Accademia la Scala al Piccolo – Teatro Strehler, dal 7 all’11 maggio 2014 #ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA di Milano

6. Serenade, Gala 200 anni Scuola di Ballo, foto di Lidia Crisafulli

SPETTACOLO ISTITUZIONALE
SCUOLA DI BALLO
ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA

Milano, Piccolo Teatro Strehler

  7    maggio 2014 – ore 20.30
  8    maggio 2014 – ore 20.30
  9    maggio 2014 – ore 20.30
10    maggio 2014 – ore 19.30
11    maggio 2014 – ore 16.00

Informazioni e prenotazioni
NUMERO UNICO BIGLIETTERIA 848.800.304
Platea: Intero € 25,00 – Ridotto card Gio/Anz € 20,00
Balconata: Intero € 22,00 – Ridotto card Gio/Anz € 17,00

www.piccoloteatro.orgwww.accademialascala.it

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Dal 7 all’11 maggio 2014, la Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano per l’annuale appuntamento con lo spettacolo istituzionale.

Lo spettacolo si apre con una Presentazione ideata dal Maestro Olivieri sugli Etudes di Carl Czerny, che coinvolge tutti gli allievi al fine di illustrare i diversi livelli accademici.

Segue The Unsung, una creazione di José Limón, coreografo messicano fondatore della Jose Limón Dance Company, la cui tecnica, la “Tecnica Limón” costituisce una delle basi del linguaggio della danza moderna e contemporanea ed è ormai materia di studio nelle principali scuole europee e americane. The Unsung (1971), ripresa per l’occasione da Paul Dennis, già danzatore della Compagnia, vede impegnati otto danzatori in una serie di movimenti che si ispirano alle danze dei Nativi Americani. Nessun accompagnamento musicale, solo il suono dei passi dei ballerini che si alternano in situazioni d’insieme e come solisti.

Si prosegue con Serenade, uno dei balletti più noti di George Balanchine, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ripreso da Patricia Neary, solista del New York City Ballet, cresciuta sotto la guida del coreografo russo di cui ha raccolto l’eredità, riproponendone in tutto il mondo gli allestimenti.
Serenade viene ideato da George Balanchine nel 1934 per gli allievi della School of American Ballet, appena fondata con Lincoln Kirstein e Edward  M. M. Warburg a distanza di pochissimi mesi dall’arrivo negli Stati Uniti.
Il titolo si ispira all’omonima composizione di Čajkovskij Serenata in do maggiore per orchestra d’archi, op. 48. Balanchine inverte l’ordine dei movimenti: il terzo, Elegia, conclude il balletto, infondendo una vena malinconica. Gli altri sono: Pezzo in forma di Sonatina: Andante non troppo; Walzer; Tema Russo: Andante, Allegro con spirito.
Il balletto, che costituisce uno degli esempi più alti del neoclassicismo di Balanchine, vede 28 ballerini in costumi celesti danzare di fronte ad una scena anch’essa azzurra. Come scriveva lo stesso Balanchine in Complete Stories of the Great Ballets: “Per Serenade molti pensano che ci sia una storia nascosta nel balletto. Non c’è. Sono semplicemente danzatori in movimento su un bel pezzo di musica. L’unica storia è la storia della musica, una serenata, una danza, se si preferisce, al chiaro di luna”.

Si chiude con lo spumeggiante “divertissement” da Napoli, capolavoro romantico del 1842 su musiche di Edward Helsted, Holger S. Paulli, Niels W. Gade, con cui August Bournonville, direttore del Ballo e primo coreografo del Teatro Reale di Copenaghen, esprime al meglio lo “stile danese” da lui teorizzato: uno stile che non solo valorizza la danza maschile, ma che nell’adozione di passi virtuosistici e complessi, molti dei quali in elevazione, eseguiti nel modo più “naturale” possibile, trova la sua massima espressione.
Nato in seguito ad un soggiorno di qualche mese in Italia a cui sono costretti a causa di un bando reale Bournonville e la moglie Lucile Grahn,  Napoli – ovvero il pescatore e la sua sposa, è un balletto, in tre atti, gioioso e pieno di virtuosismi: Gennaro, pescatore partenopeo ama, riamato, Teresina, in una città i cui vicoli sono popolati da personaggi bizzarri e spiritosi, sempre in vena di burle. Teresina viene rapita da Golfo, demone del mare, che la porta nel suo antro, la Grotta Azzurra di Capri, ma Gennaro riesce a liberarla e i due convolano a nozze, in un tripudio di danze, fra nastri colorati e tamburelli.

La Scuola di Ballo rappresenta il cardine del Dipartimento Danza, uno dei quattro dipartimenti in cui si articola l’ampia offerta formativa dell’Accademia Teatro alla Scala, presieduta da Pier Andrea Chevallard e diretta da Luisa Vinci: Musica, Danza, Palcoscenico-Laboratori, Management.
Il Dipartimento, sotto la direzione di Frédéric Olivieri, propone anche corsi per insegnanti di danza, corsi di propedeutica destinati a bambini fra i 6 e i 10 anni cui si affiancano diversi seminari, nonché stage e campus estivi.  La Scuola è divenuta un punto di riferimento non solo per il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, ma anche per le più importanti compagnie in Italia e all’estero, grazie alla preparazione dei ballerini, che, forti di un diploma dalla duplice specializzazione in danza classico-accademica e moderno-contemporanea, padroneggiano un repertorio sempre più ampio e diversificato. Ciò è possibile poiché gli allievi hanno l’opportunità di affiancare alle lezioni degli autorevoli maestri scaligeri masterclass di coreografi e danzatori di fama internazionale e di interpretare alcune delle più note coreografie della danza contemporanea, come le creazioni di George Balanchine, Maurice Béjart, Mats Ek, William Forsythe, Jiří Kylián, Angelin Preljocaj, Roland Petit, che vengono eccezionalmente concesse alla scuola.

web site: www.accademialascala.it

PROGRAMMA

Presentazione
Ideata da Frédéric Olivieri
In collaborazione con Loretta Alexandrescu, Vera Karpenko, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Paolo Podini, Elisa Scala, Maurizio Vanadia, Paola Vismara
Musica di Carl Czerny

The Unsung
Coreografia di José Limón
ripresa da Paul Dennis
assistente alla coreografia Emanuela Tagliavia
costumi di Charles D. Tomlinson

©1996, José Limón Dance Foundation (All rights reserved)

Serenade
Coreografia di George Balanchine
ripresa da Patricia Neary
assistenti alla coreografia  Vera Karpenko, Maurizio Vanadia, Paola Vismara
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Napoli
Coreografia di August Bournonville
ripresa da Frédéric Olivieri
assistenti alla coreografia Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Paola Vismara
Musica di Edward Helsted, Holger S. Paulli, Niels W. Gade

Con il contributo di
allievi e diplomati dei Corsi per Sarti dello spettacolo, Truccatori e parrucchieri e Fotografi di scena

Interpreti
Gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da Frédéric Olivieri

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