RAI STORIA: A ITALIA IN 4D LUCARELLI RACCONTA 4 DECENNI DI STORIA ITALIANA

http://www.ufficiostampa.rai.it/comunicati_tv/20131022/rai_storia__a_italia_in_4d_lucarelli_racconta_4_decenni_di_storia_italiana.html

Rai Educational presenta la nuova serie di Italia in 4D, in onda tutti i venerdì a partire dal 25 ottobre alle 21.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale Terrestre e ch. 23 Tivù Sat.
Sarà
Carlo Lucarelli a condurre  il magazine di  Rai Storia che intreccia e
approfondisce i grandi temi sociali, politici ed economici che hanno
caratterizzato la vita del Paese a partire dal dopoguerra; gli anni ’50,
’60, ‘70  e ’80,  4Decenni del Novecento italiano per raccontare “usi e
costumi” della Prima Repubblica.  Scrittore di successo, volto noto al
pubblico televisivo che ne apprezza la particolare capacità di
narrazione, Carlo Lucarelli in Italia in 4D partirà in ogni puntata da
un evento, un caso, un personaggio “paradigmatico”, attorno al quale si
dipanerà il tema scelto dall’autore. Rubriche tematiche, materiali di
repertorio dedicati all’Italia, provenienti dagli archivi audiovisivi di
tutto il mondo e dalle Teche Rai, saranno le chiavi attraverso le quali
Lucarelli  porterà il telespettatore dentro l’identità dell’Italia
repubblicana.
Italia in 4D entrerà così  nel cuore degli anni
Cinquanta, quelli di un’Italia che ha appena rialzato la testa dalla
distruzione della guerra e che ora rincorre il benessere, lavora,
costruisce, guadagna, consuma. Arrivano la televisione, la Lambretta,
l’automobile per tutti, il Festival di Sanremo, i motoscooter, gli
elettrodomestici e i grandi magazzini. È il decennio dell’atomo e dei
processi per adulterio, delle autostrade e della censura. Si cerca di
immaginare un paese ideale, popolato di famiglie perbene che antepongono
l’educazione dei figli a qualunque altra cosa, ma scandali e intrighi
assorbono la morbosa attenzione dei lettori dei rotocalchi e soffia una
brezza di libertà individuale che sfugge ai codici tradizionali del buon
comportamento. La scolarizzazione e la televisione contribuiscono alla
diffusione di un linguaggio comune e nuovi modelli culturali di massa.
Gli
anni Sessanta: il Paese raggiunge la sua maggiore età, da contadino
diventa industriale, conosce con rapidità una crescita economica
straordinaria ed entra a far parte del consesso delle nazioni più
avanzate.
Tv, frigorifero, lavatrice, oggetti fino a qualche anno
prima visti solo nei film americani, entrano ora nella disponibilità di
tante famiglie.

La televisione completa il percorso
risorgimentale e unisce definitivamente la nazione:  si impara a leggere
e a scrivere anche grazie al maestro Manzi, ma in Rai si censurano  le
gambe troppo lunghe e troppo in vista delle gemelle Kessler. Un decennio
che vede abolire il delitto d’onore, le donne iniziare a lavorare fuori
casa e i giovani che da semplice anticamera dell’età adulta diventano
soggetto sociale autonomo; anche la  classe operaia conquista il centro
della scena sociale. Sarà poi, nel ’69, l’attentato di piazza Fontana a
spazza via le magnifiche sorti del decennio, aprendo quel buco nero che
divorerà dal suo interno le istituzioni italiane negli anni successivi.

Gli anni Settanta: gli anni della
contestazione e della parola libertà che si diffonde come un mantra
nelle piazze: libertà d’espressione, libertà dei costumi,
liberalizzazione dello Stato. Le nuove generazioni pretendono
cambiamenti profondi della società, reclamano la pace in Vietnam,
l’aborto legale, diritti civili. La legge sul divorzio e lo Statuto dei
lavoratori del 1970, impostano il decennio mettendo al centro della
modernità l’emancipazione dei cittadini. Le pubblicità diventano
ammiccanti e  i concerti rock eventi di massa. In tv Arbore s’inventa
l’Altra Domenica per aggiornare il servizio pubblico orfano del
monopolio, mentre una biondissima Carrà e un folgorante Mennea accendono
gli entusiasmi del paese. Qualcosa di oscuro e  inquietante si muove
però sotto la superficie; la  strage di Piazza Fontana del ’69 è il
primo capitolo di un lungo romanzo criminale che penetra e attraversa il
decennio come un fiume carsico. Il golpe Borghese, la strage
dell’Italicus, il caso Sindona,fino all’assassinio di Aldo Moro: le 
tensioni sociali e il  terrorismo dividono le famiglie e spaccano le
coscienze.
Gli anni Ottanta:  gli italiani esibiscono una voglia di
cambiare che va di pari passo a un consolidarsi del benessere, a un
rinnovato boom dei consumi e a una serie di innovazioni destinate a
rivoluzionare il privato dei cittadini del belpaese. La voglia di
cambiare si traduce in voglia di divertirsi, la voglia di divertirsi in
voglia di trasgressione. Si rompono tabù, si impongono nuovi modelli
socioculturali, nuove forze politiche salgono alla ribalta e anche il
monopolio televisivo pubblico è infranto. Nessun decennio del dopoguerra
ha diviso tanto gli italiani come gli anni ’80;  un periodo ancora
discusso e controverso, l’ultima decade della “Prima Repubblica”.
Italia
in 4D avrà, in prossimità del semestre di presidenza italiana della UE,
nel luglio del 2014, una ulteriore mutazione trasformandosi in quel
periodo in Europa in 4D, un modo originale per
raccontare le recenti vicende del  Vecchio Continente con il piglio e il
disincanto proprio del magazine di Rai Storia.
 

LA PRIMA PUNTATA : SPUDORATA ITALIA!
Nella
prima puntata della nuova serie di Italia in 4D, a confronto 40 anni di
“infrazioni” al comune senso del pudore. Carlo Lucarelli ci guida tra
gli scandali, le censure, gli spogliarelli e le rivoluzioni sessuali che
hanno segnato i primi quattro decenni dell’Italia repubblicana partendo
da un caso di cronaca degli anni ’50, lo scandalo che vede coinvolta
l’attrice di Rivista Gilda Marino. Nella puntata, AAA offresi, il
documentario che gli italiani non hanno mai visto; l’incredibile vicenda
dell’inchiesta televisiva sulla prostituzione del 1981 “censurata” a
poche ore dalla messa in onda, nel racconto in esclusiva di una delle
autrici. L’Italia si scopre: lo spogliarello che cambiò l’Italia. Nel
1958 la ballerina turca Aichè Nanà, nel corso di una festa mondana in un
locale di Via Veneto a Roma, si toglie qualche indumento di troppo. La
giustizia la condanna a due mesi per atti osceni in luogo pubblico. Ma i
paparazzi ringraziano: nasce la Dolce Vita. A seguire Pornografia anno
zero,  la nascita e il successo dell’editoria pornografica negli anni
’70 e il ciclone “Cicciolina” negli anni ’80. Infine,  Impariamo il
sesso: quando l’educazione sessuale sbarca in TV  mentre Franco Fabbri
ci racconterà  la musica “a luci rosse”.
 

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