I Piatti della cucina Emiliano Romagnola

Squaquerone

L’Emilia Romagna è la terra dei sapori veri, una terra sempre più meta del turista gourmand in cerca di tradizione, genuinità e processi produttivi che si rinnovano pur non tradendo l’antica origine. Oggi l’enogastronomia da elemento trasversale del mercato turistico si sta sempre più trasformando in motivazione stessa di vacanza.
La dispensa di questa regione si arricchisce continuamente di nuovi prodotti a cui l’Unione Europea riconosce il marchio di qualità, confermando il paniere di tipicità dell’Emilia Romagna come il più ricco e consumato sulle tavole di tutto il mondo. Ad oggi sono 39 i prodotti tra Dop e Igp della regione, a cui vanno aggiunti i grandi vini DOC e IGT, 15 Presidi Slow Food e oltre 200 prodotti tradizionali iscritti nell’Atlante ministeriale.
Tra i souvenir preferiti dai turisti c’è un prodotto agroalimentare
Da un sondaggio realizzato nel giugno 2011 da Coldiretti, risulta che ben il 57% dei turisti italiani interpellati individua un prodotto agroalimentare tipico del territorio (vino, formaggio, salumi, olio di oliva aceto balsamico, ecc)  come souvenir preferito. Da questo punto di vista l’Emilia Romagna può offrire una grande Food Valley e, forte del suo patrimonio di eccellenze enogastronomiche, ha realizzato un evento come il Wine Food Festival che nel 2013 ha festeggiato la quinta edizione. I turisti del gusto sono in continuo aumento e con questa iniziativa l’Emilia Romagna cerca di coinvolgerli ulteriormente, forte di un paniere di prodotti tipici unico in Europa. David Rosengarten, inviato della prestigiosa rivista americana Forbes, ha incoronato l’Emilia Romagna come terra dalla migliore cucina del mondo: nei mesi scorsi il mensile ha dedicato un ampio reportage alle eccellenze dell’enogastronomia regionale,
Wine Food Festival, festa per un milione e mezzo di turisti del gusto
In una Food Valley di questo livello, il mercato del turismo può attingere con percorsi mirati, vacanze gustose all’insegna di tradizione e buon vivere.
Non è un caso che un evento come il Wine Food Festival,  il primo vero e proprio Festival del Gusto, sia nato proprio in Emilia Romagna. In nessun altro luogo sarebbe stato possibile riunione sotto un’unica regia tanti eventi del gusto, una sorta di vIa Emilia dei sapori che ogni anno si arricchisce di pubblico e di nuovi eventi a cui sono legati speciali pacchetti turistici. Nel 2013 nei vari appuntamenti previsti da settembre a dicembre, sono stati oltre 1 milione e 500.000 i partecipanti.

Ristorazione stellata, un riconoscimento internazionale
Un ristorante a 3 stelle Michelin, due a 2 stelle e ben 25 a 1 stella, da Piacenza a Cattolica. E’ il palmares della cucina stellata emiliano romagnola,  entrata nell’olimpo della ristorazione grazie al riconoscimento che l’edizione 2012 della guida più amata dai gourmand ha riconosciuto a Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, che vanta 3 stelle assieme ad altri 6 ristoranti in tutta Italia. A brillare sul “podio” assieme a Bottura, con 2 stelle, anche il Ristorante San Domenico di Imola (Bo) e “Il Rigoletto” di Reggiolo (Re). Ma non solo: nel 2013 l’Osteria Francescana è “volata” al terzo posto della guida internazionale annuale che raccoglie i migliori 50 ristoranti nel mondo The World’s 50 Best Restaurants.
Il segreto di questo successo? La passione per la buona tavola tipica degli emiliano romagnoli e la possibilità per gli chef di attingere ad un patrimonio di prodotti tipici e ricette della tradizione che ben si presta anche a reinterpretazioni nel segno della creatività, senza mai dimenticare le origini. Ed è proprio alla tradizione delle “azdore” che s’ispirano le locande, le trattorie e le osterie che offrono piatti tipici, buon vino e una inimitabile atmosfera di convivialità. In questi locali si può ancora ascoltare il dialetto e assistere a combattutissime partite di scopone, briscola e tressette.

I piaceri del cibo raccolti in 19 musei …
Ad alcuni dei più celebri “gioielli” enogastronomici dell’Emilia Romagna, sono dedicati 19 musei che ne raccontano la storia, i complessi ed affascinanti procedimenti produttivi e tante curiosità. In questi particolari “templi” del gusto, il visitatore è guidato da testimonianze, racconti, immagini inedite e degustazioni. Si va così alla scoperta del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, del Prosciutto di Parma, del Salame di Felino, del Formaggio di Fossa, del Sale di Cervia, dell’olio di Brisighella, del Marrone di Castel del Rio, dell’Anguilla di Comacchio, della Tigella, del Pane ferrarese, del Lambrusco, del miele, della frutta, della patata, del pomodoro Tra questi speciali musei ci sono anche Casa Artusi a Forlimpopoli, primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana, sede di corsi di divulgazione e di convegni, e l’Enoteca Regionale di Dozza, una vera e propria “biblioteca enologica” che rende omaggio ai rossi e bianchi dell’Emilia Romagna. Info: www.museidelgusto.it

E ad Anzola Emilia c’è anche quello dedicato al gelato
Un museo unico e… goloso è il Gelato Museum Carpigiani ad Anzola Emilia, in provincia di Bologna. Si tratta di un’esposizione dedicata alla storia, cultura e tecnologia del gelato artigianale, un alimento fresco e di alta qualità che rappresenta l’eccellenza e la creatività italiana nel mondo. Inaugurato nel settembre 2012 ed allestito  riconvertendo un settore dello stabilimento Carpigiani, azienda leader nel settore della macchine per gelato, oltre a presentare strumenti e macchine per la realizzazione del gelato artigianale, il Museo propone laboratori didattici i(per diverse fasce di età) in cui docenti della Gelato University consentiranno di approfondire storia, proprietà nutrizionali, chimica e fisica del gelato. Aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 18. Visita guidata su prenotazione. Info: www.gelatomuseum.com

La Food Valley sede di Alma ed Efsa

Le tecniche più evolute e la sapienza delle tradizioni, l’attività pratica e la cultura del cibo, la conoscenza delle materie prime e dei territori dell’enogastronomia italiana sono al centro del metodo didattico unico e coinvolgente di Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Fondata nel 2003, si trova a 10 km da Parma, cuore della Food Valley italiana. La sede di questa Scuola si trova nello splendido Palazzo Ducale di Colorno, circondata da un grande parco, tenuto a giardino del 1700. Alma è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Istituzioni private e pubbliche, la Provincia e la Camera di Commercio di Parma. L’obiettivo è quello di valorizzare la cucina italiana e più in generale i prodotti italiani, favorendone lo sviluppo e la diffusione in tutto il mondo.
A Parma si trova anche uno degli uffici strategici dell’Unione Europea: è l’Efsa, sigla che sta per European Food Safety Authority, ovvero Autorità europea per la sicurezza alimentare. Istituita nel 2002, l’Efsa, è nata come fonte indipendente di consulenza e di comunicazioni sui rischi associati alla catena alimentare. L’Efsa produce pareri scientifici e consulenza specialistica per fornire un solido fondamento al processo legislativo e di definizione delle politiche in Europa.
Tagliatelle e ragù, tesori da custodire
A Bologna le tagliatelle al ragù sono tra i “gioielli” più preziosi della città che vanta un patrimonio culinario di tutto rispetto. Dagli anni ‘70 la Camera di Commercio di Bologna ha deciso di raccogliere – in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina di Bologna – le versioni ufficiali delle ricette caratteristiche e tipiche. In questo contesto le tagliatelle (fatte con la sfoglia, cioè con un sottile strato di pasta all’uovo e dunque cibo genuino per eccellenza), condite con il classico ragù (altro pilastro della cucina locale), sono diventate due simboli da salvaguardare. Un “campione” in oro della vera tagliatella bolognese è stato depositato il 16 aprile 1972 alla Camera di Commercio che si trova nel palazzo della Mercanzia, un tempo sede del Foro dei Mercanti. Il campione (che riporta le misure esatte, secondo la tradizione) prevede che la larghezza della tagliatella bolognese “cotta e servita in tavola” corrisponde alla 12270ª parte dell’altezza della Torre degli Asinelli e, precisamente alla rigorosa misura di millimetri 8. Per tutelare questa specialità locale è addirittura sorta la confraternita “Apostoli della Tagliatella Bolognese”, club che vanta davvero 12 Apostoli (e una settantina di Discepoli), nato nel 2003 proprio per valorizzare e preservare l’autentica cucina petroniana.
La tradizione vuole che le tagliatelle siano rigorosamente condite con il ragù alla bolognese, la cui ricetta è custodita dal 17 ottobre 1982 sempre alla Camera di Commercio di Bologna.

 http://www.emiliaromagnaturismo.it

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