione accosta le Annunciazioni
di Andrea della Robbia, Andrea del Sarto, Santi di Tito e Jacopo da Empoli, offrendo
un colpo d’occhio sui tratti di cultura che legano i maestri della «Maniera
moderna» e la compagine di artisti operanti a Firenze tra istanze di riforma e
primo naturalismo seicentesco.

Nella Firenze del primo
Cinquecento il registro di nobile chiarezza ispirato al pensiero di Fra’ Girolamo Savonarola era un
linguaggio condiviso dagli artisti a lui vicini, come Lorenzo di Credi e Fra’ Bartolomeo, Ridolfo del Ghirlandaio e i Della
Robbia
. Alcuni di loro facevano capo alla “Scuola di San Marco”, punto di riferimento della comunità degli
artisti che proponevano immagini di una religiosità essenziale e austera,
comprensibile anche ai semplici e agli illetterati. Con loro e con Andrea del Sarto, maestro insuperabile del disegno
dal naturale, si fondarono quei princìpi della “fiorentinità” che resteranno validi per oltre un secolo e mezzo: uno stile fatto di parole usuali, ordinate
secondo una chiara sintassi, che modella con plastica evidenza figure e cose.

Come si leggerà nel catalogo edito da Giunti e curato, come la mostra, da
Alessandra Giannotti e Claudio Pizzorusso, questi valori si rispecchiano anche nel dibattito sulla lingua e nella spiritualità
popolare.

I maestri (Andrea della Robbia e
Andrea del Sarto, Fra’ Bartolomeo e Andrea Sansovino), eredi del Quattrocento,
sono al tempo stesso fondatori di un’ “ordinata maniera” moderna, radicatasi
con Franciabigio, Bugiardini, Sogliani. Superate le generazioni di Bronzino e
Alessandro Allori, custodi di una vena naturalistica attenta alla verità ottica
delle cose, si approda al “Seicento
contromano”
, dove sono riuniti artisti che hanno rilevato quest’identità “purista” fiorentina,
traendone impulso per tracciare una
linea “diversa” dal caravaggismo e dal barocco: da Santi di Tito a Jacopo da
Empoli, da Ottavio Vannini (finalmente visibile a Firenze un suo capolavoro del
Musée des Beaux-Arts di Nantes) a Lorenzo Lippi, grande interprete di un
moderno naturalismo.

Dopo una sala dedicata al disegno dal vero, che spazia da Andrea del Sarto e
Pontormo alla metà del Seicento
, gli stessi artisti si ripresentano
accostati per temi: “pitture di casa”,
di affetti intimi, col bel Fra’ Bartolomeo del County Museum di Los
Angeles
; “pitture di cose”, dove
si ergono a protagonisti gli oggetti domestici (da segnalare il magnifico Franciabigio dalle Collezioni
Reali inglesi
); la “tradizione del
sacro”
, che chiude la mostra con uno spettacolare trittico di busti del Redentore, di Torrigiani (riscoperto in
Gran Bretagna), di Caccini (un miracoloso recupero conservativo) e di Novelli
(dal Metropolitan di New York)
.

La mostra è promossa dal
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione
Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza
Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il
Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei e
l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

 

Servizi
Mostra

Titolo                                 

Puro, semplice e naturale

nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento

Sede
espositiva                 

Galleria
degli Uffizi

Periodo
della mostra                

17 giugno – 2 novembre 2014

Conferenza
stampa
                               

Lunedì 16 giugno 2014 ore 12.00

Galleria
degli Uffizi, Verone al primo piano

Inaugurazione

Lunedì 16 giugno 2014 ore 18.00

Galleria
degli Uffizi

Prezzo
biglietto
                         

Intero: € 11.00; ridotto: € 5.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25
anni

Gratuità
del biglietto per i  minori di 18anni e
per i cittadini dell’U.E. sopra i 65 anni

Orario

Martedì
– Domenica ore  8.15 – 18.50; la
biglietteria chiude alle 18.05

Chiuso
il lunedì

                                  

Servizio
didattico per le scuole                           

Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione

Costo di € 3.00 ad alunno.

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883

Servizio
visite guidate

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383

e-mailfirenzemusei@operalaboratori.com

Sito web

www.unannoadarte.it

____________

Presentazione
di

Antonio Natali

Direttore della Galleria degli Uffizi

Pensieri
sulla “natura”

Non sarà forse una mostra di facile
intelligenza, questa che s’inaugura oggi agli Uffizi.

Non lo
sarà – presumo – perché, al contrario della maggior parte delle rassegne
attuali, propone un pensiero critico (dunque soggettivo) invece del percorso
monografico d’un artista (pur sempre in qualche modo soggettivo; e però di più
facile approccio). Una mostra – quella odierna – che, pur delineando un
tracciato lungo più d’un secolo, non si offre come vetrina di maestri celebrati
(tuttavia presenti in gran numero nelle varie sezioni), bensì come lettura
prospettica d’una linea espressiva che fu culturalmente ragguardevole a Firenze
e che potremmo definire – sommariamente, per necessità – “naturalistica”.

Intendo
dire che questa mostra è tutt’altra cosa da quei tragitti che nella titolazione
evocano artisti in gran voga (con l’abusato: da… a…) senza che poi nelle stanze
votate all’esposizione emerga l’assunto che dovrebbe esserne sotteso (anche
perché spesso l’assunto non c’è, essendo tutto demandato alla fama dei nomi
menzionati; di cui peraltro si potrà trovare, sovente, a mala pena un’ombra
esangue). Anche nel caso nostro, a capo e coda del titolo avremmo potuto
collocare, quali termini cronologici, due artefici eminenti; e non sarebbe
stata finzione, giacché davvero eminenti sono i pittori e gli scultori che si
pongono ai limiti del percorso; ma non meno lo sono (o dovrebbero esserlo nella
considerazione comune) quelli che si collocano all’interno dell’itinerario
disegnato.

I due
curatori – Alessandra Giannotti e Claudio Pizzorusso – sono stati costretti a
un lavoro di paziente cesello per illustrare le loro congetture riguardo
all’adesione al dato naturale nell’arte fiorentina dalla fine del Quattrocento
agl’inizi del Seicento, non tanto perché gli esempi scarseggiassero, quanto
perché in molti casi l’opera che si prefigurava come la più emblematica per la
dimostrazione d’un loro convincimento non poteva essere concessa in prestito.
Né ognora facile riusciva trovare una sostituzione che fosse parimenti
persuasiva.

E nella
critica d’arte, specie quando la materia si faccia spinosa e i discrimini siano
sottili, bisogna poter contare su riscontri inoppugnabili.

Coi
curatori condivido da tempo l’interesse per il tema ch’è fulcro
dell’esposizione. Sul “naturalismo” nella pittura del Cinquecento a Firenze m’è
occorso negli anni d’indagare spesso, segnatamente nella preparazione delle
mostre sulla nascita della “maniera” (1996), su Andrea del Sarto (1986), su
Rosso e Pontormo (2014), sul Bronzino (2010), sull’Empoli (2004) e poi
studiando Santi di Tito (ai primi anni Ottanta del secolo scorso). Ragionando sull’aspirazione
(d’artefici così disparati) a esprimere veridicamente, nella loro lingua
figurativa, la “natura”, il “reale”, il “vero”, vieppiù sentivo declinare il
valore e il significato di categorie critiche che ingabbiano quegli artisti
medesimi e financo ne scompigliano le disposizioni culturali.

Voci come
“manierismo” (vocabolo che vorrebbe qualificare in una sola formula
classificatoria le poetiche, fra loro discordi, per esempio, del Pontormo, del
Rosso e del Bronzino) quasi si sfaldano al cospetto dell’attenzione perspicua
che al dato “naturale” volsero queglistessi pittori, peraltro per lo più attratti da quell’astrazione della
forma cui solitamente s’allude quando vengono, appunto, definiti “manieristi”.
Anche a queste riflessioni credo indurrà la mostra stimolante che Alessandra e
Claudio hanno concepito e ordinato.

Scheda
tecnica

Enti
promotori

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana

Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico,
Artistico ed Etnoantropologico

e per il Polo Museale della città di Firenze

Galleria degli
Uffizi

Firenze Musei
 
Ente Cassa di Risparmio di Firenze

Titolo

Puro, semplice e
naturale

nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento

Sede
espositiva                 

Galleria
degli Uffizi

Periodo
della mostra                

17 giugno – 2 novembre 2014

Direzione
della mostra

Antonio
Natali

ideazione e curatela della mostra

Alessandra Giannotti, Claudio Pizzorusso

comitato scientifico

Cristina Acidini, Novella Barbolani di
Montauto,

Francesco Caglioti, Carlo Falciani, Aldo
Galli,

Giancarlo Gentilini, Alessandra Giannotti,
Andrea Muzzi,

Antonio Natali, Claudio Pizzorusso

Progettodell’allestimento

Antonio Godoli

Nicola Santini, Pierpaolo Taddei

(Avatar-architettura),
con Lily Kani

Realizzazionedell’allestimento

Opera
Laboratori Fiorentini – Civita Group

Coordinamento
Donata Vitali e Pietro Alongi

Segreteria scientifica

Marta Onali

Segreteria

Francesca Montanaro, Patrizia Tarchi,

Rita
Toma, Barbara Vaggelli

Produzione
e gestione della mostra

Opera
Laboratori Fiorentini – Civita Group

Comunicazione
a cura di

Opera
Laboratori Fiorentini – Civita Group

Coordinamento,
comunicazione  e relazioni esterne

Mariella
Becherini Tel. 055. 290383 – m.becherini@operalaboratori.com

Sito webwww.unannoadarte.it

Immagine
coordinata  e progetto grafico
persitoweb

Senza
Filtro Comunicazione – Firenze

Direzione amministrativadelpersonale

Silvia Sicuranza

Direzionedelpersonale

Isabella
Puccini

Ufficio Servizi  aggiuntivi

Simona Pasquinucci, Veruska Filipperi, Angela
Rossi

Ufficio mostre

Sabrina
Brogelli, Monica Fiorini, Marco Fossi

Catalogo

Giunti
Editore

A cura di

Alessandra Giannotti, Claudio Pizzorusso

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