L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la musica per il cinema

L’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia ha un lungo e duraturo rapporto con la
musica composta per il cinema. Aggiungere la possibilità di consultare
l’archivio realizzato da GDM Music a quelli conservati dall’Accademia,
permette finalmente di accedere a un prezioso patrimonio che è anche
parte della storia dell’Accademia stessa, ma che è poco documentato
all’interno dei suoi archivi e, più in generale, non era ancora stato
sistematizzato e reso accessibile in maniera così completa sottoforma di
database dedicato alle composizioni di autori italiani. D’altro canto
fu proprio l’Accademia (allora Regia) con il conte di San Martino a
fondare la Scuola Nazionale di Cinematografia, oggi Centro Sperimentale,
nel 1932; la Scuola rimase presso Santa Cecilia fino al 1934, e la
documentazione è conservata in archivio, (nel quale c’è anche la domanda
di iscrizione di Elsa Morante).

Tra
i primi musicisti italiani a cimentarsi nell’impresa di comporre musica
per film vi furono, con diverso approccio ed esito, proprio alcuni
accademici: Gian Francesco Malipiero, Pietro Mascagni, Goffredo Petrassi
e Ildebrando Pizzetti. Molti altri accademici da allora sono e sono
stati compositori che hanno scritto musica per il cinema, e diversi tra
loro compaiono nell’archivio creato da GDM Music. Primo fra tutti Ennio
Morricone e poi Willy Ferrero, Severino Gazzelloni, Franco Mannino,
Renzo Rossellini, Nino Rota, Armando Trovajoli, Roman Vlad e Mario
Zafred. Anche l’Orchestra dell’Accademia, soprattutto negli anni
Cinquanta del Novecento, ha inciso numerose colonne sonore, spesso
guidata dallo stesso direttore stabile, ma anche in veste meno ufficiale
e con altri direttori.

Tra le musiche più note registrate dall’Orchestra dell’Accademia vanno citate quelle per alcuni film di Luchino Visconti come L’innocente e Ludwig – la cui musica fu composta da Franco Mannino – o ancora Il Gattopardo – musica composta da Nino Rota – e Morte a Venezia. Tra tanti film del neorealismo italiano troviamo, ad esempio, Il mulino del Po di Alberto Lattuada e film di Roberto Rossellini come Vulcano.

Sono
sicuramente molti di più i titoli di quegli anni che vedevano la
partecipazione dell’Orchestra dell’Accademia o della gran parte dei suoi
elementi, ma a questo tipo di esecuzioni non veniva allora data molta
pubblicizzazione.  Al contrario, la tendenza era quella di non far
comparire il nome dell’orchestra, così come molti compositori tendevano a
non evidenziare il loro lavoro in quest’ambito. Quella della musica
composta per il cinema, infatti, è stata in passato una “categoria”
vista, soprattutto dalle accademie, con sospetto  ed è solo negli ultimi
decenni che la musica composta per i film ha cominciato a essere
rivalutata, smarcandosi dall’etichetta di genere o sottogenere
didascalico, di puro accompagnamento alle immagini che l’aveva seguita
dagli albori. A questo hanno sicuramente contribuito in larga parte gli
accademici già citati con le loro composizioni e anche le esecuzioni di
grandi orchestre tra le quali quella dell’Accademia.

L’Archivio
multimediale delle colonne sonore è consultabile nelle postazioni
multimediali della Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa
Cecilia all’Auditorium Parco della Musica: uno spazio creato per lo
studio e la fruizione di libri, partiture, spartiti, manoscritti,
periodici, fotografie, opere d’arte, documenti, registrazioni audiovideo
e altri materiali che costituiscono il patrimonio storico musicale
dell’Accademia di Santa Cecilia. Dalle stesse postazioni è già possibile
consultare, vedere ed ascoltare anche i documenti digitali delle Teche
RAI, che pure includono molte registrazioni inerenti l’attività
dell’Accademia.

Dal sito della Bibliomediatecahttp://bibliomediateca.santacecilia.itè possibile consultare tutti i cataloghi relativi all’ampio patrimonio
che documenta la vita dell’Accademia dal Seicento a oggi.

Nella biblioteca
è conservato l’intero patrimonio librario dell’Accademia, circa 130.000
volumi e fascicoli, in prevalenza partiture e spartiti, monografie,
periodici e manoscritti di argomento musicale. Aperta al pubblico nel
1877, conserva un importante fondo antico ricco di più di 7.000
manoscritti quasi tutti catalogati, circa 1.500 edizioni anteriori al
1830, libretti e programmi di sala. Ad oggi sono stati digitalizzati
1450 manoscritti e circa 400 edizioni anteriori al 1830.

L’archivio storicoconserva
la documentazione completa della vita dell’istituzione dal 1651 a oggi,
costituita da più di 1000 metri lineari di documenti, comprendenti:
archivio cartaceo (registri, verbali, corrispondenza e carteggio,
archivio amministrativo e libri contabili); locandine, manifesti,
programmi di sala e rassegna stampa. Tutte le notizie e il materiale
disponibile sui concerti e le attività al pubblico, dal 1895 a oggi,
sono consultabili anche attraverso la cronologia eventi, che attualmente
consta di oltre 20.000 notizie.

Negli archivi audiovisivi
è conservato un patrimonio sonoro edito e inedito, accresciuto nel
corso del Novecento da numerose donazioni, importanti collezioni
discografiche di vinili, lacche e supporti digitali, oltre che dalle
registrazioni dei concerti dell’Accademia. Le esecuzioni dei grandi
direttori del passato (Toscanini, Furtwängler, De Sabata, Molinari,
Karajan) sono custodite insieme a quelle

dei più rinomati direttori e interpreti del presente. Gli archivi raccolgono 26.000 supporti, dei quali 14.000 catalogati.

Archivi di Etnomusicologia.
Dal 1948 l’Accademia ha raccolto, grazie alle campagne di ricerca del
Centro Nazionale di Studi sulla Musica Popolare, fondato in
collaborazione con la RAI, preziose registrazioni di musiche di
tradizione orale italiana e del bacino del Mediterraneo, frutto del
lavoro di Giorgio Nataletti, Diego Carpitella, Ernesto De Martino, Alan
Lomax e di altri studiosi che con passione si sono dedicati alla
raccolta e allo studio di questi repertori. Gli archivi custodiscono
oltre 22.000 registrazioni audio, delle quali 14.000 catalogate, per
circa metà riversate in tracce audio digitali.

L’archivio fotografico
è la testimonianza visiva delle attività dell’Accademia, in particolare
delle stagioni concertistiche dalla metà del Novecento a oggi.
Conserva, inoltre, fondi storici che riuniscono ritratti di personalità
rilevanti nella cultura musicale e teatrale dal tardo Ottocento, la
documentazione fotografica relativa alle campagne di ricerca degli
Archivi di etnomusicologia e quella relativa alle collezioni di
strumenti musicali e opere d’arte dell’Accademia. La consistenza
dell’archivio supera le 40.000 fotografie, delle quali 11.500 inserite a
catalogo.

La collezione di opere d’arte
dell’Accademia, costituita da circa cento opere fra dipinti, disegni,
stampe e sculture, si è depositata nel corso dei secoli e si è
arricchita continuamente, secondo criteri tanto casuali quanto
spontanei, perché frutto di doni di mecenati e accademici. Nella
collezione predominano i ritratti di musicisti e dei protagonisti della
storia dell’Accademia.

Il museo degli strumenti musicali
conserva più di 500 pezzi tra strumenti, accessori, oggetti e cimeli
che testimoniano diverse culture musicali: cinque secoli di storia fra
Europa, Asia e Africa, musica colta – antica e moderna – musiche
popolari italiane, musiche etniche extraeuropee. Il nucleo più
importante della raccolta è rappresentato dagli strumenti della
tradizione liutaria italiana dal XVII al XX secolo, fra i quali spicca
su tutti – per qualità della fattura e importanza storica – il violino
di Antonio Stradivari del 1690 detto “il Toscano”.

Archivio multimediale delle colonne sonore

Un progetto a cura di

GDM Music e Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Auditorium Parco della Musica di Roma

                                                                        …        

Le colonne sonore originali dei compositori
italiani sono state raccolte e archiviate in un catalogo informatico
consultabile dal pubblico attraverso le postazioni multimediali
installate all’interno dei locali della Bibliomediateca dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica di
Roma.

Anche
la SIAE metterà a disposizione il patrimonio del suo Archivio Opere
Musicali Online, della rivista VivaVerdi e del sito SIAE per arricchire i
profili degli autori ed editori del mondo delle colonne sonore
italiane.

L’Archivio
multimediale delle colonne sonore, realizzato dalla GDM Music srl con
il consenso dei principali Editori e Discografici italiani, ha lo scopo
di preservare da tempo un inestimabile patrimonio della cultura italiana
e renderlo accessibile a studenti, ricercatori e appassionati, dando
così l’opportunità di ripercorrere attraverso la musica oltre ottanta
anni di storia del nostro cinema.

All’interno
dell’Archivio è possibile consultare, attraverso sistemi di ricerca e
catalogazione semplici e intuitivi, molteplici contenuti:

  • un elenco dettagliato delle colonne  sonore, dei relativi compositori, editori, discografici;
  • files
    audio di alta qualità di tutte le registrazioni musicali presenti nel
    catalogo, restaurate in digitale, e ulteriore materiale multimediale;
  • copertine
    degli album e riproduzioni dei booklet, crediti musicali e
    cinematografici, biografie dei compositori, ulteriori note informative.

Sono stati catalogati migliaia di titoli di circa 200 compositori italiani, dal primo film sonoro distribuito in Italia La canzone dell’amore (1930) che contiene la famosa canzone Solo per te Lucia, fino ai giorni nostri.

Dagli anni ’30, chiamati da sempre “gli anni dei telefoni bianchi”, con le canzoni e le musiche di film come Gli uomini che mascalzoni, Melodramma, Chi è più felice di me, si passa al periodo del Neorealismo con musiche storiche come quelle di Ladri di biciclette e Sciuscià; per giungere agli anni ’50 caratterizzati dai film di Totò, Don Camillo, Un americano a Roma, I soliti ignoti, Stazione Termini. Gli anni ’60 con le musiche di film come La ciociara, Il gattopardo, Il sorpasso, Otto e mezzo, e ancora le musiche della “commedia all’italiana”come Amici miei, Dramma della gelosia, Mimì metallurgico ferito nell’onore, i vari Fantozzi, i film comici, erotici e polizieschi.  Le musiche dei western made in Italy C’era una volta il west, Django; le musiche per le storie d’amore come Anonimo veneziano, L’ultima neve di primavera, e quelle per i thriller/horror Profondo rosso, Phenomena.  E infine le musiche scritte per film come  La vita è bella, Il caimano, Oltre la porta, Palla di neve, Il bagno turco, L’ultimo bacio, La finestra di fronte, La migliore offerta e così via.

Le
registrazioni musicali più datate sono state restaurate con le più
avanzate tecnologie, provvedendo anche al recupero di brani inediti. Le
copertine dei long-playing in vinile e i booklet dei compact disc sono
stati riprodotti in alta definizione.

L’Archivio
sarà periodicamente aggiornato.                               
                                                                                                             L’elenco
dei titoli, i nomi dei compositori, degli editori musicali e gli
aggiornamenti possono essere consultati anche dall’esterno accedendo
alla pagina web www.archiviocolonnesonore.com

                        Con il patrocinio della Società Italiana Autori ed Editori (SIAE)

Progetto dedicato alla memoria di Massimo Dell’Orso (www.massimodellorso-onlus.org)

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