L’ARTE DI WIM WENDERS TRA SUONO E COLORE – Lunedì 20 gennaio 2014, ore 20.30 – proiezione film e dibattito Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3b) – Milano

Milano, 13 dicembre 2013
Stagione SAN FEDELE MUSICA 2013 – 2014
TRACCE E PERCORSI ACUSTICI ED ELETTRONICI
Nell’ambito del progetto Ascolto dell’angelo, ascolto dell’immagine
L’ARTE DI WIM WENDERS TRA SUONO E COLORE
Lunedì 20 gennaio 2014, ore 20.30 – proiezione film e dibattito
Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3b) – Milano
Cin’Acusmonium
Pina (2011) di Wim Wenders

Interpretazione acusmatica live di Giovanni Cospito e Dante Tanzi
Dibattito a cura di Roberto Diodato
Ingresso: €7 / € 4 (studenti)
info e prevendite: Biglietteria Auditorium lun-ven 10/12.30 – 14/18
tel.0286352231 fax. 0286352803 – www.centrosanfedele.net
acquisto on line: CLICCA QUI – www.webtic.it
Nell’ambito del progetto “Ascolto dell’angelo, ascolto dell’immagine L’arte di Wim Wenders tra suono e colore” ciclo di mostre, dibattiti e proiezioni di film con Acusmonium dedicati al grande
cineasta tedesco, Il Centro Culturale san Fedele propone Pina (2011), film tributo a Pina Bausch, coreografa tedesca, scomparsa nel 2009 proprio durante le fasi di realizzazione del film. Genere nuovo, tra il film e il documentario, tra la danza e il cinema. La seducente apparenza della pellicola svanisce e si è davvero nel gioco, comico e tragico, della danza di Pina Bausch. Il tempo è sospeso, nulla può distogliere: il miracolo del teatrodanza di Pina è adeguatamente lì, in un’eccitante assenza di distanza tra il nervo ottico, il cervello e il corpo, dei danzatori e quello dello spettatore che freme, vive e si emoziona come a teatro.
L’inaugurazione della mostra fotografica Westwards di Giovanni Chiaramonte che precede la proiezione del film alle ore 18.00 presso la Galleria San Fedele chiuderà l 20 febbraio la rassegna dedicata a Wim Wenders.
Presentato da Wim Wenders alla Berlinale 2011, Pina è un vero e proprio esperimento nel mondo dello spettacolo. Il maestro tedesco si concentra sul lavoro di coreografa della Bausch, concependo l’idea che la sua orchestra, i ballerini, potevano essere la sua voce. Pina alterna una struttura moderna e pittorica a filmati di repertorio, ripercorrendo trentacinque anni di carriera della Bausch. Un omaggio con cui Wim Wenders si avventura in questo territorio così delicato riuscendo a restituire l’atmosfera delle opere della grande coreografa senza limitarsi a un puro esercizio di danza filmata ed evitando ogni espediente narrativo. Il film articola tra loro testimonianze dei membri del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, estratti di spettacoli andati in scena, qualche immagine di repertorio di Bausch sul palco o al lavoro durante le prove e soprattutto coreografie rimesse in scena dagli stessi danzatori del gruppo in diversi spazi. Ne emerge l’aura sacra dell’artista, il suo approccio da psicoterapeuta, la lezione della sintesi tra linguaggio e movimento.
SINOSSI
Nel 1985 Wim Wenders assiste a Café Müller e ne rimane immediatamente ammaliato. Da allora nasce non solo una lunga amicizia tra il regista e la coreografa ma anche l’idea di fare un film insieme. Solamente nel 2007, dopo aver visto il film concerto U2 3D, Wim Wenders capisce che il 3D è la tecnica ideale per trasportare il teatrodanza sullo schermo. Il progetto inizia nel 2008 e prosegue anche dopo la morte di Pina Bausch, avvenuta nell’estate del 2009. V.O. sot
Proiezione con performance live su Acusmonium (orchestra di 40 altoparlanti di cui la sala, unica in Italia, è dotata), lo strumento permette l’ elaborazione e la spazializzazione della colonna sonora, trasformando la visione in una nuova e coinvolgente esperienza cinematografica.
Ascolto dell’angelo, ascolto dell’immagine
L’ARTE DI WIM WENDERS TRA SUONO E COLORE
Al Centro Culturale San Fedele iniziativa congiunta dei dipartimenti arte, cinema e musica, all’insegna della transdisciplinarietà. Attorno a tre capolavori di Wim Wenders, (Il cielo sopra Berlino, Don’t come knocking, Pina), si dipana un articolato progetto di indagine visiva, che si completa attraverso le mostre fotografiche di Joel Meyerowitz e di Giovanni Chiaramonte. Dopo il grande successo del focus su Tarkovskij nella passata stagione, il Centro Culturale San Fedele si conferma come luogo di riflessione attorno alle grandi tematiche esistenziali e spirituali dell’uomo contemporaneo. La testimonianza di un grande cineasta è dunque il punto di partenza che vede coinvolgere, in un dialogo aperto e fecondo con le diverse manifestazioni artistiche, personalità e figure di riferimento nel panorama culturale internazionale.

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