venerdì 22-11 LYDIA LUNCH @ Latteria Artigianale Molloy

Di nuovo in tour in Italia per sei esclusivi concerti, arriva a Brescia una vera e propria icona della cultura alternativa newyorkese.

L Y D I A   L U N C H

venerdì 22 novembre 2013

Latteria Artigianale Molloy

Via Marziale Ducos 2/b, Brescia.

(presso La Nave di Harlock)


Sul palco della Latteria la leggendaria frontwoman presenterà il suo nuovo progetto Retrovirus. Nella line up, insieme alla poetessa della new wave sono coinvolti anche il chitarrista Weasel Walter (Flying Luttenbachers), Bob Bert (alla batteria, tra gli altri, già in Sonic Youth, Pussy Glore e Knoxville Girls) e Algis Kizys, bassista alla corte di Swans, Foeuts, Glenn Branca, Pigface, Bag people, Cabbages and Kings e molti altri ancora.

I tre hanno pubblicato l’omonimo disco di debutto lo scorso marzo per la ugEXPLODE


Opening: * O V L O V *

Apertura h. 21.00 / Inizio spettacoli h. 22.00

Ingresso riservato ai possessori di tessera Arci 2013

con contributo all’ingresso di 8 euro.

Non è possibile richiedere la tessera all’ingresso, per richiederla online e ritirarla alla prima occasione compilare il form sul sito della Latteria: www.latteriaartigianalemolloy.it

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LYDIA LUNCH // Cantante, performer, poetessa, attrice, fotografa e altro ancora: Lydia Lunch dispone di un talento multiforme, attraverso il quale – nel corso di una carriera trentennale – “ha illuminato gli anfratti più bui dell’esperienza umana”, come scriveva tempo fa il Daily Telegraph. Lydia Lunch – Koch di cognome all’anagrafe – è uno dei personaggi che hanno fatto la storia del sottobosco artistico newyorkese nel corso dell’ultimo trentennio. Al debutto appena 16enne come cantante, ma più esatto sarebbe dire ‘urlatrice’, nei blasfemi Teenage Jesus & The Jerks: una delle band scelte da Brian Eno nel 1978 per dar corpo alla fondamentale compilation No New York, atto fondativo della cosiddetta no wave.
Fu la sua prima avventura musicale, a cui ne seguirono altre a raffica (Beirut Slump, 8 Eyed Spy, 13.13), anche se un estro tumultuoso la spinse ben presto a differenziare il proprio linguaggio espressivo. Divenne così performer provocante e attrice nelle pellicole di registi off quali Scott & Beth B e Richard Kern, spesso in ruoli talmente scabrosi da rasentare la pornografia. E poi poetessa, sia su carta – a metà anni Ottanta fondò la casa editrice Widowspeak per dar voce ai propri versi – sia in pubblico, con reading caustici e molesti. Quindi anche fotografa, sempre con stile scabroso, tanto da convincere Asia Argento a reclutarla nel team responsabile del film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. E a proposito di cinema: la sua perfida versione del ‘sempreverde’ Gloomy Sunday, inclusa originariamente nell’album da solista Queen Of Siam, era nella colonna sonora del controverso The Blair Witch Project. Proprio il ramificarsi multiforme del suo talento ha reso col tempo Lydia Lunch figura di culto su scala planetaria. Anzitutto in musica, con collaborazioni che via via l’hanno vista accanto a Nick Cave, Sonic Youth e Einsturzende Neubauten. Ma pure in ambito letterario e cinematografico, con apparizioni frequenti in festival e rassegne. Una carriera densissima, a rappresentare la quale sono compendi antologici da lei stessa compilati. Esemplare in quel senso il romanzo a sfondo autobiografico Paradoxia: A Predator’s Diary (con prefazione di Hubert Selby Jr., autore del classico Ultima fermata a Brooklyn), così come il recente doppio CD Deviations On A Theme.

OVLOV // Primo lavoro per Ovlov dal titolo MARGARETH , FRANK AND THE BEAR, in uscita il 12 Novembre per l’etichetta bresciana “Casa Molloy”. Già attivi dal 2001 come Black Eyed Susan vincono il premio come miglior band emergente nel concorso Jestray Rock (2004) e partecipano alla compilation The Beatles Tribute con il brano “Don’t let me down”. Pubblicano nel 2006 il disco “And silence will begin soon” per l’etichetta Mizar Records e sono finalisti al Mei per “Fuori dal Mucchio. Il tour promozionale li porta all’apertura di numerosi concerti come Black Heart Procession, Ulan Bator, Art Brut. Nel 2008 la band si scioglie, e continuano alcuni progetti paralleli (Lù suona con Mulu e pubblica per Wallace Records “Garage Bleu”). Lù e Gigi incontrano Michele e, abbandonate le lunghe strutture dei Black Eyed Susan, formano un trio più spensierato e più diretto, Ovlov appunto, con il quale l’oscurità “trapassa” in tre minuti di pura, sognante pop-wave. Il disco è registrato al TUP studio di Brescia con la produzione artistica di Pier Luigi Ballarin (The Record’s) e Stefano Moretti (Pink Holidays). Uno dei brani presenti nel disco “Startup” è stato scelto e pubblicato nella compilation PHONOCULT.

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