Valmarecchia e Montefeltro nelle opere d’arte più famose al mondo… e lo scrive anche Wikipedia

I paesaggi
che fanno da sfondo ad alcuni dei dipinti più importanti della storia dell’arte
sono in Valmarecchia, nella Provincia di Rimini –
La
scoperta più recente è quella relativa alla Gioconda di Leonardo da Vinci – Nel
2007 individuati due scorci della Valmarecchia in due opere di Piero della
Francesca – Anche Wikipedia approva l’inserimento di un capoverso relativo al
trattato scientifico delle cacciatrici di paesaggi autrici della scoperta

Ammirare
la “Gioconda” di Leonardo da Vinci e
posare lo sguardo sui paesaggi che si stagliano sullo sfondo. Interrogarsi su quegli
scorci e scoprire che quei luoghi sono vicini, anzi vicinissimi. Per
l’esattezza si tratta del Montefeltro, Pennabilli, Valmarecchia e la Valle del
Senatello, nell’entroterra riminese.Si è sempre pensato che gli scorci paesaggistici dipinti dai pittori
rinascimentali nei ritratti fossero frutto di fantasia e invece alcuni di
questi sono veri e sono proprio in Emilia Romagna. In Valmarecchia appunto. L’eccezionale
scoperta relativa allo sfondo della Gioconda
è stata fatta dalle due “cacciatrici di paesaggi”, come amano definirsi,Rosetta
Borchia (pittrice e fotografa) e Olivia Nesci (docente di Geomorfologia dell’Università di Urbino). La
scoperta è importante, lo è al punto che recentemente anche
Wikipedia, l’enciclopedia on line
più famosa al mondo, ha approvato l’inserimento di un capoverso (nelle versioni
italiana, francese e inglese) relativo al trattato scientifico delle due “cacciatrici
di paesaggi” che individua il Montefeltro come sfondo della Gioconda di
Leonardo da Vinci.

Il testo dell’enciclopedia recita: “la recente ricerca di una professoressa
di geomorfologia dell’Università di Urbino e di una fotografa – artista, ha
rilevato corrispondenze sbalorditive dei paesaggi di Monna Lisa ad alcune
vedute dell’entroterra di Rimini e Pesaro Urbino. Tra i paesaggi scovati:
Pennabilli, l’Alpe della Luna, il fiume Marecchia, Casteldelci, Montevecchio,
la dorsale appenninica.

Ma
il dipinto di Leonardo da Vinci non è l’unico. Già in passato le due
ricercatrici avevano individuato in alcune opere di Piero della Francesca scorci che si trovano nelle Marche e, ancora
una volta, in Emilia Romagna. Fra questi ultimi quelli raffigurati nel Ritratto di Battista Sforza(che fa parte del Dittico dei Duchi in mostra al
Museo degli Uffizi di Firenze) e in San
Gerolamo e un devoto
(si può
ammirare nella Galleria dell’Accademia di Venezia). Nel Ritratto di Battista Sforza,
a far da sfondo alla Duchessa, si intravedono San Leo, le cime della
confinante Toscana, Pennabilli, la confluenza con il Torrente Senatello e
dietro l’Appennino tosco-marchigiano con l’Alpe della Luna e il Fumaiolo.

In San Gerolamo e un devoto, alle
spalle della scena in primo piano appare un altro sipario sulla Valmarecchia.
Si tratta del settore più vallivo che da Monte Ceti fino a Montebello sfuma
verso l’Adriatico.

Le opere di Leonardo come
quelle di Piero della Francesca hanno fatto la storia dell’arte. Siamo abituati
ad ammirarle nei musei più famosi del mondo, ma in questo caso è un po’ come
“passeggiare” nel dipinto, frarupi, balze, pinnacoli, guglie che
spuntano lungo fiumi un tempo ricchissimi d’acqua. I nostri occhi diventano quelli di Leonardo da Vinci e di Piero della
Francesca. Certo, il paesaggio che ci si trova davanti in alcuni casi non è
identico a quello del dipinto. Con il trascorrere del tempo tutto cambia e si
scopre così che una rupe è un po’ diversa perché un crollo ne ha modificato
l’aspetto o che un lago presente in un quadro non c’è più, perché all’epoca era
stato creato artificialmente per poter praticare la caccia alla fauna lacustre
oppure perché, è il caso della Gioconda, Leonardo ha utilizzato un codice complesso
attraverso il quale a volte comprimeva e altre espandeva la morfologia del
paesaggio reale.

Ad oggi sono stati
allestiti due “balconi” attrezzati nel territorio di San Leo per ammirare 2 dei
3 paesaggi presenti in Emilia Romagna e si tratta degli scorci relativi alle
opere di Piero della Francesca.Nel 2014 saranno allestiti altri
balconi riferiti al “Museo a cielo aperto di Piero della Francesca” e al “Museo
a cielo aperto di Leonardo da Vinci”.

Tre
nuovi balconi sono in Emilia Romagna, precisamente nel territorio di Sant’Agata
Feltria (loc. Petrella Guidi), nel territorio di Monte Boaggine, e il terzo, in
prossimità di San Leo (loc. Madonna di Pugliano) con visuali che danno sulla
vallata del fiume Marecchia. Un altro interesserà invece il Comune di Peglio
nella Regione Marche.

Sono dei veri e propri
balconcini a cui ci si può affacciare avendo sott’occhio una riproduzione del
dipinto in questione, confrontando così i punti di contatto fra l’opera dipinta
e la realtà che si ha davanti agli occhi.

I balconi sono aperti al
pubblico in date prestabilite e su prenotazione. Diverse le tipologie di
biglietto che si possono acquistare. Info e prenotazioni: Associazione
Culturale “Montefeltro Vedute Rinascimentali” – tel. 366.9508583| 366.9508583 – Ufficio
Turistico I.A.T. Comune di San Leo – Tel. 0541.926967|0541.926967 oppure 0541.916306|0541.916306www.montefeltroveduterinascimentali.eu
– info@montefeltroveduterinascimentali.eu.

Decidere di recarsi ad
ammirare i paesaggi riprodotti nelle opere d’arte è anche un buon motivo per scoprire
un territorio ricco di bellezza, arte, natura, enogastronomia e magari
concedersi una passeggiata lungo le belle strade della Valmarecchia e in borghi
come Sant’Agata Feltria, San Leo, Pennabilli.A San Leo (definita da
Umberto Eco la città più bella d’Italia con la sua Rocca e le sue due chiese),
è possibile accedere da una sola porta d’ingresso, la stessa per la quale passò
Dante che ricorda questo borgo nella Divina Commedia.

A Pennabilli, Comune che rientra nel
Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, c’è “Il mondo di Tonino Guerra”(info tel.0541.9288460541.928846www.toninoguerra.org),spazio museale in cui
trovanoospitalità opere e ricordi dell’indimenticato
artistache definiva questo territorio
la “valle dipinta”.
Recentemente
è nato anche “L’Infanzia del Mondo”, un sentiero dedicato al poeta.Da vedere anche la campana tibetana
donatapersonalmente alla città dal Dalai Lama. Il luogo in cui è stata collocata domina un
paesaggio mozzafiato e ancora una volta si ha l’impressione di essere in
un’opera d’arte.

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